Polarizzazione delle onde trasversali
Definizione
Se una sorgente emette un’onda di frequenza \(\nu_{s}\), la frequenza misurata da un ricevitore dipende dal moto relativo lungo la direzione di propagazione. Questo fenomeno, noto come effetto Doppler, è fondamentale in fisica delle onde e trova applicazioni in ambito biomedico (ad esempio nell’ecografia Doppler), oltre che in acustica e in sismologia. Di seguito si discutono due configurazioni lineari e non relativistiche, assumendo velocità della sorgente o dell’osservatore inferiori alla velocità di propagazione dell’onda nel mezzo, \(u, u_{s} < v\), e moto collineare alla direzione dei fronti d’onda.
Primo caso: la sorgente S è ferma, l’osservatore O si muove verso S con velocità \(u\) (Figura 04.13-01). Se O fosse stazionario, in un secondo riceverebbe \(\nu_{s}\) oscillazioni, corrispondenti al tratto di lunghezza \(OR = v \cdot 1\,\text{s}\). Poiché O avanza verso S, in quello stesso secondo percorre \(OR_{1}\) con velocità \(u\), intercettando più fronti d’onda rispetto al caso statico: in pratica, O “raggiunge” i fronti a una velocità effettiva \(v + u\). La frequenza percepita risulta pertanto aumentata del fattore \((1 + u/v)\):
\[ V = V_s \left(1 + \frac{u}{v}\right). \]
La variazione di frequenza (scarto Doppler) è quindi proporzionale al rapporto tra la velocità dell’osservatore e quella dell’onda:
\[ \Delta V = V - V_s = V_s \frac{u}{V} \]
Secondo caso: l’osservatore O è fermo e la sorgente S si muove verso O con velocità \(u_{s}\) (Figura 04.13-02). In tal caso i fronti d’onda emessi si addensano nella direzione del moto della sorgente: la lunghezza d’onda che “raggiunge” l’osservatore si riduce a \(\lambda' = \dfrac{v - u_{s}}{\nu_{s}}\), da cui segue un incremento della frequenza misurata:
\[ V = V_s \frac{v}{v - u_s}. \]
e la corrispondente differenza di frequenza:
\[ \Delta V = V - V_s = V_s \left( \frac{u_s}{v - u_s} \right) \]
In entrambe le configurazioni appena descritte, un avvicinamento reciproco determina un aumento della frequenza percepita (\(\nu > \nu_{s}\)). Se invece l’osservatore si allontana da una sorgente ferma, oppure la sorgente si allontana da un osservatore fermo, i segni delle velocità nelle espressioni precedenti si invertono e la frequenza rilevata diminuisce. Per i due casi di allontanamento si ottiene infatti:
\[ \Delta V = V - V_s = V_s \left( \frac{-u}{v} \right) \]
e, per una sorgente che si allontana con velocità \(u_{s}\) da un osservatore fermo:
\[ \Delta V = V - V_s = V_s \left( \frac{-u_s}{v + u_s} \right) \]
Qui \(\nu_{s}\) è la frequenza emessa dalla sorgente, \(\nu\) quella misurata dall’osservatore e \(v\) la velocità di propagazione dell’onda nel mezzo. Le relazioni riportate sono valide in regime non relativistico e subsonico/sub-luminare, cioè per \(\dfrac{u}{v} < 1\) e \(\dfrac{u_{s}}{v} < 1\), e per moto lungo la linea che congiunge sorgente e osservatore; in presenza di un angolo \(\theta\) tra la velocità e la direzione di propagazione, va considerata la componente lungo tale direzione, introducendo un fattore \(\cos\theta\).
Per completezza, quando entrambi sono in moto lungo la stessa linea, la forma compatta non relativistica è: \[ \nu = \nu_{s}\,\frac{v + u_{o}}{v - u_{s}}, \] dove \(u_{o}\) è positiva se l’osservatore si muove verso la sorgente e \(u_{s}\) è positiva se la sorgente si muove verso l’osservatore. Il segno opposto rappresenta l’allontanamento:
- Avvicinamento reciproco: \(\nu > \nu_{s}\), accorciamento della lunghezza d’onda davanti alla sorgente o aumento del tasso di incontro con i fronti per l’osservatore in moto;
- Allontanamento reciproco: \(\nu < \nu_{s}\), allungamento della lunghezza d’onda o diminuzione del tasso di incontro con i fronti;
- La differenza \(\Delta \nu = \nu - \nu_{s}\) è proporzionale alla velocità relativa lungo la linea di vista e consente di stimare tale velocità tramite misure frequenziali.
Esempio numerico. In aria, con \(v \approx 340\,\text{m/s}\), una sorgente emette a \(\nu_{s} = 500\,\text{Hz}\). Un osservatore si muove verso la sorgente con \(u = 10\,\text{m/s}\): \[ \nu = 500\left(1 + \frac{10}{340}\right) \approx 514,7\,\text{Hz}, \quad \Delta \nu \approx 14,7\,\text{Hz}. \] Se invece la sorgente si muove verso un osservatore fermo con \(u_{s} = 20\,\text{m/s}\): \[ \nu = 500\,\frac{340}{340 - 20} = 500\,\frac{340}{320} \approx 531,25\,\text{Hz}, \quad \Delta \nu \approx 31,25\,\text{Hz}. \]
Questi risultati illustrano come, a parità di velocità relativa, lo spostamento della sorgente modifichi la lunghezza d’onda nel mezzo, mentre lo spostamento dell’osservatore alteri il numero di fronti d’onda intercettati nell’unità di tempo.
