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"L’ALLETTAMENTO PREDISPONE ALLA FORMAZIONE DI ULCERE DA PRESSIONE PREVALENTEMENTE NELLE SEGUENTI ZONE:"

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A) Mento, guancia, spalla, dorso delle mani, ginocchio.

B) Occipite, scapola, spalla, processo spinoso, gomiti, talloni, sacro

C) Occipite, padiglione auricolare, scapola, spalla, processo spinoso, malleoli laterali

D) Occipite, spalla, scapola, gomiti, ischio, sacro, ginocchia

E) Padiglione auricolare, scapola, spalla, ischio, sacro, talloni

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    La risposta corretta e' la B
    L’allettamento prolungato predispone alla formazione di ulcere da pressione, ovvero di aree di necrosi ed ulcerazione dovute alla persistente compressione dei tessuti molli tra prominenze ossee e superfici dure, prevalentemente nelle zone dell’occipite, della scapola, della spalla, del processo spinoso, dei gomiti, dei talloni e del sacro, in relazione anche al tipo di decubito (supino, prono o laterale); fattori di rischio per la formazione di ulcerazioni sono rappresentati da eta’ >65 anni, malnutrizione, incontinenza e disturbi circolatori. Al contrario, mento, guancia, dorso delle mani, padiglione auricolare e malleoli laterali non sono zone frequentemente interessate (risposte A, C, D ed E errate). 

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"COSA SI INTENDE PER ESCARA?"

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A) Una lesione da grattamento

B) Piu’ vescicole piene di liquido poste tra epidermide e derma

C) Una gangrena umida, espressione di necrosi dell'epidermide

D) una lesione lieve e transitoria della cute

E) Una gangrena superficiale chiusa e secca, espressione di necrosi dell'epidermide e degli strati superficiali del derma, adesa agli strati profondi

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    La risposta corretta e' la E
    Si intende per escara una forma di gangrena superficiale chiusa e secca, espressione di necrosi dell'epidermide e degli strati superficiali del derma, ben adesa agli strati profondi e delimitata da circostante tessuto sano; piu’ frequentemente un’escara puo’ essere esito di un’ustione ma essa puo’ comparire anche in seguito a lesioni cutanee di altro tipo, come lesioni da decubito, o a particolari infezioni cutanee, come l’antracosi cutanea.
    Al contrario, piu’ vescicole piene di liquido poste tra epidermide e derma possono ricondurre a patologie autoimmuni quali il pemfigoide bolloso, condizione piu’ frequente negli individui di eta’>60 anni caratterizzata dalla comparsa di lesioni bollose generalizzate e pruriginose su cute apparentemente sana o eritematosa (risposta B errata). Di contro, una gangrena umida, espressione anch’essa di necrosi dell'epidermide, si differenzia dalla gangrena secca dell’escara per l’associata colonizzazione batterica e per la prognosi peggiore che spesso rende necessaria l’amputazione della zona interessata, al fine di limitare gli effetti sistemici dell’infezione (risposta C errata). Infine, l’escara non puo’ essere definita come una lesione da grattamento ne’ come una lesione lieve e transitoria della cute (risposte A e D errate).

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"UN'AZIENDA SANITARIA, UN'AZIENDA OSPEDALIERA, UN DIPARTIMENTO, UN'UNITA’ OPERATIVA POSSONO ESSERE DEFINITI:"

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A) un sistema semplice

B) Un sistema complesso

C) Un sistema chiuso e complesso

D) Un sistema chiuso

E) Un sistema aperto e complesso

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    La risposta corretta e' la B
    Un'azienda sanitaria, un'azienda ospedaliera, un dipartimento, un’unita’ operativa possono essere definiti un sistema complesso organizzato in una complessa rete responsabile di assicurare l’erogazione dei LEA a tutti i cittadini, ovvero delle prestazioni e dei servizi che il Servizio Sanitario Nazionale e’ tenuto a fornire gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket) (risposte A, C, D ed E errate). Piu’ specificamente l’azienda sanitaria, il perno su cui ruota il sistema sanitario di una determinata area geografica, e’ un’azienda dotata di personalita’ giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale alla stregua di un’azienda privata, responsabile della tutela della salute della popolazione residente sul suo territorio in relazione ad un’adeguata assistenza; invece, un’azienda ospedaliera e’ un presidio ospedaliero capace di erogare assistenza ospedaliera, cosi’ come il presidio ospedaliero dell’azienda sanitaria, ma dotata  di autonomia gestionale ed indipendenza rispetto all’azienda sanitaria. Inoltre, l’azienda ospedaliera si presenta a sua volta divisa in differenti dipartimenti, organizzati in relazione a diversi criteri, come quello di aggregazione per quadri morbosi a carico del medesimo apparato (cuore, sistema nervoso ecc) o su affinita’ per branca specialistica (area medica, area chirurgica, area diagnostica), coordinante le diverse unita’ operative, responsabili dell’assicurazione dei livelli essenziali di assistenza e dell’attivita’ di didattica e ricerca.

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"QUANDO SI MANIFESTA GENERALMENTE LA COMPLICANZA DI ILEO PARALITICO POST OPERATORIO? "

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A) Dopo un mese dall’intervento

B) tra la terza e la quinta giornata post operatoria

C) Tra la seconda e la sesta giornata post operatoria

D) Dopo la prima settimana post operatoria

E) Tra la prima e la seconda giornata post operatoria

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    La risposta corretta e' la B
    La complicanza di ileo paralitico post operatorio, intesa come la persistenza dello stato di paresi della motilita’ gastrointestinale indotta dall’anestesia generale, soprattutto in seguito ad un intervento di chirurgia addominale, si manifesta tra la terza e la quinta giornata post operatoria ed e’ frequentemente associata ad uno stato di infiammazione peritoneale o peritonite, seguente l’intervento chirurgico stesso. Al contrario, l’assenza o la riduzione della peristalsi nelle giornate post operatorie precedenti alla terza e’ da considerarsi un fenomeno normale e para fisiologico mentre la comparsa di ileo paralitico a grande distanza dall’intervento, come ad esempio dopo una settimana o un mese da quest’ultimo, impone la ricerca di altre cause (risposte A, C, D ed E errate).

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"NELLE MANOVRE DI PRIMO SOCCORSO, QUAL E’ LA SEQUENZA DELLA VALUTAZIONE DEL SOGGETTO INCOSCIENTE? "

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A) Vie aeree - respirazione - circolazione - coscienza

B) circolazione- coscienza-respiro-traumi del rachide

C) Coscienza - circolazione - vie aeree - respirazione

D) Coscienza - vie aeree - respirazione - circolazione

E) Respirazione - vie aeree - circolazione - coscienza

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    La risposta corretta e' la D
    Nelle manovre di primo soccorso la sequenza della valutazione del soggetto incosciente e’ rappresentata da: Coscienza - vie aeree - respirazione – circolazione (risposte A, B, C ed E errate). In particolare, il primo step da seguire in caso di soggetto apparentemente incosciente e’ la valutazione dell’effettivo stato di coscienza attraverso lo scuotimento e il richiamo vocale del paziente; in caso di risposta, l’iter del primo soccorso puo’ arrestarsi e il paziente puo’ essere o meno, a seconda delle condizioni cliniche, posto in posizione laterale di sicurezza in attesa di altri soccorsi.
    Al contrario, in caso di accertamento dello stato di incoscienza bisognera’ procedere secondo l’acronimo ABC (airway, breathing, circulation), valutando dapprima la pervieta’ delle vie aeree, ed effettuando una modica estensione del capo per impedire l’ostruzione delle stesse da parte della lingua, e poi la presenza/assenza di respiro osservando i movimenti del torace. Infine, verra’ valutata la presenza del circolo attraverso l’identificazione del polso radiale e/o carotideo; in caso di assenza di circolo sara’ possibile procedere alla rianimazione cardio-polmonare, avvalendosi del defibrillatore appena questo sia disponibile.

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"LE DITA A BACCHETTE DI TAMBURO POSSONO RITROVARSI IN CASO DI: "

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A) Broncopneumopatie ostruttive

B) Cirrosi epatica

C) Sclerodermia

D) Ipertiroidismo

E) Bronchite acuta

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    La risposta corretta e' la D
    Le dita a bacchette di tamburo, condizione caratterizzata da un ingrossamento dell’estremita’ delle dita con perdita dell’angolo presente sul letto ungueale, possono ritrovarsi in caso di ipertiroidismo. Al contrario, sebbene esse siano frequenti in caso di patologie polmonari, soprattutto in associazione a malattie polmonari interstiziali ma anche in presenza di carcinoma a grandi cellule o mesotelioma, di solito non si associano a broncopneumopatie ostruttive (risposta A errata). Infine, cirrosi epatica, sclerodermia e bronchite acuta non comportano comparsa di dita a bacchetta di tamburo (risposte B, C ed E errate).

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"LA RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE E’ "

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A) Obbligo di dover dimostrare l’assenza di un nesso di causalita’ tra l’azione compiuta e il fatto

B) Obbligo, intrinsecamente connesso all'esercizio della professione, di rispondere del proprio operato se eseguito in modo non corretto

C) Obbligo di rispondere in prima persona di un fatto o di un atto compiuto nell'esercizio delle proprie funzioni con piena autonomia decisionale

D) Obbligo ad operare in modo corretto anche in circostanze non regolamentate dalla norma

E) Obbligo di rispondere in proprio o in equipe del proprio operato in funzione delle circostanze e delle condizioni in cui si e' realizzato l'operato

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    La risposta corretta e' la B
    La responsabilita’ professionale e’ l’obbligo, intrinsecamente connesso all'esercizio della professione, di rispondere del proprio operato se eseguito in modo non corretto (risposte A, C, D ed E errate). Essa si divide in tre ambiti: una responsabilita’ penale, la quale sussiste qualora si debba rispondere di un'azione od omissione che viola il Codice Penale costituendo reato; una responsabilita’ civile, la quale rientra, invece, nel diritto privato e che si divide, a sua volta, in responsabilita’  contrattuale ed extracontrattuale ed una responsabilita’ disciplinare che deriva dal rapporto di subordinazione tra l'infermiere e il datore di lavoro e dal rapporto tra l'infermiere e il Collegio ordinistico-disciplinare che scaturisce dall'iscrizione obbligatoria all'Albo professionale.

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"IL VOLUME DI PLASMA DEPURATO DA UNA DETERMINATA SOSTANZA NELL'UNITA' DI TEMPO SI MISURA CON:"

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A) Creatinuria

B) Nessuna delle risposte

C) Creatinuria e sedimento urinario

D) Sedimento urinario

E) Clearance

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    La risposta corretta e' la E
    Il volume di plasma depurato da una determinata sostanza nell'unita’ di tempo si misura con la clearance; la depurazione del plasma puo’ avvenire ad opera di differenti organi, di cui i piu’ importanti sono rappresentati dal rene, dal fegato e dall’apparato respiratorio, tra i quali riveste grande importanza soprattutto la clearance renale. Quest’ultima risulta strettamente dipendente dal grado di filtrazione glomerulare nonche’ dalla secrezione e dal riassorbimento tubulare della specifica sostanza presa in studio. Di contro, la creatinuria rappresenta la quantita’ di creatinina escreta con le urine, sebbene essa possa essere utilizzata in associazione con la creatininemia per il calcolo della clearance renale della creatinina attraverso la formula C= (UxV)/P; tale valore, essendo la creatinina una sostanza completamente filtrata e non secreta ne’ riassorbita a livello renale, permette la valutazione della velocita’ di filtrazione glomerulare e puo’ essere utilizzato nel monitoraggio della funzionalita’ renale (risposta A errata). Invece, il sedimento urinario, ovvero l’insieme dei microscopici detriti, cellulari e non, che possono essere rinvenuti nell'urina, puo’ fornire indicazioni utili alla diagnosi di varie patologie come uretriti, prostatiti, sindrome nefrosica o disfunzioni epatiche ma non sullo smaltimento delle diverse sostanze (risposte C e D errate).

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"IL PERIODO DI INCUBAZIONE DI UNA MALATTIA E' IL LASSO DI TEMPO INTERPOSTO TRA: "

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A) Guarigione da una determinata malattia e recidiva della stessa

B) Contatto con il patogeno e guarigione clinica

C) Produzione di immunoglobuline e guarigione

D) Contatto con il patogeno e attivazione del sistema immunitario

E) Il momento del contagio e sviluppo di sintomi clinici

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    La risposta corretta e' la E
    Il periodo di incubazione di una malattia rappresenta il lasso di tempo interposto tra Il momento del contagio e lo sviluppo di sintomi clinici; esso puo’ variare da un tempo relativamente breve, come poche ore in caso di intossicazione alimentare, a giorni, come in caso di alcune infezioni virali quali influenza o morbillo, fino anche ad anni, come avviene in caso di lebbra. Al contrario, il periodo di incubazione di una malattia non e’ correlato alla recidiva di una patologia, ne’ tantomeno alla guarigione clinica, alla produzione di immunoglobuline o al momento di attivazione del sistema immunitario (risposte A, B C e D errate).

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"PER IMPERIZIA SI INTENDE: "

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A) Rifiuto all’esecuzione di atti di propria competenza

B) Compimento di atti impropri, ma in modo adeguato

C) Compimento di atti di propria competenza, ma in modo inadeguato e pericoloso

D) Omissione di atti di propria competenza

E) Esecuzione di atti non prescritti

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    La risposta corretta e' la C
    Per imperizia si intende il compimento di atti di propria competenza, ma in modo inadeguato e pericoloso, generalmente per inesperienza (risposte A, B, D ed E errate). L’imperizia, insieme alla negligenza, ovvero la mancanza di impegno e di attenzione nell'espletamento delle proprie mansioni, e all’imprudenza, ovvero l’atteggiamento di chi, per sventatezza o per eccessiva audacia, agisce in modo da mettere in pericolo se’ stesso o altri, rientra nel reato di colpa generica; colpa generica e colpa specifica, costituita da inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline, rappresentano gli unici casi, oltre i casi di delitto preterintenzionale, in cui un fatto preveduto dalla legge come delitto ma commesso senza intenzione puo’ essere punito.  

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"LE CONDIZIONI DI UN PAZIENTE AFFETTO DA CARDIOPATIA ISCHEMICA SONO AGGRAVATE DALLA COESISTENZA DI: "

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A) Insufficienza epatica

B) Malassorbimento intestinale

C) Insufficienza respiratoria

D) Nessuna delle precedenti

E) Insufficienza epatica, insufficienza respiratoria, malassorbimento intestinale

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    la risposta corretta e' la E
    Le condizioni di un paziente affetto da cardiopatia ischemica, ovvero da patologia cardiaca in cui si verifichi un insufficiente apporto di sangue e di ossigeno al muscolo cardiaco, piu’ frequentemente per presenza di placche aterosclerotiche, sono aggravate dalla coesistenza di Insufficienza epatica, insufficienza respiratoria, malassorbimento intestinale; tali condizioni comportano, infatti, un peggioramento della prognosi nel breve e nel lungo termine (risposte A, B, C ed E errate).

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"PER NEUTROPENIA FEBBRILE SI INTENDE: "

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A) Febbre > 38 °C e neutrofili < 500

B) Febbre > 39 °C e neutrofili < 2000

C) Febbre > 38 °C e neutrofili > 1000

D) febbre > 37,5 °C e neutrofili < 1000

E) Febbre > 36 e neutrofili

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    La risposta corretta e' la A
    Per neutropenia febbrile si intende la comparsa di uno stato febbrile (Tc> 38°C) associato ad una riduzione del numero di neutrofili < 500/ul (risposte B, C, D ed E errate)La neutropenia febbrile puo’ manifestarsi in qualsiasi tipo di neutropenia, sebbene la forma piu’ frequente segua alla somministrazione di trattamenti mielotossici, come la chemioterapia e la radioterapia, i quali impattano negativamente sulla funzione di sintesi del midollo osseo. La comparsa di febbre in tali pazienti rappresenta un campanello d’allarme per il sospetto di infezione, la quale deve essere trattata tempestivamente per l’alto rischio di progressione e di complicanze nel paziente immunodepresso.

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"DEFINIZIONE DI DISGEUSIA:"

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A) Incapacita' di percepire i sapori

B) Difficolta’ a deglutire

C) Scarsa e alterata secrezione salivare

D) Sensazione dolorosa nella fase di deglutizione

E) Alterazione del senso del gusto

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    La risposta corretta e' la E
    La disgeusia e’ definita come un’alterazione del senso del gusto; tale condizione puo’ seguire a patologie della cavita’ buccale (glossiti, stomatiti, sindrome della bocca urente), a disturbi psichiatrici (schizofrenia ed anoressia nervosa), a patologie respiratorie (riniti, sinusiti), a disfunzioni renali (insufficienza renale) oppure a presenza di reflusso gastroesofageo o al trattamento con farmaci ACE inibitori o chemioterapici. Al contrario, l’Incapacita’ di percepire i sapori prende il nome di ageusia ed e’, solitamente, conseguenza di lesioni delle vie o dei centri gustativi (risposta A errata). Invece, la difficolta’ a deglutire e’ indicata con il termine di disfagia, disfunzione dell’apparato digerente solitamente si manifesta come conseguenza di disturbi ostruttivi (masse neoplastice) o di motilita’ esofagea (acalasia) (risposta B errata). Di contro, la presenza di una scarsa ed alterata secrezione salivare e’ nota come xerostomia; essa puo’ ritrovarsi nell’ambito della sindrome di Sjogren o associarsi a terapie con farmaci anticolinergici, antiparkinsoniani ed antineoplastici (risposta C errata). Infine, in caso di sensazione dolorosa nella fase di deglutizione si parla di odinofagia, condizione generalmente dovuta ad irritazione della mucosa orofaringea (risposta D errata).

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"SONO PIU' A RISCHIO STOMATITE I PAZIENTI SOTTOPOSTI A: "

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A) Chemioterapia standard

B) Trapianto di cellule staminali emopoietiche

C) Radioterapia in sede ORL

D) Chemioterapia adiuvante

E) Trattamento prolungato con fluorochinolonici

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    La risposta corretta e' la A
    Sono maggiormente a rischio di stomatite i pazienti trattati con chemioterapia standard piuttosto che quelli sottoposti a trattamento mieloablativo per trapianto di cellule staminali emopoietiche, radioterapia in sede ORL o chemioterapia adiuvante (risposte B, C, D errate). Di contro, il trattamento con fluorochinolonici non si associa generalmente a comparsa di stomatite (risposta E errata). In particolare, la stomatite e’ una complicanza comune e debilitante dei trattamenti chemio e radioterapici, legata ad un’infiammazione della mucosa buccale per la tossicita’ degli agenti antineoplastici, che puo’ portare alla comparsa di severe ulcerazioni dolorose e allo sviluppo di infezioni opportunistiche della bocca. La gravita’ della stomatite puo’ essere valutata giornalmente secondo la scala di valutazione dell’organizzazione mondiale della sanita’ (OMS), organizzata in gradi crescenti di gravita’ in relazione anche alla sintomatologia associata:
    Grado 0: Nessun sintomo
    Grado 1: Dolore alla bocca, senza ulcerazioni
    Grado 2: Dolore alla bocca con presenza di ulcere, ma possibilita’ di mangiare normalmente
    Grado 3: Possibilita’ soltanto di dieta liquida
    Grado 4: Impossibilita’ di mangiare o bere
    Tale valutazione permette di intervenire nel miglior modo possibile per ridurre le complicanze e il disagio del paziente che possono compromettere la risposta al trattamento e/o alle cure palliative.

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"IL TRATTAMENTO DI UNA LESIONE DI II STADIO MOLTO ESSUDANTE PREVEDE: "

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A) La detersione della lesione con soluzione fisiologica ed utilizzo di schiume di poliuretano o idrofibra

B) La detersione della lesione con ringer lattato ed utilizzo di idrogel

C) La detersione con sapone a pH neutro e l’utilizzo di schiuma in poliuretano

D) La detersione della lesione con soluzione fisiologica ed utilizzo di un film in poliuretano

E) La detersione con antisettico ed utilizzo di schiuma in poliuretano

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    La risposta corretta e' la A
    Il trattamento di una lesione di II stadio molto essudante prevede la detersione della lesione con soluzione fisiologica ed utilizzo di schiume di poliuretano o idrofibra (risposte B, C, D ed E errate). Nel dettaglio, le lesioni da decubito, ovvero le lesioni tissutali che si formano per compressione dei tessuti molli tra prominenze ossee e superfici dure in caso di decubito prolungato, possono essere distinte in quattro stadi differenti:
    - I stadio: interessamento superficiale della cute con comparsa di un eritema fisso, ovvero di cute intatta con rossore non sbiancabile alla digitopressione in una zona localizzata solitamente su una prominenza ossea;
    - II stadio: perdita di spessore parziale del derma, clinicamente visibile come un’abrasione, una vescicola o una lieve cavita’;
    - III stadio: perdita di tessuto a spessore totale, con danno o necrosi del tessuto sottocutaneo, clinicamente espressa come profonda cavita’ in cui puo’ essere visibile il grasso sottocutaneo ma non ossa, tendini o muscoli;
    - IV stadio: estensione del processo necrotico a danno di ossa, tendini, muscoli e capsule articolari con esposizione di questi ultimi.
    In tutti i casi sara’ indispensabile mantenere la cute pulita e asciutta e non massaggiare o strofinare energicamente durante la detersione, per il rischio di distruzione dei tessuti molli e/o del peggioramento delle reazioni infiammatorie in loco, riposizionare spesso il paziente, se possibile, ed assicurarne la mobilizzazione precoce.

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"SECONDO LE RECENTI LINEE GUIDA BLS, IN PRESENZA DI UN PAZIENTE INCOSCIENTE QUALE ATTO E' DA INTRAPRENDERE NELL'IMMEDIATO?"

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A) Valutare lo stato neurologico del paziente

B) Allertare i soccorsi

C) Valutare la presenza del respiro

D) Valutare la presenza del polso

E) Svestire il paziente

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    La risposta corretta e' la B
    Secondo le recenti linee guida BLS (basic life support), in presenza di un paziente incosciente, e’ necessario nell’immediato allertare i soccorsi. In particolare, dopo l’allertamento del soccorso, il riscontro dello stato di incoscienza del paziente impone al soccorritore sanitario la richiesta immediata di un defibrillatore semiautomatico (DAE) e l’attivazione immediata della sequenza BLS; nella suddetta sequenza, alla valutazione di ogni singola funzione vitale, nell’ordine di Airway, Breathing, Circulation, puo’ far seguito una specifica azione di primo soccorso finalizzata al recupero e al sostegno della funzione vitale obiettivata quale deficitaria (risposte C e D errate). Di contro, in taluni casi, come in caso di trauma, si puo’ utilizzare la sequenza ABCDE (Airway, Breathing, Circulation, Disablity, Exposure) che prevede l’integrazione con la valutazione dello stato neurologico (Disability) e la svestizione del paziente (Exposure) per la ricerca di traumi o segni non immediatamente visibili (risposte A ed E errate).

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"COSA SI INTENDE PER CARING INFERMIERISTICO?"

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A) Una pratica che si realizza attraverso l'utilizzo della cartella infermieristica

B) Una pratica che si realizza attraverso azioni orientate alla cura della persona assistita

C) Una pratica che si realizza attraverso l’uso di strumenti complessi e di tecnologie avanzate

D) Una pratica che si realizza attraverso azioni competenti e disponibilita' ad occuparsi intenzionalmente della persona assistita

E) Una pratica che si realizza declinando due dimensioni, le azioni e i sentimenti

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    La risposta corretta e' la D
    Si intende per caring infermieristico una pratica che si realizza attraverso azioni competenti e disponibilita’ ad occuparsi intenzionalmente della persona assistita; tale concetto racchiude in se’ lo stabilimento di una relazione infermiere-paziente che preveda la comprensione dell’altro, la preoccupazione dei suoi bisogni emotivi oltre che fisici, nonche’ il rispetto della persona come tale e la dedicazione del giusto tempo (risposte A, B, C ed E errate)Nello specifico, un buon caring infermieristico si e’ dimostrato capace di migliorare il benessere emotivo-spirituale del soggetto, favorendo la guarigione fisica, diminuendo i costi sanitari ed aumentando la fiducia verso i caregivers; al contrario, una non corretta gestione puo’ causare nel paziente senso di umiliazione, paura, impotenza e di vulnerabilita’ con ritardo della guarigione e persistenza di ricordi negativi. Infine, ad oggi molti strumenti sono stati costruiti e validati per la valutazione del caring infermieristico (es Care Q, CBI) ma la loro applicabilita’ risulta ancora limitata.

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"PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE MALATTIE CRONICHE: "

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A) Periodo di latenza lungo (mesi o decenni), esordio subdolo o lento, decorso rapido (settimane), incapacita’ di guarigione

B) Periodo di latenza lungo (mesi o decenni), esordio subdolo o lento, decorso rapido (settimane), stabilizzazione della malattia o progressivo peggioramento e in molte forme decesso a distanza di anni o decenni

C) Periodo di latenza lungo (mesi o decenni), esordio subdolo o lento, decorso lento (mesi), progressivo peggioramento e in molte forme decesso a distanza di anni o decenni

D) Periodo di latenza lungo (mesi o alcuni anni), esordio subdolo, decorso lento (mesi o anni), stabilizzazione della malattia

E) Periodo di latenza lungo (mesi o decenni), esordio subdolo o lento, decorso lento (mesi o anni), stabilizzazione della malattia o progressivo peggioramento e in molte forme decesso a distanza di anni o decenni

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    La risposta corretta e' la C
    Le malattie croniche si caratterizzano per un periodo di latenza lungo (mesi o decenni), esordio subdolo o lento, decorso lento (mesi), progressivo peggioramento e, in molte forme, decesso a distanza di anni o decenni; in questi casi la sintomatologia puo’ essere persistente o caratterizzata da alternanza di periodi di remissione e riacutizzazioni e le terapie, nonostante possano essere migliorative, in genere, non sono risolutive (risposte A, B, D ed E errate)Nello specifico, la maggior parte delle patologie croniche (es diabete, cardiopatie, epatopatie croniche) e’ strettamente collegate a fattori di rischio comuni e modificabili, come il tabagismo, l’alcolismo o la sedentarieta’, sui quali si puo’ intervenire nell’ambito della prevenzione primaria; tale intervento risulta cruciale anche per l’impatto economico rivestito da tali condizioni, in quanto riducenti la capacita’ lavorativa del singolo ed aggravanti le spese di cura e di gestione da parte del sistema sanitario.

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"QUALI SONO I SITI PER LA RILEVAZIONE DEL POLSO PERIFERICO? "

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A) Temporale, carotideo, brachiale, radiale, ulnare, tibiale posteriore

B) Retroauricolare, carotideo, ascellare, femorale, tibiale anteriore, dorsale del piede

C) Carotideo, brachiale, radiale, ulnare, femorale, tibiale anteriore, dorsale del piede

D) Temporale, carotideo, brachiale, omerale, ulnare, tibiale, dorsale del piede

E) Temporale, carotideo, brachiale, radiale, ulnare, tibiale posteriore, dorsale del piede

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    La risposta corretta e' la E
    I siti per la rilevazione del polso periferico, ovvero dell’onda sanguigna sfigmica creata dalla contrazione del ventricolo sinistro del cuore e percepibile come pulsazione alla palpazione delle arterie periferiche, sono rappresentati dal sito temporale, carotideo, brachiale, radiale, ulnare, tibiale posteriore, dorsale del piede (risposte A, B, C e D errate). Nello specifico, il sito temporale e’ posizionato tra l'occhio e l'attaccatura dei capelli, appena al di sopra dell'osso zigomatico; invece, il polso carotideo risulta palpabile in corrispondenza dell’arteria carotide, localizzata tra il lato della laringe/trachea e il muscolo sternocleidomastoideo; all’opposto, il polso brachiale si ritrova a livello del lato interno della piega del gomito, posto tra i muscoli bicipite e tricipite; all’opposto, il polso ulnare puo’ essere percepito alla base del palmo della mano, nella regione opposta a quella del pollice, mentre il polso tibiale posteriore posteriormente al malleolo mediale, nel solco formato tra questo e il tendine di Achille; infine, il polso dorsale del piede risulta localizzato lungo il dorso del piede stesso, lateralmente al tendine estensore dell’alluce.

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"QUALI SONO I SINTOMI DELL'IPOSSIA? "

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A) Agitazione, tachipnea, bradicardia, ipotensione

B) Agitazione, tachipnea, tachicardia, coma, confusione

C) Agitazione, tachipnea, tachicardia, confusione

D) Agitazione, confusione, palpitazione, sudorazione

E) Agitazione, tachipnea, ipotensione, sudorazione

Non Rispondo

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    La risposta corretta e' la C
    I sintomi dell'ipossia, ovvero della carenza patologica di ossigeno a livello tissutale, sono rappresentati da: agitazione; tachipnea, generata come tentativo polmonare di compensazione al deficit di ossigeno; tachicardia, finalizzata ad una migliore perfusione tissutale, e confusione, legata al deficit di ossigenazione cerebrale; tale condizione, se prolungata nel tempo, puo’ condurre anche a morte cellulare. Piu’ specificamente, le cause di ipossia possono essere ricondotte a quattro principali condizioni: l’ipossia ipossica, condizione piu’ frequente, legata ad un deficit di ossigenazione a livello polmonare (es permanenza in alta quota, respirazione di miscele gassose a basso contenuto di ossigeno, asma); l’ipossia anemica, correlata ad una diminuita capacita’ del sangue di captare ossigeno per una diminuzione della quantita’ di emoglobina presente nel sangue; l’ ipossia isotossica, nella quale la capacita’ legante ossigeno del sangue e’ diminuita, seppur in presenza di normali valori di emoglobina, per intossicazione da sostante come, ad esempio, da cianuro; infine, l’ipossia circolatoria, caratterizzata da eccessivo rallentamento della circolazione sanguigna, come accade in caso di ipotensione grave o shock.

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"QUALI TRA QUESTE SONO LE INFEZIONI OSPEDALIERE MAGGIORMENTE RISCONTRATE NEI NOSOCOMI ITALIANI? "

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A) Otiti

B) Infezioni della ferita chirurgica

C) Infezioni delle vie respiratorie

D) Batteriemia

E) Infezioni del tratto urinario

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    La risposta corretta e' la E
    Le infezioni ospedaliere maggiormente riscontrate nei nosocomi italiani sono le infezioni del tratto urinario, seguite dalle infezioni della ferita chirurgica, dalle infezioni delle vie respiratorie e dalle infezioni sistemiche, come batteremie e sepsi (riposte B, C e D errate). Di contro, le otiti non rappresentano comuni infezioni nosocomiali (risposta A errata). In particolare, le infezioni del tratto urinario (IVU) risultano spesso associate all’utilizzo di cateteri vescicali e a manipolazioni di vario tipo delle vie urinarie, come ad esempio la cistoscopia, le quali favoriscono la risalita dei germi dalla zona perineale verso la vescica. Fattori di rischio per tale condizione sono rappresentati dal sesso femminile, probabilmente per una lunghezza ridotta dell'uretra, dalla presenza di patologie debilitanti, dalla gravidanza e dalla cateterizzazione prolungata. In caso di cateterizzazione per periodi relativamente brevi, l’infezione e’ solitamente monomicrobica e causata da germi come E.coli, il quale ne rappresenta la causa piu’ frequente, Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumoniae, Proteus mirabilis, Staphylococcus epidermidis e gli enterococchi; in caso di cateterizzazione prolungata, invece, l’infezione puo’ essere polimicrobica e si possono ritrovare patogeni quali E. coli ma anche , P. mirabilis, P. stuartii e Morganella morganii.

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"L'ANTISEPSI CONSISTE IN: "

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A) Scomposizione di particelle di grasso piu’ grandi in piu’ piccole

B) Rispetto delle norme igieniche per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri

C) Disinfezione di tessuti viventi

D) Disinfezione di oggetti e superfici

E) Sterilizzazione di tessuti viventi

Non Rispondo

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    La risposta corretta e' la C
    L’antisepsi consiste nella disinfezione di tessuti viventi, ovvero nella riduzione dei microrganismi vitali presenti su cute e mucose; tale processo, eseguito mediante sostanze antisettiche, come la clorexidina, non necessariamente comporta l’eliminazione delle spore batteriche, dei prioni e di alcuni virus e dovrebbe essere preceduto da una buona pulizia della superficie, ovvero dalla rimozione di materiale estraneo (come sporcizia o materiale organico) tramite acqua e detergenti (risposte B e D errate). Di contro, la scomposizione di particelle di grasso piu’ grandi in piu’ piccole, distribuite uniformemente, prende il nome di emulsificazione (risposta A errata). Invece, il processo di sterilizzazione consiste nell’eliminazione completa di microrganismi vitali, compresi virus e spore batteriche, ma non prioni (risposta E errata).

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"NEL MODELLO P.D.C.A. (PLAN, DO, CHECK, ACT) USATO NEI PROCESSI DI MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA', LA LETTERA C INDICA:"

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A) Collabora per favorire il cambiamento

B) Codifica i risultati ottenuti

C) Controllo dei risultati della variabile osservata senza aver effettuato interventi su di essa

D) Cambia l'agire in base ai risultati ottenuti

E) Controlla o analizza i risultati del cambiamento

Non Rispondo

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    La risposta corretta e' la B
    Nel modello P.D.C.A. (Plan, Do, Check, Act), usato nei processi di miglioramento della qualita’ dei processi e dei prodotti, la lettera C indica la codifica i risultati ottenuti (risposte A, C, D ed E errate)In particolare, tale metodo di gestione iterativo, che costituisce l’essenza della gestione infermieristica, poiche’ per gestire un processo e’ innanzitutto necessario progettare e costruire il regolatore, prevede la ripetizione di quattro fasi: la fase P consiste nell’identificare il problema, definendo e pianificando le azioni correttive; la fase D consiste nel preparare e applicare le azioni pianificate; la fase C e’ la fase in cui si verificano i risultati delle azioni intraprese, confrontandoli con gli obiettivi attesi; infine, la fase A consiste nello standardizzare e consolidare se il check e’ stato positivo, introducendo le modifiche nel ciclo produttivo, oppure nel preparare un nuovo ciclo PDCA se il check ha rilevato nuovi inconvenienti.

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"INDICARE QUAL E' LO STRUMENTO CHE SINTETIZZA LE RACCOMANDAZIONI NECESSARIE PER UNIFORMARE LA PRATICA CLINICA AI RISULTATI DELLA RICERCA TRA:"

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A) Il protocollo

B) La linea guida

C) La procedura

D) La cartella clinica

E) Le istruzioni operative

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    La risposta corretta e' la C
    Lo strumento che sintetizza le raccomandazioni necessarie per uniformare la pratica clinica ai risultati della ricerca e’ la procedura; nello specifico, le procedure infermieristiche non sono altro che successioni dettagliate, logiche e consequenziali, di atti tecnici e operativi, che hanno lo scopo di raccomandare la modalita’ tecnicamente ottimale di eseguire una tecnica infermieristica e grazie alle quali tutto l’agire dell’infermiere diventa oggettivo, sistematico e, soprattutto, verificabile, perseguendo una relativa uniformita’ dei comportamenti. Al contrario, il protocollo e’ una sequenza prescrittiva e vincolante di comportamenti diagnostico-terapeutici ben definiti che risulta dall’adattamento all’uso in contesti locali delle linee guida, ovvero di raccomandazioni di comportamento clinico elaborati mediante un processo di revisione sistematica della letteratura e delle opinioni degli esperti (risposte A e C errate). Invece, la cartella clinica rappresenta il documento, o l'insieme dei documenti, che raccoglie le informazioni mediche ed infermieristiche relative al percorso diagnostico-terapeutico di un paziente (risposta D errata). Infine, le istruzioni operative rappresentano la descrizione sintetica e di facile interpretazione del modo mediante il quale devono essere realizzate specifiche attivita’ ma, a differenza della procedura, stilata per chiarire il processo, le istruzioni operative vengono redatte per meglio chiarire le singole attivita’ (risposta E errata).

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"QUAL E' SECONDO IL PROFILO DELL'OPERATORE SOCIO-SANITARIO (OSS) IN AMBIENTE OSPEDALIERO LA RISPOSTA CORRETTA:"

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A) l'OSS opera in cooperazione diretta con l'infermiere per attivita' assistenziali complesse

B) l'OSS opera in cooperazione indiretta con l'infermiere per attivita' assistenziali complesse

C) L'OSS opera in autonomia, quando e' autorizzato, anche per attivita' assistenziali complesse

D) L'OSS opera in cooperazione diretta con l'infermiere per attivita' assistenziali semplici

E) L'OSS non effettua attivita' in autonomia in ambiente ospedaliero

Non Rispondo

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    La risposta corretta e' la D
    L'OSS, ovvero l’operatore socio sanitario, opera in cooperazione diretta con l'infermiere per attivita’ assistenziali semplici; tale figura, a seguito del conseguimento dell'attestato di qualifica ottenuto al termine di un percorso di studi, rappresenta un supporto all'assistenza sociosanitaria e svolge un'attivita’ di assistenza diretta, indirizzata a soddisfare i bisogni del paziente (come cure igieniche, mobilizzazione, alimentazione e trasporto del paziente), ma anche indiretta (come attivita’ igienico sanitarie ambientali e trasporto di materiali e documenti). Tipicamente il lavoro dell'Operatore Socio-Sanitario si svolge in e’quipe con altre figure delle professioni sanitarie: coopera e collabora con infermieri, educatori professionali, fisioterapisti ecc., sotto la supervisione di un medico (risposte A, B, C ed E errate).

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"QUAL E' LA FUNZIONE DEL CODICE DEONTOLOGICO DELL'INFERMIERE? "

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A) Indicare all'infermiere gli ambiti di sviluppo professionale e di aggiornamento professionale

B) Informare gli altri professionisti sanitari sui comportamenti che possono attendersi dall'infermiere

C) Informare il cittadino sui comportamenti che puo' attendersi dall'infermiere

D) Indicare all’infermiere quali sono le regole ed i comportamenti che deve obbligatoriamente seguire

E) Fare assumere all'infermiere comportamenti eticamente responsabili e informare il cittadino degli stessi

Non Rispondo

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    La risposta corretta e' la C
    La funzione del codice deontologico dell'infermiere e’ di Informare il cittadino sui comportamenti che puo’ attendersi dall'infermiere; tale strumento stabilisce e definisce le concrete regole di condotta che devono essere rispettate nell’esercizio della specifica attivita’ professionale infermieristica (risposte A, B, D ed E errate)Nello specifico, il codice deontologico racchiude i principi etici della professione ed e’ al suo interno che e’ spiegato come l’Infermiere agisca nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, concependo la salute come un bene fondamentale dell’individuo e un interesse della collettivita’, tenendo conto dei valori etici, ideologici, religiosi, culturali, etnici e sessuali dell’individuo. Nella pratica professionale, l’infermiere incontra quotidianamente conflitti dalla valenza etica ed e’ portato a prendere decisioni secondo la deontologia, ovvero l’insieme dei valori, dei principi, delle regole e delle consuetudini che ogni gruppo professionale si da’ e deve osservare ed alle quali deve ispirarsi costantemente nell’esercizio della sua professione. Elaborato in seno alla professione stessa, viene successivamente recepito dal Legislatore e assume forza di legge in caso di contenzioso (all’inosservanza delle norme deontologiche, inoltre, corrisponde l’intervento del Collegio di riferimento il quale puo’ procedere con sanzioni che vanno dall’ammonizione/avvertimento alla censura, dalla sospensione a termine fino alla radiazione dall’Albo professionale).

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"LA LEGGE 42/99 STABILISCE CHE IL CAMPO PROPRIO IN ATTIVITA' E RESPONSABILITA' DELLE PROFESSIONI SANITARIE E' DETERMINATO:"

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A) Dai contenuti del D.M. Istitutivi dei Profili professionali e dagli ordinamenti didattici dei corsi di Diploma universitario, nonche' dai contratti collettivi vigenti

B) Dai contenuti del D.M. Istitutivi dei Profili professionali e dai contratti collettivi vigenti

C) Dai contenuti del D.M. Istitutivi dei Profili professionali e dagli ordinamenti didattici dei corsi di Diploma universitario, nonche' dagli specifici codici deontologici

D) Dai contenuti del D.M. Istitutivi dei Profili professionali e dagli specifici codici deontologici

E) Dai contenuti degli specifici ordinamenti didattici e dalle normative europee in materia di formazione

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    La risposta corretta e' la C
    La legge 42/99 stabilisce che il campo proprio in attivita’ e responsabilita’ delle professioni sanitarie e’ determinato dai contenuti del D.M. Istitutivi dei Profili professionali e dagli ordinamenti didattici dei corsi di Diploma universitario, nonche’ dagli specifici codici deontologici; viene in conclusione riconosciuta la piena responsabilita’, nelle decisioni e nelle scelte assistenziali, dell’infermiere, che non e’ piu’ un semplice esecutore, ma e’ soggetto attivo nello svolgimento del proprio lavoro, con responsabilita’ dirette ben precise (risposte A, B, D ed E errate)​​​​​​​Infatti con l’articolo 1 della L. 42/99 anche la precedente denominazione di “professione sanitaria ausiliaria” del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, nonche’ in ogni altra disposizione di legge, e’ sostituita dalla denominazione “professione sanitaria”. Sono fatte salve le competenze previste per le professioni mediche e per le altre professioni del ruolo sanitario, per l’accesso alle quali e’ richiesto il possesso del diploma di laurea, nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali.

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"LE FUNZIONI LEGISLATIVE ED AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI ASSISTENZA SANITARIA ED OSPEDALIERA SPETTANO: "

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A) Allo Stato attraverso il Ministero della Salute

B) Allo Stato attraverso la Presidenza del Consiglio che emana specifico D.Lgs. In materia sanitaria

C) Alle Regioni e alle Province autonome nel rispetto dei principi stabiliti dalle leggi nazionali

D) Alle Province e alle Province autonome nel rispetto della legge nazionale

E) Alle singole strutture ospedaliere

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    La risposta corretta e' la C
    Le funzioni legislative ed amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera spettano alle Regioni e alle Province autonome nel rispetto dei principi stabiliti dalle leggi nazionali (risposta D errata). In particolare, le Regioni programmano e gestiscono in piena autonomia la sanita’ nell’ambito territoriale di loro competenza, avvalendosi delle aziende sanitarie locali (Asl), ovvero di enti autonomi guidati da un direttore generale, un direttore sanitario, un direttore amministrativo, direttamente responsabili del buon funzionamento dei servizi e a cui devono essere indirizzati eventuali reclami dei cittadini, e delle aziende ospedaliere (risposta E errata). Al contrario, allo Stato spetta la determinazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioe’ delle prestazioni e i servizi che devono poi essere garantiti su tutto il territorio nazionale dalle regioni (risposte A e B errate).

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"INDICARE QUALI TRA LE SEGUENTI SITUAZIONI E' ASSOCIATA A CIANOSI PERIFERICA O FREDDA: "

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A) Cardiopatia congenita

B) Broncopatia cronica ostruttiva

C) Shock cardiogeno

D) Embolia polmonare

E) Polmonite

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    La risposta corretta e' la C
    Lo shock cardiogeno, condizione di shock in cui una depressione della funzione cardiaca determina ipoperfusione periferica e conseguente disfunzione cellulare degli organi interni e dei tessuti, risulta associata a cianosi periferica o fredda, ovvero ad una condizione di ipossiemia tissutale, che si verifica in presenza di normale saturazione di ossigeno arterioso sistemico, legata alla minor quantita’ di sangue che arriva ai tessuti periferici. Da un punto di vista clinico cio’ di manifestera’ con cute fredda e sudata, associata a dispnea, tachicardia ed alterazioni dello stato neurologico fino al coma. Di contro, una cardiopatia congenita, una broncopatia cronica ostruttiva, un’embolia polmonare e una polmonite possono essere causa di una minore ossigenazione di sangue a livello centrale e, dunque, associarsi ad una cianosi centrale, caratterizzata da una ridotta ossigenazione del sangue e dalla presenza di emoglobina ridotta (non ossigenata) pari o superiore a 5 g/dl (risposte A, B, D ed E errate).

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"L'INTERNATIONAL CLASSIFICATION FOR NURSING PRACTICE {ICPN) E' UN PROGETTO DI CLASSIFICAZIONE: "

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A) Del linguaggio infermieristico promosso dall'lnternatiornal Council of Nurses

B) Degli interventi infermieristici creato nel 1978

C) Del linguaggio infermieristico avviato negli anni Novanta dall'OMS

D) Del linguaggio infermieristico basato sul sistema DRG sviluppatosi nella medicina

E) Delle diagnosi infermieristiche sviluppato da una rete di associazioni professionali nordamericane

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    La risposta corretta e' la A
    L'international classification for nursing practice (ICPN) e’ un progetto di classificazione del linguaggio infermieristico promosso dall'lnternatiornal Council of Nurses nel 1966; esso si propone di favorire l’espressione univoca dei tre elementi fondamentali per la descrizione della pratica professionale infermieristica, ovvero la diagnosi, gli interventi e risultati infermieristici (risposte B, C, D ed E errate). In particolare, la terminologia ICPN e’ costituita da un insieme di termini, il cui impiego e’ utile per descrivere la pratica infermieristica in tutto il mondo, raggruppati in sette assi, cosi’ da facilitare il loro utilizzo per costruire diagnosi, interventi e risultati infermieristici tenendo conto del contesto culturale e professionale in cui si intendono applicare; tali termini sono stati valutati, definiti e validati attraverso un rigoroso processo di sviluppo della terminologia. In questo modo e’ possibile facilitare la comunicazione sia all’interno della disciplina infermieristica stessa che nella sua relazione con le altre discipline e ambiti del sapere.

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"SOMMINISTRANDO 250 CC DI UNA SOLUZIONE GLUCOSATA AL 5%, LA PERSONA ASSUME UN APPORTO CALORICO PARIA A: "

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A) 1000 Kcal

B) 150 kcal

C) 50 kcal

D) 5 kcal

E) 25 kcal

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    La risposta corretta e' la C
    Somministrando 250 cc di una soluzione glucosata al 5%, ovvero di una soluzione di zucchero (solitamente glucosio o destrosio) disciolti in acqua utilizzata come solvente, la persona assume un apporto calorico paria a 50 kcal. Nello specifico, considerando che una soluzione di glucosio al 5% contiene 50 mg/ml di tale zucchero e che 1 g di glucosio fornisce un energia pari a 4 Kcal (1 mg=0,004 Kcal), 50 mg forniranno 0,2 kcal (0,004 Kcal/mg x 50 mg= 0,2 Kcal). Cosi’, una soluzione di glucosio al 5% fornisce un’energia di 0,2 Kcal/ml e somministrandone 250 ml il soggetto assumera’ 0,2 x 250= 50 Kcal (risposte A, B, D ed E errate).

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"QUALE DIETA DEVE SEGUIRE UN PAZIENTE AFFETTO DA PATOLOGIA INFIAMMATORIA CRONICA DELL'INTESTINO IN FASE DI RIACUTIZZAZIONE ? "

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A) Iperlipidica, iperproteica, iperidratante, ipervitaminica, ricca di scorie

B) Ipolipidica, iperproteica, ricca di scorie

C) Ipoproteica, iperlipidica, iperidratante, ipercalorica

D) Iperproteica, ipolipidica, ipervitaminica, iperidratante, ipercalorica

E) Iperproteica, iperlipidica, ipercalorica

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    La risposta corretta e' la D
    In fase di riacutizzazione, un paziente affetto da patologia infiammatoria cronica dell'intestino deve seguire una dieta iperproteica, ipolipidica, ipervitaminica, iperidratante ed ipercalorica (risposte A, B, C ed E errate). Nello specifico la dieta ipercalorica ed iperproteica, associata ad aumentato apporto di liquidi (iperidratante), e’ necessaria per sopperire le carenze nutrizionali e le disidratazione cui la flogosi intestinale e la diarrea espongono; al contrario, la componente ipolipidica, insieme all’eliminazione di quei prodotti che possono aggravare la sintomatologia, quali scorie, zuccheri raffinati, grassi e alcool, previene l’aumento dell’infiammazione e il peggioramento dei sintomi. Invece, l’integrazione orale o parenterale di talune vitamine, quali la vitamina B12, B9 e la vitamina D, e di taluni oligoelementi, Fe, Ca, Mg, K, risulta importante per sopperire le carenze associate alla condizione stessa. In ultimo, e’ raccomandabile limitare il consumo di ossalati, contenuti soprattutto in fave, spinaci, bietole, fichi, cacao e the’, i quali, specie in caso di estese resezioni ileali, sono causa di iperossaluria secondaria e conseguente nefrolitiasi.

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"VOMITO, DOLORE E DISTENSIONE ADDOMINALE, ALVO CHIUSO A FECI E GAS, SONO SEGNI E SINTOMI DI:"

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A) Colecistite

B) Pancreatite acuta

C) Occlusione intestinale

D) Litiasi renale

E) Gastroenterite acuta

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    La risposta corretta e' la C
    Vomito, dolore e distensione addominale, alvo chiuso a feci e gas, sono segni e sintomi di occlusione intestinale, ovvero di importante compromissione o completa interruzione del passaggio di contenuto attraverso l’intestino. Nello specifico, le cause piu’ frequenti di ostruzione intestinale sono rappresentate dalla presenza di aderenze, erniazioni, patologie tumorali e fecalomi; condizioni relativamente meno frequenti, sono poi corpi estranei, volvolo ed intussuscezione intestinale. Al contrario, in caso di colecistite acuta la sintomatologia sara’ prevalentemente dominata da dolore e dolorabilita’ nel quadrante superiore destro dell'addome, talvolta accompagnati da febbre, brividi, nausea e vomito (risposta A errata). Invece, la pancreatite acuta si manifestera’ con on un improvviso e violento dolore nella parte superiore dell'addome con tendenza all'irradiamento verso la schiena, alleviato dal piegarsi in avanti, spesso seguito da nausea e da vomito alimentare e biliare (risposta B errata). Al contrario, la litiasi renale puo’ restare asintomatica o manifestarsi con colica renale caratterizzata da violento dolore al fianco, o nell'area di palpazione renale, con irradiazione all'addome e alla coscia; nausea e vomito sono frequenti (risposta D errata). Infine, la gastroenterite acuta e’ in genere caratterizzata da crampi addominali associati ad anoressia, nausea, vomito; l'addome puo’ essere disteso e discretamente dolente ma, al contrario di una condizione di occlusione addominale, l’alvo e’ aperto ed e’ presente diarrea (risposta E errata).

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"L' INFERMIERISTICA E' UNA DISCIPLINA IN QUANTO POSSIEDE: "

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A) Uno scopo, un metodo, un corpo di conoscenze ed una ragione storica

B) Un campo materiale di studio, uno scopo, un metodo, un corpo di conoscenze, un campo di applicabilita' e una giustificazione storica

C) Uno scopo, un metodo e un corpo di conoscenze

D) Un campo materiale di studio, uno scopo, un metodo, un corpo di conoscenze e un campo di applicabilita'

E) Un campo materiale di studio, uno scopo, un metodo e un corpo di conoscenze

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    La risposta corretta e' la B
    L' infermieristica e’ una disciplina in quanto possiede un campo materiale di studio, uno scopo, un metodo, un corpo di conoscenze, un campo di applicabilita’ e una giustificazione storica (risposte A, C, D ed E errate). Nel particolare, i principali elementi della disciplina infermieristica possono essere cosi’ interpretati: il campo materiale, rappresenta l’essere umano con i suoi bisogni di assistenza infermieristica; lo scopo rappresenta il soddisfacimento dei bisogni di assistenza infermieristica; il metodo si identifica nel processo di assistenza infermieristica; il corpo di conoscenze e la solidita’ metodologica rappresentano l’insieme di teorie che ricercano un modello interpretativo, partendo dalla esperienza pratica; infine, il campo di applicabilita’ e la giustificazione storica rappresentano, rispettivamente, il luogo in cui si applica l’assistenza e le condizioni sociali, storiche e culturali che hanno portato al costruirsi della disciplina stessa.

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"RISPETTO ALLA NORMATIVA SULLA PRIVACY, LA PATOLOGIA DEL PAZIENTE RIENTRA FRA:"

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A) I dati genetici

B) I dati anonimi

C) I dati personali

D) I dati sensibili

E) I dati statistici

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    La risposta corretta e' la D
    Rispetto alla normativa sulla privacy, la patologia del paziente rientra fra i dati sensibili, ovvero tra quei dati personali la cui raccolta e trattamento sono soggetti al consenso dell'interessato (risposte B ed E errate). In particolare, sono considerati dati sensibili i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, politiche, lo stato di salute e la vita sessuale. Al contrario, i dati genetici rappresentano le informazioni relative alle caratteristiche genetiche ereditarie o acquisite, risultanti dall'analisi di un campione biologico della persona fisica (risposta A errata). 
    Invece, i dati personali rappresentano le informazioni che identificano o rendono identificabile, una persona fisica e che possono fornire informazioni sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, o la sua situazione economica (risposta C errata).  

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"I FARMACI ANTIDEPRESSIVI TRICICLICI:"

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A) Hanno efficacia immediata ma breve durata

B) Aumentano la concentrazione di amine trasmettitrici a livello dell'ipotalamo e del tronco encefalico

C) Diminuiscono la concentrazione di amine trasmettitrici a livello del talamo e del tronco encefalico

D) Diminuiscono la concentrazione di amine trasmettitrici a livello dell'ipotalamo e del tronco encefalico

E) Non agiscono sulla concentrazione di amine trasmettitrici a livello dell'ipotalamo e del tronco encefalico

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    La risposta corretta e' la B
    I farmaci antidepressivi triciclici sono una classe di farmaci antidepressivi, cosi’ chiamati per la loro caratteristica struttura chimica formata da tre anelli condensati, capaci di aumentare la concentrazione di amine trasmettitrici a livello dell'ipotalamo e del tronco encefalico (risposte C, D ed E errate). Tale azione viene rappresenta il risultato dell’inibizione del reuptake delle ammine (serotonina e noradrenalina) conseguente al legame del farmaco ai trasportatori SERT e NET con modifiche conformazionali nella loro struttura che riducono l'affinita’ della monoamina per il corrispettivo carrier, o trasportatore, impedendone cosi’’ la ricaptazione. Tale effetto puo’ essere utilizzato nel trattamento di diversi stati patologici depressivi tra cui Stati di depressione maggiore, distimia, fobia sociale o attacchi di panico. Di contro, l’effetto antidepressivo di tali farmaci si mostra lentamente e non prima id 15-20 giorni (risposta A errata).

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"LA NORMATIVA RICHIAMA LA RESPONSABILITA' DELL'INFERMIERE VERSO IL PERSONALE DI SUPPORTO, INDICANDO, PER ESEMPIO, LA NECESSITA' DI PIANIFICARNE L'INTERVENTO. SI PUO' PARLARE DI DELEGA NEI CONFRONTI DEL PERSONALE DI SUPPORTO DA PARTE DELL'INFERMIERE? "

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A) Si, perche', in seguito alla delega, l’OSS ha piena capacita' decisionale

B) No, perche' il delegato non ha il profilo giuridico di professionista

C) No, perche' non sussiste la stessa competenza tra infermiere e OSS

D) Si, perche' l'assistenza diretta puo' essere svolta dall'OSS

E) Si, perche' in molti casi l'infermiere assegna all'OSS attivita' precedentemente svolte da lui

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    La risposta corretta e' la C
    Non si puo’ parlare di delega nei confronti del personale di supporto da parte dell'infermiere perche’ non sussiste la stessa competenza tra infermiere e OSS (risposte A, B, D ed E errate). Difatti, al contrario dell'Infermiere che rappresenta una professione autonoma, responsabile dell'assistenza infermieristica, con iscrizione all’albo e diploma universitario abilitante, l’oss rappresenta una figura ausiliaria di solo supporto all'assistenza. L'infermiere e’ quindi responsabile dell'assistenza infermieristica, identificando i bisogni, pianificando, gestendo e valutando l'intervento assistenziale infermieristico; per l'espletamento di queste funzioni egli si puo’ avvalere, ove necessario, dell'opera del personale di supporto al quale “attribuisce” e “non delega”, i compiti previsti dal profilo, rientranti nelle competenze di quell'operatore, che possono essere svolti in autonomia o in collaborazione. L'infermiere ha quindi la responsabilita’ giuridica dell'attribuzione; per tale motivo, gli errori di pianificazione ed attribuzione, e l'omessa supervisione, chiamano in causa direttamente l'infermiere mentre gli errori di esecuzione sono responsabilita’ diretta dell’oss.

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"LA SCALA DI BRADEN:"

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A) E' uno strumento di valutazione della prognosi in pazienti gravemente debilitati

B) E' uno strumento di valutazione del rischio di cadute nell'anziano

C) E' uno strumento per la valutazione del rischio di cadute

D) E' uno strumento per la valutazione del rischio di lesioni da pressione

E) E' uno strumento per il calcolo della dipendenza dell'assistito

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    La risposta corretta e' la D
    La scala di Braden e’ uno strumento per la valutazione del rischio di lesioni da pressione che tiene conto di 6 fattori:
    - Percezione sensoriale (capacita’ di rispondere al disagio dettato dalla compressione);
    - Umidita’ della cute (sudorazione, umidita’ legata ad eventuale incontinenza urinaria e/o fecale);
    - Attivita’ motoria (livello di attivita’ fisica);
    - Mobilita’ (capacita’ di controllo/modifica della posizione del corpo);
    - Nutrizione (e’ fondamentale un adeguato apporto di calorie, proteine, vitamine e minerali per contrastare l’insorgere di nuove lesioni);
    - Frizione e scivolamento (la forza d’attrito che si crea con la superficie solida e/o con la biancheria puo’ accelerare l’insorgenza di lesioni da pressione).
    Ad ogni fattore vengono attribuite delle variabili, con un punteggio che va da 1 a 4 e da 1 a 3 per il fattore “frizione e scivolamento”. Il risultato puo’ essere interpretato secondo il principio per il quale minore e’ il valore risultante dalla somma di tutti i punteggi, maggiore e’ il rischio d’insorgenza di lesioni (risposte A, B, C ed E errate).

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"GLI ANTICORPI SONO PRODOTTI DA: "

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A) Linfociti T helper

B) Linfociti citotossici

C) Macrofagi

D) Monociti

E) Plasmacellule

Non Rispondo

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    La risposta corretta e' la E
    Gli anticorpi o immunoglobuline sono una classe di glicoproteine del siero prodotte dai linfociti B trasformati in plasmacellule, grazie all’attivazione da parte dei linfociti T helper in seguito a stimoli specifici, i quali posseggono un ruolo di enorme importanza nell’ambito della risposta immunitaria specifica grazie alla loro capacita’ di legarsi in maniera specifica ai diversi antigeni (risposte A, B, C e D errate)Nel dettaglio, questi sono costituiti da due catene pesanti e due catene leggere legate da ponti disolfuro e da una peculiare struttura quaternaria che conferisce loro una forma a "Y”; l’isotipo delle diverse immunoglobuline (cioe’ G, M, A, E e D) dipendera’ poi dal tipo di catena pesante utilizzato. In questo modo si potranno ritrovare anticorpi IgG, i quali rappresentano circa il 75% egli anticorpi circolanti, IgM, i primi a comparire nella risposta immunitaria, IgA, responsabili dell’immunita’ a livello delle mucose con importante azione antivirale a livello del tratto gastroenterico e respiratorio, IgE, indispensabili nella risposta da ipersensibilita’ di tipo immediato (allergie) e nel rapporti con le mastcellule e i basofili, ed IgD, presenti solo in quantita’ minima nel siero.

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"LE LINEE GUIDA DERIVANO DA:"

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A) Osservazioni della pratica clinica quotidiana

B) Consensus conference e audit clinici

C) Un processo di revisione sistematica della letteratura e dell'opinione degli esperti

D) Analisi di dati provenienti da studi qualitativi di riconosciuto valore metodologico

E) Proposte di esperti del settore con esperienza almeno pluridecennale 

Non Rispondo

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    La risposta corretta e' la C
    Le linee guida derivano da un processo di revisione sistematica della letteratura e dell'opinione degli esperti; esse sono un ausilio fondamentale nel processo decisionale ed hanno lo scopo, da un lato, di massimizzare i risultati e le risorse dell’assistenza sanitaria e, dall’altro, di omogeneizzare la prassi clinica in presenza di situazioni analoghe e di contrastare l’utilizzo di procedure ad efficacia non documentata (risposte A, B, D ed E errate). Grazie al lavoro di gruppi multidisciplinari, viene cosi’ prodotto uno strumento che lascia un margine di flessibilita’ a chi lo dovra’ applicare; l’obiettivo e’ quello di fornire una guida, per i professionisti sanitari e per gli utenti, sulla scelta di modalita’ assistenziali piu’ appropriate in determinate situazioni cliniche garantendo la chiarezza dei percorsi e delle responsabilita’.

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"IN CASO DI PNEUMOTORACE, IL DRENAGGIO INSERITO NELLA CAVITA' PLEURICA DEVE: "

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A) Essere collegato a un sistema di aspirazione con dispositivo a valvola d'acqua

B) Restare clampato per le prime 4-8 ore

C) Essere collegato a un sistema di aspirazione senza dispositivo a valvola

D) Essere collegato ad un sacchetto di raccolta sterile e a caduta

E) Essere collegato a un sistema di aspirazione con dispositivo a valvola d’aria

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    La risposta corretta e' la A
    In caso di pneumotorace, ovvero del passaggio solitamente improvviso di aria nel cavo pleurico in seguito a cause traumatiche, spontanee o secondarie ad altre patologie, il drenaggio inserito nella cavita’ pleurica deve essere collegato a un sistema di aspirazione con dispositivo a valvola d'acqua (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, tale sistema, utilizzato per drenare l’aria che si trova nello spazio pleurico, sara’ formato da tre camere: una camera di raccolta dei fluidi drenati posta a valle del tubo di drenaggio (il cui punto di inserzione del tubo di drenaggio sara’ preferibilmente frontale o laterale, a livello del 2°-3° spazio intercostale); una camera di controllo della pressione di aspirazione, la quale viene riempita con acqua sterile fino e dal momento dell'avvio dell'aspirazione l'acqua viene coinvolta in un leggero gorgogliamento, indice della buona attivita’ aspiratoria; una camera con valvola ad acqua, la quale ha funzione di sicurezza, impedendo all'aria di ritornare nel torace quando il paziente inspira grazie all'unidirezionalita’ della valvola.

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"L'EVIDENCE BASED NURSING (EBN) E':"

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A) Un insieme di linee guida basate su studi scientifici comprovati

B) Una sintesi strutturata di prove di efficacia applicabili al processo di nursing

C) Un approccio metodologico attraverso il quale le prestazioni di assistenza infermieristiche erogate sono basate su rassegne sistematiche

D) Un approccio metodologico attraverso il quale le prestazioni di assistenza infermieristica erogate sono basate su prove di efficacia

E) Una teoria secondo la quale l'assistenza infermieristica deve basarsi sull'osservazione sistematica dei pazienti e delle loro reazioni

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    La risposta corretta e' la D
    L’evidence based nursing e’ un approccio metodologico attraverso il quale le prestazioni di assistenza infermieristica erogate sono basate su prove di efficacia; esso rappresenta un utile strumento per mezzo del quale l’infermiere puo’ assumere decisioni cliniche, utilizzando le migliori ricerche disponibili, l’esperienza clinica e le preferenze del paziente, all’interno di un determinato contesto di risorse disponibili (risposte A, B, C ed E errate)Nello specifico, l’evidence based nursing  risulta utile per contrastare gli errori sistematici o bias che nascono da un processo di decision-making che non si fondi su evidenze scientifiche ed agevola i processi decisionali, fornendo al professionista infermiere conoscenze scientifiche dimostrate ed accertate, favorisce la verifica periodica di revisioni sistematiche e linee guida in base a studi empirici qualitativi e quantitativi ed aiuta il professionista infermiere a reperire, organizzare e verificare risultati scientifici, valutandoli per la loro reale rilevanza.

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"SI PUO' AFFERMARE CHE L'INFERMIERE SIA UN AGENTE MORALE. QUALI DI QUESTE ARGOMENTAZIONI E'  VALIDA A TALE RIGUARDO? "

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A) Applica principi etici nella sua pratica quotidiana

B) Nessuna delle alternative proposte e’ corretta

C) Orienta gli assistiti a pratiche di salute positive

D) Tutte le alternative proposte sono corrette

E) Compie scelte per conto di altri

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    La risposta corretta e' la D
    L’infermiere e’ un agente morale in quanto applica principi etici nella sua pratica quotidiana, orienta gli assistiti a pratiche di salute positive e compie scelte per conto di altri (risposta B errata)Nello specifico, l’applicazione dei principi etici nella pratica quotidiana avviene attraverso il tener conto di alcuni comportamenti imprescindibili, derivanti dalla valutazione di cio’ che e’ bene o male, nella consapevolezza di quali siano le condizioni che permettono di prendere specifiche decisioni (risposta A errata). Di contro, l’infermiere orienta gli assistiti a pratiche di salute positive attraverso la scelta dei migliori trattamenti terapeutico-assistenziali e riconoscendo il malato come soggetto autonomo, tutelandone la capacita’ di agire consapevolmente e senza costrizioni anche quando l’autonomia si riduce o viene a perdersi (risposta C errata). Infine, egli compie scelte di natura etica per conto di altri poiche’ il suo agire e’ condizionato, ma non interamente determinato, dalle richieste dell’assistito, dall’organizzazione del lavoro e dall’integrazione con gli altri operatori (risposta E errata).

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"LA MANOVRA DI VALSALVA: "

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A) Aumenta il flusso venoso coronarico

B) Riduce il tono ortosimpatico

C) Aumenta il ritorno venoso all'atrio destro

D) Riduce la pressione a livello dell’orecchio medio

E) Riduce il ritorno venoso all'atrio destro

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    La risposta corretta e' la E
    La manovra di Valsalva, ovvero una manovra eseguita mediante un'espirazione forzata a glottide chiusa, provoca un aumento della pressione a livello dell’orecchio medio e del torace con conseguente riduzione del ritorno venoso all'atrio destro (risposte A, B, C e D errate).  Nello specifico, la sua esecuzione puo’ essere divisa in quattro fasi o momenti: fase di inizio, coincidente con il momento iniziale di espirazione a glottide chiusa, nella quale si verifica un aumento della pressione intratoracica con una fuoriuscita di  sangue dalla circolazione polmonare nell'atrio sinistro; fase di tensione in cui si verifica una diminuzione del ritorno di sangue venoso al cuore poiche’ ostacolato dall’aumentata pressione toracica; fase di rilasciamento, in cui la pressione sul torace viene rilasciata, consentendo ai vasi polmonari e all'aorta di ri-espandersi con una leggera diminuzione iniziale del volume sistolico e della pressione arteriosa; infine una fase di recupero, in cui il ritorno del sangue al cuore e’ potenziato dall'effetto dell'ingresso di sangue che era stato arginato indietro al cuore, con un rapido aumento della gittata cardiaca. Tale manovra puo’ essere usata per fini diagnostici nello studio cardiologico del paziente o in alcune situazioni con fini terapeutici, come in caso di tachicardia parossistica nella quale la stimolazione del nervo vago, derivante dall’aumento della pressione toracica, puo’ determinare una diminuzione della frequenza cardiaca.

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"L'ANGINA PECTORIS E' SPESSO PROVOCATA DA: "

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A) Vomito

B) Prolungata stazione eretta

C) Assunzione di alcolici

D) Esposizione al freddo

E) Sforzi fisici intensi

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    La risposta corretta e' la E
    L’angina pectoris, quadro clinico caratterizzato dalla comparsa di dolore al petto conseguente ad ischemia miocardica secondaria, quasi sempre legata all'aterosclerosi coronarica, e’ spesso provocata da sforzi fisici intensi (risposte A, B, C e D errate).  Nello specifico, in tale condizione, l’ischemia miocardica secondaria e’ legata ad un deficit di O2 conseguente ad un’aumentata richiesta di afflusso sanguigno in corso di esercizio fisico che non puo’ essere soddisfatta, in genere per la presenza di placche aterosclerotiche coronariche. Possono distinguersi due tipologie di angina pectoris: l’angina stabile e l’angina pre-infartuale o instabile. La prima rappresenta la forma piu’ diffusa e per questo e’ anche denominata “angina pectoris tipica”; si tratta di una condizione cronica (con durata maggiore di 1 mese) che si mostra con ricorrenti episodi di dolore post esercizio la cui localizzazione, durata ed irradiazione si mantengono stabili nel tempo; al contrario, l’angina pre-infartuale, o instabile, presenta una recente insorgenza (meno di un mese) ed e’ caratterizzata da aggravamento in durata ed intensita’ degli episodi anginosi, fino alla comparsa in condizioni di assoluto riposo.

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"LE PERSONE CON GRUPPO SANGUIGNO AB RH+: "

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A) Sono riceventi universali

B) Possono ricevere sangue solo da AB+ e A+

C) Non possono donare sangue

D) Sono donatori universali

E) Possono donare sangue solo a AB+

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    La risposta corretta e' la E
    Le persone con gruppo sanguigno AB Rh+ possono donare sangue solo a persone di gruppo AB+ (risposte A, B, C e D errate). Nel dettaglio, la compatibilita’ tra gruppi sanguigni dipende dalla presenza o meno dei singoli antigeni sulle emazie del ricevente, poiche’ in caso di assenza l’organismo ricevente provvedera’ a formare specifici anticorpi contro gli antigeni non riconosciuti e a lisare le emazie del donatore con gravi effetti avversi; in questo modo, il gruppo B provvedera’ a formare anticorpi contro l’antigene A, il gruppo A contro l’antigene B, il gruppo 0 contro gli antigeni A e B mentre il gruppo AB non formera’ anticorpi. Ulteriore specifica dei gruppi sanguigni e’ la presenza/assenza del fattore Rhesus (Rh+ o Rh -) per cui, allo stesso modo, in caso di presenza del fattore Rh (Rh+) sulle emazie di un donatore, nell’organismo ricevente negativo (Rh-) verranno formati anticorpi contro tale fattore.

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"COSA E' IL RESPIRO DI KUSSMAUL?:"

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A) Un respiro russante con rantoli crepitanti alle basi

B) Periodi di apnea alternati regolarmente a una serie di respiri superficiali di uguale profondita'

C) Una dispnea con stridore laringeo

D) Una sequenza di respiri profondi regolari seguiti ciascuno da una pausa protratta

E) Un’alternanza di apnee di lunga durata con fasi in cui si passa da una respirazione profonda ad una sempre piu’ superficiale per poi ritornare ad una condizione di apnea

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    La risposta corretta e' la D
    Il respiro di Kussmaul e’ una forma di respiro patologico, associato ad acidosi metabolica grave in genere conseguente a chetoacidosi diabetica o ad insufficienza renale, caratterizzato da una sequenza di respiri profondi regolari seguiti ciascuno da una pausa protratta (risposta A errata) Nello specifico, il respiro di Kussmaul rappresenta una forma di iperventilazione compensatoria in cui l’aumento della frequenza respiratoria ha lo scopo di incrementare l’eliminazione dell’anidride carbonica per compensare la riduzione del pH del sangue. Di contro, periodi di apnea alternati regolarmente a una serie di respiri superficiali di uguale profondita’ sono caratteristici del respiro di Biot, condizione molto grave ed indice di importante sofferenza del centro respiratorio bulbare che puo’ seguire ad edema cerebrale, encefaliti, meningiti, tumori endocranici, ictus ed altre patologie neurologiche (risposta B errata). Invece, una dispnea con stridore laringeo puo’ ritrovarsi in caso di crisi asmatica, ovvero di un improvviso peggioramento dei sintomi dell'asma legato a broncospasmo indotto da allergeni, agenti virali o sforzo fisico (risposta C errata). Infine, l’alternanza di apnee di lunga durata con fasi in cui si passa da una respirazione profonda ad una sempre piu’ superficiale per poi ritornare ad una condizione di apnea si presenta nel respiro di Cheyne-Stokes, respiro che puo’ comparire in caso di coma da sindrome mesencefalica, scompenso cardiaco, ipocapnia e ipossiemia ma anche senza apparenti cause nei soggetti anziani e in quelli che stazionano ad altitudini elevate (risposta E errata).

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"NELLA CIRROSI EPATICA QUALI SONO LE MISURE IDONEE A RIDURRE LA NAUSEA? "

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A) Alimentarsi in ambiente arieggiato. Astenersi dal riposo post-prandiale. Astenersi dalla preparazione del cibo

B) Applicare una forte pressione a livello epigastrico per rallentare le contrazioni del diaframma

C) Evitare l'odore della preparazione dei cibi. Sbottonarsi i vestiti al momento di mangiare. Evitare il riposo post-prandiale per almeno 2 ore dopo il pasto

D) Evitare l'odore della preparazione dei cibi. Sbottonarsi i vestiti al momento di mangiare. Alimentarsi seduti in ambiente arieggiato. Evitare il riposo post-prandiale per almeno 2 ore dopo il pasto

E) Esposizione a temperature elevate. Bere grosse quantita’ d'acqua. Digiunare. Ridurre le ore di sonno.

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    La risposta corretta e' la D
    Nella cirrosi epatica, patologia epatica cronica  caratterizzata dal sovvertimento diffuso e irreversibile della struttura del fegato conseguente a danni di varia natura (infettiva, alcolica, tossica, autoimmune), misure idonee a ridurre la nausea, la quale puo’ presentarsi in caso di malattia avanzata associata ad insufficienza epatica importante e conseguente aumento dell’ammoniemia, sono evitare l'odore della preparazione dei cibi, sbottonarsi i vestiti al momento di mangiare, alimentarsi seduti in ambiente arieggiato, evitare il riposo post-prandiale per almeno due ore dopo il pasto (risposte A, B e C errate). Al contrario, non e’ consigliato esposizione a temperature elevate, bere grosse quantita’ d'acqua, digiunare e ridurre le ore di sonno in quanto tali comportamenti possono provocare un aggravamento della sintomatologia stessa (risposta E errata).

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"NELLA MALATTIA DI ALZHEIMER, IL FENOMENO DEL SUNDOWNING SI REALIZZA GENERALMENTE? "

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A) Negli stadi avanzati della malattia

B) Nello stadio iniziale in concomitanza con disturbi metabolici

C) Negli stadi iniziali della malattia

D) Prima dell’insorgenza della malattia

E) Indipendentemente dallo stadio di malattia

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    La risposta corretta e' la A
    Nella malattia di Alzheimer, il fenomeno del sundowning, ovvero il peggioramento della sintomatologia al tramontare del sole o comunque in tutte le situazioni di passaggio da una buona illuminazione ambientale a una illuminazione scarsa, si realizza generalmente negli stadi avanzati della malattia (risposte A, B, C ed E errate)In particolare, in tale situazione il paziente appare maggiormente confuso, ansioso ed irrequieto rispetto al solito, potendo diventare anche aggressivo o presentare fenomeni di wandering (uscire di casa e perdersi). La causa esatta di questo comportamento e’ sconosciuta e sembra collegata ad una ridotta produzione di dopamina, associata ad un aumentata produzione di melatonina, a livello ipotalamico nella preparazione del corpo al sonno; fattori di rischio, oltre lo stadio avanzato di malattia, sono rappresentati dall’eta’ avanzata e da danni a livello del nucleo soprachiasmatico.

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"IL PRELIEVO DI UN CAMPIONE DI URINA PER L'ANALISI BATTERIOLOGICA VA ESEGUITO: "

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A) Sul mitto intermedio

B) Sul mitto iniziale

C) Tutte le alternative proposte sono corrette

D) Nessuna delle alternative proposte e’ corretta

E) Sul mitto terminale

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    La risposta corretta e' la A
    Il prelievo di un campione di urina per l'analisi batteriologica va eseguito sul mitto intermedio, ovvero prelevando non la prima minzione poiche’ in questa vi puo’ essere contaminazione da batteri commensali dell'uretra (risposte B, C e D errate). In particolare, tale raccolta avverra’, previo lavaggio delle mani e dei genitali esterni con acqua e sapone, dopo l’eliminazione del primo getto di urina in un contenitore sterile, scartando, allo stesso modo, l’ultimo getto di urina (risposta E errata). Il contenitore andra’ rapidamente chiuso al termine della raccolta e consegnato entro il piu’ breve tempo possibile per essere analizzato. Tale raccolta dovra’, possibilmente, avvenire dopo la sospensione di una eventuale terapia antibiotica da almeno una settimana.

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