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Morbo di Buerger (malattia di Buerger): sintomi e cura

22 Agosto 2026 · Mario Lomele

Morbo di Buerger: cos’è, sintomi, diagnosi e cura

Il morbo di Buerger, o tromboangioite obliterante, è un’infiammazione delle arterie e delle vene di piccolo e medio calibro di mani e piedi che colpisce quasi esclusivamente giovani fumatori. Non è un’aterosclerosi precoce: è una malattia a sé, con un solo vero fattore di rischio e una sola cura che funziona.

Morbo di Buerger: che cos’è

È una vasculite segmentaria non aterosclerotica: i vasi colpiti si infiammano a tratti e si occludono per trombosi, mentre i tratti intermedi restano sani. Colpisce arterie e vene insieme, distalmente, e risparmia gli organi interni. L’età tipica di esordio è sotto i 45 anni, con netta prevalenza maschile.

La parola chiave è tabacco. Il rapporto con il fumo è così stretto che la diagnosi in un non fumatore va messa in dubbio; anche il fumo passivo e il tabacco masticato contano. Il meccanismo preciso non è chiarito, ma tutto indica una risposta immunitaria anomala a componenti del tabacco che danneggia l’endotelio.

I sintomi: mani e piedi, da distale a prossimale

Il quadro comincia alle dita di mani e piedi: dolore a riposo, freddo, pallore o cianosi, parestesie. Tipica la claudicatio dell’arco plantare, cioè il dolore al piede camminando, diversa dalla claudicatio del polpaccio dell’aterosclerosi, perché qui l’ostruzione è più distale.

Con il tempo compaiono ulcere dolorose alle estremità delle dita e, nei casi avanzati, gangrena. Circa un terzo dei pazienti presenta una tromboflebite superficiale migrante, cioè cordoni venosi arrossati e dolenti che compaiono e scompaiono in sedi diverse: è un segno che aiuta molto a distinguere la malattia dall’aterosclerosi, che non dà flebite.

Può associarsi fenomeno di Raynaud. I polsi distali, radiale e tibiale posteriore, possono essere ridotti o assenti, mentre quelli prossimali sono conservati: è una distribuzione che riflette la sede distale del danno.

Come si fa la diagnosi

Non esiste un esame specifico: la diagnosi è clinica e di esclusione. Si parte dai criteri classici: età sotto i 45 anni, fumo attuale o recente, ischemia distale documentata con esami non invasivi, esclusione di malattie autoimmuni, stati trombofilici e diabete, ed esclusione di una fonte embolica prossimale.

L’angiografia mostra occlusioni segmentarie dei vasi distali con i vasi prossimali normali e, caratteristicamente, circoli collaterali a cavatappi intorno alle occlusioni. Gli esami di laboratorio sono serviti a escludere il resto: indici di flogosi e autoanticorpi sono di norma negativi, e questo è un punto che i quesiti sfruttano.

La differenza principale da tenere a mente è con l’arteriopatia aterosclerotica: età più alta, fattori di rischio multipli, sede prossimale, assenza di flebite. Il Buerger è il giovane fumatore con ulcere alle dita e polsi prossimali normali.

La cura: smettere di fumare, il resto è di supporto

L’unico intervento che modifica il decorso è l’astensione completa dal tabacco, in ogni forma. Chi smette di solito non va incontro ad amputazione; chi continua progredisce nonostante qualunque terapia. È una delle poche malattie in cui la prognosi dipende quasi interamente da una scelta del paziente.

Il resto è sostegno: cura delle ferite, analgesia, prostanoidi per via endovenosa nelle fasi ischemiche critiche, e nei casi selezionati la simpaticectomia o tecniche di rivascolarizzazione, spesso poco praticabili per la sede distale. L’amputazione resta il destino di una parte dei pazienti che non smettono.

Il messaggio per l’esame è secco: nel morbo di Buerger la terapia è la cessazione del fumo. Le altre alternative, anticoagulanti, statine, angioplastica, sono distrattori costruiti sul modello dell’aterosclerosi.

Vale la pena aggiungere che la ripresa del fumo, anche dopo anni di remissione, riattiva la malattia. Per questo il follow-up non si esaurisce con la guarigione delle ulcere: il paziente va accompagnato nel tempo, e ogni visita è anche un’occasione per verificare che l’astensione regga. È una delle poche condizioni in cui il colloquio vale quanto l’esame obiettivo.

Per ripassare la clinica vascolare con i quesiti trovi le simulazioni SSM e le simulazioni per il semestre medicina; per le basi i quiz di biologia. Una scheda di riferimento aggiornata è quella del Manuale MSD per professionisti.

Morbo, malattia o tromboangioite: i tre nomi

Le tre espressioni indicano la stessa condizione. Malattia di Buerger e morbo di Buerger sono equivalenti e derivano dal nome di Leo Buerger, che ne diede la descrizione classica nel 1908. Tromboangioite obliterante e’ il nome tecnico, e ha il pregio di dire che cosa succede: infiammazione della parete vasale con trombosi che oblitera il lume.

Nella letteratura internazionale si trova come Buerger disease o thromboangiitis obliterans. Sono etichette diverse per una sola malattia, e nessuna delle tre indica una variante.

La cosa che cambia la prognosi

Non e’ un farmaco: e’ la sospensione completa del tabacco, in qualunque forma, comprese sigaretta elettronica e prodotti a tabacco riscaldato. E’ l’unico intervento che modifica la storia naturale della malattia, e la differenza fra chi smette e chi continua si misura in amputazioni evitate.

La riduzione non basta: anche un consumo minimo mantiene attiva la malattia. E’ il messaggio piu’ difficile da far passare e il piu’ importante da ripetere a ogni controllo.

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