Specializzazione in Anatomia Patologica
3 Maggio 2021 · Mario Lomele
La specializzazione in anatomia patologica è una scuola di specializzazione molto ambita, che forma il medico capace di dare un nome preciso alla malattia osservando cellule, tessuti e organi. La durata della scuola è fissata dall’ordinamento didattico nazionale delle scuole di specializzazione. In questa guida trovi che cosa fa l’anatomopatologo, quali sono gli obiettivi formativi ufficiali della scuola, le attività richieste durante gli anni di formazione, gli sbocchi professionali e il modo migliore per prepararsi al concorso SSM.
Che cos’è la specializzazione in anatomia patologica
L’anatomia patologica è la disciplina che studia le alterazioni morfologiche provocate dalle malattie, dal livello macroscopico del pezzo operatorio fino al livello cellulare e molecolare. Il suo prodotto principale è il referto istologico o citologico: un documento che, molto spesso, decide la diagnosi definitiva di un tumore, ne stabilisce le caratteristiche prognostiche e orienta la terapia. Per questo si dice che l’anatomopatologo è il “medico dei medici”: raramente incontra il paziente, ma quasi ogni percorso oncologico, chirurgico e di molte malattie infiammatorie passa dal suo microscopio.
La scuola appartiene alla Classe della Medicina Diagnostica e di Laboratorio. Chi sceglie la specializzazione in anatomia patologica entra in un ambito in cui la morfologia classica convive con l’immunoistochimica, la biologia molecolare e, sempre più, con la patologia digitale. È una disciplina che premia l’occhio allenato, la memoria visiva, il metodo e la capacità di ragionare per diagnosi differenziale, e che offre un ruolo centrale nei gruppi multidisciplinari, per esempio nei team oncologici in cui si discute il trattamento dei singoli casi.
Obiettivi formativi della specializzazione in anatomia patologica
Gli obiettivi della scuola sono definiti dall’ordinamento e si articolano in tre livelli: un tronco comune condiviso con le altre scuole della classe, obiettivi di base e obiettivi specifici della tipologia.
Obiettivi formativi integrati (ovvero tronco comune)
Acquisizione delle conoscenze nell’ambito delle discipline che contribuiscono alla definizione della Classe della Medicina Diagnostica e di Laboratorio, e di quelle utili alla caratterizzazione del percorso formativo comune alle diverse tipologie di Scuola con particolare riguardo alla patologia molecolare, fisiopatologia e patologia generale, immunologia ed immunopatologia. Inoltre, l’attività di tronco comune sarà in parte dedicata alle integrazioni cliniche con l’Area Medica e con l’Area Chirurgica.
Obiettivi formativi di base
- Acquisizione di competenze nell’uso degli strumenti e delle metodiche dei laboratori di istologia.
- Acquisizione di conoscenze fondamentali di genetica, biochimica, biologia molecolare, statistica medica, epidemiologia, e di modalità di valutazioni morfometriche.
Obiettivi formativi della tipologia della Scuola
- Acquisizione di conoscenze approfondite di anatomia patologica sistematica, di tecnica e diagnostica delle autopsie, delle basi teorico pratiche dell’istochimica e dell’immunoistochimica, della patologia ultrastrutturale, della citopatologia diagnostica, compresa la citologia aspirativa con ago sottile, e della biologia molecolare applicata alla diagnostica.
- La maturazione di completa capacità di diagnostica morfologica delle alterazioni cellulari, dei tessuti e degli organi, e della valutazione patogenetica ed epicritica di esse anche in rapporto al trattamento terapeutico.
- L’acquisizione degli elementi fondamentali utili alla valutazione, anche epicritica, delle correlazioni anatomo cliniche delle principali patologie subspecialistiche quali neuropatologia, patologia cardiovascolare, dermatopatologia, ematopatologia, nefrouropatologia, ginecopatologia, patologia pediatrica, patologia ossea e dei tessuti molli, patologia gastroenterologica, endocrinopatologia, patologia respiratoria, la patologia oncologica e tutto quanto concerne la diagnostica morfologica relativa a cellule, tessuti e organi.
- L’acquisizione di esperienza di monitoraggio morfologico dei trapianti d’organo. L’apprendimento di competenze necessarie per l’organizzazione e la gestione del settorato e dei laboratori di diagnostica istopatologica, di citopatologia diagnostica, di istochimica ed immunoistochimica, di patologia ultrastrutturale e di biologia molecolare applicata alla istocitopatologia, ivi compresi la sicurezza nel posto di lavoro e lo smaltimento dei residui biologici e chimici.
Sono Obiettivi affini o integrativi l’acquisizione di adeguate conoscenze teoriche di genetica medica, di epidemiologia ed igiene generale, diagnostica per immagini, medicina del lavoro e preventiva, tossicologia, medicina legale, deontologia e bioetica.
Attività professionalizzanti durante la formazione
Sono attività professionalizzanti obbligatorie per il raggiungimento delle finalità didattiche della tipologia:
- Aver effettuato (e certificato) almeno 40 riscontri diagnostici necroscopici, ivi compreso il relativo studio istopatologico; la descrizione macroscopica ed il campionamento di almeno 1.200 pezzi operatori; la descrizione microscopica e la diagnosi istopatologica, con l’eventuale corredo di indagini istochimiche, immunoistochimiche, ultrastrutturali e di biologia molecolare, di almeno 4.000 casi; la descrizione microscopica e la diagnosi citopatologica di almeno 1.600 casi, inclusi quelli di citologia aspirativa con ago sottile; la partecipazione all’allestimento e refertazione di almeno 200 casi di diagnosi intraoperatoria; ed almeno 50 diagnosi molecolari su lesioni tissutali. Inoltre lo specialista deve dimostrare di:
- Possedere una conoscenza approfondita dei segni, sintomi e meccanismi dei processi morbosi, nonché della correlazione tra quadri clinici e morfologici. Conoscere il background scientifico della patologia in termini di meccanismi della malattia, criteri diagnostici e significato clinico.
- Essere in grado di effettuare descrizioni macroscopiche dei campioni, documentando adeguatamente gli elementi diagnostici essenziali, ed utilizzando ove necessarie, tecniche di documentazione iconografica.
- Saper eseguire la campionatura dei pezzi chirurgici per l’esame istologico seguendo le linee guida riconosciute.
- Esaminare i preparati istologici e citologici con un approccio logico e coerente, prendendo in considerazione le notizie cliniche ed i quesiti specifici posti dal medico richiedente.
- Saper descrivere i quadri patologici in modo conciso e dettagliato, focalizzandosi sulle osservazioni finalizzate alla formulazione di un referto completo, chiaro e comprensibile.
- Saper utilizzare le metodiche di digitalizzazione dei preparati istologici, ed essere consapevole delle applicazioni della virtual imaging nel campo delle consulenze diagnostiche esterne ed in ambito didattico.
- Essere in grado di richiedere e di interpretare le appropriate indagini supplementari (colorazioni istochimiche, immunoistochimiche, indagini biomolecolari) qualora siano necessarie per la formulazione del referto.
- Conoscere ed applicare la regolamentazione giuridica della medicina necroscopica.
- Essere in grado di eseguire in maniera autonoma un riscontro diagnostico necroscopico completo e di formulare una corretta epicrisi.
- Essere consapevole delle implicazioni medico-legali della custodia dei campioni e dei referti, nonché della protezione dei dati sensibili.
L’attività professionalizzante prevede turni di diagnostica nel contesto della rete formativa della Scuola, con la supervisione dei docenti della disciplina. L’apprendimento della diagnostica autoptica prevede la frequentazione della sala settoria e l’esecuzione di riscontri diagnostici autoptici con la supervisione del docente.
Le competenze specifiche sono riassunte schematicamente nelle seguenti tematiche: Autopsia; Patologia dell’osso e dei tessuti molli; Patologia della mammella; Patologia cardiovascolare; Citopatologia; Dermatopatologia; Patologia endocrina; Patologia oculare; Patologia del tratto gastroenterico; Ginecopatologia; Patologia del distretto testa-collo; Ematopatologia; Patologia epatobiliare; Patologia dell’apparato genitale maschile; Patologia del muscolo; Patologia del rene e delle vie escretrici renali; Patologia dell’apparato respiratorio; Neuropatologia; Patologia pediatrica, perinatale e fetoplacentare.
Lo specializzando potrà concorrere al diploma dopo aver completato le attività professionalizzanti.
Lo specializzando, nell’ambito del percorso formativo, dovrà apprendere le basi scientifiche della tipologia della Scuola al fine di raggiungere una piena maturità e competenza professionale che ricomprenda una adeguata capacità di interpretazione delle innovazioni scientifiche ed un sapere critico che gli consenta di gestire in modo consapevole sia l’assistenza che il proprio aggiornamento; in questo ambito potranno essere previste partecipazione a meeting, a congressi e alla produzione di pubblicazioni scientifiche e periodi di frequenza in qualificate istituzioni italiane ed estere utili alla sua formazione.
In concreto, il percorso procede per gradi: all’inizio lo specializzando impara a descrivere e campionare i pezzi operatori al banco di riduzione, poi passa alla lettura dei preparati affiancato da un dirigente, discute i casi e scrive bozze di referto che vengono riviste e firmate dal tutor. Con il tempo acquisisce autonomia nei settori più frequenti e si confronta con le subspecialità, l’esame estemporaneo intraoperatorio e la diagnostica molecolare.
Carattere del lavoro dell’anatomopatologo
Il lavoro si svolge soprattutto in laboratorio e al microscopio, con ritmi più regolari rispetto alle specialità di reparto e un contatto diretto con il paziente limitato. Non per questo è un lavoro isolato: l’anatomopatologo dialoga continuamente con chirurghi, oncologi, dermatologi, gastroenterologi, ginecologi ed ematologi, partecipa alle riunioni multidisciplinari e spesso viene chiamato a chiarire un referto o a integrare una diagnosi con nuove indagini.
La responsabilità è alta, perché da un referto dipendono interventi chirurgici, terapie oncologiche e follow-up. Servono concentrazione prolungata, precisione nella descrizione e grande onestà intellettuale nel riconoscere i casi dubbi e chiedere una seconda opinione. L’esame intraoperatorio richiede invece rapidità di giudizio, perché il chirurgo attende la risposta con il paziente sul tavolo operatorio. Infine, il riscontro diagnostico autoptico resta una parte formativa importante, che insegna a correlare la storia clinica con ciò che si osserva.
Chi ama la medicina come ragionamento, la morfologia, la biologia dei tumori e la tecnologia troverà in questa disciplina un ambiente stimolante. Chi invece cerca il rapporto quotidiano con il malato e le decisioni al letto del paziente farà bene a valutare con attenzione la scelta.
Sbocchi professionali dopo la specializzazione in anatomia patologica
Gli sbocchi della specializzazione in anatomia patologica si possono raggruppare in quattro grandi ambiti:
- Sanità pubblica: le unità operative di anatomia patologica degli ospedali e delle aziende sanitarie sono il primo sbocco. Qui si svolge la diagnostica istologica e citologica di routine, l’esame intraoperatorio, la patologia oncologica e, nei centri più grandi, l’attività subspecialistica.
- Sanità privata: laboratori e centri diagnostici privati e strutture accreditate offrono servizi di istopatologia e citopatologia, per esempio nell’ambito degli screening e della dermatopatologia.
- Libera professione: consulenze diagnostiche, seconde opinioni su casi complessi e collaborazioni con strutture private, anche grazie alla digitalizzazione dei vetrini che permette di refertare a distanza.
- Ricerca: università, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e laboratori di ricerca traslazionale cercano anatomopatologi con competenze di patologia molecolare, biomarcatori e sperimentazione clinica; la ricerca può affiancare l’attività diagnostica in ambito accademico.
Per quanto riguarda la retribuzione, non riportiamo cifre in questa pagina: per un quadro aggiornato puoi consultare le guide su quanto guadagna un medico specializzando, sulle specializzazioni di medicina più pagate e sulla specializzazione medica più redditizia.
Accesso alla scuola: punteggi minimi e scelta della sede
La scuola di specializzazione in Anatomia Patologica è molto ambita. Il punteggio minimo di accesso è elevato. Per visualizzare i punteggi minimi di accesso divisi per sede e per scuola visita la pagina Punteggi Minimi SSM.
Per discutere sulle sedi migliori di questa prestigiosa scuola è possibile richiedere informazioni nel gruppo Facebook dedicato “Scuole di Specializzazione in Medicina”. Prima di compilare la graduatoria delle preferenze conviene capire bene come funzionano le scelte SSM e confrontare le sedi anche in base alla rete formativa, al volume di casi, alla presenza di settori subspecialistici e di laboratori di patologia molecolare. Una panoramica di tutte le scuole è disponibile nella guida alle scuole di specializzazione in medicina.
Come prepararsi al concorso SSM per anatomia patologica
L’accesso passa dal concorso nazionale SSM, una prova unica per tutte le scuole: non esiste una prova specifica per l’anatomia patologica, quindi serve una preparazione ampia su tutta la medicina, con particolare attenzione alle materie più rappresentate. Per orientarti parti dalle materie più richieste al concorso SSM, leggi con attenzione il bando del concorso SSM e allenati sulle prove degli anni precedenti.
Per una preparazione completa al concorso SSM sono consigliati i Libri per il concorso SSM. Il software di simulazione consente di esercitarsi al concorso per l’accesso alle scuole di Specializzazioni Mediche: la versione demo comprende le prove ufficiali delle Specializzazioni mediche 2018, 2019 e 2020. I test prevedono 140 quesiti da svolgere in un tempo massimo di 210 minuti, come avveniva nella prova d’esame reale di quegli anni. Per la valutazione finale viene attribuito un punto per ogni risposta esatta. Il commento alle prove SSM dal 2018 ad oggi è incluso con l’acquisto del manuale “50.000 QUIZ – Simulazioni Per Le Specializzazioni Mediche”.
Un metodo efficace alterna studio teorico per blocchi di materie, quiz a tempo e revisione ragionata degli errori. Per chi punta all’anatomia patologica è utile curare bene patologia generale, oncologia e le correlazioni clinico-patologiche, che ritornano anche nelle domande di clinica. Lezioni, simulazioni commentate e statistiche sui progressi sono disponibili sulla Piattaforma Accademia.
Download e simulazioni
Qui trovi i collegamenti diretti per scaricare il materiale e provare la simulazione gratuita:
In sintesi
- La specializzazione in anatomia patologica appartiene alla Classe della Medicina Diagnostica e di Laboratorio ed è molto ambita.
- La durata della scuola è fissata dall’ordinamento didattico nazionale delle scuole di specializzazione.
- La formazione richiede attività certificate: almeno 40 riscontri necroscopici, 1.200 pezzi operatori, 4.000 diagnosi istopatologiche, 1.600 diagnosi citopatologiche, 200 diagnosi intraoperatorie e 50 diagnosi molecolari.
- Il lavoro è prevalentemente di laboratorio, con forte collaborazione multidisciplinare e alta responsabilità diagnostica.
- Gli sbocchi spaziano dalla sanità pubblica a quella privata, dalla libera professione alla ricerca.
- Il punteggio minimo di accesso è elevato: serve una preparazione ampia al concorso SSM, con simulazioni e revisione degli errori.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
