Capacità vitale: definizione, valori e volumi polmonari
25 Agosto 2026 · Mario Lomele

La capacità vitale è il massimo volume d’aria che si può espirare dopo un’inspirazione massimale: in un adulto sano sta intorno ai 4-5 litri. È la porta d’ingresso di tutte le domande sui volumi polmonari, perché per definirla bisogna sapere come si compongono i quattro volumi di base e le quattro capacità — ed è esattamente lì che i quiz vanno a colpire.
Capacità vitale: la definizione e la somma che la compone
La capacità vitale (VC) è la somma di tre volumi: il volume corrente (circa 500 ml, l’aria di un respiro tranquillo), il volume di riserva inspiratoria (circa 3 litri, quello che puoi ancora inspirare dopo un’inspirazione normale) e il volume di riserva espiratoria (circa 1,1-1,2 litri, quello che puoi ancora espirare dopo un’espirazione normale).
Nelle capacità polmonari la parola “capacità” significa sempre somma di due o più volumi: è la convenzione che risolve metà delle domande. La capacità inspiratoria è volume corrente più riserva inspiratoria; la capacità funzionale residua è riserva espiratoria più volume residuo; la capacità polmonare totale è tutto insieme.
Il volume residuo — l’aria che resta nei polmoni anche dopo l’espirazione massimale, circa 1,2 litri — non fa parte della capacità vitale per definizione: non può essere espirato, quindi non può essere misurato con una espirazione.
Capacità vitale e capacità polmonare totale
La capacità polmonare totale (TLC) è la capacità vitale più il volume residuo: circa 6 litri nell’adulto. È la distinzione più chiesta in assoluto: la capacità vitale è aria mobilizzabile, la capacità polmonare totale è tutta l’aria contenuta nel torace a fine inspirazione massimale.
Ne segue il punto che confonde: nelle malattie ostruttive con intrappolamento aereo la capacità polmonare totale può aumentare mentre la capacità vitale diminuisce, perché il volume residuo cresce a spese dell’aria mobilizzabile. Nelle malattie restrittive, invece, scendono tutte e due.
I valori normali dipendono da sesso, età e altezza: gli spirometri li confrontano con i predetti, e si considera patologico ciò che scende sotto l’80% del valore atteso. Le cifre assolute citate nei quiz sono medie da adulto giovane.
Come si misura, e cosa non si misura
La capacità vitale si misura con la spirometria semplice: lenta (SVC), con un’espirazione completa senza fretta, o forzata (FVC), con un’espirazione massimale rapida. Nel soggetto sano i due valori quasi coincidono; nell’ostruzione la forzata risulta più bassa perché le vie aeree collassano durante lo sforzo.
Dal rapporto fra FEV1 (l’aria espirata nel primo secondo) e FVC nasce l’indice di Tiffeneau, il discrimine fra quadri ostruttivi e restrittivi: ridotto nell’ostruzione, normale o aumentato nella restrizione.
Ciò che la spirometria non misura sono il volume residuo e tutte le capacità che lo contengono (funzionale residua e totale): per quelle servono la pletismografia corporea o le tecniche di diluizione dei gas. È un’altra domanda ricorrente, gemella di quella vista per l’iperinflazione.
Le variazioni che i quiz chiedono
La capacità vitale si riduce nelle malattie restrittive (fibrosi, versamenti, cifoscoliosi, malattie neuromuscolari), nelle paralisi diaframmatiche e in gravidanza avanzata; aumenta con l’allenamento e con la statura, ed è mediamente maggiore negli uomini.
Nella posizione supina la capacità vitale scende un poco e la capacità funzionale residua scende parecchio: il ritorno venoso e la risalita del diaframma spostano i volumi. È il dettaglio dietro le domande sulla dispnea da decubito.
Una capacità vitale molto ridotta ha anche un uso clinico diretto: nelle malattie neuromuscolari come la Guillain-Barré si monitora proprio la VC, perché una caduta sotto i 15-20 ml/kg annuncia la necessità di supporto ventilatorio.
Sulla nostra app trovi la scheda interattiva sui test di funzionalità polmonare con i volumi mostrati sul tracciato; il quadro opposto, con i volumi che crescono, è nell’articolo sull’iperinflazione polmonare. Per esercitarti ci sono le simulazioni della piattaforma e le prove ufficiali SSM commentate. Gli standard di riferimento della spirometria sono pubblicati dalla European Respiratory Society.