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Concorso SSM

Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio

3 Maggio 2021 · Mario Lomele

Specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio - Specializzazione Malattie Respiratorie

La specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio è il nome ufficiale della scuola che tutti conoscono come pneumologia: una scuola di specializzazione molto ambita, di durata pari a 4 anni, che forma lo specialista chiamato a diagnosticare e trattare le patologie di polmoni, pleura e vie aeree, dall’asma alla BPCO, dalle polmoniti all’insufficienza respiratoria, dai disturbi respiratori del sonno ai tumori del polmone. In questa scheda trovi la durata, gli obiettivi formativi ufficiali, le attività svolte dallo specializzando e gli sbocchi professionali. Per un taglio più discorsivo sulla vita in reparto e sulle prospettive di carriera rimandiamo anche alla scheda dedicata alla specializzazione in pneumologia.

Specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio: durata e nome ufficiale

La durata della scuola è di 4 anni. La denominazione “Malattie dell’apparato respiratorio” è quella che compare nel bando del concorso nazionale e nei decreti di riordino delle scuole; “pneumologia” è invece il termine con cui la disciplina viene chiamata nella pratica ospedaliera, nelle unità operative e nel linguaggio comune. Quando compili le preferenze al concorso devi quindi cercare la scuola con il nome ufficiale, non con quello colloquiale: per capire il meccanismo di assegnazione leggi come funzionano le scelte SSM.

La scuola rientra nell’area medica e nella classe della medicina clinica generale e specialistica, la stessa di cardiologia, gastroenterologia, nefrologia ed endocrinologia: condivide con queste discipline un tronco comune di formazione internistica, che spiega perché il primo anno sia in gran parte dedicato alla medicina interna e all’emergenza-urgenza. Per confrontare la durata con quella delle altre scuole puoi consultare specializzazione in medicina: quanti anni e la panoramica su tutte le specializzazioni di medicina.

Gruppo di Discussione

Per discutere sulle sedi migliori di questa prestigiosa scuola è possibile richiedere informazioni nel gruppo Facebook dedicato “Scuole di Specializzazione in Medicina”, frequentato da specializzandi e neolaureati di tutta Italia. Confrontarsi con chi frequenta già una sede è il modo più affidabile per capire quanto spazio abbiano l’endoscopia, la terapia semintensiva respiratoria e il laboratorio del sonno, aspetti che variano parecchio da un ateneo all’altro.

Punteggi Minimi di accesso

La scuola di specializzazione in “Malattie dell’apparato respiratorio” è molto ambita. Il punteggio minimo di accesso è elevato. Per visualizzare i punteggi minimi di accesso divisi per sede e per scuola visita la pagina dei punteggi minimi SSM.

La pneumologia ha conosciuto un forte aumento di interesse negli anni della pandemia, quando l’insufficienza respiratoria e la ventilazione non invasiva sono diventate il centro dell’attenzione clinica e mediatica, e da allora le soglie di accesso delle sedi più richieste si sono mantenute alte. Il numero di contratti attivati è fissato ogni anno dal bando del concorso SSM.

Libri per il concorso SSM e materiale Demo

Per una preparazione completa al concorso SSM sono consigliati i libri per il concorso SSM della nostra redazione, insieme alle simulazioni commentate e alle lezioni online della Piattaforma Accademia. Chi punta alla pneumologia ha interesse a curare in modo particolare le domande di medicina interna, fisiopatologia respiratoria, emogasanalisi, radiologia del torace e malattie infettive, che ricorrono ogni anno nella prova nazionale. Per impostare il piano di studio consigliamo la guida su come prepararsi al concorso di specializzazione in medicina.

Cosa si studia: gli obiettivi formativi ufficiali

Obiettivi formativi integrati (ovvero tronco comune)

Lo specializzando deve aver acquisito una soddisfacente conoscenza teorica e competenza professionale nella diagnosi clinica e strumentale e nel trattamento, anche in condizioni di emergenza-urgenza, delle più diffuse patologie internistiche. Lo specializzando deve acquisire le conoscenze fondamentali di fisiopatologia dei diversi organi ed apparati, le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per il riconoscimento delle malattie che riguardano i diversi sistemi dell’organismo, le conoscenze teoriche e pratiche dei principali settori di diagnostica strumentale e di laboratorio relative alle suddette malattie, l’acquisizione della capacità di valutazione delle connessioni ed influenze internistiche e specialistiche. Deve pertanto saper riconoscere i sintomi e i segni clinico-funzionali con cui si manifestano le malattie di vari organi ed apparati, avendo acquisito le conoscenze fondamentali diagnostiche, terapeutiche, psicologiche ed etiche necessarie per una visione globale del paziente. A tal fine deve maturare la capacità di inquadrare clinicamente il paziente sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo; sviluppare capacità diagnostiche critiche ed analitiche; acquisire familiarità con le principali procedure diagnostiche ed indagini laboratoristico-strumentali; riconoscere ed essere in grado di affrontare le principali emergenze mediche; familiarizzarsi con le risorse terapeutiche per programmarne l’uso ottimale e riconoscerne le indicazioni e controindicazioni, così come gli effetti di interazione e i possibili incidenti iatrogeni; acquisire le nozioni fondamentali relative alle metodologie di ricerca clinica ed alle sperimentazioni farmacologiche; conoscere le problematiche fondamentali relative a prevenzione, sanità pubblica e medicina sociale. Lo specializzando deve aver acquisito una soddisfacente conoscenza teorica e competenza professionale nel riconoscimento e nel trattamento, in condizioni di emergenza-urgenza, delle più diffuse patologie. Infine lo specializzando deve anche conoscere, sotto l’aspetto clinico e terapeutico, le più comuni patologie di competenza delle altre tipologie della classe.

Obiettivi formativi di base

Lo specialista in formazione deve perfezionare le conoscenze fondamentali di biologia, biochimica, fisica, morfologia, fisiologia, patologia generale, genetica e microbiologia allo scopo di acquisire ulteriori nozioni sulle basi biologiche e funzionali delle malattie dell’apparato respiratorio.

Obiettivi della formazione generale

Lo specialista in formazione deve apprendere gli elementi fondamentali della biologia, dell’eziopatogenesi, della fisiopatologia e della patologia e raggiungere la consapevolezza della coesistenza fenomenologica dei diversi processi morbosi ed acquisire conoscenze di epidemiologia, metodologia e semeiotica fisica, di laboratorio e strumentale, nonché di diagnostica per immagini, comprensiva delle tecniche ecografiche e di medicina nucleare.

Obiettivi formativi della tipologia della Scuola

Lo specialista in formazione deve acquisire:

  • conoscenze avanzate sui meccanismi eziopatogenetici che determinano lo sviluppo delle malattie dell’apparato respiratorio e conoscenze di fisiopatologia respiratoria;
  • conoscenze tecniche e teoriche in tutti i settori di laboratorio applicati alle malattie respiratorie con particolare riguardo alla citoistopatologia, alle tecniche immunoallergologiche, alle tecniche di valutazione della funzione dei vari tratti dell’apparato respiratorio e della cardioemodinamica polmonare;
  • conoscenza pratica metodologica nella diagnostica funzionale della respirazione con particolare riguardo alla valutazione della meccanica toraco-polmonare, degli scambi intrapolmonari dei gas, dei meccanismi di regolazione della ventilazione, dell’emodinamica polmonare, dei disturbi respiratori nel sonno, delle tecniche di monitoraggio del paziente critico e dei metodi di valutazione della disabilità respiratoria;
  • conoscenze e capacità interpretative nella diagnostica per immagini e nelle varie tecniche diagnostiche di pertinenza delle malattie dell’apparato respiratorio;
  • competenze adeguate in Pneumologia interventistica per gestire autonomamente la diagnostica e terapia endoscopica delle vie aeree, del cavo pleurico e dei distretti respiratori esplorabili con metodiche video-endoscopiche compresi l’esecuzione di biopsie nelle varie sedi, il prelievo di liquido di lavaggio broncoalveolare e l’uso di tecniche complementari ed innovative per la diagnostica ed il trattamento di patologie respiratorie;
  • conoscenze teoriche e pratica clinica necessarie a trattare le principali patologie che costituiscono condizione di emergenza respiratoria con particolare competenza nel trattamento intensivo e subintensivo del paziente con insufficienza respiratoria critica; competenze adeguate per promuovere ogni azione finalizzata a riconoscere precocemente e gestire il paziente con insufficienza respiratoria acuta e cronica, le emergenze più comuni in medicina interna e le patologie critiche, applicare la ventilazione meccanica, formulare e somministrare diete particolari per via enterale e parenterale;
  • conoscenze teoriche e pratiche della fisiopatologia della respirazione durante il sonno e dell’influenza del sonno sulle diverse patologie respiratorie; acquisizione della pratica clinica per il riconoscimento, la diagnostica ed il trattamento dei disturbi respiratori del sonno;
  • conoscenze teoriche e pratiche necessarie per la valutazione epidemiologica, la prevenzione, la diagnostica clinico-strumentale, la terapia (nelle sue varie forme) delle neoplasie polmonari; deve conoscere e saper applicare le relative norme di buona pratica clinica;
  • conoscenze relative alle tecniche di riabilitazione ed alle metodiche di valutazione della disabilità con particolare riguardo alle patologie respiratorie, con acquisizione della pratica clinica necessaria per la gestione del paziente critico, soprattutto per quanto concerne l’alimentazione, la fisiokinesiterapia e lo svezzamento dalla ventilazione meccanica;
  • conoscenze necessarie per la valutazione epidemiologica, la prevenzione, la diagnostica microbiologica, immunologica e clinico-strumentale, la terapia e la riabilitazione della tubercolosi e delle malattie infettive dell’apparato respiratorio; deve conoscere e saper applicare le relative norme di buona pratica clinica e profilassi;
  • conoscenze necessarie per la valutazione epidemiologica, la diagnostica clinica strumentale ed il trattamento della fibrosi cistica e delle sue varie problematiche cliniche, deve conoscere le norme di buona pratica clinica relativa e deve saperle applicare in studi clinici controllati;
  • conoscenze necessarie delle norme di buona pratica clinica e deve saperle applicare in trials clinici;
  • capacità di analizzare le proprie motivazioni, con piena consapevolezza dei propri presupposti morali, e di rapportarle alle norme etiche e deontologiche che la cura della persona umana impone;
  • conoscenze fondamentali degli aspetti legali e di organizzazione sanitaria della professione, con adeguata rappresentazione delle implicazioni etiche degli sviluppi della medicina.

Le attività dello specializzando nei 4 anni

Nella pratica, i 4 anni della specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio si articolano in una progressione abbastanza riconoscibile. Il primo anno è dedicato in larga parte al tronco comune: reparto di medicina interna, pronto soccorso e prime rotazioni in pneumologia, dove lo specializzando impara a gestire il paziente ricoverato con riacutizzazione di BPCO, polmonite, versamento pleurico o embolia polmonare, e a leggere in autonomia emogasanalisi e radiografie del torace.

Dal secondo anno il baricentro si sposta sulla disciplina. Il laboratorio di fisiopatologia respiratoria è la prima tappa: spirometria, pletismografia, test di diffusione, test da sforzo cardiopolmonare, misura delle pressioni respiratorie. Segue l’endoscopia toracica, che è la parte più procedurale della scuola: broncoscopia flessibile, lavaggio broncoalveolare, biopsie transbronchiali, ecoendoscopia bronchiale (EBUS), toracentesi ed ecografia del torace, fino alla toracoscopia medica nelle sedi che la praticano. Parallelamente lo specializzando frequenta l’unità di terapia semintensiva respiratoria, dove apprende la ventilazione non invasiva, l’ossigenoterapia ad alti flussi e lo svezzamento dalla ventilazione meccanica.

Gli ultimi anni sono dedicati agli ambulatori di secondo livello: asma grave e terapie biologiche, interstiziopatie, ipertensione polmonare, fibrosi cistica dell’adulto, tubercolosi, riabilitazione respiratoria e medicina del sonno con polisonnografia e titolazione della CPAP. Un posto importante ha l’oncologia toracica, con la partecipazione ai gruppi multidisciplinari sul tumore del polmone insieme a oncologi, radiologi, chirurghi toracici e radioterapisti. Alle attività assistenziali si affiancano la partecipazione a congressi, la produzione scientifica e la preparazione della tesi.

Sbocchi professionali della specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio

Lo pneumologo ha davanti a sé un ventaglio di possibilità ampio. Lo sbocco principale è l’ospedale: unità operative di pneumologia, terapie semintensive respiratorie, servizi di endoscopia toracica e di fisiopatologia respiratoria, centri per le interstiziopatie, per la fibrosi cistica e per l’ipertensione polmonare. Le patologie respiratorie croniche sono tra le più diffuse nella popolazione, l’età media dei pazienti cresce e la richiesta di specialisti resta costante.

Un secondo ambito, in forte espansione, è il territorio: ambulatori specialistici, medicina del sonno, riabilitazione respiratoria, ossigenoterapia e ventilazione domiciliare, con un ruolo crescente nella gestione integrata del paziente cronico. Un terzo ambito è la libera professione, che in pneumologia è ben sviluppata soprattutto per spirometrie, visite allergologiche-respiratorie e medicina del sonno. Esistono infine gli sbocchi nella ricerca e nell’industria farmaceutica, che in questa disciplina investe molto in farmaci biologici per l’asma, terapie per le interstiziopatie e dispositivi per la ventilazione.

Per una stima del trattamento economico durante gli anni di formazione rimandiamo a quanto guadagna un medico specializzando; per un confronto con le altre discipline in termini di domanda e prospettive, alle schede sulle specializzazioni di medicina più richieste.

Perché sceglierla e a chi è adatta

La pneumologia è una scelta equilibrata per chi vuole restare un clinico a tutto tondo senza rinunciare a una componente procedurale. Rispetto ad altre discipline internistiche offre l’endoscopia, l’ecografia e la ventilazione, cioè strumenti che rendono lo specialista autonomo nella diagnosi e nel trattamento; rispetto alle chirurgie, conserva un rapporto continuativo con il paziente cronico e una dimensione ambulatoriale molto sviluppata. È adatta a chi ama la fisiopatologia, a chi vuole occuparsi di emergenza senza necessariamente scegliere la rianimazione, e a chi cerca una disciplina con buone opportunità sia nel pubblico sia nel privato. Chi desidera un approfondimento sulla giornata tipo dello specializzando, sulle sedi e sulle prospettive di carriera può leggere la scheda sulla specializzazione in pneumologia.

In sintesi

La specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio è la denominazione ufficiale della scuola di pneumologia: dura 4 anni, appartiene alla classe della medicina clinica generale e specialistica e si accede tramite il concorso nazionale SSM. Il percorso unisce un solido tronco comune internistico a una formazione specifica in fisiopatologia respiratoria, endoscopia toracica, terapia semintensiva e ventilazione, medicina del sonno, oncologia toracica, tubercolosi e malattie infettive respiratorie, fibrosi cistica e riabilitazione. Gli sbocchi comprendono ospedale, territorio, libera professione, ricerca e industria. È una scuola molto ambita e con punteggi minimi elevati: prima di inserirla tra le preferenze conviene studiare le graduatorie delle singole sedi e prepararsi con materiali aggiornati.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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