Mitosi e meiosi: differenze, fasi e finalità
14 Agosto 2026 · Mario Lomele
Mitosi e meiosi sono i due modi in cui una cellula eucariote si divide, e vengono confuse con una regolarità che le rende un argomento d’esame quasi obbligato. La differenza di fondo è semplice: la mitosi fa copie, la meiosi fa gameti.
A cosa servono mitosi e meiosi
La mitosi produce due cellule figlie identiche alla madre e con lo stesso numero di cromosomi. È il meccanismo con cui un organismo cresce, sostituisce le cellule morte e ripara i tessuti danneggiati, e riguarda tutte le cellule somatiche.
La meiosi produce quattro cellule con metà dei cromosomi, geneticamente diverse fra loro e dalla cellula di partenza. Avviene solo nelle cellule germinali e serve a formare i gameti, cioè spermatozoi e cellule uovo.
Il dimezzamento non è un dettaglio tecnico ma una necessità aritmetica: se i gameti avessero il corredo completo, a ogni fecondazione il numero di cromosomi raddoppierebbe. La meiosi lo dimezza perché la fecondazione lo ripristini.
Le fasi della mitosi
Prima della divisione vera e propria, durante l’interfase, il DNA viene duplicato: ogni cromosoma risulta così formato da due cromatidi fratelli uniti al centromero. L’interfase non fa parte della mitosi, ed è un errore frequente considerarla una sua fase.
Nella profase la cromatina si condensa in cromosomi visibili, l’involucro nucleare si dissolve e si forma il fuso mitotico. Nella metafase i cromosomi si allineano sul piano equatoriale, agganciati alle fibre del fuso: è la fase in cui i cromosomi sono più visibili, ed è quella usata per il cariotipo.
Nell’anafase i cromatidi fratelli si separano e migrano verso i poli opposti. Nella telofase si riformano gli involucri nucleari e i cromosomi si decondensano. La citodieresi, cioè la divisione del citoplasma, è un processo distinto che accompagna la fine della mitosi.
Le due divisioni della meiosi
La meiosi comprende due divisioni successive precedute da una sola duplicazione del DNA. Nella profase I i cromosomi omologhi si appaiano formando le tetradi e avviene il crossing over, cioè lo scambio di segmenti fra cromatidi non fratelli: è la principale fonte di variabilità genetica.
Nella metafase I si allineano le coppie di omologhi, e nell’anafase I sono gli interi cromosomi omologhi a separarsi, non i cromatidi. È il punto in cui il corredo si dimezza, ed è anche la differenza più chiesta rispetto alla mitosi.
La seconda divisione somiglia a una mitosi: nell’anafase II si separano finalmente i cromatidi fratelli. Al termine si ottengono quattro cellule aploidi. Un secondo meccanismo di variabilità si aggiunge al crossing over, ed è l’assortimento indipendente degli omologhi in metafase I.
Le differenze da fissare
Numero di divisioni: una nella mitosi, due nella meiosi. Cellule prodotte: due contro quattro. Corredo cromosomico: conservato contro dimezzato. Somiglianza genetica: identiche contro tutte diverse.
Crossing over e appaiamento degli omologhi avvengono solo nella meiosi. La separazione dei cromatidi fratelli avviene in anafase nella mitosi e in anafase II nella meiosi, mai in anafase I: confondere questi due momenti è l’errore singolo più costoso su questo argomento.
Un errore nella separazione, detto non disgiunzione, produce gameti con un cromosoma in più o in meno. È l’origine di condizioni come la trisomia 21, e le prove lo usano spesso come collegamento fra la citologia e la genetica.
Un ultimo confronto utile riguarda la durata e il controllo. La mitosi è regolata da punti di controllo che verificano l’integrità del DNA prima di consentire il passaggio alla fase successiva, e il loro cedimento è uno dei meccanismi alla base della proliferazione tumorale. La meiosi, nella specie umana, può invece restare sospesa per anni: negli ovociti la prima divisione si arresta prima della nascita e riprende solo con l’ovulazione, decenni dopo.
Per esercitarti trovi i quiz gratuiti di biologia, il ripasso sulla cellula animale e le simulazioni complete. Il programma ufficiale è del CISIA.