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Concorso SSM

Folgorazione: corrente, fulmine e rabdomiolisi

30 Settembre 2026 · Mario Lomele

Folgorazione: corrente, fulmine e rabdomiolisi

La folgorazione è l’insieme delle lesioni prodotte dal passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo, sia di origine tecnica, come negli incidenti domestici e sul lavoro, sia di origine atmosferica, come nel caso del fulmine. In senso stretto alcuni testi riservano il termine alle lesioni da fulmine e parlano di elettrocuzione per quelle da corrente tecnica, ma nell’uso corrente e nelle domande d’esame i due termini si sovrappongono. La caratteristica distintiva è che il danno visibile sulla pelle può essere minimo mentre quello interno, a carico di cuore, muscoli, nervi e vasi, è esteso.

Per il Concorso SSM i punti da conoscere sono i fattori che determinano la gravità, le aritmie, la rabdomiolisi con il rischio renale, le differenze fra corrente tecnica e fulmine e alcune regole di soccorso che si discostano da quelle abituali.

Che cos’è la folgorazione e da cosa dipende la gravità

Il danno elettrico è il risultato di due meccanismi. Il primo è l’effetto diretto della corrente sui tessuti eccitabili: la depolarizzazione di miocardio, muscoli e nervi, che può provocare fibrillazione ventricolare, asistolia, contrazioni tetaniche e paralisi. Il secondo è l’effetto termico: la corrente, attraversando tessuti che le oppongono resistenza, genera calore, secondo il principio per cui l’energia dissipata cresce con il quadrato dell’intensità di corrente e con la resistenza. Questo calore provoca necrosi coagulativa dei tessuti profondi, soprattutto lungo i fasci neurovascolari e i muscoli.

I fattori che determinano la gravità sono numerosi. Conta il voltaggio: si distingue convenzionalmente fra bassa tensione, sotto i 1000 volt, tipica degli impianti domestici, e alta tensione, sopra questa soglia, tipica di linee e impianti industriali. Conta il tipo di corrente: la corrente alternata a bassa frequenza, come quella di rete, è particolarmente pericolosa perché provoca contrazioni tetaniche che impediscono di lasciare la presa e prolungano il contatto, e perché è più facilmente aritmogena. La corrente continua tende invece a provocare una singola contrazione violenta che spesso proietta la persona lontano, con traumi associati. Contano infine la resistenza della cute (bassa se bagnata), il percorso della corrente, con i tragitti che attraversano il torace più pericolosi per il cuore, e la durata del contatto.

Le lesioni: cute, muscoli, nervi e organi

Le lesioni cutanee tipiche sono le ustioni di entrata e di uscita, spesso piccole, ben delimitate, a volte con un centro depresso e grigiastro. Il loro aspetto inganna: sotto una lesione cutanea modesta può esserci un’ampia necrosi muscolare. Per questo le formule usate per le ustioni termiche, basate sulla superficie corporea ustionata, sottostimano il fabbisogno di liquidi nelle lesioni elettriche. Nelle alte tensioni si aggiungono ustioni da arco elettrico e da fiamma per l’incendio degli abiti.

La necrosi muscolare profonda provoca edema all’interno delle logge fasciali, con il rischio di sindrome compartimentale: dolore sproporzionato, tensione della loggia, deficit sensitivo-motori e, tardivamente, perdita dei polsi. La terapia è chirurgica, con fasciotomia e rimozione dei tessuti necrotici, a volte fino all’amputazione. Il sistema nervoso può essere colpito a livello centrale, con perdita di coscienza, convulsioni, lesioni midollari, e periferico, con neuropatie. Complicanze tardive descritte sono la cataratta, i disturbi neurologici e psicologici persistenti. Non vanno dimenticati i traumi associati, dalle cadute alle fratture da contrazione muscolare violenta, come le lussazioni posteriori di spalla.

Aritmie e danno cardiaco

Il cuore è il bersaglio più pericoloso. La corrente alternata a bassa tensione provoca tipicamente fibrillazione ventricolare, mentre le correnti ad alta tensione e il fulmine, che agisce come una scarica massiva di corrente continua, tendono a provocare asistolia. L’asistolia da fulmine può risolversi spontaneamente per il ritorno dell’automatismo cardiaco, ma spesso è accompagnata da un arresto respiratorio più prolungato per il danno ai centri del respiro: se nessuno ventila, l’ipossia provoca un secondo arresto, questa volta non reversibile.

Oltre alle aritmie maggiori, si possono osservare tachicardie sinusali, extrasistoli, fibrillazione atriale, blocchi di conduzione e alterazioni aspecifiche del tratto ST e dell’onda T. Il danno miocardico diretto può aumentare gli enzimi cardiaci; l’interpretazione della troponina in questo contesto va fatta insieme all’ECG e alla clinica. Per gli arresti si segue la gestione dell’arresto cardiaco standard.

Rabdomiolisi e rischio renale

La distruzione muscolare libera in circolo mioglobina, potassio, fosfati e acidi organici. La rabdomiolisi si riconosce dall’aumento marcato della creatinchinasi e dalla mioglobinuria, che rende le urine scure, color tè o cola; lo stick urinario risulta positivo per il sangue in assenza di globuli rossi al microscopio, perché il reagente non distingue l’emoglobina dalla mioglobina. La mioglobina è tossica per il tubulo renale, soprattutto in presenza di ipovolemia e urine acide, e può causare insufficienza renale acuta.

La terapia generale è l’idratazione endovenosa abbondante con cristalloidi per mantenere una diuresi elevata, con monitoraggio della diuresi oraria e degli elettroliti. L’alcalinizzazione delle urine e i diuretici osmotici hanno un ruolo discusso e non vanno considerati automatici. L’iperkaliemia da lisi muscolare è la complicanza metabolica più pericolosa e va cercata subito, anche perché potenzia il rischio aritmico. Obiettivi di diuresi e schemi di infusione vanno verificati sui protocolli vigenti.

La folgorazione da fulmine: caratteristiche proprie

Il fulmine è una scarica di altissima tensione e brevissima durata. Più che attraversare i tessuti profondi, la corrente tende spesso a scorrere sulla superficie del corpo (flashover), il che spiega perché le ustioni profonde siano meno frequenti che nelle alte tensioni tecniche, mentre le lesioni cardiache e neurologiche restano importanti. Un segno caratteristico sono le figure di Lichtenberg: disegni arborescenti, rossastri, “a felce” sulla cute, che compaiono in poche ore e scompaiono spontaneamente; non sono vere ustioni ma sono quasi patognomoniche.

Altri quadri tipici sono la cheraunoparalisi, una paralisi transitoria degli arti, soprattutto inferiori, con pallore e freddezza dovuti a vasospasmo, che di solito si risolve in poche ore; la rottura della membrana timpanica per l’onda d’urto; le lesioni oculari; i traumi da caduta o da proiezione. Una regola peculiare riguarda il triage negli eventi con più persone colpite: si dà la priorità a chi appare in arresto, e non a chi è cosciente e lamenta dolore, perché le vittime del fulmine in arresto hanno spesso buone possibilità di recupero se ventilate e rianimate subito. È il cosiddetto triage inverso.

Il soccorso e la valutazione in ospedale

Nella folgorazione da corrente tecnica la prima regola è la sicurezza: non si tocca la persona finché la corrente non è stata interrotta, staccando l’interruttore generale; con le alte tensioni ci si tiene a distanza e si attende il personale specializzato. Le vittime del fulmine, invece, non conservano carica elettrica e possono essere toccate subito, fermo restando il rischio di nuovi fulmini nella zona. Si procede poi con la valutazione standard, la rianimazione se necessaria, e l’immobilizzazione del rachide se la dinamica suggerisce un trauma.

In ospedale si esegue un ECG, si dosano elettroliti, creatinchinasi, funzionalità renale ed enzimi cardiaci, si esegue l’esame delle urine e si cercano traumi associati. Le persone colpite da alta tensione o fulmine, con perdita di coscienza, alterazioni dell’ECG, ustioni estese o segni di rabdomiolisi vanno ricoverate e monitorate. Chi ha avuto una scossa a bassa tensione, è asintomatico e ha un ECG normale può in genere essere dimesso senza monitoraggio prolungato, secondo i criteri dei protocolli locali. La profilassi antitetanica va verificata in presenza di ustioni.

Come cade la folgorazione al concorso

I quesiti sulla folgorazione giocano soprattutto su tre errori. Il primo è stimare la gravità dalle lesioni cutanee: piccole ustioni di entrata e di uscita possono nascondere una necrosi muscolare estesa, e per questo le formule per le ustioni termiche sottostimano il fabbisogno di liquidi. Il secondo è dimenticare la rabdomiolisi, con il rischio di insufficienza renale acuta e di iperkaliemia, e quindi non chiedere creatinchinasi, esame delle urine e diuresi. Il terzo è associare la stessa aritmia a tutti i meccanismi: fibrillazione ventricolare tipica della corrente alternata a bassa tensione, asistolia tipica del fulmine e delle alte tensioni.

Altre trappole frequenti riguardano il triage inverso nelle vittime multiple da fulmine, la sicurezza del soccorritore con le correnti tecniche, le figure di Lichtenberg scambiate per ustioni gravi, la cheraunoparalisi confusa con una lesione midollare definitiva e la sindrome compartimentale non riconosciuta. Per consolidare queste distinzioni sono utili i quesiti ragionati: le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia spiegano il perché di ogni risposta.

In sintesi

La folgorazione provoca danno con due meccanismi, elettrico sui tessuti eccitabili e termico sui tessuti profondi, e la sua gravità dipende da voltaggio, tipo di corrente, resistenza, percorso e durata del contatto. Le lesioni cutanee sottostimano quelle interne. Le aritmie principali sono la fibrillazione ventricolare nella corrente alternata a bassa tensione e l’asistolia nel fulmine e nelle alte tensioni. La rabdomiolisi espone a insufficienza renale acuta e iperkaliemia e richiede idratazione abbondante. Il fulmine ha segni propri, come le figure di Lichtenberg e la cheraunoparalisi, e impone il triage inverso. I parametri di trattamento vanno verificati sulle linee guida vigenti.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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