Test ammissione professioni sanitarie 2016
28 Giugno 2022 · Mario Lomele
Il test ammissione professioni sanitarie 2016 era deciso da ciascun ateneo: non c’era una prova nazionale unica, e molte università utilizzavano i quesiti predisposti dal CINECA.
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Il tempo è la variabile che decide
In una prova a risposta multipla i punti si perdono più spesso per gestione del tempo che per lacune di contenuto. Il meccanismo è sempre lo stesso: ci si incaglia su una domanda difficile, si insiste, e alla fine restano dieci quesiti da chiudere in due minuti.
La regola che funziona è passare oltre e segnare la domanda. Il primo giro serve a raccogliere tutto quello che sai con certezza; il secondo a lavorare sui dubbi con il tempo residuo davanti agli occhi. Così nessuna domanda facile resta senza risposta perché il tempo è finito prima.
Questa abilità non si impara studiando, si impara simulando. Ed è il motivo per cui una simulazione va fatta per intero e in una sola sessione: spezzarla in tre sedute da mezz’ora dà un punteggio migliore e una fotografia falsa.
Test ammissione professioni sanitarie 2016: come funzionava
Molti atenei decidono di affidarsi a Cineca in quanto non esiste un unico test di ammissione per professioni sanitarie a livello nazionale e quindi ogni università è libera di proporre il proprio. Il CINECA è un consorzio interuniversitario italiano senza scopo di lucro, cui aderiscono 69 università italiane, 2 Ministeri, 27 Istituzioni pubbliche Nazionali. La sede principale è a Casalecchio di Reno ed ha sedi a Milano, Roma, Napoli e Chieti.
Simulazione Professioni Sanitarie 2016: