Specializzazione in medicina interna
3 Maggio 2021 · Mario Lomele
La specializzazione in medicina interna è una scuola di specializzazione molto ambita. La durata della scuola è di 5 anni. In questa guida vediamo che cos’è la disciplina, che cosa si impara durante la formazione, che tipo di lavoro aspetta l’internista, quali sono gli sbocchi e come prepararsi al Concorso Nazionale SSM per entrarci, conservando in fondo gli obiettivi formativi ufficiali della scuola.
Che cos’è la medicina interna
La medicina interna è la disciplina che si occupa del paziente adulto nella sua interezza, soprattutto quando più organi e apparati sono coinvolti contemporaneamente. L’internista non si ferma a un singolo sintomo o a un singolo organo: mette insieme anamnesi, esame obiettivo, esami di laboratorio e strumentali per arrivare a una diagnosi e a un piano di cura che tenga conto di tutte le condizioni del malato. Per questo viene spesso descritta come la specialità della complessità e della visione d’insieme.
Nella pratica, i reparti di medicina interna accolgono una quota molto ampia dei ricoveri ospedalieri: pazienti anziani con più malattie croniche, quadri clinici ancora da inquadrare, riacutizzazioni di patologie come lo scompenso cardiaco o la broncopneumopatia cronica, infezioni sistemiche come la sepsi, aritmie come la fibrillazione atriale da gestire insieme alla terapia anticoagulante. L’internista è il medico che tiene le fila del percorso e decide quando serve il parere di uno specialista d’organo.
Cosa si fa durante la specializzazione in medicina interna
Gli anni di formazione alternano attività di reparto, guardie, ambulatori e rotazioni in servizi collegati. Lo specializzando impara a gestire il paziente dal ricovero alla dimissione: raccolta dell’anamnesi, esame obiettivo, richiesta ragionata degli accertamenti, interpretazione dei risultati, impostazione e revisione della terapia, colloquio con i familiari e pianificazione della continuità assistenziale sul territorio.
Una parte importante dell’addestramento riguarda le procedure e l’urgenza: gli obiettivi ufficiali, riportati più avanti, citano espressamente manovre come la defibrillazione, l’ossigenoterapia, l’assistenza ventilatoria, il posizionamento di un catetere venoso centrale e il sondaggio gastrico. Accanto a queste, lo specializzando matura esperienza nella gestione delle terapie complesse, nella nutrizione enterale e parenterale, nell’uso appropriato dei farmaci nel paziente con più patologie e nella lettura critica della letteratura scientifica.
Come in tutte le scuole di area medica, l’autonomia cresce in modo progressivo: nei primi anni si lavora sotto stretta supervisione, negli ultimi si assumono responsabilità sempre maggiori nella gestione dei pazienti e delle guardie. Per il quadro generale dei percorsi formativi è utile la pagina sulle scuole di specializzazione in medicina.
Il carattere del lavoro dell’internista
Chi sceglie medicina interna deve amare il ragionamento clinico. Il lavoro è fatto di diagnosi differenziali, di dubbi da sciogliere, di pazienti che raramente hanno un solo problema. Richiede pazienza, capacità di sintesi e attitudine al lavoro in équipe con infermieri, fisioterapisti, specialisti e servizi sociali. La relazione con il paziente e con i familiari è centrale, perché molte decisioni riguardano malattie croniche, fragilità e scelte condivise sugli obiettivi di cura.
Il rovescio della medaglia è un carico di lavoro spesso intenso: i reparti internistici sono tra i più affollati dell’ospedale, i turni comprendono notti e festivi e i pazienti sono frequentemente complessi. D’altra parte, è una specialità che offre una formazione clinica ampia, spendibile in molti contesti e molto apprezzata anche da chi intende poi orientarsi verso ambiti affini.
Sbocchi della specializzazione in medicina interna
Lo sbocco più naturale è il lavoro ospedaliero nei reparti di medicina interna o di medicina generale ospedaliera, ma la formazione dell’internista è richiesta anche in altri contesti: pronto soccorso e medicina d’urgenza, aree a media intensità di cura, lungodegenze e strutture di riabilitazione, ambulatori specialistici per malattie croniche come ipertensione, diabete, malattie metaboliche o trombosi. Esistono poi percorsi nella ricerca clinica, nella didattica universitaria e nel settore privato e convenzionato.
Molti internisti sviluppano nel tempo competenze di nicchia, per esempio nell’ecografia clinica, nella gestione della terapia anticoagulante o nelle malattie rare. Per quanto riguarda il guadagno non riportiamo cifre precise, che dipendono da contratto, anzianità e incarichi: per un orientamento generale si possono consultare le pagine su quanto guadagna un medico specializzando e sulle specializzazioni di medicina più pagate. Per un confronto con discipline vicine sono utili le schede sulla specializzazione in cardiologia e sulla specializzazione in pneumologia.
Gruppo di discussione e punteggi minimi di accesso
Per discutere sulle sedi migliori di questa prestigiosa scuola è possibile richiedere informazioni nel gruppo Facebook dedicato, Scuole di Specializzazione in Medicina.
La scuola di specializzazione in “Medicina interna” è molto ambita e il punteggio minimo di accesso è elevato. Per visualizzare i punteggi minimi di accesso divisi per sede e per scuola visita la pagina Punteggi Minimi SSM. Per capire come si passa dalla graduatoria all’assegnazione del posto è utile anche la guida su come funzionano le scelte SSM.
Come prepararsi al concorso per la specializzazione in medicina interna
L’accesso passa per il Concorso Nazionale SSM, una prova unica per tutte le scuole di area medica: non esiste un test specifico per medicina interna, ma la posizione in graduatoria determina quali sedi e quali scuole restano disponibili al momento della scelta. Visto che la scuola è molto richiesta, conviene puntare a un punteggio alto e preparare con cura tutte le materie cliniche, perché la medicina interna, per sua natura, attraversa quasi l’intero programma. Le regole aggiornate si trovano nella pagina sul bando del concorso SSM, mentre l’articolo sulle materie più richieste al concorso SSM aiuta a distribuire lo studio.
Il metodo che consigliamo è in tre fasi: studio teorico per blocchi, esercitazione per materia con quiz commentati, simulazioni complete a tempo. Le prove degli anni precedenti sono lo strumento migliore per prendere confidenza con lo stile delle domande e con la gestione del tempo.
Per una preparazione completa al concorso SSM sono consigliati i nostri Libri per il concorso SSM. Il software di simulazione consente di esercitarsi al concorso per l’accesso alle scuole di Specializzazioni Mediche: la versione demo comprende le prove ufficiali delle Specializzazioni mediche 2018, 2019 e 2020. I test prevedono 140 quesiti da svolgere in un tempo massimo di 210 minuti, come avveniva nella prova d’esame reale, e per la valutazione finale viene attribuito un punto per ogni risposta esatta. Sono disponibili le demo SSM Domande 2018, SSM Domande 2019 e SSM Domande 2020. Il commento alle prove SSM dal 2018 ad oggi è incluso con l’acquisto del manuale “50.000 QUIZ – Simulazioni Per Le Specializzazioni Mediche”. Per allenarti online con quiz e simulazioni puoi usare la Piattaforma Accademia.
Obiettivi formativi della scuola
Obiettivi formativi integrati (ovvero tronco comune)
Lo specializzando deve aver acquisito una soddisfacente conoscenza teorica e competenza professionale nella diagnosi clinica e strumentale e nel trattamento, anche in condizioni di emergenza-urgenza, delle più diffuse patologie internistiche. Lo specializzando deve acquisire le conoscenze fondamentali di fisiopatologia dei diversi organi ed apparati, le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per il riconoscimento delle malattie che riguardano i diversi sistemi dell’organismo, le conoscenze teoriche e pratiche dei principali settori di diagnostica strumentale e di laboratorio relative alle suddette malattie, l’acquisizione della capacità di valutazione delle connessioni ed influenze internistiche e specialistiche. Deve pertanto saper riconoscere i sintomi e i segni clinico-funzionali con cui si manifestano le malattie di vari organi ed apparati, avendo acquisito le conoscenze fondamentali diagnostiche, terapeutiche, psicologiche ed etiche necessarie per una visione globale del paziente. A tal fine deve maturare la capacità di inquadrare clinicamente il paziente sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo; sviluppare capacità diagnostiche critiche ed analitiche; acquisire familiarità con le principali procedure diagnostiche ed indagini laboratoristico-strumentali; riconoscere ed essere in grado di affrontare le principali emergenze mediche; familiarizzarsi con le risorse terapeutiche per programmarne l’uso ottimale e riconoscerne le indicazioni e controindicazioni, così come gli effetti di interazione e i possibili incidenti iatrogeni; acquisire le nozioni fondamentali relative alle metodologie di ricerca clinica ed alle sperimentazioni farmacologiche; conoscere le problematiche fondamentali relative a prevenzione, sanità pubblica e medicina sociale. Lo specializzando deve aver acquisito una soddisfacente conoscenza teorica e competenza professionale nel riconoscimento e nel trattamento, in condizioni di emergenza-urgenza, delle più diffuse patologie. Infine lo specializzando deve anche conoscere, sotto l’aspetto clinico e terapeutico, le più comuni patologie di competenza delle altre tipologie della classe.
Obiettivi formativi di base
Lo Specializzando deve approfondire e aggiornare le sue conoscenze in tema di biologia molecolare, eziopatogenesi, fisiopatologia e patologia per raggiungere la piena consapevolezza dell’unità fenomenologia dei diversi processi morbosi in modo da interpretare la natura dei fenomeni clinici nella loro interezza sulla base delle relazioni fisiopatologiche tra differenti organi ed apparati.
Obiettivi della formazione generale
Lo Specializzando deve acquisire conoscenze di epidemiologia, di metodologia e di semeiotica fisica, di laboratorio e strumentale, compresa la medicina nucleare, nonché di diagnostica per bioimmagini. Deve altresì utilizzare le moderne metodologie di ricerca delle conoscenze scientifiche e delle informazioni, acquisire gli strumenti per la loro valutazione critica e saperle applicare appropriatamente nelle più diverse condizioni cliniche.
Obiettivi formativi della tipologia della Scuola
Lo Specializzando deve essere in grado di valutare l’indicazione e l’utilità attesa e scegliere criticamente gli strumenti ed i percorsi diagnostici appropriati, anche di competenza specialistica; e di interpretare i risultati prodotti dagli accertamenti di laboratorio, strumentali, di bioimmagine, di endoscopia e di istologia patologica; deve acquisire conoscenze approfondite delle malattie più comuni e delle malattie croniche non trasmissibili; deve acquisire conoscenze delle malattie relativamente rare; in piena autonomia, deve saper impiegare gli strumenti clinici e le indagini più appropriate per riconoscere i diversi quadri morbosi e impiegare razionalmente le terapie più efficaci; deve saper prescrivere, alla luce dei profili rischio/beneficio e costo/efficacia, il trattamento farmacologico, non farmacologico e/o l’intervento chirurgico più appropriati nelle diverse condizioni cliniche di specifica competenza della Medicina Interna e Generale; deve saper gestire regimi terapeutici per il trattamento delle patologie aterotromboemboliche incluso la terapia anticoagulante e le possibili complicanze emorragiche; deve saper identificare il proprio ruolo e condividere la responsabilità decisionale nelle condizioni di competenza specialistica e multidisciplinare con il fine di garantire la continuità delle cure; deve inoltre saper riconoscere i più comuni disordini di carattere specialistico e saper scegliere le modalità di approfondimento diagnostico e di trattamento e saper distinguere le condizioni che necessitano della consulenza specialistica da quelle che possono essere risolte direttamente dall’internista; deve saper riconoscere precocemente e sottoporre, nei limiti delle risorse strumentali e ambientali disponibili, al più efficace trattamento iniziale, anche rianimatorio, pazienti in condizioni cliniche di emergenza di più frequente riscontro; deve saper condurre terapie farmacologiche e i più comuni trattamenti strumentali necessari in pazienti critici; deve saper gestire regimi dietetici particolari, e saper praticare la nutrizione enterale e parenterale.
Lo specializzando deve altresì apprendere e confrontare le sue motivazioni e le sue posizioni ideologiche e morali con l’etica che la cura della persona umana impone e deve avere una chiara rappresentazione del progressivo sviluppo della medicina dalle origini naturalistiche e taumaturgiche alla medicina scientifica. Lo Specializzando deve conoscere gli aspetti legali e di organizzazione sanitaria della professione, nonché quelli del SSN; deve saper dare le opportune indicazioni per il pieno utilizzo delle strutture del SSN, in relazione ai bisogni espressi e in funzione delle caratteristiche dei gruppi sociali, del territorio e dell’ambiente di vita e di lavoro, nel rispetto dei criteri della buona pratica clinica; deve conoscere i fondamentali metodologici del management sanitario, dell’organizzazione del lavoro e dell’economia sanitaria.
Lo Specializzando deve acquisire la piena conoscenza della fisiopatologia di condizioni critiche; deve aver maturato una adeguata esperienza nella applicazione di trattamenti farmacologici, nutrizionali e strumentali in pazienti critici; deve saper gestire il trasferimento in condizioni di sicurezza di pazienti critici verso l’ambiente più idoneo per la patologia di cui sono affetti. A tal fine, deve aver partecipato all’esecuzione delle seguenti manovre: defibrillazione cardiaca, ossigenoterapia (metodi di somministrazione), assistenza ventilatoria (ventilazione meccanica e manuale), posizionamento di un catetere venoso centrale, sondaggio gastrico e intestinale, anche nel paziente comatoso, tamponamento di emorragie.
Lo Specializzando deve saper riconoscere e saper discriminare tra condizioni di urgenza e di emergenza reale o potenziale, comprese quelle di carattere tossico o traumatico, saper identificare possibilmente la causa, saper mettere in atto tutti i provvedimenti disponibili per assicurare il mantenimento delle funzioni vitali, saper porre le indicazioni per gli esami di laboratorio e strumentali essenziali, saper identificare le condizioni di competenza specialistica o multidisciplinare: saper ricoprire il ruolo dovuto alla propria competenza specifica nelle attività diagnostiche e terapeutiche di équipe.
Download e simulazioni
Qui trovi i collegamenti diretti per scaricare il materiale e provare la simulazione gratuita:
In sintesi
La specializzazione in medicina interna dura 4 anni e forma il medico che gestisce il paziente adulto complesso, con più patologie e bisogni di cura articolati. È una scuola molto ambita, con punteggi minimi di accesso elevati: per entrarci serve una preparazione solida e trasversale al Concorso Nazionale SSM, costruita su studio per blocchi, quiz commentati e simulazioni complete. In cambio offre una formazione clinica ampia, sbocchi in ospedale, sul territorio, nella ricerca e nel privato, e un lavoro fondato sul ragionamento clinico e sulla presa in carico globale della persona.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
