Test ammissione professioni sanitarie 2018
28 Giugno 2022 · Mario Lomele
Il test ammissione professioni sanitarie 2018 era organizzato dai singoli atenei, senza una prova nazionale unica: molti si appoggiavano ai quesiti del consorzio CINECA.
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Gli errori che ricorrono nei quiz
Il primo è la lettura frettolosa. Le domande con una negazione, una doppia condizione o un “tranne” nascosto a metà frase fanno sbagliare anche chi conosce l’argomento: la difficoltà non è nel contenuto, è nella formulazione. Rallentare su quelle domande vale più che studiarci sopra.
Il secondo è rispondere a caso quando la penalità per l’errore è prevista. Se il bando toglie punti alle risposte sbagliate, tirare a indovinare su una domanda di cui non si sa nulla è statisticamente svantaggioso: conviene lasciare in bianco e usare quel tempo altrove.
Il terzo è non rileggere le risposte esatte in fase di correzione. Alcune si azzeccano per esclusione o per fortuna: distinguerle da quelle che si sapevano davvero è l’unico modo per non arrivare alla prova convinti di essere più pronti di quanto si è.
Test ammissione professioni sanitarie 2018: come funzionava
Molti atenei decidono di affidarsi a Cineca in quanto non esiste un unico test di ammissione per professioni sanitarie a livello nazionale e quindi ogni università è libera di proporre il proprio. Il CINECA è un consorzio interuniversitario italiano senza scopo di lucro, cui aderiscono 69 università italiane, 2 Ministeri, 27 Istituzioni pubbliche Nazionali. La sede principale è a Casalecchio di Reno ed ha sedi a Milano, Roma, Napoli e Chieti.
Simulazione Professioni Sanitarie 2018: