Torsione testicolare: guida clinica per il concorso SSM
22 Settembre 2026 · Mario Lomele
La torsione testicolare è l’urgenza urologica per eccellenza: una condizione in cui il tempo che passa fra l’inizio del dolore e l’intervento decide se il testicolo si salva o si perde. Per questo motivo è uno degli argomenti che il Concorso Nazionale SSM ripropone con costanza, quasi sempre sotto forma di caso clinico in cui bisogna riconoscere il quadro, distinguerlo dall’epididimite e scegliere la condotta corretta senza perdere tempo in esami inutili. In questo articolo raccogliamo ciò che i manuali di urologia, chirurgia pediatrica e medicina d’urgenza dicono sull’argomento, con particolare attenzione ai punti che diventano domande.
Che cos’è la torsione testicolare
La torsione testicolare è la rotazione del testicolo attorno all’asse del funicolo spermatico, con attorcigliamento dei vasi che lo percorrono. La rotazione comprime prima il deflusso venoso, provocando congestione ed edema, e poi il flusso arterioso, con ischemia e infarto emorragico del parenchima. Il danno dipende dal grado di rotazione e dal tempo: un testicolo torto per poche ore con rotazione parziale può recuperare completamente, mentre una torsione completa protratta per molte ore porta quasi sempre alla necrosi. È un evento che ha due picchi di incidenza, il periodo neonatale e l’adolescenza, ma nessuna età è davvero esclusa e il concorso lo ha proposto anche in giovani adulti.
Si distinguono due varianti anatomiche. La torsione intravaginale è la forma dell’adolescente e dell’adulto: la rotazione avviene all’interno della tunica vaginale ed è favorita dalla cosiddetta deformità a batacchio di campana, in cui la tunica vaginale avvolge completamente il testicolo e l’epididimo lasciandoli liberi di ruotare, spesso in modo bilaterale. La torsione extravaginale è quella del neonato: l’intero contenuto scrotale, tunica vaginale compresa, ruota perché non è ancora fissato alla parete dello scroto, e il quadro si presenta spesso già alla nascita con uno scroto duro, scuro e indolente perché l’infarto è avvenuto in utero.
Cause e fisiopatologia
Il fattore predisponente principale è anatomico, la deformità a batacchio di campana, che è presente in una quota rilevante della popolazione e spiega perché la torsione possa colpire in seguito anche il testicolo controlaterale. Fra i fattori scatenanti si citano il trauma, anche minimo, l’attività fisica, il freddo, la contrazione brusca del cremastere durante il sonno, e infatti molti episodi esordiscono di notte o al risveglio. Il rapido accrescimento del volume testicolare in pubertà, con un funicolo ancora relativamente lungo, giustifica il picco adolescenziale. Il testicolo ritenuto o criptorchide ha un rischio maggiore, e una torsione di un testicolo non disceso può presentarsi come dolore inguinale con scroto vuoto.
La sequenza fisiopatologica è quella di una qualunque ischemia da strangolamento: ostruzione venosa, edema, aumento della pressione intratesticolare, arresto del flusso arterioso, necrosi. La finestra temporale è il concetto che il candidato deve conoscere: nelle prime ore la percentuale di salvataggio è alta, si riduce progressivamente e dopo un giorno intero di sintomi è molto bassa. Da ciò discende la regola che il sospetto clinico giustifica l’esplorazione chirurgica anche senza conferma strumentale.
Clinica
Il quadro tipico è un dolore scrotale acuto, violento, a esordio improvviso, spesso irradiato all’inguine e al basso addome, accompagnato da nausea e vomito per la stimolazione vagale. L’irradiazione addominale è insidiosa: un adolescente con dolore addominale e vomito può essere valutato per un’appendicite acuta senza che nessuno esamini lo scroto, ed è un errore classico che le domande mettono in scena. Alcuni pazienti riferiscono episodi precedenti di dolore simile risoltisi spontaneamente, espressione di torsioni intermittenti.
All’esame obiettivo il testicolo è dolente, tumefatto, risalito verso l’anello inguinale e disposto orizzontalmente, con l’epididimo che può trovarsi in posizione anteriore invece che posteriore per effetto della rotazione. Il riflesso cremasterico, evocato strisciando la cute della faccia interna della coscia e osservando la risalita del testicolo omolaterale, è tipicamente assente: è il segno clinico con la migliore sensibilità, anche se non assoluta. Il segno di Prehn, cioè l’attenuazione del dolore sollevando lo scroto, è negativo nella torsione e positivo nell’epididimite, ma la sua affidabilità è limitata e i manuali moderni lo citano più come reperto storico che come criterio decisionale. Con il passare delle ore compaiono l’arrossamento e l’edema della cute scrotale, e la febbre può salire per la necrosi, rendendo il quadro sempre più simile a un’infezione.
Diagnosi
La diagnosi di torsione testicolare è clinica. Esistono punteggi che combinano edema, consistenza dura, assenza del riflesso cremasterico, nausea o vomito e testicolo risalito per stimare la probabilità, e servono soprattutto a identificare chi non ha bisogno di ulteriori esami; ma nessuno strumento sostituisce il giudizio del chirurgo davanti a un quadro tipico. L’esame che si utilizza quando c’è un margine di dubbio e non ritarda la sala operatoria è l’ecocolordoppler scrotale, che mostra l’assenza o la riduzione del flusso intratesticolare rispetto al lato sano, l’aumento di volume, la disomogeneità del parenchima e, nel funicolo, il segno del vortice dovuto ai vasi attorcigliati. Un doppler normale non esclude del tutto una torsione parziale o intermittente, e questo è un altro punto che gli esaminatori amano.
L’esame delle urine è di solito normale e la sua utilità è soprattutto negativa: una piuria o una batteriuria orientano verso l’epididimite. Gli esami ematici non sono necessari per decidere e non devono ritardare l’intervento. Nel caso del neonato con scroto scuro e non dolente la diagnosi è quasi sempre tardiva e l’esplorazione serve a confermare il quadro e a fissare il testicolo controlaterale.
Diagnosi differenziale
Lo scroto acuto ha tre cause principali e il concorso le confronta sistematicamente. L’epididimite e l’orchiepididimite hanno un esordio più graduale, spesso con febbre, sintomi urinari, secrezione uretrale nel giovane sessualmente attivo, riflesso cremasterico conservato, dolore che si attenua con il sollevamento e, al doppler, flusso aumentato per l’iperemia. La torsione dell’idatide di Morgagni, un residuo embrionale del polo superiore del testicolo, è frequente nel bambino prepubere: il dolore è più localizzato, il testicolo è mobile e non dolente nel suo insieme, e in alcuni casi si vede attraverso la cute il tipico punto bluastro; il riflesso cremasterico è presente e il trattamento è conservativo.
Vanno poi considerati l’ernia inguinale strozzata, che dà una tumefazione inguinoscrotale non riducibile con segni di occlusione intestinale, il trauma con ematocele, l’idrocele acuto, la porpora di Schönlein-Henoch con interessamento scrotale, l’orchite parotitica nel giovane non vaccinato e, nell’adulto, il tumore del testicolo, che è di regola indolore ma può presentarsi con dolore in caso di emorragia intratumorale. La regola pratica è che ogni scroto acuto in cui non si può escludere la torsione va esplorato.
Terapia per principi
Il trattamento della torsione testicolare è chirurgico ed è un’urgenza assoluta. L’esplorazione scrotale prevede la detorsione del funicolo, la valutazione della vitalità del testicolo dopo qualche minuto di riperfusione con impacchi caldi, e quindi l’orchidopessi, cioè la fissazione del testicolo alla parete scrotale, se l’organo è vitale, oppure l’orchiectomia se è necrotico. In entrambi i casi si esegue l’orchidopessi del testicolo controlaterale, perché la deformità anatomica predisponente è quasi sempre bilaterale; è la domanda che più spesso compare al concorso su questo argomento e la risposta è che la fissazione del lato sano fa parte dell’intervento standard.
La detorsione manuale è una manovra ponte che si può tentare in attesa della sala, ruotando il testicolo verso l’esterno come se si aprisse un libro, perché la torsione avviene di solito verso la linea mediana; la scomparsa del dolore ne conferma l’efficacia, ma non sostituisce l’intervento, che resta necessario per fissare il testicolo. Il controllo del dolore con analgesici e l’astensione dal cibo in previsione dell’anestesia completano la gestione iniziale. Non esiste una terapia medica della torsione, e ogni esame che ritardi il chirurgo oltre il necessario è un errore.
Complicanze e prognosi
La complicanza principale è la perdita del testicolo, sia per orchiectomia sia per atrofia successiva anche dopo una detorsione apparentemente riuscita. La compromissione della fertilità è possibile anche quando il testicolo viene salvato, per il danno ischemico e per la formazione di anticorpi antispermatozoo dopo l’esposizione degli antigeni germinali; la funzione endocrina è di solito preservata dal testicolo controlaterale. L’infezione della ferita e l’ematoma sono complicanze chirurgiche minori. La torsione recidiva dopo orchidopessi è rara ma descritta. Nel neonato con torsione extravaginale bilaterale, evenienza fortunatamente eccezionale, la conseguenza è l’anorchia con necessità di terapia ormonale sostitutiva in pubertà.
Come cade la torsione testicolare al concorso
Le domande sulla torsione testicolare seguono schemi riconoscibili. La forma più frequente è il caso clinico dell’adolescente con dolore scrotale improvviso, vomito, testicolo risalito e riflesso cremasterico assente, dove si chiede la diagnosi più probabile o l’atteggiamento corretto, e la risposta è l’esplorazione chirurgica urgente. Una seconda forma chiede quale sia il segno clinico più utile o quale esame strumentale sia indicato, con l’ecocolordoppler come risposta e la precisazione che non deve ritardare l’intervento. Una terza forma confronta torsione ed epididimite su un singolo elemento: il riflesso cremasterico, il segno di Prehn, il flusso al doppler, l’esame urine. Una quarta chiede la condotta sul testicolo controlaterale, e la risposta è l’orchidopessi bilaterale. Una quinta, meno comune, riguarda la deformità a batacchio di campana o la torsione dell’idatide nel bambino. Un ripasso mirato può partire dal bando del concorso SSM, che indica il peso delle aree chirurgiche, e proseguire con le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove il ragionamento sullo scroto acuto viene ricostruito passo per passo, distrattore per distrattore. Chi vuole capire quale soglia serva per accedere alla scuola desiderata può anche consultare la pagina sui punteggi minimi SSM.
In sintesi
La torsione testicolare è la rotazione del testicolo sul funicolo con ischemia progressiva; ha due picchi, neonatale e adolescenziale, e nell’adolescente è favorita dalla deformità a batacchio di campana. Si presenta con dolore scrotale improvviso, vomito, testicolo risalito e orizzontale, riflesso cremasterico assente. La diagnosi è clinica, l’ecocolordoppler conferma senza ritardare, l’esame urine è normale. Il trattamento è l’esplorazione chirurgica urgente con detorsione, orchidopessi o orchiectomia e fissazione del lato sano. Le ore contano: nel dubbio si opera.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
