Come affrontare una simulazione del concorso: metodo e tempi
8 Settembre 2026 · Mario Lomele
Sapere come affrontare una simulazione vale quanto sapere
la materia, perche’ la simulazione non misura solo cosa si sa: misura come lo
si usa sotto tempo. Ed e’ una competenza che si allena separatamente.
Prima: le condizioni
Una simulazione fatta sul divano, con il telefono acceso e la pausa quando
ci si stanca, non misura niente. Le condizioni devono somigliare a quelle
vere: tempo cronometrato, nessuna interruzione, nessuna consultazione,
possibilmente la stessa ora del giorno in cui si svolgera’ la prova.
Il motivo non e’ il rigore fine a se stesso: la stanchezza mentale
nell’ultimo terzo della prova e’ il fattore che fa perdere piu’ punti, e non
si allena facendo simulazioni corte e comode.
Come affrontare una simulazione: la gestione del tempo
La regola che funziona per quasi tutti e’ il doppio passaggio. Nel primo si
va dall’inizio alla fine rispondendo solo alle domande di cui si e’ certi o
quasi, e segnando le altre. Nel secondo si torna sulle segnate, con il tempo
restante distribuito su un numero ormai noto di quesiti.
Il vantaggio e’ che nessuna domanda facile resta senza risposta perche’ il
tempo e’ finito su una difficile. L’errore piu’ costoso in una prova a tempo
non e’ sbagliare: e’ non arrivare in fondo.
Un limite pratico: se dopo un minuto e mezzo su un quesito non si e’
ristretto il campo a due opzioni, si segna e si va avanti. Il tempo speso
oltre quella soglia rende quasi sempre meno che altrove.
Rispondere o lasciare in bianco
Dipende dal sistema di punteggio della prova, ed e’ la prima cosa da
verificare sul bando dell’anno. Quando le risposte errate non sottraggono
punti, lasciare in bianco e’ sempre sbagliato. Quando sottraggono, la scelta
diventa un calcolo: eliminare anche una sola opzione in genere rende
conveniente rispondere, tirare a caso fra cinque no.
Come si compone il punteggio complessivo, titoli compresi, e’ spiegato in
come si calcola il punteggio.
La revisione: dove sta il valore
La simulazione serve poco; la revisione serve moltissimo. E va fatta subito
dopo, non giorni dopo, quando il ragionamento seguito e’ ancora ricostruibile.
Ogni errore va classificato in una di quattro categorie: non lo sapevo, lo
sapevo ma ho letto male, l’ho scelto per una scorciatoia sbagliata, ho
sbagliato per stanchezza. Sono quattro problemi diversi con quattro rimedi
diversi, e trattarli tutti come lacune di studio e’ il motivo per cui molti
ripetono gli stessi errori.
Vanno riviste anche le risposte esatte date con incertezza: sono quelle che
alla prova successiva potrebbero cadere.
Quante farne
Poche e riviste bene valgono piu’ di molte e archiviate. Una simulazione
completa richiede il tempo della prova piu’ almeno altrettanto di revisione:
chi non ha quel tempo faccia blocchi piu’ brevi, ma li riveda per intero.
Quando iniziare e con che ritmo e’ spiegato in
quando
iniziare le simulazioni.
Le domande costruite per ingannare
Alcune strutture ricorrono, e riconoscerle vale punti. Le domande con
negazione – quale NON e’ corretta – su cui si sbaglia per
fretta e non per ignoranza: conviene sottolineare mentalmente il non prima di
leggere le opzioni. Le opzioni con assoluti – sempre, mai,
tutti – che sono raramente corrette in medicina. Le coppie di opzioni
quasi identiche, dove la differenza sta in una parola e la
risposta si trova confrontandole fra loro invece che con il proprio
ricordo.
E i distrattori plausibili: risposte vere in se’ ma che non
rispondono alla domanda posta. La difesa e’ rileggere la domanda dopo aver
scelto.
Cambiare risposta
La convinzione diffusa che il primo istinto sia quello giusto non regge:
gli studi mostrano che i cambi di risposta ragionati sono piu’ spesso da
errata a corretta che il contrario. Va cambiata la risposta quando c’e’ un
motivo – un dato riletto, un errore di lettura riconosciuto – non per
inquietudine.
La gestione dell’ansia durante la prova
Il momento critico e’ quasi sempre lo stesso: le prime domande difficili,
quando compare il pensiero che sara’ cosi’ tutta la prova. Serve un piano
deciso prima: se le prime cinque vanno male si va avanti comunque, perche’
l’ordine delle domande non e’ per difficolta’ crescente e il campione iniziale
non dice nulla sul resto.
Dove allenarsi
Su questi argomenti la differenza la fanno i quesiti, non le riletture:
sbagliare e leggere subito la spiegazione fissa piu’ di un capitolo ripassato.
Le simulazioni commentate sono sulla
piattaforma Accademia, i
volumi fra i libri per il concorso.
