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Concorso SSM

Specializzazione in ematologia

3 Maggio 2021 · Mario Lomele

Specializzazione in ematologia - Scuola specializzazione ematologia

La specializzazione in ematologia è la scuola di specializzazione medica dedicata alle malattie del sangue e del sistema emolinfopoietico: anemie, disordini della coagulazione, leucemie, linfomi, mielomi, sindromi mielodisplastiche e mieloproliferative, fino al trapianto di cellule staminali emopoietiche. La scuola di specializzazione in “Ematologia” è una scuola di specializzazione molto ambita e la durata della scuola è di 4 anni. In questa guida la redazione di Test Ammissione descrive che cosa studia la disciplina, come si svolge la formazione, quale lavoro attende lo specialista, quali sono gli sbocchi e come prepararsi al concorso SSM.

Che cos’è la specializzazione in ematologia

L’ematologia è una branca della medicina interna che si è progressivamente resa autonoma grazie allo sviluppo della biologia molecolare, della citogenetica e delle terapie mirate. Lo specialista ematologo si occupa sia di patologie benigne, come le anemie carenziali ed emolitiche, le piastrinopenie, le emofilie e le trombofilie, sia di neoplasie ematologiche, che rappresentano una parte rilevante della sua attività. In molte realtà l’ematologo è anche il riferimento per la medicina trasfusionale e per la gestione del paziente che deve affrontare un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali.

La disciplina ha una doppia anima: clinica e di laboratorio. L’ematologo visita i pazienti, imposta e gestisce chemioterapie, immunoterapie e terapie cellulari, ma è anche abituato a guardare al microscopio uno striscio di sangue periferico o un aspirato midollare e a interpretare esami immunofenotipici, citogenetici e molecolari. Chi sceglie la specializzazione in ematologia entra in uno dei settori della medicina in più rapida evoluzione, dove la ricerca si traduce spesso in nuove opzioni terapeutiche nel giro di pochi anni.

Gli obiettivi formativi della scuola

L’ordinamento didattico definisce le competenze che lo specializzando deve acquisire. Le riportiamo integralmente perché rappresentano la descrizione più fedele del percorso.

Obiettivi formativi integrati (ovvero tronco comune)

Lo specializzando deve aver acquisito una soddisfacente conoscenza teorica e competenza professionale nella diagnosi clinica e strumentale e nel trattamento, anche in condizioni di emergenza-urgenza, delle più diffuse patologie internistiche. Lo specializzando deve acquisire le conoscenze fondamentali di fisiopatologia dei diversi organi ed apparati, le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per il riconoscimento delle malattie che riguardano i diversi sistemi dell’organismo, le conoscenze teoriche e pratiche dei principali settori di diagnostica strumentale e di laboratorio relative alle suddette malattie, l’acquisizione della capacità di valutazione delle connessioni ed influenze internistiche e specialistiche. Deve pertanto saper riconoscere i sintomi e i segni clinico-funzionali con cui si manifestano le malattie di vari organi ed apparati, avendo acquisito le conoscenze fondamentali diagnostiche, terapeutiche, psicologiche ed etiche necessarie per una visione globale del paziente. A tal fine deve maturare la capacità di inquadrare clinicamente il paziente sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo; sviluppare capacità diagnostiche critiche ed analitiche; acquisire familiarità con le principali procedure diagnostiche ed indagini laboratoristico-strumentali; riconoscere ed essere in grado di affrontare le principali emergenze mediche; familiarizzarsi con le risorse terapeutiche per programmarne l’uso ottimale e riconoscerne le indicazioni e controindicazioni, così come gli effetti di interazione e i possibili incidenti iatrogeni; acquisire le nozioni fondamentali relative alle metodologie di ricerca clinica ed alle sperimentazioni farmacologiche; conoscere le problematiche fondamentali relative a prevenzione, sanità pubblica e medicina sociale. Lo specializzando deve aver acquisito una soddisfacente conoscenza teorica e competenza professionale nel riconoscimento e nel trattamento, in condizioni di emergenza-urgenza, delle più diffuse patologie. Infine lo specializzando deve anche conoscere, sotto l’aspetto clinico e terapeutico, le più comuni patologie di competenza delle altre tipologie della classe.

Obiettivi formativi di base

Conoscenze fondamentali di anatomo-fisiologia, biochimica e genetica del sangue e del sistema emolinfopoietico nonché l’approccio statistico e lo studio delle emopatie come nozioni biologiche di base per l’apprendimento della fisiopatologia clinica e della terapia ematologica. Obiettivi della formazione generale: approfondimento delle conoscenze di base delle malattie ematologiche e patologie correlate, nonché apprendimento di principi generali di medicina interna e dei meccanismi eziopatogenetici che determinano lo sviluppo delle malattie ematologiche; approccio teorico e pratico alle tecniche di laboratorio applicate alla ematologia comprendenti citomorfologia, immunocitochimica, istopatologia, emostasi e trombosi, biologia molecolare, citogenetica molecolare e cinetica proliferativa.

Obiettivi formativi della tipologia della Scuola

Acquisizione delle fondamentali conoscenze teoriche e tecniche necessarie per la valutazione epidemiologica, per la prevenzione, per la diagnosi e terapia delle malattie del sangue e del sistema emolinfopoietico nonché applicazione delle stesse alla pratica clinica relativa alla medicina trasfusionale; conoscenze teoriche e pratica clinica relative all’impiego del trapianto di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche (allogenico ed autologo) e l’approccio alle principali terapie cellulari. Valutazione clinica e funzionale di pazienti candidati al trapianto, procedure di mobilizzazione di cellule staminali e di espianti di midollo, valutazione funzionale (immunofenotipica, colturale) delle cellule staminali, infusione e monitoraggio attecchimenti e decorso clinico post-trapianto.

Lo specializzando deve inoltre saper riconoscere e trattare i sintomi della fase terminale e pianificare e gestire l’assistenza al malato terminale di tipo palliativo e di terapia del dolore, approfondendo le conoscenze necessarie per consentire un corretto rapporto ed una efficace comunicazione fra medico/paziente e con la sua famiglia.

Le attività durante la formazione

Nei primi anni lo specializzando consolida le basi internistiche e impara a lavorare nel laboratorio di ematologia: lettura dello striscio periferico, esecuzione e interpretazione dell’aspirato e della biopsia osteomidollare, principi di citofluorimetria, citogenetica e biologia molecolare. Parallelamente partecipa all’attività di reparto e di day hospital, dove impara a gestire le complicanze delle terapie, come le infezioni nel paziente neutropenico, le trasfusioni e il supporto piastrinico.

Con il procedere della scuola aumentano le responsabilità:

  • gestione diretta dei pazienti ricoverati per leucemie acute, linfomi aggressivi o complicanze delle terapie;
  • attività ambulatoriale per le malattie croniche, come le neoplasie mieloproliferative, le leucemie croniche e le anemie;
  • partecipazione all’attività del centro trapianti, dalla selezione del candidato alla gestione del post-trapianto;
  • consulenze ematologiche per gli altri reparti, per esempio in caso di alterazioni dell’emocromo o disturbi della coagulazione;
  • partecipazione a protocolli di sperimentazione clinica, molto frequenti in ematologia;
  • gestione delle cure palliative e della comunicazione con pazienti e famiglie nelle fasi avanzate di malattia.

Il carattere del lavoro dello specialista

Il lavoro dell’ematologo è intenso sia sul piano clinico sia su quello umano. In reparto si seguono pazienti complessi, spesso immunodepressi, per i quali una febbre può diventare rapidamente un’urgenza; per questo la presenza nei turni e nelle guardie è una componente importante, soprattutto nei centri che trattano leucemie acute e trapianti. Allo stesso tempo, una parte consistente dell’attività è ambulatoriale e di day hospital, con percorsi di cura che durano anni e con un rapporto molto stretto e continuativo con i pazienti.

È una specialità che richiede aggiornamento continuo, perché le linee guida cambiano con frequenza e le nuove terapie, come gli anticorpi monoclonali, i farmaci a bersaglio molecolare e le terapie cellulari, entrano rapidamente nella pratica. Richiede inoltre equilibrio emotivo e capacità di comunicare diagnosi difficili, ma offre anche la soddisfazione di vedere risultati importanti in malattie un tempo considerate incurabili.

Sbocchi professionali dopo la specializzazione in ematologia

Al termine della specializzazione in ematologia le principali strade sono:

  • Sanità pubblica. Dirigente medico nelle unità operative di ematologia, nei day hospital onco-ematologici, nei centri trapianti e nei servizi di medicina trasfusionale del SSN, oltre che negli ambulatori per emostasi e trombosi.
  • Sanità privata e accreditata. Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, cliniche e centri oncologici che offrono servizi ematologici.
  • Libera professione. L’attività privata è possibile, soprattutto ambulatoriale e di consulenza, anche in regime intramoenia; la gestione delle patologie più gravi resta però legata alle strutture ospedaliere.
  • Ricerca. L’ematologia è tra i campi più attivi della ricerca clinica e traslazionale: università, IRCCS e industria farmaceutica offrono spazi per chi desidera dedicarsi a studi clinici, biologia delle neoplasie e terapie innovative.

Per la parte economica, il dirigente medico del SSN è inquadrato dal contratto nazionale, mentre la libera professione incide in misura variabile. Per un orientamento generale e prudente sulle retribuzioni consigliamo le guide sulle specializzazioni di medicina più pagate, sulla specializzazione medica più redditizia e su quanto guadagna un medico specializzando.

Punteggi minimi di accesso

La scuola di specializzazione in “Ematologia” è molto ambita. Il punteggio minimo di accesso è elevato. Per visualizzare i punteggi minimi di accesso divisi per sede e per scuola visita la pagina Punteggi Minimi SSM. I punteggi variano ogni anno in base ai posti disponibili e alle scelte dei candidati: per capire il meccanismo è utile la guida su come funzionano le scelte SSM. Per discutere sulle sedi migliori di questa prestigiosa scuola è possibile richiedere informazioni nel gruppo Facebook dedicato “Scuole di Specializzazione in Medicina”.

Come prepararsi al concorso SSM

L’ammissione avviene tramite il concorso nazionale SSM, identico per tutte le scuole di specializzazione. Il primo passo è leggere il bando del concorso SSM; poi conviene organizzare il programma partendo dalle materie più richieste al concorso SSM. Per una preparazione completa al concorso SSM sono consigliati i Libri per il concorso SSM.

  1. Studio per aree. Medicina interna, ematologia, oncologia, cardiologia, gastroenterologia, pediatria e chirurgia generale sono il cuore del programma.
  2. Quiz per argomento. Esercitarsi con continuità aiuta a fissare i concetti e a individuare le lacune.
  3. Simulazioni complete. Le prove degli anni precedenti permettono di allenare tempi e concentrazione.

Il software di simulazione consente di esercitarsi al concorso per l’accesso alle scuole di Specializzazioni Mediche. La versione demo comprende le prove ufficiali delle Specializzazioni mediche 2018, 2019 e 2020. I test prevedono 140 quesiti da svolgere in un tempo massimo di 210 minuti, come avveniva nella prova d’esame reale, e per la valutazione finale viene attribuito un punto per ogni risposta esatta. Le demo SSM Domande 2018, SSM Domande 2019 e SSM Domande 2020 sono disponibili gratuitamente sull’app di Test Ammissione. Il commento alle prove SSM dal 2018 ad oggi è incluso con l’acquisto del manuale “50.000 QUIZ – Simulazioni Per Le Specializzazioni Mediche”. Lezioni online e simulazioni commentate sono disponibili sulla Piattaforma Accademia.

Download e simulazioni

Qui trovi i collegamenti diretti per scaricare il materiale e provare la simulazione gratuita:

In sintesi

  • La specializzazione in ematologia forma il medico delle malattie del sangue, benigne e neoplastiche, e del trapianto di cellule staminali.
  • La scuola è molto ambita, dura 4 anni e ha un punteggio minimo di accesso elevato.
  • La formazione unisce tronco comune internistico, laboratorio ematologico, terapie cellulari, medicina trasfusionale e cure palliative.
  • Il lavoro è clinicamente intenso, in continua evoluzione e con un forte rapporto con i pazienti.
  • Gli sbocchi comprendono SSN, IRCCS e strutture private, libera professione e ricerca.
  • Per entrare servono una preparazione ampia al concorso SSM, quiz costanti e simulazioni sulle prove ufficiali.

Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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