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1 di 25 Domande

Un uomo di 38 anni con storia di diabete di tipo 1, lamenta dolore meccanico che perdura da 3-4 mesi, senza precedente trauma, riferito alla zona inguinale e alla parte anteriore di entrambe le cosce. Più intenso sul lato sinistro. All’esame fisico dei fianchi il dolore si accentua in particolare con l’intrarotazione dell'anca, che appare anche discretamente limitata. Alla radiografia si apprezza a livello dell’anca sinistra una immagine radiotrasparente subcondrale. Quale dei seguenti sarebbe il comportamento diagnostico più corretto?

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  • A) Richiedere uno studio scintigrafico per escludere la presenza di lesioni simili in altre grandi articolazioni


  • B) Effettuare uno studio dell’estensione e di screening della lesione primaria, poiché si tratta di una metastasi ossea nell'anca sinistra.


  • C) Proporre una probabile diagnosi di necrosi avascolare dell'anca sinistra e richiedere una RM di entrambe le anche.


  • D) Porre diagnosi di osteoporosi transitoria dell'anca sinistra, indicare 2 mesi di dimissione ed allora ripetere lo studio radiologico.


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Un diabetico che lamenta dolore meccanico cronico all’inguine e alla parte anteriore di entrambe le cosce, che si accentua con l’intrarotazione dell’anca, è fortemente suggestivo di necrosi avascolare dell’anca per la cui conferma diagnostica è necessaria l’esecuzione di una RMN di entrambe le anche dopo il referto compatibile di radiotrasparenza subcondrale ottenuto con l’RX.
Al contrario, la scintigrafia è indicata in caso di malattia reumatica, che si manifesta con un dolore infiammatorio (a riposo e migliora col movimento) soprattutto a livello del gluteo e della coscia posteriore (risposta A errata). All’opposto, le metastasi ossee di solito si riscontrano in pazienti di età maggiore potendosi presentare come lesioni osteolitiche o osteoaddensanti (risposta B errata). Infine, l’osteoporosi transitoria dell'anca va in diagnosi differenziale con l’osteonecrosi e alla RMN è possibile osservare il coinvolgimento della testa, del collo del femore, della regione intertrocanterica e del bacino (risposta D errata).

2 di 25 Domande

Quale delle seguenti NON è un'indicazione di vertebroplastica?

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  • A) Frattura osteoporotica lombare acuta.


  • B) Metastasi vertebrali dolorose.


  • C) Frattura “da scoppio” della cerniera toraco-lombare.


  • D) Sequele dolorose dovute a frattura osteoporotica da meno di 2 anni.


  • E) Emangioma vertebrale.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Non è un’indicazione di vertebroplastica, cioè l’iniezione diretta di cemento biocompatibile nel corpo vertebrale, una frattura “da scoppio” della cerniera toraco-lombare, per la quale invece, è indicata la cifoplastica, che prevede l’inserimento di un palloncino espandibile o dello Spine-Jack in titanio in uno spazio precedentemente creato nel corpo vertebrale e solo successivamente l’iniezione del cemento.
Questi sono interventi mini-invasivi di radiologia interventistica realizzati per via percutanea, in particolare le indicazioni per la vertebroplastica sono:
- frattura vertebrale osteoporotica dolorosa (risposta A errata), meglio se realizzata prima di 2 anni (risposta D errata);
- metastasi vertebrali dolorose o lesioni da mieloma (risposta B errata);
- malattia cistica di Krümmell;
- emangioma vertebrale (risposta E errata);
- fratture vertebrali per le quali non è indicato un trattamento conservativo.
Al contrario, le indicazioni per la cifoplastica sono:
- fratture della cerniera toraco-lombare;
- fratture “da scoppio”, con numerosi frammenti che possono danneggiare il midollo spinale;
- fratture da compressione anteriore con angolo sagittale maggiore di 30°;
- osteonecrosi ischemica del corpo vertebrale.

3 di 25 Domande

Paziente di 50 anni con storia di gotta e uso cronico di corticosteroidi. Viene portato al pronto soccorso per incapacità di deambulare dovuta a un deficit di estensione del ginocchio. La radiografia mostra una diminuita altezza rotulea in relazione al ginocchio controlaterale. Qual è il sospetto diagnostico?

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  • A) Osteonecrosi del ginocchio


  • B) Artrite gottosa del ginocchio.


  • C) Rottura del tendine rotuleo.


  • D) Rottura del tendine del quadricipite.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Nel caso di deficit estensorio dell’articolazione del ginocchio associato a diminuzione dell’altezza rotulea il sospetto diagnostico è quello di rottura del tendine del quadricipite, che sarà confermato dall’esame ecografico e dalla RMN. In particolare, alla base di questa lesione possono esserci: fratture, calcificazioni tendinee, gotta, terapie prolungate con corticosteroidi, malattia renale cronica, iperparatiroidismo, processi infettivi, neoplastici e degenerazione grassa.
Al contrario, la rottura del tendine rotuleo si asscocia ad un aumento dell’altezza della rotula (risposta C errata). All’opposto, nel caso di osteonecrosi del ginocchio, che può coinvolgere rotula, tuberosità anteriore e condili femorali ed associarsi anch’essa ad una terapia prolungata con corticosteroidi, sarebbe presente dolore ma non incapacità deambulatoria o variazione dell’altezza rotulea (risposta A errata).  Infine, l’artite gottosa del ginocchio è molto dolorosa e determina un deficit parziale deambulatorio ma non va ad alterare la normale altezza della rotula (risposta B errata).

4 di 25 Domande

In una paziente di 50 anni, obesa, ipertesa e con insufficienza renale terminale, ictus un anno prima, si sta procedendo a posizionare un catetere per emodialisi nella vena succlavia destra, dopo profilassi con cefalosporina 2 g iv. Nella regione è stata somministrata mepivacaina. Sono stati effettuati due tentativi di perforazione falliti. La paziente è molto ansiosa, dice che sente molto dolore, il suo battito cardiaco sale a 125 bpm e preferirebbe che l’addormentassero con l'anestesia generale. Il medico ha problemi a far rimanere ferma la paziente per poter continuare con la procedura. Ogni minuto che passa diventa sempre meno gestibile, lamenta vertigini e peggioramento dell’udito, si muove senza coordinazione. Togliendo i teli sterili, si osserva una leggera midriasi bilaterale e movimenti non coordinati. Come agiresti davanti a questa situazione?

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  • A) Somministrerei immediatamente dosi crescenti di adrenalina e corticosteroidi vista la possibilità che sia una reazione anafilattica all’anestetico locale o all’antibiotico.


  • B) Il quadro clinico suggerisce un altro ictus. Richiederei una scansione TC e inizierei terapia anticoagulante.


  • C) Sospetto uno pneumotorace iatrogeno, richiederei un RX torace urgente con portatile e mi preparerei per il drenaggio


  • D) Sospetto un assorbimento sistemico di anestetici locali e interrompo la procedura, somministrando diazepam, ossigeno e terapia di supporto cardiovascolare.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
La paziente del caso clinico, dopo la somministrazione di un anestetico locale, presenta uno stato di agitazione con vertigini, alterazione dell’udito, incoordinazione e midriasi bilaterale, inducendo il sospetto di assorbimento sistemico del farmaco. In particolare, in una prima fase dell’intossicazione da anestetico locale abbiamo manifestazioni eccitatorie come brividi, spasmi muscolari e tremori che compaiono precocemente a livello dei muscoli della faccia, mani e piedi, fino ad arrivare a vere e proprie convulsioni tonico-cloniche generalizzate. In base all’entità dell’intossicazione e alla rapidità con cui la concentrazione dell’anestetico aumenta nel sangue il quadro evolve verso una depressione generalizzata del SNC con midriasi, depressione respiratoria. Allo stesso modo le manifestazioni cardiovascolari, dovute all’inibizione dei canali del sodio dei miocardiociti, delineano prima un quadro iperdinamico con aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, aritmie ventricolari, per poi virare verso un quadro ipodinamico con diminuzione della pressione arteriosa, frequenza cardiaca e asistolia. Il trattamento prevede l’interruzione della somministrazione dell’anestetico ed inizio di terapia di supporto cardiovascolare, diazepam ed ossigeno. Al contrario, lo shock anafilattico comprende ipotensione ed alterazione della frequennza cardiaca, ostruzione delle vie aeree per broncospasmo ed edema della mucosa, rash cutaneo ed edema facciale, prurito, nausea e vomito (risposta A errata). All’opposto, in caso di sospetto ictus avremmo manifestazioni neurologiche come paresi, parestesie, cefalea mentre in caso di pneumotorace avremmo soprattutto dispnea e dolore pleurico (risposte B e C errate).

5 di 25 Domande

Paziente di 90 anni controllata a casa con frequenti richieste di assistenza domiciliare. In questa occasione si richiede un consulto per malessere generale, nausea, perdita di appetito, dolori addominali non specifici, affaticamento, lieve peggioramento della dispnea e rilevamento di bradisfigmia quando l’assistente sanitaria ha controllato la pressione sanguigna a casa questa mattina. Diagnosi di doppia lesione aortica, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, ischemia dovuta a embolia nella gamba sinistra e ipertensione. In trattamento con furosemide 40 mg, due compresse al mattino, integratori di potassio, digossina 5 compresse da 0,25 mg a settimana, bisoprololo 1,5 mg/giorno, acenocumarolo 1 mg/giorno e losartan 100 mg/giorno. All'esame obiettivo, eupnoico a riposo, saturazione di O2 transcutanea del 95%, PA 143/58 mmHg, FC 48 battiti al minuto, con bigeminismo. Leggero edema malleolare, auscultazione polmonare normale, all’auscultazione cardiaca soffio sistolico in focolaio aortico. Temperatura e pulsazioni distali non alterate, normale palpazione addominale. Quale delle affermazioni proposte pensi sia la più probabile?

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  • A) La paziente presenta un peggioramento del suo scompenso cardiaco cronico, motivo per cui deve essere indirizzata al pronto soccorso per un trattamento intensivo.


  • B) I sintomi suggeriscono che potrebbe essere una intossicazione digitalica.


  • C) E' una dispepsia funzionale per polimedicazione e si può prescrivere un inibitore della pompa protonica per controllare i sintomi.


  • D) E' un caso di ansia in un paziente pluripatologico immobilizzato a casa, si potrebbe iniziare il trattamento con ansiolitici


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
La paziente di 90 anni del caso clinico con scompenso cardiaco cronico, ipertensione in trattamento con diuretici, bisoprololo, acenocumarolo e digossina presenta un quadro che comprende dispepsia, lieve aumento della dispnea, bradicardia e bigeminismo compatibile con quello di un’intossicazione digitalica.
Al contrario, in caso di peggioramneto dello scompenso cardiaco avremo un notevole peggioramento della dispnea e degli edemi periferici e polmonare con alterazioni rilevabili all’auscultazione polmonare e alla misurazione della Sp02 (risposta A errata). All’opposto, il quadro clinico non è compatbile con una dispepsia funzionale da polimedicazione e neanche con un disturbo d’ansia (risposte C e D errate)

6 di 25 Domande

Paziente di 60 anni, impiantato di pacemaker VVI perché in fibrillazione atriale al momento del ricovero per il PM, esegue ECG che evidenzia questo quadro. Quale situazione è più plausibile ?

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  • A) Fibrillazione atriale a stimolazione ventricolare elettroindotta


  • B) Flutter atriale a stimolazione ventricolare elettroindotta


  • C) Retroconduzione atriale su QRS stimolati


  • D) Stimolazione ventricolare con attività atriale spontanea sinusale e non sentita


  • E) Normale ritmo da Pm in modalità VVI


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta esatta è D.
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta stimolazione ventricolare con attività atriale spontanea sinusale e non sentita. Il pacamaker, essendo in modalità VVI (o ancora più semplicemente mancando il catetere atriale) stimola il ventricolo senza poter sentire l’atrio per bloccarsi, ciò non impedisce all’attività spontanea atriale (+ lenta della stimolazione ventricolare) di realizzarsi, andando ad incidersi all’inizio della T del QRS elettroindotto. Infatti, il referto mostra: “Ritmo da PM in modalità VVI a FC 60 bpm. Ritmo sinusale sottostante a FC 55 bpm in assenza di stimolazione ventricolare spontanea. Anomalie secondarie del recupero”

7 di 25 Domande

Uomo di 80 anni cosciente e in apparenti buone condizioni generali. Viene trasferito al Pronto Soccorso per aver subito una scossa elettrica dopo aver toccato accidentalmente un cavo ad alta tensione. L'esame fisico mostra una ustione di terzo grado alla mano destra, pari allo 0,2% della superficie corporea totale e una lesione sulla punta del primo dito del piede destro di diametro inferiore a un centimetro. Indica la risposta corretta:

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  • A) Data l'estensione, il trattamento consisterà in applicazioni giornaliere di sulfadiazina d'argento nel suo centro sanitario e rivalutazione da parte dello specialista in chirurgia plastica in 48 ore.


  • B) Il paziente deve essere trasferito urgentemente, con un'ambulanza medicalizzata, in un centro grandi ustionati, dopo stabilizzazione nel pronto soccorso.


  • C) Il paziente deve essere lasciato in osservazione per 8 ore e successivamente, se non peggiora, procedere alla dimissione con trattamento topico.


  • D) Debridement del primo dito ferito, apertura del tunnel carpale della mano destra, cura con sulfadiacina d'argento e ricovero


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Nel caso di un paziente che abbia subito una scarica elettrica ad alta tensione è opportuno che venga trasferito urgentemente, con un'ambulanza medicalizzata, in un centro grandi ustionati, dopo stabilizzazione dei parametri vitali nel pronto soccorso, in quanto è necessario considerare:
- eventuale caduta o convulsioni associate alla folgorazione, per ciò va trattato come un politraumatizzato;
- la possibile comparsa di disturbi del ritmo, per cui, in caso di paziente con rischio cardiovascolare, va monitorato per 24h con l’ECG;
- l’ipotesi di una rabdomiolisi, per cui è necessario un attento monitoraggio della funzionalità renale;
- valutazione dell’estensione e della profondità delle ustioni.
Al contrario, le sole applicazioni giornaliere di sulfadiazina d'argento e la rivalutazione del chirurgo plastico in 48h non comprendono il monitoraggio della funzionalità cardiaca e renale necessario in questo caso (risposta A errata). All’opposto, un monitoraggio di sole 8 h risulta insufficiente, oltre al fatto che le ustioni del paziente comunque necessiteranno di trattamento chirurgico (risposta C errata). Infine, il debridement del primo dito ferito non ha i caratteri dell’urgenza, mentre l’apertura del tunnel carpale della mano destra sarebbe indicata solo in caso compaia sintomatologia da compressione del nervo mediano, restando comunque non soddisfatta la necessità di sorvegliare la funzionalità cardiaca e renale (risposta D errata).

8 di 25 Domande

Quale di queste misure NON sarebbe indicata nel trattamento di emergenza di un paziente che ha una ustione di secondo grado profonda con il 50% della superficie corporea ustionata?

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  • A) Dieta assoluta.


  • B) Somministrazione di ringer lattato secondo la formula di Parkland.


  • C) Somministrazione profilattica di antibiotici per via endovenosa.


  • D) Somministrazione di eparina per profilassi antitrombotica.


  • E) Terapia di prevenzione delle ulcere da stress.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Nel trattamento di emergenza di un paziente che ha una ustione di secondo grado profonda che si estende al 50% della superficie corporea non è indicata la somministrazione profilattica di antibiotici per via endovenosa. Al contrario, il paziente va trasportato in una unità grandi ustionati e vanno intraprese nell’immediato misure come:
- reintegrazione di liquidi con somministrazione di ringer lattato secondo la formula di Parkland: 4 ml x peso in Kg x % superficie corporea ustionata, da somministrare una metà nelle prime 8 h e l’altra metà nelle successive 16 h (risposta B errata);
- dieta assoluta e terapia per contrastare la formazione di ulcere da stress (risposte A ed E);
- somministrazione di eparina per profilassi antitrombotica (risposta D errata).

9 di 25 Domande

Una donna di 75 anni senza storia patologica rilevante richiede un consulto per una diminuzione del tempo totale di sonno, con difficolta' ad addormentarsi per piu' di 1 ora, indicando che si alza di notte più di due volte e impiega più di 30 minuti per addormentarsi di nuovo. Durante il giorno presenta una normale attivita' con tendenza a fare piccoli riposi diurni. Quale delle seguenti affermazioni ritieni sia corretta, considerando che l'esame fisico è normale e che il paziente presenta un Mini-Mental-State-Examination (MMSE) di 31/35?

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  • A) E' una paziente che presenta una variazione del pattern del sonno fisiologico per l’invecchiamento.


  • B) Dovrebbe essere sospettato un disturbo tiroideo dell’anziano.


  • C) E' una paziente che presenta una grave depressione.


  • D) E' una paziente con sonnolenza idiopatica.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
La paziente del caso clinico, senza storia patologica d’interesse, che presenta una diminuzione del tempo totale di sonno, con difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni presenta una variazione del pattern del sonno fisiologica per l’invecchiamento, per il quale diminuisce in proporzione l’entità del sonno profondo con onde lente e REM. Al contrario, mancano elementi clinici suggestivi di distiroidismo o di disturbo depressivo (risposte B e C). Infine, non può trattarsi di sonnolenza idiopatica in quanto la paziente durante il giorno svolge attività in maniera normale non lamentando sonnolenza costante (risposta D errata).

10 di 25 Domande

Tra le scale di valutazione geriatrica, l'indice di Barthel è una scala di valutazione funzionale che misura la capacità di svolgere attività della vita quotidiana, tra le quali sono incluse tutte le seguenti, tranne:

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  • A) Capacita' di vestirsi.


  • B) Capacita' di andare in bagno.


  • C) Capacita' di mangiare da solo.


  • D) Capacita' di gestire i propri farmaci.


  • E) Capacita' di deambulare.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
L'indice di Barthel è una scala di valutazione funzionale che misura l’autosufficienza del paziente nell’esecuzione di dieci comuni attività della vita quotidiana, tra cui non rientra la capacità di gestire i propri farmaci. Al contrario, fanno parte dell’indice di Barthel le seguenti attività:
- alimentarsi (risposta C errata);
- fare il bagno;
- igiene personale;
- vestirsi (risposta A errata);
- controllo del retto;
- controllo della vescica;
- trasferimenti nel bagno (risposta B errata);
- trasferimenti sedia/letto;
- deambulazione (risposta E errata);
- salire le scale.

11 di 25 Domande

In relazione al trattamento di un paziente fumatore affetto da cancro del polmone non a piccole cellule di 4 cm di diametro, localizzato nella regione periferica del lobo superiore destro, che invade la pleura viscerale ed è accompagnato da coinvolgimento linfonodale ilare ipsilaterale. Quale delle seguenti opzioni terapeutiche è più appropriata?

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  • A) Radioterapia per il coinvolgimento linfonodale e valutare la chirurgia in un secondo momento.


  • B) Chemioterapia neo-adiuvante e successivamente valutare l'intervento chirurgico.


  • C) Chemioterapia iniziale e poi valutare la radioterapia.


  • D) Intervento chirurgico e valutare chemioterapia adiuvante in un secondo momento.


  • E) Intervento chirurgico e valutare radioterapia adiuvante in un secondo momento.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Un carcinoma polmonare non a piccole cellule di 4 cm di diametro, localizzato nella regione periferica del lobo superiore destro, che invade la pleura viscerale ed è accompagnato da coinvolgimento linfonodale ilare ipsilaterale corrisponde ad uno stadio IIB (T2N1M0), per cui l’opzione terapeutica più appropriata è la chirurgia seguita o meno dalla chemioterapia adiuvante.



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12 di 25 Domande

Qual e' la tecnica diagnostica di scelta per individuare l'origine del tumore primitivo e la sua estensione nei pazienti con sindrome carcinoide?

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  • A) TC toraco-addomino-pelvica.


  • B) Risonanza magnetica.


  • C) Scintigrafia con octreotide.


  • D) Tomografia ad emissione di positroni (PET).


  • E) Rx toraco-addominale.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La tecnica diagnostica di scelta per individuare l'origine del tumore neuroendocrino primitivo e la sua estensione nei pazienti con sindrome carcinoide è la scintigrafia con octreotide. In particolare, questa sindrome, che comprende flushing, crampi addominali e diarrea, si ha a causa della secrezione di sostanze vasoattive (serotonina, istamina, bradichinina) da parte delle cellule del tumore che tipicamente è ileale metastatizzato al fegato. Inoltre, la diagnosi, dopo il sospetto clinico, viene confermata dimostrando un'aumentata escrezione urinaria del metabolita della serotonina, cioè l’acido 5-idrossiindolacetico

13 di 25 Domande

Uomo di 59 anni, fumatore attivo, con storia di ipertensione, dislipidemia e alcolismo. Mostra quadro progressivo negli ultimi 2 anni di difficoltà nel salire le scale con debolezza agli arti inferiori e superiori che fluttua durante il giorno e migliora leggermente con l'esercizio prolungato. Occasionalmente ha presentato episodi di diplopia. Si è aggiunta una tosse secca persistente. Come parte dello studio viene eseguita un’elettromiografia che mostra aumenti incrementali nel potenziale di azione muscolare in risposta alla stimolazione nervosa ripetitiva. Una TC del torace mostra una linfoadenopatia sottocarenale e un nodulo di 3,1 cm nel lobo inferiore sinistro. Questi risultati sono coerenti con la neoplasia polmonare primaria. Qual è la diagnosi del quadro clinico associato?

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  • A) Polineuropatia paraneoplastica.


  • B) Polimiosite


  • C) Miopatia associata all'alcolismo.


  • D) Sindrome di Eaton-Lambert.


  • E) Sindrome di Cushing


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Il quadro clinico neurologico del paziente del caso clinico risulta compatibile con quello della sindrome di Eaton-Lambert, sindrome paraneoplastica immunomediata di tipo presinaptico causata da un deficit di liberazione di acetilcolina dalle terminazioni nervose.
Prevede:
- affaticabilita, astenia che migliora leggermente dopo l’esercizio prolungato, dolore della muscolatura prossimale degli arti;
- parestesie periferiche;
- secchezza delle fauci, tosse secca persistente, disturbi dell'erezione e ptosi palpebrale;
- aumenti incrementali nel potenziale di azione muscolare, in risposta alla stimolazione nervosa ripetitiva, misurati all’elettromiografia;

14 di 25 Domande

Un uomo di 65 anni, senza altre malattie associate e con buone condizioni generali, presenta una recidiva metastatica epatica di un adenocarcinoma del colon per il quale era stato operato 3 anni fa. La TC mostra che le lesioni epatiche sono multiple e interessano tutti i segmenti. Lo studio molecolare della biopsia epatica mostra mutazioni di K-ras. Quale trattamento iniziale è considerato il più appropriato per il paziente?

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  • A) Trapianto di fegato.


  • B) Chemioterapia e anticorpi anti-EGFR (cetuximab).


  • C) Chemioterapia con protocollo FOLFOX.


  • D) Trattamento palliativo dei sintomi senza somministrazione di chemioterapia.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Nel caso di recidiva metastatica epatica di un adenocarcinoma del colon, operato tre anni prima, con lesioni che coinvolgono tutti i segmenti epatici e positività a K-ras è indicata la chemioterapia con protocollo FOLFOX, che comprende:
- acido folinico (“FOL”);
- 5-fluorouracile (“F”);
- oxaliplatino ("OX").
A questo regime chemioterapico può essere aggiunto anche la terapia biologica con bevacizumab (anti-VEGF) ad azione anti-angiogenetica. Al contrario, il trapianto di fegato è un’opzione terapeutica indicata solo in particolari casi di carcinoma epatico. All’opposto, non è indicata l’associazione tra chemioterapia e cetuximab (anticorpo anti-EGFR) in quanto lo studio molecolare della biopsia epatica mostra mutazioni di K-ras (risposta B errata). Infine, il trattamento palliativo non è indicato date le buone condizioni generali del paziente (risposta D errata).

15 di 25 Domande

Per migliorare il controllo dei sintomi nella medicina palliativa, vengono utilizzati farmaci con diversi meccanismi di azione. Indicare il gruppo di farmaci che non viene utilizzato come analgesico o coadiuvante nel controllo del dolore.

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  • A) Oppiacei.


  • B) Antidepressivi triciclici.


  • C) Agonisti dopaminergici.


  • D) Anticonvulsivanti.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Il gruppo di farmaci che non viene utilizzato come analgesico o coadiuvante nel controllo del dolore è quello degli agonisti dopaminergici, i quali invece, sono indicati nel morbo di Parkinson, nell’acromegalia e nell’iperprolattinemia.
Al contrario, i farmaci di scelta nella terapia palliativa sono gli oppiacei (risposta A errata), mentre gli antidepressivi triciclici e gli anticonvulsivanti svolgono un ruolo coadiuvante nella terapia del dolore neuropatico (risposte B e D errate).

16 di 25 Domande

Ad una donna di 89 anni è stato diagnosticato un adenocarcinoma del colon con metastasi epatiche. Tre settimane dopo la diagnosi lamenta stipsi da tre giorni senza nausea o vomito. All'esame clinico, l'addome è trattabile con presenza di borborigmi. Il paziente assume 20 mg di morfina cloridrato al giorno dalla diagnosi, con dolore addominale controllato. Quale ritieni sia l'atteggiamento terapeutico più appropriato?

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  • A) Abbassare dosi degli oppiacei a metà


  • B) Scegliere un lassativo osmotico e verificare mediante un esame rettale digitale che non vi sia alcun fecaloma.


  • C) Scegliere un procinetico.


  • D) Effettuare una TC di urgenza per sospetto di ostruzione intestinale.


  • E) Interrompere immediatamente la somministrazione di morfina.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
La paziente del caso clinico ha una stipsi causata dalla terapia con morfina che va trattata con lassativi osmotici verificando, con l’esplorazione digito-rettale che non si sia sviluppato un fecaloma. Al contrario, se l’unica reazione avversa agli oppiacei è la stipsi non è necessario interrompere la terapia o ridurne la dose, opzione da considerare invece, nel caso in cui compaiano alterazioni della coscienza come delirium insieme a mioclonie e vomito incoercibile (risposte A ed E errate). Inoltre, non ci sono gli estremi per richiedere una TC di urgenza per sospetto di ostruzione intestinale in quanto l’addome risulta trattabile con presenza di borborigmi (risposta D errata).

17 di 25 Domande

Pietro, un uomo di 42 anni, si consulta con il suo medico di famiglia per un controllo periodico dell'ipertensione diagnosticata due anni fa. Il medico apprende che il paziente è fumatore di 15 sigarette al giorno e propone al paziente l'abbandono dell'abitudine tabagica. Chiede al paziente se ha preso in considerazione la possibilità di smettere prima, se ci è riuscito ed è ricaduto in qualche occasione. Dopo aver ascoltato il punto di vista del paziente in relazione alla cessazione dell’abitudine tabagica, identifica l'ambivalenza del paziente in relazione al suo comportamento e negozia con lui un piano per raggiungere l'obiettivo dichiarato. Il colloquio clinico condotto dal medico di famiglia si chiama:

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  • A) Colloquio semiologico


  • B) Colloquio informativo.


  • C) Colloquio motivazionale.


  • D) Colloquio operativo.


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Il colloquio clinico condotto dal medico di famiglia del caso clinico è di tipo motivazionale, col quale, tramite il rapporto fiduciario e di collaborazione tra medico e paziente si decide insieme, stimolando le motivazioni personali del paziente e rispettando la sua autonomia, una determinata terapia o, come in questo caso, una modificazione dello stile di vita.
Al contrario, il colloquio semiologico va ad indagare la presenza di elementi clinici utili ai fini diagnostici (risposta A errata). All’opposto, il colloquio informativo è orientato a raccogliere una determinata informazione (risposta B errata). Infine, nel colloquio operativo sia il medico che il paziente sono già a conoscenza del contenuto del colloquio (risposta D errata).

18 di 25 Domande

Una donna di 80 anni e' ricoverata in ospedale per anemia dopo essere stata portata dai suoi figli al pronto soccorso a causa di sanguinamento rettale e decadimento fisico. Clinicamente e' stabile. Le viene diagnosticato un deterioramento cognitivo, con ideazione e giudizio spesso incoerenti e alterazioni comportamentali, per le quali lei assume risperidone. Si sospetta una neoplasia maligna del colon e viene proposta una colonscopia. Si attesta che il paziente non è in grado di comprendere adeguatamente ciò che viene spiegato su questo esame, la sua natura, gli obiettivi, le possibili complicanze o le sue conseguenze diagnostiche ed eventualmente terapeutiche. In tal caso:

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  • A) E' sollevato dal presentare un consenso informato alla paziente e il suo giudizio come medico per una colonscopia e' considerato sufficiente.


  • B) Richiede l'apparizione del giudice per autorizzare il test, di fronte all'incapacita' intellettuale del paziente di decidere autonomamente per sé stessa.


  • C) Poiche' la paziente non ha capacita' di decidere, debbono farlo al suo posto i suoi familiari, la loro accettazione scritta deve essere registrata nel modulo del consenso informato.


  • D) Un accordo tra il medico e i familiari del paziente basato sul consenso informato verbale per una colonscopia e' legalmente accettabile.


  • E) Richiede l’approvazione dell’apposita commissione interdisciplinare che si pronuncia nei casi di incapacità del paziente di decidere autonomamente.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Nel caso della paziente del caso clinico, non capace di decidere autonomamente per deterioremento cognitivo, il consenso informato per l’esecuzione della colonscopia, per sospetto carcinoma del colon, deve essere firmato dai suoi familiari, in quanto la forma scritta è la più sicura giuridicamente. In particolare, il consenso scritto del paziente è necessario in caso di chirurgia o radiologia interventistica, di test diagnostici e/o terapeutici invasivi come l’endoscopia ed in generale per tutte le procedure associate ad un certo rischio.

19 di 25 Domande

Un paziente di 76 anni, ha ricevuto circa 18 mesi fa una diagnosi di adenocarcinoma dello stomaco non resecabile, con estensione locoregionale ed è in trattamento con chemioterapia. È stato ricoverato per alterazione dell’ingestione dovuta a vomito ripetuto, febbre e dispnea. Si osserva radiologicamente la progressione della malattia tumorale e una broncopneumopatia bilaterale con insufficienza respiratoria, deterioramento della funzionalità renale e coagulopatia. Si è deciso di iniziare la terapia antibiotica ad ampio spettro e la nutrizione e idratazione per via parenterale, ma il paziente esprime il suo rifiuto a tutto questo. In questo caso specifico:

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  • A) Il suo medico e' obbligato ad intraprendere un trattamento, anche contro la volonta' del paziente, se soffre di una situazione clinica pericolosa per la vita.


  • B) Verra' comunicata la situazione ai membri della sua famiglia o ai rappresentanti legalmente designati e si agirà in accordo con loro, anche se l’opinione del medico non coincide con quella del paziente.


  • C) Il paziente verra' informato dei pro e dei contro della sua decisione e verra' rispettata la sua scelta, anche se potrebbe portare ad un esito fatale


  • D) Non e' indicato nessun altro trattamento diverso dalla sedazione poiché soffre di neoplasia terminale.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Nel caso del paziente oncologico del caso clinico che rifiuta la terapia antibiotica e la nutrizione parenterale prescritte a causa dell’aggravamento delle sue condizioni, il medico deve informare il paziente sui pro e i contro della sua decisione ma rispettare la sua scelta, anche se potrebbe portare ad un esito fatale. In particolare, il paziente ha la libertà di scegliere tra le varie opzioni terapeutiche proposte dal medico, che deve informarlo sugli aspetti negativi e positivi di ogni alternativa, ma può anche rifiutare ogni trattamento tranne nel caso in cui rappresenti un pericolo per la salute pubblica, come ad esempio in caso di epidemia.

20 di 25 Domande

Donna di 60 anni, svenuta a casa con sensazione precedente di palpitazioni, ed attualmente astenia e leggera precordialgia. PA 80/60 mmHg, SpO2 91%, FC 100 bpm. All’ECG il quadro soprastante. Qual è il vaso probabilmente occluso ?

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  • A) Discendente anteriore


  • B) Tronco comune


  • C) Coronaria dx


  • D) Marginale acuto


  • E) Circonflessa


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta esatta è A.
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta Occlusione della coronaria dx, come si evidenzia dal sopraslivellamento maggiore in inferiori ed in particolar modo in III>II e nelle precordiali in V2 più che in V3, sottendendo un maggior interessamento delle sezioni dx. Infatti, il referto mostra: “Ritmo sinusale a FC  100 bpm. Anomalie dell’atriogramma come da ingrossamento atriale dx. BAV I grado (PR 240 ms). Emiblocco anteriore sx. STEMI infero-antero-settale. QS in inferiori ed in V1-2. Sottoslivellamento speculare in I e AVL. Anomalie secondarie del recupero.”

21 di 25 Domande

Un ragazzo di 23 anni presenta un improvviso dolore acuto all'emitorace sinistro accompagnato da dispnea progressiva. Decide di andare al pronto soccorso dell'ospedale più vicino. Il medico che lo sta visitando osserva che è in stato confusionale, cianotico, con tachipnea e l’esame fisico risulta compatibile con uno pneumotorace poi confermato dalla radiografia del torace. La saturazione di ossigeno è del 70%. Il medico ritiene che dovrebbe essere eseguito un drenaggio toracico. Qual è l'atteggiamento corretto?

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  • A) Richiedere il consenso informato prima di farlo.


  • B) Praticare direttamente il drenaggio, poiché in caso di emergenza è possibile prescindere dal consenso informato.


  • C) Cercare di individuare un parente per decidere per il paziente.


  • D) Non dovrebbe essere richiesto poiché il drenaggio non è necessario.


  • E) Richiedere l’approvazione scritta del primario che funge da responsabile legale


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Il paziente del caso clinico con dispnea ingravescente, dolore all’emitorace sinistro, presenta uno pneumotorace, responsabile dell’insufficienza respiratoria e instabilità emodinamica, che sta mettendo a rischio la sua sopravvivenza, per cui deve essere realizzato un’immediato drenaggio toracico anche senza aver raccolto il consenso informato del paziente.
In particolare, il medico è esente dal raccogliere il consenso informato del paziente riguardo ad una procedura invasiva soltanto quando:
- il mancato intervento rappresenterebbe un rischio per la salute pubblica;
- il paziente è incapace di prendere decisioni autonomamente (ed in quel caso bisognerà raccogliere il consenso dei familiari);
- è a rischio la soppravivenza del paziente ed ogni perdita di tempo potrebbe essere fatale.

22 di 25 Domande

Quale delle seguenti affermazioni NON e' corretta riguardo ai principi base della Bioetica?

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  • A) Sono le fonti fondamentali da cui giustifichiamo le linee guida per l'azione, i doveri e le regole.


  • B) La capacita' di comprensione e la mancanza di coercizione esterna sono fondamentali nell'esercizio dell'autonomia.


  • C) I principi di beneficialità e di autonomia sono collegati e talvolta possono essere in conflitto.


  • D) Il principio di giustizia si riferisce al risarcimento dovuto ai pazienti per possibili casi di malasanità.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Secondo i principi base della Bioetica non è corretto affermare che il principio di giustizia si riferisce al risarcimento dovuto ai pazienti per possibili casi di malasanità, in quanto esso rivendica invece, un trattamento uguale per tutti senza distinzione sociale, culturale, economica o ideologica garantendo un’equa allocazione delle risorse.
In particolare, la Bioetica è una disciplina che analizza razionalmente le questioni morali che emergono nell’ambito delle scienze biomediche, con il fine di definire criteri e limiti di liceità alla pratica medica e alla ricerca scientifica, per garantire che il progresso avvenga nel rispetto di ogni persona umana e della sua dignità. Al contrario, è corretto affermare che i principi base della Bioetica rappresentano la fonte da cui scaturiscono poi le linee guida per l'azione, i doveri e le regole della pratica medica e della ricerca scientifica (risposta A errata). All’opposto, la capacità di comprensione e la mancanza di coercizione esterna sono fondamentali nell'esercizio dell'autonomia che, nella pratica medica, si concretizza nel consenso informato che deve firmare il paziente per tutte quelle procedure diagnostiche e/o terapeutiche associate ad un determinato rischio (risposta B errata). Inoltre, per il principio di beneficialità il dovere della medicina è promuovere il bene del paziente ponendolo al centro di ogni servizio, accogliendolo e rispondendo olisticamente ai suoi bisogni. Vero è che i principi di beneficialità e di autonomia talvolta possono essere in conflitto, ad esempio, in un pronto soccorso ospedaliero, come ci si dovrebbe comportare di fronte ad un adepto dei “Testimoni di Geova” che necessita con urgenza di una trasfusione per un’anemia gravissima, ma la rifiuta in nome della sua fede religiosa? (risposta C errata).

23 di 25 Domande

La comunicazione nella pratica clinica ha come obiettivo principale:

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  • A) La gratificazione professionale.


  • B) Il progresso scientifico.


  • C) Servire i bisogni del paziente.


  • D) La precisione diagnostica.


  • E) Il benessere psicofisico del professionista.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La comunicazione nella pratica clinica ha come obiettivo principale servire i bisogni del paziente, in quanto non solo rappresenta un metodo fondamentale con cui raccogliere informazioni cliniche, ma possiede già in sé una funzione terapeutica. Al contrario, la gratificazione professionale, il progresso scientifico, la precisione diagnostica e il benessere psicofisico del professionista non sono obiettivi principali della comunicazione nella pratica clinica (risposte A, B, D ed E errate).

24 di 25 Domande

La massima efficacia del colloquio tra il medico e il paziente si ottiene quando il medico:

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  • A) Prende l'iniziativa per ottenere risposte concrete.


  • B) Rimane distante.


  • C) Comprende cio' che il paziente spiega.


  • D) Mostra di prendersi in carico il problema come se il paziente fosse suo fratello.


  • E) Si mostra passivo lasciando completamente spazio al paziente.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La massima efficacia del colloquio tra il medico e il paziente si ottiene quando il medico comprende ciò che il paziente spiega senza che si creino fraintendimenti che possano poi inficiare la validità della strategia terapeutica che deve essere condivisa in toto dal paziente. Al contrario, la comunicazione deve essere bidirezionale con contributo di entrambi, medico e paziente, evitando sia che il professionista prenda l'iniziativa per ottenere risposte concrete, sia che si mostri troppo passivo lasciando completamente spazio al paziente (risposte A ed E errate). Inoltre, il medico deve mostrare empatia manifestando vicinanza al paziente (risposta B errata), mantenendo però, sempre la capacità di ascolto attivo e di assertività funzionale all’esigenze del proprio ruolo (risposta D errata).

25 di 25 Domande

Un'ambulanza medicalizzata viene mobilitata per prendersi cura di un giovane politraumatizzato dopo un incidente stradale. All'esame fisico, anisocoria destra con pupilla midriatica arreativa, coma con 4 punti G.C.S. (risposta oculare 1, risposta motoria 2, risposta verbale 1), pressione sanguigna 180/100 mmHg, frequenza cardiaca 56 battiti al minuto, frequenza respiratoria 8 respiri al minuto, saturazione di ossigeno mediante pulsossimetria 90% respirando aria ambiente. Quale dovrebbe essere la prima azione dell’equipe di emergenza?

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  • A) Inserire una maschera laringea.


  • B) Posizionare un catetere venoso periferico e somministrare mannitolo per via endovenosa.


  • C) Intubazione endotracheale con controllo del rachide cervicale


  • D) Ossigenoterapia con maschera tipo ventimask e trasferimento immediato in ospedale con neurochirurgo in servizio.


  • E) Nessuna delle precedenti.


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In caso di paziente politraumatizzato con G.C.S. pari a 4, anisocoria e una sp02 che si è abbassata al 90% il primo step che l’equipe d’emergenza deve eseguire è una intubazione endotracheale per garantire supporto ventilatorio, sempre con controllo del rachide cervicale per evitare di determinare lesioni maggiori. Al contario, la maschera laringea è un dispositivo associato ad un maggiore rischio di broncoaspirazione (risposta A errata). All’opposto, il posizionamento di un catetere venoso periferico sarà successivo al ripristino della sp02 (risposta B errata). Infine, l’ossigenoterapia con maschera tipo ventimask, richiedendo il controllo delle vie aeree, non è adatta al paziente del caso clinico che ha un G.C.S. pari a 4 (risposta D errata).

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