Prestazioni intramoenia più richieste: visite ed esami
6 Gennaio 2023 · Mario Lomele
Questa analisi sulle prestazioni intramoenia più richieste ti aiuta a capire quali specialità mediche generano il maggior numero di visite ed esami a pagamento nei policlinici universitari, un dato utile anche per chi valuta il proprio futuro professionale da specialista. Nelle sezioni che seguono spieghiamo che cos’è l’attività libero-professionale intramuraria, quali tipologie di prestazioni concentrano la domanda dei pazienti, come funziona concretamente per il medico dipendente e quali sono i vantaggi e i limiti di questo istituto.
Abbiamo analizzato l’attività ALPI di un grande policlinico del Sud Italia, in particolare il Policlinico di Bari.
I reparti che effettuano più attività privata ALPI
Ecco qui l’analisi annuale dei reparti con più attività ALPI. Vince Oftalmologia. Il rapporto completo, con la classifica reparto per reparto, è consultabile nel nostro gruppo Facebook “Scuole di Specializzazione in Medicina”, nel post dedicato all’analisi dell’attività intramoenia del Policlinico di Bari.
Il primato dell’oftalmologia non sorprende chi conosce le dinamiche delle liste d’attesa: la visita oculistica è una prestazione a bassa complessità organizzativa, di breve durata, richiesta da una popolazione molto ampia (dal bambino con difetto refrattivo all’anziano con cataratta o degenerazione maculare) e caratterizzata da tempi di attesa spesso lunghi nel canale ordinario. Tutte queste condizioni insieme spingono il paziente a rivolgersi alla libera professione intramuraria per ottenere la visita in tempi rapidi dallo specialista che ha scelto.
Le singole visite più richieste
Ecco qui gli incassi per singola prestazione in ALPI, ad esempio “Visita Oculistica”, “Visita Cardiologica”. Anche in questa classifica per singola prestazione vince “ESAME COMPLESSIVO DELL’OCCHIO”. Il dettaglio completo, prestazione per prestazione, è riportato nel medesimo rapporto pubblicato nel nostro gruppo Facebook.
Il dato conferma una regola generale: la prestazione intramoenia tipica è la prima visita specialistica, cioè il momento in cui il paziente ha un sintomo o un dubbio e vuole una risposta in tempi brevi da un professionista di cui si fida. Gli esami strumentali seguono a ruota, soprattutto quando sono eseguiti nella stessa seduta dallo stesso specialista.
Prestazioni intramoenia: cosa significa e come funziona
L’attività libero-professionale intramuraria (ALPI), comunemente chiamata intramoenia, permette ai medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale di svolgere prestazioni a pagamento all’interno della propria struttura di appartenenza, al di fuori dell’orario di servizio ordinario. Il paziente sceglie il professionista, paga una tariffa concordata e in cambio ottiene tempi di attesa generalmente più brevi rispetto al canale ordinario.
L’istituto è riservato ai dirigenti medici e sanitari con rapporto di lavoro esclusivo, cioè a coloro che hanno scelto di non esercitare la libera professione al di fuori dell’azienda. In cambio di questa esclusività, l’azienda mette a disposizione spazi, attrezzature e personale di supporto per l’attività a pagamento, e il medico può ricevere pazienti privati senza dover aprire uno studio esterno. Esiste anche una forma “allargata”, nella quale, in mancanza di spazi idonei dentro l’ospedale, l’attività può essere svolta in studi esterni convenzionati, sempre sotto il controllo dell’azienda.
La disciplina generale dell’attività libero-professionale intramuraria è definita a livello nazionale dal Ministero della Salute, che ne stabilisce i principi, mentre ogni azienda ospedaliera ne disciplina gli aspetti organizzativi con un proprio regolamento interno.
Prestazioni intramoenia più richieste: le tipologie
Le prestazioni intramoenia più richieste, come emerge anche dall’analisi qui sopra, riguardano tipicamente le prime visite specialistiche e gli esami strumentali nelle discipline con le liste d’attesa più lunghe nel canale pubblico: oculistica, cardiologia e diagnostica per immagini sono tra le aree in cui la domanda è storicamente più alta. In termini qualitativi si possono distinguere quattro grandi gruppi.
Visite specialistiche
Sono la componente più numerosa. Oltre alla visita oculistica e a quella cardiologica, sono molto richieste le visite dermatologiche, ortopediche, ginecologiche, urologiche, endocrinologiche, neurologiche e otorinolaringoiatriche. La motivazione è quasi sempre la stessa: il paziente vuole un inquadramento rapido di un problema che lo preoccupa e preferisce scegliere personalmente lo specialista. Chi si interroga su quale sia la specializzazione medica più redditizia trova in questi dati una prima indicazione, da leggere con le cautele che spieghiamo più avanti.
Ecografie e diagnostica per immagini
Le ecografie (addominali, tiroidee, muscolo-tendinee, ostetriche, ecocolordoppler vascolari ed ecocardiogrammi) sono molto richieste perché non invasive, rapide e spesso eseguibili nella stessa seduta della visita. Nell’ambito della radiodiagnostica anche esami più complessi come risonanze e TC vengono richiesti in libera professione, soprattutto quando i tempi di attesa del canale ordinario superano quelli compatibili con il quesito clinico.
Endoscopie
Gastroscopie e colonscopie, ma anche broncoscopie e cistoscopie, sono prestazioni per le quali la domanda in intramoenia è alta per due ragioni: le liste d’attesa pubbliche sono spesso lunghe e il paziente desidera essere seguito dallo stesso specialista che ha posto l’indicazione e che eventualmente lo prenderà in carico dopo l’esame.
Chirurgia elettiva
Gli interventi programmabili, non urgenti, rappresentano la componente di maggior valore economico per singola prestazione: interventi di cataratta, chirurgia ortopedica come protesi e artroscopie, chirurgia della parete addominale, chirurgia plastica ricostruttiva, procedure ginecologiche e urologiche. In questo caso il paziente sceglie il chirurgo e paga l’intera équipe e l’uso della sala operatoria secondo le tariffe stabilite dall’azienda. Non a caso le discipline chirurgiche compaiono con regolarità tra le specializzazioni di Medicina più pagate.
Come funziona l’intramoenia per il medico
Dal punto di vista pratico, il medico che intende svolgere attività intramoenia presenta all’azienda una richiesta di autorizzazione, indicando le prestazioni che intende erogare e la tariffa proposta, che deve essere concordata e comunque tale da coprire tutti i costi. L’azienda verifica la compatibilità con l’attività istituzionale, assegna spazi e fasce orarie e gestisce la prenotazione attraverso un’agenda dedicata e separata da quella ordinaria.
Alcuni principi regolano il rapporto tra attività istituzionale e libera professione: l’intramoenia va svolta fuori dall’orario di servizio, il volume di prestazioni in libera professione non può superare quello erogato nell’attività istituzionale, e i tempi di attesa del canale ordinario devono essere monitorati per evitare che la libera professione diventi l’unica via per ottenere una prestazione in tempi ragionevoli. Il pagamento avviene sempre all’azienda, mai direttamente al medico, ed è tracciato.
Va inoltre ricordato che i proventi dell’attività libero-professionale intramuraria non vanno soltanto al singolo professionista: una parte viene trattenuta dall’azienda ospedaliera per coprire i costi di struttura e organizzazione del servizio, secondo criteri stabiliti dal regolamento aziendale. Una quota è destinata anche al personale di supporto e a fondi aziendali; il residuo costituisce il compenso del medico, che viene liquidato in busta paga e tassato come reddito da lavoro dipendente.
Vantaggi e limiti dell’attività intramoenia
Per il medico i vantaggi sono evidenti: integrazione del reddito senza dover aprire uno studio privato, utilizzo delle attrezzature ospedaliere, possibilità di seguire il paziente con continuità tra canale pubblico e privato, costruzione di una reputazione professionale. Per il paziente il vantaggio principale è il tempo: la possibilità di scegliere il professionista e di ottenere la prestazione rapidamente, in un contesto ospedaliero che garantisce standard di sicurezza e la disponibilità immediata di altre competenze in caso di necessità.
I limiti sono altrettanto reali. L’attività intramoenia dipende dalla disponibilità di spazi e di fasce orarie, che nelle strutture più affollate sono scarse. La domanda si concentra in poche discipline e su pochi professionisti con maggiore notorietà, mentre in altre specialità l’attività resta marginale. Il tempo dedicato alla libera professione si aggiunge a un orario di servizio già impegnativo, con un carico complessivo che non tutti riescono a sostenere a lungo. Infine, l’istituto è periodicamente oggetto di discussione pubblica proprio per il rapporto con le liste d’attesa, e le regole possono cambiare.
Perché questi dati interessano anche i futuri specialisti
Conoscere quali prestazioni intramoenia sono più richieste è utile non solo ai pazienti, ma anche a chi si sta preparando al concorso di specializzazione: la possibilità di svolgere attività libero-professionale intramuraria è infatti uno degli aspetti della professione medica che ogni specializzando dovrebbe conoscere fin dagli anni di scuola di specializzazione, per orientare al meglio le proprie scelte di carriera.
Lo specializzando non può svolgere attività intramoenia, perché non è un dirigente dipendente dell’azienda, ma frequentando il reparto impara a conoscere come è organizzata, quali prestazioni vengono richieste e come si costruisce, negli anni, quella reputazione che porta i pazienti a scegliere un professionista. Nella scelta della scuola, i dati sulla domanda di prestazioni possono affiancare, senza sostituirle, le considerazioni sulle proprie attitudini cliniche: sapere che l’oftalmologia o la cardiologia hanno un’attività libero-professionale intensa è un’informazione, non una ragione sufficiente per sceglierle.
Come cambiano le prestazioni intramoenia più richieste nel tempo
La classifica delle prestazioni intramoenia più richieste non è statica: cambia in base all’evoluzione delle liste d’attesa nel canale pubblico, alla disponibilità dei singoli specialisti e persino a fattori stagionali. Per questo un’analisi periodica, aggiornata reparto per reparto, resta lo strumento più utile per capire davvero dove si concentra la domanda dei pazienti.
Incidono anche i cambiamenti tecnologici e demografici: l’invecchiamento della popolazione aumenta la domanda di prestazioni oculistiche, cardiologiche e ortopediche; la diffusione di nuove tecniche diagnostiche sposta parte della domanda verso esami che qualche anno fa non esistevano; le politiche regionali di abbattimento delle liste d’attesa, quando efficaci, riducono il ricorso alla libera professione per le prestazioni più semplici. Il quadro di un singolo policlinico in un singolo anno va quindi letto come una fotografia, non come una regola valida ovunque e per sempre.
Se stai valutando quale specialità intraprendere anche in funzione delle opportunità di attività libero-professionale, ricorda che la scelta della scuola di specializzazione resta comunque legata soprattutto alle tue attitudini cliniche e al punteggio ottenuto al concorso nazionale.
Prepararti al concorso di specializzazione
Se il tuo obiettivo è arrivare a esercitare in una delle discipline più richieste in intramoenia, il primo passo resta superare il concorso nazionale di specializzazione con un punteggio competitivo. Ti consigliamo di allenarti con:
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In sintesi
L’intramoenia è l’attività libero-professionale che il medico dipendente svolge dentro la propria azienda, fuori dall’orario di servizio, con tariffe concordate e pagamento tracciato all’azienda, che trattiene una quota per i costi. Le prestazioni intramoenia più richieste sono le prime visite specialistiche, con l’oftalmologia in testa nell’analisi del Policlinico di Bari, seguite da ecografie e diagnostica per immagini, endoscopie e interventi di chirurgia elettiva. Per il medico è un’integrazione di reddito e di esperienza, con il limite degli spazi, del tempo e della concentrazione della domanda su poche discipline. In definitiva, osservare le prestazioni intramoenia più richieste in un grande policlinico universitario offre uno spaccato realistico di come si distribuisce la domanda dei pazienti tra le diverse specialità, un’informazione utile tanto ai cittadini quanto a chi si affaccia alla professione medica.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
