Simulazione

Cliccando in alto a destra sul pulsante "+" e' possibile "Consegnare", "Salvare e Interrompere", "Salvare e Continuare" il compito.

1 di 25 Domande

Viene al vostro studio Nino, paziente anziano di 80 anni, lamentando cronica dispnea da anni. Purtroppo, pero' Nino soffre di severo calo cognitivo e demenza, non ricorda nulla della sua storia medica e non ricorda quali farmaci assume. Non porta con se' alcuna documentazione, se non questo ECG. Di quale patologia e' meno probabile che soffra?

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  • A) Ipertensione polmonare tipo III


  • B) Cardiopatia ischemica cronica da pregresso IMA


  • C) Displasia aritmogena del ventricolo destro


  • D) DIA OS con sovraccarico dx


  • E) Ipertensione polmonare tipo II


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, è meno probabile che presenti Displasia aritmogena del ventricolo dx.  Infatti il referto mostra: “Ritmo sinusale a Fc di 90 bpm. Normale conduzione AV. BBdx completo (QRS 140 ms). Emiblocco anteriore sinistro. Anomalie secondarie del recupero. 1 BEV”.

2 di 25 Domande

Guardando l'ECG della vostra paziente, quale riscontro giustifica l'assunzione di anticoagulante?

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  • A) Fibrillazione atriale


  • B) Ventricolo dx stimolato


  • C) Ventricolo sinistro stimolato


  • D) Atrio dx stimolato


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la A
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta Fibrillazione atriale.  Infatti il referto mostra: “Fibrillazione atriale a stimolazione elettroindotta (pacing a modalità VVI) a FC di 50 bpm. Anomalie secondarie del recupero”.

3 di 25 Domande

Qual e' la frequenza di stimolazione ventricolare in questo tracciato? ​​​​​​​

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  • A) 50 bpm


  • B) 200 bpm


  • C) 150 bpm


  • D) 130 bpm


  • E) 75 bpm


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la D
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma,  presenta una frequenza di stimolazione ventricolare di 130 bpm.  Infatti il referto mostra: “Ritmo da pacemaker (atrioguidato, in modalità VDD)a Fc media di 130 bpm. Anomalie secondarie del recupero.”.

4 di 25 Domande

Gabriele, paziente di 60 anni, si reca dal cardiologo per screening cardiologico dato che soffre da 10 anni di diabete mellito tipo 2. Porta con se' analisi che evidenziano: HbA1c 9%, glicemia 250 mg/dl, colesterolo tot. 200 mg/dl, LDL 130 mg/dl. Esegue esame ECG, dal quale si evince quale anomalia? Qual e' la frequenza di stimolazione ventricolare in questo tracciato?

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  • A) Anomalie del recupero


  • B) PR corto


  • C) segni di sovraccarico sx


  • D) NSTEMI


  • E) Nessuna


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la E
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, non presenta nessuna alterazione.  Infatti il referto mostra: “Ritmo sinusale a Fc 85 bpm. Normale conduzione AV ed IV. Nei limiti il recupero”.

5 di 25 Domande

Maria, la vostra vicina di casa, vi chiede una consulenza per suo figlio Mario, 3 anni e febbricitante, in quanto per palpitazioni ha eseguito elettrocardiogramma. Quali sono le vostre considerazioni riguardo l'esame? ​​​​​​​

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  • A) ECG fisiologico per eta' con tachicardia sinusale


  • B) Pattern Brugada tipo 1


  • C) Pattern Brugada tipo 2


  • D) Blocco di branca destra con segni di sovraccarico associati


  • E) Ipertensione polmonare


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la A
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta ECG fisiologico per età con tachicardia sinusale.  Infatti il referto mostra: “Ritmo sinusale a Fc 110 bpm. Normale conduzione AV. Lieve ritardo dx. T negative in V1-3 come da pattern giovanile”.

6 di 25 Domande

ECG eseguito per visita medico-sportiva da un ragazzo di 28 anni. Assenza di sintomi. Qual e' il riscontro principale?

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  • A) PR corto ed onde delta


  • B) Possibile WPW


  • C) Ritmo Sinusale


  • D) Anomalie del recupero, come da ischemia


  • E) Preeccitazione


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta Ritmo sinusale.  Infatti il referto mostra “Ritmo sinusale a Fc 85 bpm. Normale conduzione AV (PR ai limiti bassi-120 ms)ed IV. Anomalie aspecifiche del recupero”.

7 di 25 Domande

Paziente impiantato di defibrillatore automatico endocavitario. Qual e' la patologia sottostante che si evindenzia al tracciato? ​​​​​​​

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  • A) Blocco di branca dx


  • B) Fibrillazione atriale


  • C) Flutter atriale


  • D) Blocco di branca sx


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Il paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta Flutter atriale.  Infatti il referto mostra “Flutter atriale a stimolazione elettroindotta (pacing in VVI) a Fc media di 70 bpm. Anomalie secondarie del recupero”.

8 di 25 Domande

Quale tipo di flutter atriale e' presente in questa immagine? ​​​​​​​

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  • A) Flutter atipico


  • B) Flutter tipico comune


  • C) Flutter tipico non comune


  • D) Fibrillazione atriale


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta Flutter atriale tipico comune, perché le onde a sega tipiche sono positive in derivazioni inferiori.  Infatti il referto mostra “Flutter atriale, a conduzione 3:1, a Fc 70 bpm. Emiblocco anteriore sinistro. Deviazione assiale sx. Anomalie aspecifiche del recupero”.

9 di 25 Domande

Paziente di 69 anni, iperteso e diabetico da anni. Il suo tracciato mostra le seguenti anomalie. Quali tra queste non e' presente? ​​​​​​​

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  • A) Segni di ipertrofia ventricolare sx


  • B) Emiblocco anteriore sx


  • C) Blocco di branca sx


  • D) Anomalie del recupero


  • E) FC 60 bpm


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, non  presenta Emiblocco anteriore sx.  Infatti il referto mostra: “Ritmo sinusale a Fc 60 bom. Normale conduzione AV. BBsx completo (QRS 120 ms). Scarsa progressione della R. QS in sede anteriore (da V1-V3). Anomalie secondarie del recupero”.

10 di 25 Domande

Quali tra le seguenti patologie puo' essere esclusa in base al seguente ECG?

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  • A) Cuore polmonare cronico


  • B) Recente IMA


  • C) Dilatazione ventricolare sx


  • D) Cardiopatia ischemica cronica


  • E) Pregressa pericardite


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, non può presentare recente IMA.  Infatti il referto mostra: “Ritmo sinusale a Fc 80 bpm. Normale conduzione AV. Scarsa progressione della R in precordiali. Emiblocco anteriore sinistro. Anomalie aspecifiche del recupero”.

11 di 25 Domande

Luigi, 20 anni, soffre di Tetralogia di Fallot, operata da neonato con intervento di Rastelli. Quali segni indicano il forte sovraccarico delle sezioni dx? ​​​​​​​

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  • A) Aspetto rSR1 nelle precordiali dx


  • B) Emiblocco anteriore sx


  • C) Blocco di branca dx completo con T negative e profonde e parziale sottoslivellamento del tratto ST


  • D) Onda P bifida


  • E) Ipertrofia ventricolare


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta come segno di forte sovraccarico dx: BBdx completo con T negative e profonde, e parziale sottoslivellamento del tratto ST associato.  Infatti il referto mostra:Ritmo sinusale a FC 65 bpm. Anomalie dell'atriogramma. Normale conduzione AV. BBdx completo (QRS 160 ms). Emiblocco anteriore sx. Segni di possibile ipertrofia biventricolare. Anomalie aspecifiche del recupero (T profonde negative in precordiali dx e bifide nelle restanti, T negativa in AVL). QTc 417 ms

Paziente di 19 anni, Fallot s/p intervento di Rastelli

12 di 25 Domande

In questo ECG, quali sono i riscontri che ci possono far sospettare un quadro ischemico? ​​​​​​​

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  • A) Aspetto rSR1 nelle precordiali dx


  • B) Onde T alte e simmetriche in infero-laterali


  • C) Complessi QRS ad alto voltaggio


  • D) Sottoslivellamento del tratto ST


  • E) Sopraslivellamento del tratto ST


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta come segno di ischemia Onde T alte e simmetriche in infero-laterali.  Infatti il referto mostra: “Ritmo sinusale a Fc 70 bpm. Normale conduzione AV. Lieve ritardo dx. Onde T alte e appuntite in infero-settali".

13 di 25 Domande

Paziente di 4 anni viene accompagnata al PS con cardiopalmo ed esegue elettrocardiogramma. In base al riscontro del tracciato qual e' il passo immediato successivo?

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  • A) Tentativo di massaggio del seno carotideo


  • B) Somministrazione di adenosina


  • C) Studio elettrofisiologico urgente


  • D) Cardioversione elettrica


  • E) Semplice wait and see


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la A
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, necessita di tentativo di massaggio del seno carotideo.  Infatti il referto mostra: “Tachicardia nodale di tipo slow-fast a Fc di 200 bpm. Lieve ritardo dx”

14 di 25 Domande

Qual e' il riscontro principale del seguente tracciato?

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  • A) Fibrillazione atriale


  • B) Flutter atriale


  • C) Tachicardia atriale multifocale


  • D) Extrasistoli sopraventricolari frequenti


  • E) Pause significative


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la A
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta Fibrillazione atriale.  Infatti il referto mostra:Aritmia totale da FA a FC media di 105 bpm. Anomalie aspecifiche del recupero”.

15 di 25 Domande

Giulio, 67 anni, soffre nelle ultime settimane di episodia di perdita di sensi inspiegata. Alla visita cardiologica toni ritmici e regolari, oltre che soffio sistolico I/VI puntale. Al tracciato il seguente riscontro: ​​​​​​​

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  • A) Flutter atriale


  • B) Bradicardia sinusale


  • C) Ritmo di scappamento giunzionale


  • D) Ritmo di scappamento ventricolare


  • E) BAV I grado


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
l paziente, in base ai reperti clinico anamnestici e all’elettrocardiogramma, presenta BAV I grado.  Infatti il referto mostra “Ritmo sinusale con verosimile blocco AV completo e ritmo di scappamento giunzionale a Fc di 52 bpm. Anomalie aspecifiche del recupero in sede laterale. Visibile onda U. QTc 330 ms in II”.

16 di 25 Domande

Un uomo di 36 anni e' sotto osservazione in Chirurgia dopo un drenaggio urgente di un ascesso perianale di due mesi prima, con persistente suppurazione. Il paziente era stato messo precedentemente sotto sorveglianza per un quadro digestivo con diarrea, dolore addominale e perdita di peso. Colonscopia: retto di aspetto normale; a livello del colon discendente e sigma si alternano aree dall'aspetto "ad acciottolato", con ulcere lineari e profonde, ad aree dall'aspetto normale. L'eco endoanale e la risonanza magnetica evidenziano una fistola transfinterica alta. Attualmente non è sotto terapia. Quale sarebbe il trattamento iniziale piu' appropriato per la fistola?

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  • A) Fistulotomia.


  • B) Posizionamento della seta chirurgica non tagliente nel tragitto della fistola associato al trattamento con metronidazolo, infliximab e immunosoppressori.


  • C) Effettuare drenaggi ripetuti ogni volta che è presente un ascesso, associando il trattamento con infliximab e immunosoppressori.


  • D) Sfinterotomia laterale interna.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
Il trattamento iniziale più appropriato per la fistola transfinterica alta del paziente del caso clinico affetto da morbo di Crohn prevede il posizionamento della seta chirurgica non tagliente nel tragitto della fistola insieme al trattamento con metronidazolo, infliximab e immunosoppressori. In particolare, in un primo tempo la seta ci permette di mantenere pervio il lume della fistola impedendone l’ostruzione che è alla base del processo flogistico che circonda la fistola. Successivamente trattamenti come “anal plug” (tampone di fibrina) e “lembo di avanzamento rettale” (abbassamento di un cilindro di mucosa) vanno ad obliterare il tramite fistoloso e a coprire la sua breccia permettendone la corretta cicatrizzazione. Al contrario, la semplice fistulotomia è da riservarsi ai casi di fistole intersfinterica e transfinteriche basse, mentre nelle alte è necessario salvaguardare le fibre dello sfintere per preservarne la sua funzionalità e quindi la continenza anale (risposta A errata).
Invece, la sfinterotomia laterale interna è l’intervento indicato in caso di ragadi anali dopo fallimento della terapia medica (risposta D errata).

17 di 25 Domande

Una paziente di 36 anni chiede un consulto medico per un dolore toracico costante e costrittivo che si irradia ad entrambe le braccia e si intensifica in posizione decubito dorsale. All'esame medico dichiara che questo dolore è alleviato quando si siede con il corpo in avanti. Dopo aver condotto uno studio esaustivo del paziente, viene diagnosticata una pericardite idiopatica acuta. Indicare la risposta FALSA:

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  • A) Non esiste un test specifico per la diagnosi di pericardite acuta idiopatica, quindi la diagnosi è di esclusione.


  • B) Gli anticoagulanti devono essere evitati perché il loro uso può causare emorragia nella cavità pericardica.


  • C) Non esiste un trattamento specifico, ma possono essere indicati il riposo a letto e l'acido acetilsalicilico.


  • D) Si dovra' informare il paziente che la pericardite recidiva in piu' del 75% dei pazienti.


  • E) Tossire, respirare profondamente, mangiare o sdraiarsi sono atti che aumentano il dolore toracico.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la D
La pericardite acuta idiopatica non recidiva in più del 75% dei pazienti ma solo in un paziente su tre. Al contrario, è vero che tossire, respirare profondamente, mangiare o sdraiarsi sono atti che aumentano il dolore toracico (risposta E errata). All’opposto, non esiste un test specifico per la diagnosi di pericardite acuta idiopatica, quindi la diagnosi è di esclusione (risposta A errata). Inoltre, non esiste un trattamento specifico, ma possono essere indicati il riposo a letto e l'acido acetilsalicilico (risposta C errata). Infine, gli anticoagulanti devono essere evitati perché il loro uso può causare emorragia nella cavità pericardica (risposta B errata)

18 di 25 Domande

Viene visitata una paziente con dolore pelvico in cui l’Rx semplice mostra lesioni osteolitiche e osteosclerotiche nelle ossa iliache e femorali. Indica l’azione NON CORRETTA.

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  • A) Richiedere una radiografia del cranio e della gabbia toracica.


  • B) Richiedere una determinazione della fosfatasi alcalina ossea.


  • C) Iniziare la terapia ormonale con estrogeni.


  • D) I bisfosfonati endovenosi come il pamidronato e lo zoledronato sono un'opzione efficace per questo problema.


  • E) La scintigrafia ossea con radionuclidi, deve essere eseguita all'inizio dell'iter diagnostico per determinare l'entità del coinvolgimento osseo.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Una paziente con dolore pelvico in cui l’esame radiografico mostra lesioni osteolitiche e osteosclerotiche nelle ossa iliache e femorali pone il sospetto diagnostico di malattia di Paget, con alterazione del metabolismo e del rimodellamento osseo, malformazioni e predisposizione alle fratture; la terapia ormonale con estrogeni non è indicata per questa patologia. Al contrario, per l’indagine diagnostica è fondamentale richiedere una radiografia del cranio e della gabbia toracica, sedi tipicamente coinvolte dove è possibile apprezzare l’aspetto a mosaico di aree ipersclerotiche e iperlucide con ispessimento della volta cranica (risposta A errata). All’opposto, la scintigrafia ossea con radionuclidi, deve essere eseguita all'inizio dell'iter diagnostico per determinare l'entità del coinvolgimento osseo (risposta E errata). Inoltre, tra i test di laboratorio specifici troviamo la fosfatasi alcalina sierica che è aumentata data l’accresciuta attività anabolica dell'osso (risposta B errata). Infine, gli amino-bifosfonati come il pamidronato e lo zoledronato sono i più efficaci nel ridurre i marker di attività della patologia e garantiscono una risposta più prolungata (risposta D errata).

19 di 25 Domande

Indicare quale dei seguenti anticorpi monoclonali ha dimostrato la sua efficacia nel trattamento dell'emoglobinuria parossistica notturna:

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  • A) Rituximab


  • B) Alemtuzumab.


  • C) Eculizumab.


  • D) Ocrelizumab.


  • E) Natalizumab.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Per l’emoglobinuria parossistica notturna, dovuta alla mutazione del gene PIGA, con alterazione dei meccanismi di attivazione del complemento ed emolisi intravascolare, l’unico farmaco efficace è l’eculizumab. In particolare, è un anticorpo monoclonale che si lega a C5 e funge da inibitore del complemento terminale. L'eculizumab diminuisce la richiesta di trasfusione, il rischio di tromboembolia, migliora la sintomatologia e la qualità della vita. Al contrario, il rituximab è un anticorpo monoclonale anti CD-20 indicato come terapia per i linfomi non Hodgkin delle cellule B, nelle leucemie delle cellule B e in alcune malattie autoimmuni (risposta A errata). All’oppposto, l’alemtuzumab è un anticorpo monoclonale anti CD-52 efficace nella leucemia linfatica cronica e nella sclerosi multipla (risposta B errata). Invece, l’ocrelizumab è un anticorpo monoclonale ricombinante umanizzato anti-CD20 utilizzato nella sclerosi multipla (risposta D errata). Infine, il natalizumab è un anticorpo monoclonale diretto contro l'integrina α4β1 o VLA-4 indicato nel morbo di Crohn e nella sclerosi multipla (risposta E errata).

20 di 25 Domande

Un uomo di 46 anni si presenta al pronto soccorso per un dolore colico, situato nella fossa iliaca sinistra, con irradiazione verso lo scroto. Non ha mai avuto episodi simili. Ai test di laboratorio, la creatinina sierica è 0,9 mg/dL, i leucociti 6.700/mm3 e la formula leucocitaria è normale. Nel sedimento urinario ci sono 12-15 globuli rossi/campo e il pH dell'urina è 6. Non ha febbre e il suo indice di massa corporea (BMI) è 25,5 kg/m2. Quale test di imaging è il più sensibile per fare diagnosi?

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  • A) Radiografia diretta dell’addome.


  • B) Ecografia addominale.


  • C) TC senza contrasto.


  • D) Urografia endovenosa.


  • E) Uro-RMN.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Il quadro del paziente del caso clinico è suggestivo di colica renale, per la quale lo studio con TC diretta rappresenta il metodo d’indagine gold standard per la sua sensibilità e specificità nonchè per l’ausilio nella diagnostica differenziale con altre patologie urinarie ed extraurinarie. In particolare, la TC è capace di rilevare ogni tipo di calcolo indipendentemente dalla sua composizione che possiamo anche ipotizzare in base alla densità in unità Hounsfield.  Al contrario, l’ecografia bedside costituisce un’alternativa rapida, economica e senza effetti collaterali, utile nell’emergenze, ma la sua sensibilità è inferiore a quella della TC, in particolare per i calcoli al tratto medio dell’uretere (risposta B errata). All’opposto, l’esito della radiografia diretta dell’addome è fortemente condizionato dalla presenza di gas intestinale, di calcificazioni extrarenali che possono essere scambiate per calcoli, dalla possibilità di trovarsi di fronte a calcoli radiotrasparenti (a. urico e/o cistina) che non vengono rilevati (risposta A errata). Inoltre, l’urografia endovenosa che misconosce la litiasi nel 31%–48% dei casi, non dà info sugli organi adiacenti e possiede una certa dose radiogena (risposta D errata). Infine, l’uro-RMN ha un ruolo assai limitato nella diagnosi di litiasi renale perché le lesioni <4 mm sono poco visualizzabili e perché risulta complicato fare diagnosi differenziale tra calcolo, tumore e coagulo (risposta E errata).

21 di 25 Domande

Paziente di 51 anni, senza antecedenti di rilievo. Richiede un consulto per febbre, malessere generale e dolore pleuritico da una settimana che non si è placato nonostante il trattamento antibiotico prescritto. Il paziente è cosciente, orientato e con una febbre di 38,7ºC. All'esame obiettivo si rileva l'abolizione del murmure vescicolare nella metà basale posteriore dell'emitorace destro. Dalle analisi, leucociti 19.000/mm3 (80% neutrofili). La radiografia mostra un versamento pleurico che occupa metà dell'emitorace destro. Quale dovrebbe essere il comportamento da seguire?

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  • A) Eseguire una video-toracoscopia diagnostica e terapeutica


  • B) Eseguire una toracentesi diagnostica.


  • C) Cambiare l'antibiotico usato finora.


  • D) Collocare urgentemente un drenaggio pleurico.


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La persistenza del quadro infettivo dopo antibioticoterapia con presenza di versamento pleurico pone il sospetto diagnostico di empiema che deve essere confermato dalla toracentesi e richiede il posizionamento di un tubo per il drenaggio associato a terapia antibiotica.
Al contrario, il drenaggio deve essere iniziato solo una volta confermata la diagnosi con la toracentresi e non prima (risposta D errata). All’opposto, non è necessario cambiare l’antibiotico se il batterio responsabile risulta sensibile, bensì associarlo al drenaggio (risposta C errata). Infine, la video-toracoscopia diagnostica e terapeutica è da riservarsi a quelle situazioni in cui ci sia il sospetto che alla base del versamento pleurico ci sia una neoplasia (risposta A errata).

22 di 25 Domande

Una bambina di 10 anni che presenta astenia, dolore addominale ed ematuria macroscopica, con urina scura senza disturbi alla minzione, da 3 giorni sta ricevendo un trattamento con amoxicillina per una faringotonsillite acuta. La famiglia riporta due episodi precedenti simili autolimitantesi accaduti in occasione di una gastroenterite e di un’otite media. Qual è la sua probabile diagnosi?

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  • A) Glomerulonefrite membranoproliferativa.


  • B) Nefropatia da IgA.


  • C) Sindrome di Alport legata al cromosoma X


  • D) Glomerulonefrite post infettiva acuta.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Il quadro clinico della bambina del caso clinico è quello di una nefropatia da IgA che ricorre dopo patologie infettive virali come faringotonsillite, gastroenterite e otite media, manifestandosi con ematuria macroscopica che compare 1-2 giorni dopo l’inizio del processo infettivo. Al contrario, la glomerulonefrite postinfettiva acuta è da escludere in quanto solitamente l’ematuria compare 1-3 settimane dopo la faringotonsillite streptococcica, oltre a dare più facilmente ipertensione per insufficienza renale e ad essere associata a bassi livelli di C3 ematico (risposta D errata). All’opposto, nella sindrome di Alport può comparire anche dopo processi infettivi un quadro di ematuria che però è microscopica, portando molto spesso ad insufficienza renale terminale entro i ventanni insieme ad una sordità neurosensoriale progressiva ed alterazioni oculari (risposta C errata). Infine, il quadro che caratterizza la glomerulonefrite membranoproliferativa ha elementi sia della sindrome nefritica che di quella nefrotica e solitamente compare in associazione a patologie infettive come endocarditi batteriche subacute, sifilide, epatiti C e B, HIV, malaria oppure in correlazione a carcinomi, farmaci o malattie autoimmuni come il LES (risposta A errata).

23 di 25 Domande

Donna di 32 anni con un test di gravidanza positivo e un'amenorrea di 9 settimane. Chiede un consulto per iperemesi gravidica da 6 giorni e metrorragia di scarsa entità da 3 ore. All'esame obiettivo, si osserva scarso sanguinamento uterino e utero ingrandito come alla 14° settimana di gestazione. All’esame ecografico si osserva un utero a "fiocchi di neve" con assenza del sacco gestazionale intrauterino. Il livello di ß-HCG è pari a 110.000 mUI/mL. Dopo l’asportazione mediante aspirazione e raschiamento, viene diagnosticata una mola idatiforme completa. Il prossimo step da seguire è:

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  • A) Trattamento con metotrexato e acido folico settimanale fino a valori di ß-HCG normalizzati


  • B) Determinazione settimanale di ß-HCG fino a tre risultati consecutivi negativi, dopodichè valutazione mensile fino alla fine dell'anno.


  • C) TC cerebrale e toracica ogni 3 mesi per 1 anno.


  • D) Effettuare una radiografia semplice del torace ogni 3 mesi per 1 anno.


  • E) Visita ginecologica a sei mesi.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Dopo l’asportazione mediante aspirazione e raschiamento di una mola idatiforme completa è indicato il monitoraggio settimanale di ß-HCG fino a che per tre volte consecutive non sia rilevabile, dopodichè valutazione mensile fino ad un anno dalla data dell’intervento. Se si fosse trattato di una mola idatiforme parziale il follow-up indicato sarebbe stato di 3-6 mesi

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La medicina basata sull'evidenza propone di integrare le migliori evidenze con l'esperienza clinica e le circostanze dei pazienti nella presa delle decisioni cliniche. In relazione alla qualità delle evidenze, quale tipo di studio ci fornisce evidenze di qualità migliore:

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  • A) Revisioni sistematiche.


  • B) Studio di coorte.


  • C) Prove cliniche randomizzate.


  • D) Serie di casi.


  • E) Studio caso-controllo.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
In relazione alla qualità delle evidenze scientifiche il tipo di studio che ci fornisce evidenze di qualità migliore sono le revisioni sistematiche, progetti di ricerca che sintetizzano e valutano criticamente in un unico documento gli esiti di tutti gli studi sperimentali condotti riguardo ad un determinato e ben definito quesito clinico o intervento sanitario. Per ridurre al minimo i rischi di distorsione i revisori si avvalgono, in ogni fase del processo di elaborazione, di una metodologia scientifica standardizzata.

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La concentrazione plasmatica di un farmaco allo stadio stazionario e':

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  • A) Il range di concentrazione plasmatica che si raggiunge dopo 5 somministrazioni del farmaco fatte ad una distanza di tempo l'una dall'altra pari all'emivita del farmaco stesso.


  • B) Il massimo livello plasmatico atteso con un farmaco in trattamento cronico.


  • C) L'area sotto la curva prodotta da qualsiasi dose nel corso di un trattamento cronico.


  • D) L’equivalente molare all'emivita di eliminazione.


  • E) La concentrazione raggiunta dal farmaco a somministrazione costante.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
La concentrazione plasmatica di un farmaco allo stadio stazionario è il range di concentrazione plasmatica che si raggiunge dopo 5 somministrazioni del farmaco fatte ad una distanza di tempo l'una dall'altra pari all'emivita del farmaco stesso. Esso corrisponde alla condizione in cui la quantità di farmaco eliminata è equivalente a quella somministrata. La velocità con cui tale stato viene raggiunto dipende dalla costante di eliminazione del farmaco che è inversamente proporzionale all’emivita plasmatica del farmaco (t½ = 0,693/ ke) ed è indipendente dalla dose somministrata e dall’intervallo tra le somministrazioni

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