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Concorso Test Ammissione

Università private medicina

8 Settembre 2022 · Mario Lomele

Università private medicina

Le università private medicina sono una via d’accesso alla professione medica diversa da quella pubblica: ricordiamo che per accedere ai corsi di laurea in Medicina è necessario superare il test d’ingresso, che è identico in tutte le università pubbliche ma differisce in quelle private. Ogni ateneo privato bandisce infatti una prova propria, con un proprio calendario, una propria struttura e propri criteri di punteggio. In questa guida vogliamo concentrarci proprio sugli atenei privati che attivano corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria, spiegare come funzionano, quanto pesano le rette, che valore ha il titolo e provare a rispondere alla fatidica domanda: “In quale università private studiare medicina?”.

Università private medicina: come funzionano gli atenei non statali

Gli atenei privati italiani che attivano Medicina e Chirurgia sono università “non statali legalmente riconosciute”: rilasciano titoli con lo stesso valore legale di quelli pubblici, sono sottoposti alla valutazione dell’ANVUR e i loro corsi sono accreditati dal Ministero. La differenza sostanziale sta nel finanziamento (in larga parte a carico degli studenti, tramite le rette) e nell’autonomia con cui gestiscono l’accesso. Mentre le università statali usano il percorso di ammissione nazionale, definito dal Ministero e uguale per tutti, ciascun ateneo privato organizza un proprio concorso, di solito in anticipo rispetto al calendario pubblico, tra febbraio e aprile, con una o più sessioni.

Questo anticipo ha una conseguenza pratica importante: chi partecipa ai test privati conosce l’esito con mesi di anticipo rispetto alle graduatorie pubbliche e può quindi “assicurarsi” un posto prima di affrontare il percorso statale. Per molti candidati le università private medicina rappresentano quindi un’opzione parallela, non alternativa: si tenta il privato per avere una prima possibilità, si tenta il pubblico per avere la seconda. Un’altra caratteristica comune è la forte presenza di corsi in lingua inglese, spesso con studenti internazionali, e un rapporto docenti-studenti più favorevole grazie a classi numericamente ridotte.

I test propri: struttura di ogni prova

Il punto in cui le differenze fra atenei sono più marcate è la prova d’ingresso. Non esiste uno standard: ogni università decide numero di domande, materie, tempo e penalità per gli errori. Vediamo la struttura delle prove degli atenei principali.

Università Cattolica di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore attiva di solito due corsi di laurea in Medicina: uno in italiano e uno in inglese.

Il test di Medicina in italiano è composto da 60 quesiti così suddivisi:

  • 35 quesiti di ragionamento logico e logico-matematico;
  • 15 quesiti di cultura scientifica: biologia (5 quesiti), chimica (5 quesiti), fisica (5 quesiti);
  • 3 quesiti di cultura generale;
  • 2 quesiti di conoscenza della lingua inglese;
  • 5 quesiti di cultura religiosa.

Il tempo a disposizione è di 60 minuti.

Il test di Medicina in Inglese è composto da 65 domande così suddivise:

  • 2 di cultura generale;
  • 20 di logica;
  • 18 di biologia;
  • 12 di chimica;
  • 8 di fisica e matematica;
  • 5 di cultura religiosa.

Il tempo a disposizione è di 65 minuti.

I criteri di attribuzione del punteggio sono i seguenti:

  • +1 punto per ogni risposta esatta;
  • -0,25 punti per ogni risposta sbagliata;
  • 0 punti per ogni risposta non data.

La peculiarità della Cattolica è il peso della logica, che da sola vale più della metà della prova in italiano, e la presenza di quesiti di cultura religiosa, coerenti con l’identità dell’ateneo: sono pochi, ma vanno preparati perché nessun altro test li prevede.

UniCamillus di Roma

La prova si svolge in due sessioni: ordinaria e straordinaria. Il Test Medicina UniCamillus è solo in lingua inglese.

Il test (edizione 2022) è basato su 60 domande così suddivise:

  • 15 domande di ragionamento logico e comprensione del testo;
  • 35 domande di carattere scientifico (10 di Biologia, 10 di Chimica, 10 di Fisica e 5 di Matematica);
  • 10 domande su argomenti di tipo umanitario riferibili alla missione di UniCamillus (descritta sul sito ufficiale).

I criteri per la valutazione sono:

  • 1,5 punti per ogni risposta esatta;
  • -0,25 punti per ogni risposta sbagliata;
  • 0 punti per ogni risposta non data.

Durata prova 60 minuti. UniCamillus è l’ateneo con la componente scientifica più pesante: 35 domande su 60 riguardano biologia, chimica, fisica e matematica, quindi la preparazione deve somigliare a quella del test nazionale.

Humanitas University di Milano

L’Humanitas University di Milano eroga soltanto un corso di laurea di Medicina in Lingua Inglese. Il test d’ingresso si svolge solitamente a febbraio.

Per superare il test HUMAT (struttura della prova 2022) non sono fondamentali le conoscenze di base, ma la propensione al ragionamento e la capacità di affrontare determinate questioni critico-scientifiche. La prova è composta da 60 domande suddivise in due sezioni:

  • sezione 1 – Scientific thinking: 30 domande su pensiero matematico, pensiero procedurale e pensiero visivo;
  • sezione 2 – Academic Literacy: 30 domande su abilità di pensiero critico, lettura rapida a livello locale (ricerca di dettagli specifici), lettura rapida globale (individuazione e comprensione di concetti chiave), lettura globale attenta (comprensione delle idee principali, collegamenti di concetti da testi diversi), processi a livello di parola e di frase.

120 minuti, ovvero 60 minuti per sezione, di tempo a disposizione.

I criteri per la valutazione sono:

  • 3 punti per ogni risposta esatta;
  • meno 1 punto per ogni risposta sbagliata;
  • 0 punti per ogni risposta non data.

L’HUMAT è il test più atipico del panorama: non chiede nozioni, ma misura attitudini. Chi ha studiato a memoria biologia e chimica può trovarsi spiazzato; chi legge bene in inglese e ragiona con metodo parte avvantaggiato. La penalità di un punto intero per errore, rapportata ai 3 punti della risposta esatta, rende costoso tirare a indovinare.

Campus Bio-Medico di Roma

Il Campus BioMedico di Roma prevede il test a marzo; il test in italiano è composto da 80 domande (100 minuti a disposizione) così strutturato:

  • logica: 50 domande;
  • biologia: 10 domande;
  • chimica: 10 domande;
  • fisica e matematica: 10 domande.

Il test di Medicina Inglese prevede 80 domande (100 minuti a disposizione) così suddivise:

  • logica: 50 domande;
  • biologia: 10 domande;
  • chimica: 10 domande;
  • matematica e fisica: 10 domande.

I criteri di valutazione delle prove sono i seguenti:

  • 1 punto per ogni risposta esatta;
  • -0,2 punti per ogni risposta sbagliata;
  • 0 punti per ogni risposta non data.

Anche qui la logica domina (50 domande su 80): la velocità di lettura e la gestione del tempo, con poco più di un minuto per quesito, contano quanto la preparazione scientifica.

Università San Raffaele di Milano

Il test di Medicina del San Raffaele è composto da 60 domande:

  • 36 di logica, problem solving e comprensione del testo;
  • 24 di carattere scientifico (biologia, chimica, matematica e fisica).

Il test di Medicina in inglese ha la stessa struttura della prova in italiano. Il San Raffaele è storicamente uno degli atenei privati più richiesti, anche per il legame diretto con l’omonimo ospedale, e la sua prova premia chi sa ragionare sotto pressione.

Le rette: quanto pesano davvero

Il tema delle rette è quello che più distingue le università private medicina da quelle statali. Nelle università pubbliche le tasse sono calcolate sull’ISEE e restano contenute; negli atenei privati la retta è di un altro ordine di grandezza, tipicamente nell’ordine delle decine di migliaia di euro l’anno, e moltiplicata per i sei anni del corso rappresenta un investimento familiare rilevante. Non riportiamo cifre precise perché cambiano ogni anno e da ateneo ad ateneo: il consiglio è consultare il regolamento tasse aggiornato sul sito ufficiale di ciascuna università prima di iscriversi al test.

Vanno però considerati tre elementi che attenuano il quadro. Primo: quasi tutti gli atenei privati articolano la retta in fasce di reddito, quindi la cifra massima non è quella pagata da tutti. Secondo: esistono borse di studio di merito, esoneri parziali e convenzioni con enti regionali per il diritto allo studio, che in alcuni casi coprono una quota significativa. Terzo: gli atenei privati investono molto in laboratori, simulazione clinica e tirocinio precoce, quindi parte della retta si traduce in servizi che nel pubblico non sempre sono disponibili. Resta il fatto che la sostenibilità economica va valutata con onestà: una retta che pesa troppo sul bilancio familiare può diventare fonte di stress per tutto il percorso.

Riconoscimento del titolo e valore della laurea

Una domanda ricorrente è se la laurea conseguita in un ateneo privato valga quanto quella pubblica. La risposta è sì: le università non statali legalmente riconosciute rilasciano titoli accademici con pieno valore legale, che consentono l’abilitazione all’esercizio della professione medica, l’iscrizione all’Ordine dei Medici e la partecipazione al concorso nazionale per le scuole di specializzazione (SSM) esattamente come i colleghi laureati nel pubblico. Il titolo è riconosciuto anche all’estero secondo le stesse regole che valgono per le lauree statali italiane, essendo una laurea magistrale a ciclo unico conforme alla normativa europea.

Per chi guarda a una carriera internazionale, alcuni atenei privati hanno il vantaggio di erogare l’intero corso in inglese, con una didattica pensata anche per gli esami di abilitazione esteri. Chi invece valuta un percorso fuori dall’Italia può leggere il nostro approfondimento su studiare medicina all’estero e sulla convalida della laurea in medicina in Italia.

Pro e contro delle università private medicina

Mettere in fila vantaggi e svantaggi aiuta a decidere con lucidità.

I vantaggi:

  • test in anticipo rispetto al calendario nazionale, con una seconda possibilità nella stessa stagione;
  • classi piccole e rapporto diretto con i docenti;
  • strutture moderne, laboratori di simulazione, tirocini precoci in ospedali di riferimento;
  • corsi in inglese e ambiente internazionale;
  • servizi di tutorato, orientamento e placement spesso più curati.

Gli svantaggi:

  • rette elevate per sei anni, con un impatto economico che nel pubblico non esiste;
  • prove d’ingresso eterogenee, che richiedono una preparazione su misura per ciascun ateneo;
  • sedi concentrate in poche città (Roma e Milano soprattutto), con costi di alloggio aggiuntivi per chi viene da fuori;
  • in alcuni casi corsi solo in inglese, che non tutti desiderano;
  • un’offerta di scuole di specializzazione interna più ristretta rispetto ai grandi atenei statali.

Come scegliere l’ateneo privato giusto

La scelta va fatta incrociando quattro criteri. Il primo è la compatibilità con il proprio profilo: chi è forte in logica e ragionamento troverà terreno favorevole alla Cattolica, al Campus Bio-Medico e al San Raffaele; chi ha una preparazione scientifica solida può puntare a UniCamillus; chi legge e ragiona bene in inglese ha una carta in più per l’HUMAT di Humanitas. Il secondo criterio è la lingua: valutate se siete pronti a studiare anatomia, fisiologia e clinica interamente in inglese per sei anni. Il terzo è la sostenibilità economica, da verificare sul regolamento tasse e sulle borse disponibili. Il quarto è la qualità didattica e di ricerca: le classifiche aiutano a confrontare gli atenei, e su questo trovate le nostre analisi su le università di medicina migliori e sulla classifica Censis di medicina.

Un ultimo consiglio: non considerate il privato come una scorciatoia. I test degli atenei non statali sono selettivi e le graduatorie sono competitive; chi si presenta impreparato non passa. Preparate ogni prova come se fosse l’unica, esercitandovi con simulazioni che riproducano numero di domande, tempo e penalità di ciascun ateneo. Per una preparazione strutturata, con simulazioni per materia e prove precedenti, potete usare la Piattaforma Accademia. Per chi valuta anche altre strade, esistono pagine dedicate a medicina a numero aperto e a quale sia la facoltà di medicina più facile da raggiungere.

Per il Test Ammissione Medicina consigliamo

Per prepararsi ai test delle università private, oltre al nostro simulatore, consigliamo i manuali della collana 50.000 QUIZ:

In sintesi

Le università private medicina sono atenei legalmente riconosciuti che rilasciano un titolo di pari valore rispetto a quello pubblico, ma selezionano gli studenti con test propri, anticipati rispetto al calendario nazionale e molto diversi fra loro: la Cattolica con 60 quesiti in 60 minuti (65 per l’inglese), UniCamillus con 60 domande a forte componente scientifica, Humanitas con l’HUMAT da 120 minuti basato sul ragionamento, il Campus Bio-Medico con 80 domande in 100 minuti dominate dalla logica, il San Raffaele con 60 domande di cui 36 di logica. Le rette sono il vero discrimine e vanno valutate su fasce di reddito e borse di studio. La scelta migliore nasce dall’incrocio tra il proprio profilo di candidato, la lingua del corso, la sostenibilità economica e la qualità dell’ateneo: il privato è una possibilità in più, non una via più facile.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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