Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva
3 Maggio 2021 · Mario Lomele
La specializzazione in igiene e medicina preventiva è una scuola di specializzazione molto ambita. La durata della scuola è di 4 anni. In questa guida la redazione di Test Ammissione spiega che cosa fa l’igienista, quali sono gli obiettivi formativi e le attività professionalizzanti previste dall’ordinamento, come si svolge la formazione, che carattere ha il lavoro, quali sbocchi professionali offre il titolo, dalla direzione sanitaria ai dipartimenti di prevenzione, e come prepararsi al Concorso Nazionale SSM.
Cos’è la specializzazione in igiene e medicina preventiva
L’igiene e medicina preventiva è la disciplina che si occupa della salute delle popolazioni più che del singolo paziente. Il suo obiettivo è prevenire le malattie, promuovere la salute e organizzare i servizi sanitari in modo efficace, appropriato ed equo. Se il clinico si chiede come curare la persona che ha di fronte, l’igienista si chiede perché quella malattia si verifica in una comunità, quanti casi si possono evitare e come organizzare gli interventi per ridurli.
Gli ambiti di lavoro sono numerosi: epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, vaccinazioni, programmi di screening oncologici, igiene degli alimenti e della nutrizione, igiene ambientale, prevenzione nei luoghi di lavoro, prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza, gestione del rischio clinico, programmazione sanitaria, valutazione della qualità dei servizi ed economia sanitaria. La specializzazione in igiene e medicina preventiva è anche la scuola che forma, tradizionalmente, i medici destinati alla direzione sanitaria degli ospedali e delle aziende sanitarie.
Si tratta di una specialità con un forte taglio metodologico e organizzativo: statistica, epidemiologia, diritto sanitario, management e comunicazione del rischio sono strumenti quotidiani. Gli eventi degli ultimi anni hanno reso evidente a tutti quanto la sanità pubblica sia centrale per un sistema sanitario moderno, dalla gestione delle emergenze epidemiche all’organizzazione delle campagne vaccinali.
Obiettivi formativi della specializzazione in igiene e medicina preventiva
Gli obiettivi formativi sono fissati dall’ordinamento delle scuole di specializzazione di area sanitaria e sono comuni a tutte le sedi. Li riportiamo integralmente perché descrivono in modo preciso le competenze che si acquisiscono durante i quattro anni.
Obiettivi formativi integrati (ovvero tronco comune)
Lo specializzando deve aver acquisito competenze in statistica medica, igiene, medicina legale, medicina del lavoro, epidemiologia, organizzazione aziendale, demografia, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, diritto del lavoro.
L’obiettivo della formazione comune per le discipline della classe è mirato ad acquisire conoscenze dell’inquadramento e caratterizzazione di diversi gruppi di popolazione, della loro organizzazione generale e lavorativa e degli stili di vita, tenendo in considerazione le implicazioni sempre più importanti di tipo psicologico.
Il tutto è finalizzato a realizzare adeguate valutazioni statistiche, analisi di problemi igienistici, medico-legali, lavorativi e di rischio, riconoscimenti di idoneità, accertamenti di patologie, di invalidità, ed applicazione di tutti i criteri preventivi così come previsto dalla normativa attuale e dalle sue evoluzioni.
Obiettivi formativi di base
Acquisizione di conoscenze di metodologia statistica, epidemiologica, di psicologia, sociologia, economia, storia della medicina, genetica, microbiologia, patologia clinica, tecnologie mediche applicate, diritto, fisica e chimica dell’ambiente e di vita e di lavoro; l’acquisizione di capacità di utilizzare la statistica, i sistemi informativi, i sistemi di comunicazione e della normativa nell’ambito della prevenzione sanitaria; l’utilizzazione delle conoscenze di base e della metodologia epidemiologica per la sorveglianza ed il controllo dei rischi chimico-fisici, ambientali e microbiologici, delle malattie genetiche, infettive cronico degenerative e degli incidenti negli ambienti di vita e di lavoro e del loro impatto sulla qualità della vita e sulla salute della collettività; programmare, gestire e valutare anche sotto l’aspetto manageriale e di economia sanitaria gli interventi di prevenzione e formazione.
Obiettivi formativi della tipologia della Scuola
- pianificare, realizzare e valutare studi descrittivi, ecologici, trasversali, analitici, sperimentali e di intervento;
- discutere il profilo di rischio della popolazione e di gruppi a particolare esposizione;
- descrivere ed interpretare la frazione prevenibile, per ogni problema sanitario, dei principali fattori di rischio ambientali, lavorativi, sociali e comportamentali;
- descrivere e utilizzare i modelli di prevenzione e di promozione sull’individuo, sulla comunità e sull’ambiente fisico e sociale;
- riconoscere ed utilizzare i principi della comunicazione del rischio ambientale;
- programmare, organizzare e valutare interventi mirati alla tutela della salute ed alla prevenzione dei rischi di tipo infettivo, comportamentale, occupazionale ed ambientale;
- organizzare la tutela della salute degli individui più a rischio della popolazione (con particolare riguardo agli anziani, ai minori, alle classi sociali disagiate, ai migranti ed ai viaggiatori);
- programmare, organizzare e valutare interventi di prevenzione secondaria (programmi di screening);
- programmare, organizzare e valutare interventi di prevenzione terziaria;
- programmare, organizzare e valutare interventi nella comunità in relazione all’attuazione delle cure primarie ed al loro raccordo con l’assistenza di secondo livello;
- contribuire alla elaborazione di piani per la salute a carattere interdisciplinare ed intersettoriale;
- programmare, organizzare e valutare interventi di vigilanza, ispezione e controllo di alimenti e bevande nelle fasi di produzione, trasporto, manipolazione, commercio, somministrazione ed utilizzazione;
- applicare i principi della corretta nutrizione a livello di famiglie e di comunità organizzate;
- programmare, attuare e valutare interventi di educazione alimentare;
- organizzare e gestire sistemi informativi ai fini sanitari;
- utilizzare la metodologia epidemiologica e l’analisi economica quali strumenti della programmazione;
- utilizzare le tecniche di evidence based medicine (EBM), evidence based healthcare (EBHC) e evidence based prevention (EBP);
- descrivere, interpretare ed utilizzare i modelli dei sistemi sanitari, ed i relativi meccanismi di controllo, di direzione, di finanziamento e di gestione e valutarne i livelli di appropriatezza, efficacia ed equità;
- utilizzare ed attuare modelli di analisi costi/efficacia, costi/beneficio, costi/utilità e i principi dell’economia sanitaria;
- programmare, organizzare e valutare sul territorio ed in ospedale i servizi e la loro qualità;
- progettare, realizzare e valutare interventi di sanità pubblica in occasione di emergenze;
- progettare, realizzare e valutare l’attività di formazione continua su metodi e contenuti della sanità pubblica;
- riconoscere il ruolo giuridico dell’operatore di sanità pubblica nell’attuale scenario sanitario nazionale e regionale;
- riconoscere le problematiche inerenti la percezione della malattia e della salute in altre culture;
- descrivere i principali mutamenti degli stili di vita legati ai nuovi fenomeni sociali ed interculturali, utilizzando gli strumenti dell’antropologia medica e culturale;
- saper introdurre criteri di bioetica nel rapporto medico-paziente e servizi-comunità a livello di assistenza primaria e di attività di prevenzione, con particolare riguardo alla definizione delle priorità.
Obiettivi affini o integrativi
Acquisizione della capacità di interagire con gli specialisti delle altre tipologie della classe, nonché con i laureati e gli specialisti delle Aree delle classi sanitarie, nei campi dell’analisi epidemiologica, dell’organizzazione dei servizi, della valutazione degli interventi sanitari e della gestione delle emergenze sanitarie.
Attività professionalizzanti e formazione sul campo
Rispetto a molte scuole cliniche, la formazione in igiene si svolge in buona parte fuori dal reparto: nelle direzioni sanitarie, nei dipartimenti di prevenzione, negli uffici di epidemiologia, nei servizi vaccinali e di screening, negli enti regionali. Lo specializzando impara facendo: analizza dati, progetta indagini, partecipa a ispezioni, collabora a piani di prevenzione e a progetti di miglioramento della qualità. L’ordinamento elenca in modo dettagliato le attività professionalizzanti obbligatorie per il raggiungimento delle finalità didattiche della tipologia:
- aver collaborato almeno in due casi all’analisi di statistiche sanitarie correnti, ed averne progettata e realizzata almeno una in modo autonomo;
- aver partecipato alla progettazione e alla realizzazione di almeno due indagini epidemiologiche, ed averne progettata e realizzata almeno una in modo autonomo;
- aver collaborato ad analisi organizzative di strutture sanitarie, ed in particolare: almeno una valutazione del fabbisogno di risorse; almeno due valutazioni di appropriatezza di procedure (diagnostico-terapeutiche), di percorsi o di regimi assistenziali e di qualità dell’assistenza;
- aver collaborato ad almeno un progetto di valutazione e revisione di percorsi assistenziali integrati (cure primarie, territorio, ospedale);
- aver collaborato ad almeno una valutazione delle performances delle risorse umane;
- aver collaborato ad almeno una valutazione degli esiti di una organizzazione sanitaria o di una sua parte;
- aver collaborato alla predisposizione ed alla valutazione di almeno tre fra: interventi di informazione o educazione sanitaria, campagne di vaccinazione, indagini di sorveglianza dei rischi ambientali indoor/outdoor nelle comunità e/o gruppi a rischi, adeguatezza igienico-sanitaria di procedure produttive e/o di prestazioni di servizi, interventi di prevenzione in comunità;
- aver collaborato ad almeno un programma di screening;
- aver collaborato ad almeno un programma di valutazione e gestione del rischio professionale e di sorveglianza sanitaria;
- aver effettuato almeno uno studio di fattibilità per la soluzione di problemi di salute di una comunità ed uno studio di fattibilità per la soluzione di problemi organizzativi di una istituzione;
- aver collaborato almeno ad una valutazione di tecnologie sanitarie sotto il profilo dell’affidabilità, della sicurezza, dei rapporti costi-beneficio, costi-efficacia, costi-utilità, aspetti etici e giuridici;
- aver collaborato alla predisposizione ed alla valutazione di almeno due programmi di miglioramento della qualità ed averne progettato e realizzato almeno uno in modo autonomo;
- aver realizzato almeno un intervento di valutazione della qualità dell’assistenza con metodi di certificazione e/o accreditamento;
- aver partecipato alla revisione critica della letteratura scientifica, con almeno una revisione sistematica con annessa meta-analisi, inerente gli interventi di prevenzione, diagnosi e cura, alla luce dell’evidence based medicine (EBM), evidence based healthcare (EBHC), evidence based prevention (EBP) e evidence based public health e aver collaborato all’attuazione dei principi di efficacia, appropriatezza ed efficienza nel processo decisionale in Sanità Pubblica;
- aver collaborato alla progettazione, realizzazione e valutazione di almeno un programma di gestione del rischio clinico e della sicurezza del paziente inclusa la prevenzione e controllo delle Healthcare Associated Infections (HAI) e di Anti Microbial Stewardship (AMR);
- aver collaborato alla realizzazione di almeno una Root Cause Analysis (RCA) ed una Failure Mode Effect Analysis (FMEA);
- aver partecipato ad almeno una indagine epidemiologica di sorveglianza nutrizionale nelle comunità e/o gruppi a rischio e ad almeno una valutazione e categorizzazione di rischio alimentare;
- aver collaborato alla progettazione ed alla realizzazione di almeno un intervento di formazione di base o permanente per operatori dell’area sanitaria;
- aver collaborato ad almeno un progetto di comunicazione con la popolazione, direttamente o attraverso i mass media, relativi a problemi o emergenze sanitarie;
- aver collaborato all’organizzazione di interventi di emergenza sanitaria (reali o simulati);
- aver partecipato all’attività di ricerca scientifica con la pubblicazione di almeno un articolo su riviste indicizzate e/o una comunicazione o poster ad almeno un convegno nazionale/internazionale all’anno;
- aver applicato la metodologia di ricerca qualitativa (reale o simulata);
- aver partecipato ad attività di Health Impact Assessment (reale o simulata);
- aver frequentato, per una durata da stabilire da parte del Consiglio della Scuola, direzioni sanitarie (ASL, Azienda ospedaliera, Presidio), Distretti sanitari, Dipartimenti di Prevenzione, Agenzie Sanitarie ed Agenzie per l’ambiente, partecipando a tutte le relative attività;
- aver frequentato, per una durata da stabilire da parte del Consiglio della Scuola, soprattutto strutture ove sia prevalente il rischio lavorativo biologico, partecipando alle attività di prevenzione e protezione della salute operate dai locali medico competente e responsabile della sicurezza.
Lo specializzando potrà concorrere al diploma dopo aver completato le attività professionalizzanti.
Lo specializzando, nell’ambito del percorso formativo, dovrà apprendere le basi scientifiche della tipologia della Scuola al fine di raggiungere una piena maturità e competenza professionale che ricomprenda una adeguata capacità di interpretazione delle innovazioni scientifiche ed un sapere critico che gli consenta di gestire in modo consapevole sia l’assistenza che il proprio aggiornamento; in questo ambito potranno essere previste partecipazione a meeting, a congressi e alla produzione di pubblicazioni scientifiche e periodi di frequenza in qualificate istituzioni italiane ed estere utili alla sua formazione.
Il carattere del lavoro dell’igienista
Il lavoro dell’igienista è molto diverso da quello del clinico di reparto. Il paziente è la comunità: una popolazione, un ospedale, una scuola, un’azienda. Le giornate sono fatte di analisi di dati, riunioni con altri professionisti, stesura di procedure, sopralluoghi, gestione di focolai epidemici, pianificazione di campagne vaccinali e di screening, valutazione della qualità dei servizi. Il contatto diretto con il singolo paziente è presente, per esempio negli ambulatori vaccinali e di medicina dei viaggiatori, ma non è il centro dell’attività.
Per questo la specialità è adatta a chi ha una mentalità organizzativa e analitica, ama la statistica e l’epidemiologia, sa comunicare con interlocutori diversi, dai cittadini agli amministratori, e trova soddisfazione nel vedere l’effetto di un intervento su migliaia di persone. È un lavoro con ritmi generalmente più prevedibili rispetto alle specialità cliniche d’urgenza, anche se le emergenze di sanità pubblica possono richiedere un impegno intenso e improvviso. Chi ha inclinazione per la leadership trova nell’igiene la strada naturale verso ruoli di direzione.
Sbocchi professionali dopo la specializzazione in igiene e medicina preventiva
Il titolo apre un ventaglio di opportunità particolarmente ampio:
- Direzione sanitaria: la specializzazione è il percorso di riferimento per lavorare nelle direzioni mediche di presidio ospedaliero e nelle direzioni sanitarie aziendali, occupandosi di organizzazione, igiene ospedaliera, rischio clinico, accreditamento e qualità.
- Prevenzione e sanità pubblica: i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie impiegano igienisti nei servizi di igiene e sanità pubblica, nei servizi vaccinali, negli screening, nell’igiene degli alimenti e della nutrizione e nella sorveglianza delle malattie infettive.
- Enti regionali e nazionali: assessorati alla sanità, agenzie sanitarie regionali, istituti nazionali e organismi internazionali cercano professionisti con competenze di programmazione ed epidemiologia.
- Sanità privata: le strutture private e accreditate hanno bisogno di direttori sanitari, di esperti di qualità, accreditamento e controllo delle infezioni.
- Libera professione e consulenza: consulenze in materia di igiene, sicurezza alimentare, medicina dei viaggiatori, valutazione del rischio e formazione, nei limiti previsti dal proprio contratto.
- Ricerca: università e istituti di ricerca offrono spazio in epidemiologia, valutazione delle tecnologie sanitarie, economia sanitaria e studi di efficacia degli interventi di prevenzione.
Sulla retribuzione preferiamo non indicare cifre precise, che dipendono da contratto, anzianità, tipo di incarico e responsabilità. Come indicazione generale, l’igienista dipendente del Servizio Sanitario Nazionale si colloca nella fascia tipica della dirigenza medica, con margini di crescita legati soprattutto agli incarichi direzionali. Per un confronto tra specialità si può consultare la pagina sulle specializzazioni in medicina più pagate, mentre per il periodo di formazione è utile la guida su quanto guadagna un medico specializzando.
Punteggi minimi, sedi e confronto con i colleghi
La scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva è molto ambita. Il punteggio minimo di accesso è elevato. Per visualizzare i punteggi minimi di accesso divisi per sede e per scuola visita:
Accanto al punteggio conta la strategia nella compilazione delle preferenze. Per capire come funzionano graduatoria, ordine delle sedi e scorrimenti è utile la guida su come funzionano le scelte SSM, mentre una panoramica generale si trova nella pagina sulle scuole di specializzazione in medicina.
Per discutere sulle sedi migliori di questa prestigiosa scuola è possibile richiedere informazioni nel gruppo Facebook dedicato “Scuole di Specializzazione in Medicina”, dove specializzandi e candidati si scambiano esperienze sulle diverse sedi e sull’organizzazione della formazione.
Come prepararsi al concorso SSM
L’accesso passa dal Concorso Nazionale SSM, unico per tutte le specialità: non esiste una prova dedicata all’igiene. Per entrare serve dunque un punteggio competitivo sull’intero programma. Le regole di ogni edizione sono contenute nel bando del concorso SSM, da leggere sempre con attenzione.
- Coprire tutto il programma, dando priorità alle materie più richieste al concorso SSM senza trascurare igiene, statistica ed epidemiologia, che per un futuro igienista sono anche la base del lavoro.
- Allenarsi sulle prove ufficiali: le prove degli anni precedenti mostrano lo stile dei quesiti e i temi ricorrenti.
- Simulare la prova nei tempi reali, come descritto nella pagina sulla durata del test SSM.
- Studiare dagli errori, con commenti ragionati alle risposte.
Per una preparazione completa al concorso SSM sono consigliati i seguenti libri di studio:
Il software di simulazione consente di esercitarsi al concorso per l’accesso alle scuole di Specializzazioni Mediche. La versione demo comprende le prove ufficiali delle Specializzazioni mediche 2018, 2019 e 2020. I test prevedono 140 quesiti da svolgere in un tempo massimo di 210 minuti come avviene nella prova d’esame reale. Per la valutazione finale viene attribuito un punto per ogni risposta esatta. Le demo delle prove SSM Domande 2018, SSM Domande 2019 e SSM Domande 2020 sono disponibili gratuitamente nell’area demo della nostra app.
Il commento alle prove SSM dal 2018 ad oggi è incluso con l’acquisto del manuale “50.000 QUIZ – Simulazioni Per Le Specializzazioni Mediche”. Per studiare con lezioni online, quiz e simulazioni commentate è disponibile anche la Piattaforma Accademia.
Download e simulazioni
Qui trovi i collegamenti diretti per scaricare il materiale e provare la simulazione gratuita:
In sintesi
La specializzazione in igiene e medicina preventiva dura 4 anni ed è una scuola molto ambita. Forma il medico della sanità pubblica: esperto di epidemiologia, prevenzione, vaccinazioni, screening, sicurezza alimentare, rischio clinico e organizzazione dei servizi. Gli sbocchi comprendono la direzione sanitaria, i dipartimenti di prevenzione, gli enti regionali e nazionali, il privato, la consulenza e la ricerca. Per accedervi serve un buon punteggio al Concorso Nazionale SSM, costruito con lo studio di tutte le materie e l’allenamento costante sulle prove ufficiali.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
