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Scala ECOG: i gradi del performance status spiegati

25 Agosto 2026 · Mario Lomele

Scala ECOG: i gradi del performance status spiegati

La scala ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group), detta anche performance status ECOG o scala di Zubrod, misura con un numero da 0 a 5 quanto la malattia limita la vita quotidiana di un paziente. In oncologia è dappertutto: decide l’eleggibilità ai trattamenti e agli studi clinici, entra nella prognosi, e nei quiz compare con domande che si vincono solo conoscendo i gradi uno per uno.

Scala ECOG: i sei gradi

Grado 0: attività normale, come prima della malattia, senza restrizioni. Grado 1: sintomi che limitano le attività fisiche faticose, ma paziente ambulatoriale e in grado di svolgere lavori leggeri o sedentari.

Grado 2: paziente autonomo nella cura di sé ma incapace di qualsiasi attività lavorativa; alzato per più del 50% delle ore di veglia. Grado 3: capacità di cura di sé limitata; a letto o in poltrona per più del 50% delle ore di veglia.

Grado 4: completamente inabile, nessuna cura di sé possibile, costretto a letto o in poltrona. Grado 5: decesso. La soglia che i quiz chiedono più spesso è quella fra 2 e 3: il 50% delle ore di veglia passate a letto è lo spartiacque.

A cosa serve nella pratica

Il performance status è uno dei fattori prognostici più forti in oncologia, spesso più del tipo di tumore: un ECOG 0-1 apre la strada ai trattamenti a piena intensità, un ECOG 2 impone di scegliere con prudenza, un ECOG 3-4 orienta di regola verso le sole cure di supporto, salvo eccezioni specifiche.

Gli studi clinici lo usano come criterio di ingresso: la maggior parte arruola solo pazienti con ECOG 0-1, qualcuno accetta il 2. È il motivo per cui i risultati degli studi non sempre si trasferiscono ai pazienti più compromessi che si vedono in reparto.

La scala va assegnata per come il paziente vive davvero, non per come appare in ambulatorio: la domanda giusta è quante ore passa alzato e che cosa riesce a fare da solo, non come sta durante la visita.

ECOG e Karnofsky: il confronto da esame

L’indice di Karnofsky misura la stessa cosa su una scala da 100 (normale) a 0 (decesso), a passi di 10. La corrispondenza approssimativa: ECOG 0 vale Karnofsky 90-100, ECOG 1 vale 70-80, ECOG 2 vale 50-60, ECOG 3 vale 30-40, ECOG 4 vale 10-20.

La differenza pratica: la scala ECOG è più rapida e più riproducibile fra osservatori diversi, il Karnofsky è più fine. Nei quiz la domanda tipo dà una descrizione del paziente e chiede il grado, oppure chiede la conversione fra le due scale.

Trucco per ricordare: ECOG conta le limitazioni (più alto è, peggio sta), Karnofsky conta le capacità residue (più alto è, meglio sta). Le due scale corrono in direzioni opposte.

Gli errori tipici nelle domande

Primo errore: confondere il grado 1 con il 2. Il grado 1 lavora ancora, anche se solo in attività leggere; il grado 2 non lavora più, ma si gestisce da solo. La parola chiave è l’attività lavorativa.

Secondo errore: dimenticare che il grado si assegna sullo stato attuale, non sul migliore recente: un paziente allettato da una settimana per progressione è un 3-4 anche se un mese fa camminava.

Terzo errore: usare l’ECOG come misura della gravità del tumore. Misura la persona, non la malattia: un tumore avanzato in un paziente che sta bene può dare ECOG 0, e viceversa.

Ultimo dettaglio utile: nei referti e nei casi clinici la sigla PS seguita da un numero (“PS 1”, “PS 2”) indica proprio il performance status ECOG, ed è il modo più rapido per capire, leggendo un caso, quale intensità di trattamento l’autore della domanda ha in mente.

Sulla nostra app trovi la scheda interattiva sul performance status con i gradi applicati a casi clinici. Per prepararti ci sono le prove ufficiali SSM commentate e le simulazioni della piattaforma. La scala originale è pubblicata dall’ECOG-ACRIN Cancer Research Group.

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