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Concorso SSM

Specializzazione in Statistica Sanitaria e Biometria

3 Maggio 2021 · Mario Lomele

Specializzazione in Statistica sanitaria e Biometria - Statistica sanitaria specializzazione

La specializzazione in statistica sanitaria e biometria è una scuola di specializzazione molto ambita da chi vuole unire la laurea in medicina al metodo quantitativo. La durata della scuola è di 4 anni e forma un medico capace di progettare, condurre e interpretare studi clinici ed epidemiologici, di gestire i flussi informativi sanitari e di valutare l’efficacia e i costi degli interventi. In questa scheda spieghiamo quanto dura il percorso, che cosa si studia, quali sono le attività dello specializzando, quali sbocchi offre tra epidemiologia, ricerca, industria e sanità pubblica, e perché resta una scelta di nicchia con caratteristiche uniche nel panorama delle scuole.

Specializzazione in statistica sanitaria e biometria: durata e inquadramento

La scuola dura 4 anni e appartiene all’area dei servizi clinici, classe della sanità pubblica, insieme a igiene e medicina preventiva, medicina del lavoro e medicina legale. Questa collocazione spiega la forte presenza, nel tronco comune, di discipline come l’igiene, la medicina legale, la medicina del lavoro, l’organizzazione aziendale e il diritto del lavoro. Si accede attraverso il concorso nazionale SSM, come per tutte le scuole di specializzazione in medicina; le sedi attivate sono poche e concentrate negli atenei che dispongono di un istituto di statistica medica o di epidemiologia strutturato.

Per confrontare la durata con quella delle altre scuole si può leggere specializzazione in medicina: quanti anni, mentre l’elenco completo delle discipline è nella pagina su tutte le specializzazioni di medicina.

Gruppo di Discussione

Per discutere sulle sedi migliori di questa prestigiosa scuola è possibile richiedere informazioni nel gruppo Facebook dedicato “Scuole di Specializzazione in Medicina”. Per una scuola così piccola il confronto diretto con chi la frequenta è particolarmente prezioso: l’organizzazione della rete formativa, il peso relativo dell’attività di ricerca rispetto a quella nei servizi di epidemiologia e la disponibilità di collaborazioni con centri clinici cambiano molto da sede a sede.

Punteggi Minimi di accesso

La scuola di specializzazione in “Statistica sanitaria e Biometria” è molto ambita. Il punteggio minimo di accesso è elevato. Per visualizzare i punteggi minimi di accesso divisi per sede e per scuola visita la pagina dei punteggi minimi SSM.

Trattandosi di una scuola con pochissimi contratti, i punteggi minimi possono variare in modo marcato da un anno all’altro: in alcune tornate il posto viene assegnato a candidati con punteggi alti che hanno scelto la scuola per convinzione, in altre resta disponibile fino alle fasi finali dello scorrimento. Il numero esatto di posti è stabilito ogni anno dal bando del concorso SSM; per capire come le preferenze vengano soddisfatte in graduatoria consigliamo come funzionano le scelte SSM.

Libri per il concorso SSM e materiale Demo

Per una preparazione completa al concorso SSM sono consigliati i libri per il concorso SSM della nostra redazione, affiancati dalle simulazioni commentate e dalle lezioni online della Piattaforma Accademia. Chi punta a questa scuola dovrebbe dedicare attenzione alle domande di statistica medica, epidemiologia, igiene e metodologia della ricerca, che rappresentano una quota stabile della prova e che anticipano il tipo di ragionamento richiesto durante il percorso.

Cosa si studia nella specializzazione in statistica sanitaria e biometria

Obiettivi formativi integrati (ovvero tronco comune)

Lo specializzando deve aver acquisito competenze in statistica medica, igiene, medicina legale, medicina del lavoro, epidemiologia, organizzazione aziendale, demografia, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, diritto del lavoro. L’obiettivo della formazione comune per le discipline della classe è mirato ad acquisire conoscenze dell’inquadramento e caratterizzazione di diversi gruppi di popolazione, della loro organizzazione generale e lavorativa e degli stili di vita, tenendo in considerazione le implicazioni sempre più importanti di tipo psicologico. Il tutto è finalizzato a realizzare adeguate valutazioni statistiche, analisi di problemi igienistici, medico-legali, lavorativi e di rischio, riconoscimenti di idoneità, accertamenti di patologie, di invalidità, ed applicazione di tutti i criteri preventivi così come previsto dalla normativa attuale e dalle sue evoluzioni.

Obiettivi formativi di base

  • L’acquisizione degli strumenti metodologici di base nell’ambito della statistica sanitaria e dell’epidemiologia necessari per progettare e condurre studi in ambito biomedico;
  • L’acquisizione di conoscenze sulle finalità dell’organizzazione e programmazione sanitaria, e sui principi della bioetica;
  • L’utilizzo dei metodi di comunicazione dei risultati scientifici all’interno della comunità.

Obiettivi formativi della tipologia della Scuola

  • Essere in grado di pianificare, organizzare, condurre, analizzare e interpretare ricerche scientifiche in campo clinico (sperimentazioni cliniche, validazione di metodi diagnostici, ecc.);
  • Essere in grado di pianificare, organizzare, condurre, analizzare e interpretare studi di popolazione, indagini epidemiologiche descrittive e analitiche per l’identificazione dei fattori di rischio e/o causali delle principali patologie;
  • Essere in grado di pianificare, organizzare, condurre, analizzare e interpretare studi di valutazione dell’efficacia, dell’efficienza e dei costi di interventi sanitari curativi, riabilitativi e preventivi;
  • Conoscere e saper applicare in modo corretto le principali teorie di analisi statistica uni e multivariata, nonché le proprietà e gli ambiti di applicazione dei modelli lineari generali e generalizzati, uni e multivariati e dei modelli non lineari, attraverso l’acquisizione di competenze sull’uso dei software e packages statistici;
  • Conoscere e saper applicare in modo corretto i modelli per l’analisi della sopravvivenza e i modelli strutturali;
  • Padroneggiare e utilizzare con competenza metodi di mappatura delle patologie sul territorio (mortalità, prevalenza, incidenza, ecc.);
  • Conoscere la struttura dei flussi informativi sanitari, padroneggiare e utilizzare con competenza banche dati di tipo sanitario e bibliografico.

Sono Obiettivi affini o integrativi

  • Acquisizione delle capacità di interazione con gli specialisti delle altre tipologie della classe e con altri specialisti nei campi dell’epidemiologia, della valutazione degli interventi, della validazione di linee guida in ambito clinico, della identificazione dei fattori di rischio per le patologie, dell’economia sanitaria, della bioingegneria;
  • Conoscere le tecniche di ricerca operativa e di programmazione lineare;
  • Conoscere i principi di logica matematica, le tecniche di analisi numerica e i modelli econometrici fondamentali;
  • Conoscere la normativa sul trattamento dei dati personali e sensibili a scopo scientifico;
  • Conoscere le problematiche di ordine sociale, ambientale e organizzativo connesse con la pianificazione di interventi sanitari dei paesi in via di sviluppo.

Le attività dello specializzando nei 4 anni

Tradotti nella pratica, questi obiettivi si concretizzano in un percorso che alterna aula, laboratorio di analisi dei dati e servizi. I primi anni sono dedicati alle basi: probabilità e inferenza, disegno degli studi (trial randomizzati, coorti, caso-controllo, studi trasversali), misure di frequenza e di associazione, bias e confondimento, e l’apprendimento pratico di almeno un software statistico. Lo specializzando impara presto a scrivere un protocollo, a calcolare la numerosità campionaria, a stendere un piano di analisi statistica e a leggere criticamente la letteratura.

Con il progredire del percorso entra in gioco la modellistica avanzata: modelli lineari generalizzati, analisi della sopravvivenza, modelli a effetti misti, metanalisi e revisioni sistematiche, analisi di dati longitudinali e di serie temporali. Parallelamente, la frequenza nei servizi di epidemiologia regionali e aziendali, nei registri di patologia e negli osservatori epidemiologici mette lo specializzando a contatto con i flussi informativi sanitari veri: schede di dimissione ospedaliera, anagrafi assistiti, farmaceutica, mortalità, registri tumori. Impara così a collegare le banche dati, a costruire indicatori e a produrre rapporti che servono davvero alla programmazione.

Una parte rilevante dell’attività è di supporto metodologico ai clinici: lo specializzando partecipa alla progettazione di sperimentazioni cliniche, alla stesura dei protocolli per i comitati etici, alla validazione di test diagnostici e alla valutazione economica degli interventi sanitari. Sono ricorrenti anche le collaborazioni con le unità di gestione del rischio clinico, con i sistemi di sorveglianza delle malattie infettive e con le strutture che si occupano di qualità e appropriatezza. Il percorso si chiude con una tesi che, di norma, è uno studio originale con un’analisi condotta in prima persona.

Sbocchi professionali: epidemiologia, ricerca, industria, sanità pubblica

Gli sbocchi sono trasversali e più numerosi di quanto la dimensione della scuola lasci immaginare. Nella sanità pubblica lo specialista trova spazio nei servizi epidemiologici regionali, nelle agenzie sanitarie, nei dipartimenti di prevenzione, negli osservatori e nei registri di patologia, con un ruolo centrale nella sorveglianza, nella valutazione degli esiti e nella programmazione. Nell’epidemiologia clinica e nella ricerca lavora nelle unità di biostatistica degli ospedali universitari e degli IRCCS, nei centri di coordinamento dei trial, nelle unità di ricerca clinica e nel mondo accademico, dove la combinazione di formazione medica e competenza statistica è particolarmente ricercata.

Nell’industria farmaceutica, biotecnologica e dei dispositivi medici il medico biostatistico è una figura richiesta nei reparti di ricerca clinica, di farmacovigilanza, di epidemiologia e di health economics, così come nelle organizzazioni di ricerca a contratto (CRO) e nelle società che si occupano di dati sanitari e real world evidence. Esistono infine le direzioni sanitarie e le funzioni di controllo di gestione e di valutazione delle performance, dove le competenze di analisi dei dati sono indispensabili. Per un confronto con le discipline più orientate al mercato può essere utile leggere le schede sulle specializzazioni di medicina più richieste e sulle specializzazioni di medicina più pagate; per il trattamento economico durante gli anni di formazione rimandiamo a quanto guadagna un medico specializzando.

Perché è una scelta di nicchia

La statistica sanitaria e biometria è tra le scuole meno richieste al concorso nazionale, e le ragioni sono chiare. Non è una disciplina clinica: lo specialista non visita pazienti, non prescrive terapie e non esegue procedure, e questo allontana la maggior parte dei laureati, che scelgono medicina proprio per l’attività assistenziale. Richiede attitudine per la matematica, la programmazione e il ragionamento astratto, competenze che il corso di laurea coltiva poco. I posti e le sedi sono pochissimi, la disciplina è poco visibile durante gli studi e il profilo professionale è meno riconoscibile rispetto a quello del chirurgo o del cardiologo.

Proprio queste caratteristiche, però, la rendono una scelta interessante per il candidato giusto. La competizione al concorso è contenuta e il percorso porta a un profilo raro: un medico che parla la lingua dei dati. La sanità produce oggi una quantità enorme di informazioni, dai flussi amministrativi ai registri, dalle cartelle elettroniche ai dati genomici, e ha bisogno di professionisti in grado di trasformarle in decisioni. I trial clinici, le valutazioni di tecnologie sanitarie, la sorveglianza epidemiologica e la medicina basata sulle prove poggiano tutti sulla biostatistica. Chi possiede al tempo stesso la formazione clinica e quella metodologica ha un vantaggio competitivo nella ricerca, nell’industria e nelle istituzioni, con la possibilità di lavorare anche in contesti internazionali.

La scelta è adatta a chi ha amato le materie quantitative, a chi preferisce il lavoro di analisi e progettazione al turno in reparto, a chi vuole occuparsi di salute delle popolazioni piuttosto che del singolo paziente e a chi immagina una carriera nella ricerca o nell’industria. Non è adatta, invece, a chi cerca il contatto clinico quotidiano o un’attività libero-professionale tradizionale. Per impostare la preparazione al concorso in modo coerente con questa scelta consigliamo la guida su come prepararsi al concorso di specializzazione in medicina.

In sintesi

La specializzazione in statistica sanitaria e biometria dura 4 anni, appartiene alla classe della sanità pubblica e si accede tramite il concorso nazionale SSM. Forma un medico esperto nella progettazione e nell’analisi di studi clinici ed epidemiologici, nella modellistica statistica, nella gestione dei flussi informativi sanitari e nella valutazione di efficacia, efficienza e costi degli interventi. Gli sbocchi comprendono servizi di epidemiologia e sanità pubblica, unità di biostatistica e ricerca clinica, università, industria farmaceutica e CRO, direzioni sanitarie. È una scelta di nicchia, con pochi posti e una competizione contenuta, ma porta a un profilo professionale raro e sempre più richiesto. I punteggi minimi variano molto da un anno all’altro: prima di inserirla tra le preferenze conviene studiare le graduatorie delle sedi e prepararsi con materiali aggiornati.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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