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1 di 25 Domande

Quale delle seguenti NON è una caratteristica del ritardo costituzionale dell’accrescimento e della pubertà?

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  • A) Bassa statura durante l'infanzia, inadeguata per il contesto familiare.


  • B) Lunghezza ridotta alla nascita per l’età gestazionale.


  • C) Storia familiare di maturazione tardiva.


  • D) Statura finale corrispondente alla statura genetica.


  • E) Rappresenta l’80% dei casi di ritardo puberale.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
Non è una caratteristica del ritardo costituzionale dell’accrescimento e della pubertà una lunghezza ridotta alla nascita per l’età gestazionale che insieme al peso sono normali nei neonati che svilupperanno questo disturbo. Al contrario, la statura sarà più bassa rispetto al contesto familiare durante l’infanzia (risposta A errata). All’opposto, è comune rilevare nella storia familiare dei pazienti altri membri che abbiano sofferto di un ritardo dell’accrescimento durante l’infanzia e pubertà ritardata con statura finale normale (risposta C errata). Infine, rappresenta l’80% dei casi di ritardo puberale ma nella maggior parte dei casi questi pazienti raggiungeranno una statura normale che corrisponderà a quella genetica (risposta D ed E errata).

2 di 25 Domande

Un bambino di 18 mesi viene trattato nel pronto soccorso per un’abbondante emorragia rettale di sangue scuro. All'esame fisico, il paziente presenta pallore, tachicardia e palpazione addominale normale. All’emocromo, l’emoglobina è 7 g/dL. Che test diagnostico bisogna richiedere?

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  • A) Endoscopia digestiva.


  • B) Transito gastrointestinale.


  • C) Scintigrafia intestinale con pertecnectato Tc99m.


  • D) Clisma opaco.


  • E) Rx diretto addome.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Nel caso di un bambino che abbia meno di 4 anni e che presenti un’emorragia rettale abbondante nel 50% dei casi la causa è la presenza di diverticolo di Meckel, che si localizza nell’ileo distale, solitamente a 60 cm dalla valvola ileocecale, e il test più utile per visualizzarlo è la scintigrafia intestinale con pertecnectato Tc99m, che viene captato dalle cellule della mucosa ectopica del diverticolo. Al contrario, a quel livello non è fattibile servirsi dell’esame endoscopico (risposta A errata). All’opposto, sia la radiografia addominale semplice che altre indagini radiografiche che adoperano il bario, come transito intestinale o clisma opaco hanno bassissima capacità di rilevare la presenza del diverticolo di Meckel (risposte B, D ed E errate).

3 di 25 Domande

In relazione all'ipotiroidismo congenito, indicare la dichiarazione FALSA:

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  • A) I programmi di screening neonatale individuano la maggior parte dei casi.


  • B) Una percentuale non prevalente di casi (circa il 10%) è transitoria.


  • C) La disormonogenesi della tiroide è tra le cause più frequenti.


  • D) La disgenesia tiroidea è un'alterazione dello sviluppo embrionale della tiroide.


  • E) Nella maggior parte dei casi è necessaria una terapia con levotiroxina a vita.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
In relazione all’ipotiroidismo congenito non è vero che la disormonogenesi della tiroide è tra le cause più frequenti, in quanto è la responsabile solo del 15% dei casi. Al contrario, questa condizione si deve nella maggior parte dei casi ad una disgenesia della tiroide, alterazione dello sviluppo embrionale della ghiandola stessa che può manifestarsi, in ordine di frequenza, come ectopia, ipoplasia, o aplasia (risposta D errata). All’opposto, è vero che gli odierni programmi di screening neonatale individuano la maggior parte dei casi di ipotiroidismo congenito prima ancora che si manifesti alcun elemento clinico (risposta A errata). Infine, è vero che nel 10% dei casi è una condizione transitoria, mentre nei restanti cronicizza con necessità di impostare una terapia a vita con levotiroxina e un monitoraggio periodico dei livelli ematici degli ormoni tioridei e del TSH (risposta B ed E errata).

4 di 25 Domande

Indicare in quale delle seguenti malattie NON sia presente alta statura:

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  • A) Sindrome di Turner.


  • B) Sindrome di Klinefelter.


  • C) Sindrome di Marfan.


  • D) Omocistinuria.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
L’alta statura non è una caratteristica clinica compresa nella sindrome di Turner, malattia cromosomica associata alla delezione parziale o alla monosomia del cromosoma X, caratterizzata da:
- bassa statura;
- disgenesia gonadica (streak gonads), amenorrea primaria
- alterazioni fenotipiche (alterazioni oculari, uditive, linfedema, pterigium colli, osteoporosi, segno di Madelung e di Archibald, cubito valgo, stenosi dell’arco aortico, rene a ferro di cavallo).
Al contrario, la sindrome di Klinefelter (47 XXY) si manifesta con alta statura, atrofia testicolare, ginecomastia, insufficiente virilizzazione, adiposità ginoide, habitus eunucoide, cioè alto rapporto arti/tronco (risposta B errata). All’opposto, la sindrome di Marfan è una connettivopatia caratterizzata da alta statura e dall'associazione variabile di sintomi cardiovascolari, muscolo-scheletrici, oculari e polmonari (risposta C errata). Infine, nell’omocistinuria troviamo un deficit della cistationina beta-sintetasi che altera il metabolismo della metionina e determina un quadro che comprende fenotipo marfanoide, ectopia del cristallino, alterazioni psichiatriche, epatiche, della cute e dei capelli con complicanze tromboemboliche (risposta D errata).

5 di 25 Domande

Indica la risposta corretta in merito alla pertosse:

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  • A) Non e' molto contagiosa, con percentuali di incidenza inferiori al 20% nella popolazione suscettibile.


  • B) E' una causa frequente di tosse prolungata negli adolescenti e negli adulti.


  • C) Gli individui vaccinati e quelli che hanno superato la malattia acquisiscono l'immunita' permanente.


  • D) I bambini di eta' inferiore ai due anni con sospetta pertosse richiedono il ricovero in ospedale a causa del rischio di complicanze.


  • E) La terapia antibiotica di scelta e' costituita da penicillina G.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
In merito alla pertosse, patologia causata dalla Bordetella pertussis è corretto affermare che rappresenta una causa frequente di tosse prolungata negli adolescenti e negli adulti. Al contrario, è una malattia infettiva molto contagiosa che si sviluppa in ≥ 80% dei contatti stretti e viene trasmessa per via aerea da qualche giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 14 giorni dopo (risposta A errata). All’opposto, gli individui vaccinati e quelli che hanno superato la malattia acquisiscono un’immunità che diminuisce col tempo, infatti si rilevano nuovi casi in adolescenti ed adulti anche laddove c’è una buona copertura vaccinale (risposta C errata). Inoltre, l’ospedalizzazione è indicata nei neonati (età inferiore ad un anno) o nei bambini che sviluppino disturbi respiratori, polmonite, cianosi, impossibilità ad alimentarsi e convulsioni (risposta D errata). Infine, la terapia antibiotica d’elezione è costituita da macrolidi, da somministrare fin dalle prime fasi, che possono essere rimpiazzati, in caso d’intolleranza nei neonati con più di 2 mesi, da trimetoprim/sulfametossazolo (risposta E errata).

6 di 25 Domande

Una bambina di 2 mesi viene indirizzata alla clinica urologica pediatrica a causa di un reflusso vescico-ureterale bilaterale di III grado. Precedenti: diagnosi prenatale di ectasia pielica bilaterale. Pielonefrite acuta, a un mese dalla nascita, dopo l’esecuzione di una cistouretrografia diagnostica. Tra le seguenti opzioni, quale sarebbe l'indicazione più raccomandabile?

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  • A) Non fare nulla; poiché il reflusso può scomparire spontaneamente.


  • B) Trattamento endoscopico del reflusso.


  • C) Richiedere la scintigrafia renale (DMSA) ed eseguire urinocolture mensili.


  • D) Profilassi antibiotica con amoxicillina e richiedere scintigrafia renale (DMSA).


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
In un bambino che presenta reflusso vescico-ureterale di III grado con precedenti di ectasia pielica bilaterale e pielonefrite acuta è necessario intraprenedere una terapia antibiotica profilattica con amoxicillina e richiedere scintigrafia renale (DMSA) al fine di scongiurare la formazione di cicatrici renali con alterazione permanente della funzione renale.
Al contrario, mentre il reflusso vescico-ureterale di grado I e II si risolvono spontaneamente nella maggior parte dei casi, solo in un caso su due ciò accade in un reflusso vescico ureterale di III grado monolaterale. Nel bambino del caso clinico è presente un reflusso vescico ureterale di III grado bilaterale che, come nel caso del IV e V grado, raramente regrediscono spontaneamente (risposta A errata). All’opposto, il trattamento chirurgico è indicato solo, nei bambini di età maggiore di un anno, se:
- risulta inefficace la terapia medica;
- compaiono IVU ricorrenti;
- è presente un reflusso vescico-ureterale di IV e V grado fin dalla nascita (risposta B errato).
Infine, non è sufficiente richiedere una scintigrafia renale (DMSA) ed eseguire urinocolture mensili pur essendo utile servirsi di un esame scintigrafico o ecografico per valutare la presenza di anomalie anatomiche congenite e cicatrici renali (risposta C errata).

7 di 25 Domande

Un lattante di 5 mesi viene portato al pronto soccorso perché da due giorni presenta rinorrea, con conseguente comparsa di tosse secca, affaticamento, sibili respiratori con rifiuto del seno. All'esame fisico si rileva una temperatura corporea di 38,2ºC, SpO2 96%, frequenza respiratoria 50 atti/min con retrazioni sottocostali e sibili bilaterali; resto normale. Parto a termine, senza antecedenti di interesse, con un calendario vaccinale corretto per la sua età; i genitori sono fumatori e lui frequenta l'asilo dal quarto mese di vita. Quale di queste misure pensi NON sia indicata?

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  • A) Collocare un cuscino anti-reflusso nella culla.


  • B) Lavaggi nasali con soluzione fisiologica con aspirazione delle secrezioni.


  • C) Idratazione adeguata con poppate più piccole e frequenti.


  • D) Amoxicillina orale, 50 mg/kg/giorno ogni 8 ore per 5 giorni.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D.
In un nenonato di 5 mesi con rinorrea, febbre, tachipnea, tosse secca e sibili respiratori il primo sospetto deve essere quello di una bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (VRS), contro il quale non è indicata una terapia antibiotica.
Il trattamento è basato su terapia sintomatica e di supporto:
- ossigenoterapia nei casi di neonati con SpO2 insufficiente;
- non somministrare sedativi della tosse;
- utilizzare un cuscino anti-reflusso per permetter al bambino di giacere con un angolo di 30° (risposta A errata);
- contrastare la dispnea, e quindi anche l’ipossiemia e la cianosi, aspirando le secrezioni presenti nel naso e nella cavità orale (risposta B errata);
- idratazione adeguata con poppate più piccole e frequenti, per non affaticare troppo il neonato e peggiorare la dispnea (risposta C errata);
- somministrazione di ribavirina solo se sono presenti cardiopatie e malattie neurologiche croniche.

8 di 25 Domande

Una delle seguenti affermazioni sul trattamento dei disturbi alimentari è FALSA. Indicala

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  • A) Nell'ospedalizzazione di un paziente con anoressia nervosa con un BMI (indice di massa corporea) di 12, l'obiettivo principale è ripristinare l'equilibrio nutrizionale al più presto possibile mediante l'aumento di peso.


  • B) E' estremamente difficile ottenere cambiamenti comportamentali attraverso la psicoterapia in un paziente che soffre degli effetti psicologici dell'estrema magrezza.


  • C) La terapia cognitivo-comportamentale è spesso il trattamento indicato nei pazienti ospedalizzati affetti da bulimia nervosa


  • D) L'ospedalizzazione è di solito più richiesta nella bulimia nervosa che nell'anoressia, a causa generalmente delle frequenti complicazioni derivanti da comportamenti purgativi come vomito autoindotto o abuso di lassativi.


  • E) La terapia medica si serve di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Riguardo al trattamento dei disturbi alimentari è falso affermare che l'ospedalizzazione è di solito più richiesta nella bulimia nervosa che nell'anoressia, in quanto è l’anoressia che a causa delle sue frequenti complicazioni più spesso porterà alla necessità del ricovero. Al contrario, è vero che la terapia cognitivo-comportamentale è spesso il trattamento indicato nei pazienti ospedalizzati affetti da bulimia nervosa ma per questi disturbi alimentari è estremamente difficile ottenere cambiamenti comportamentali attraverso la sola psicoterapia senza che si associ anche un’adeguata terapia farmacologica con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (risposte B, C ed E errate). Infine, l'obiettivo immediato, nell'ospedalizzazione di un paziente con anoressia nervosa con BMI<17, è ripristinare l'equilibrio nutrizionale al più presto possibile mediante l'aumento di peso per poi, come anche nella bulimia, tentare di risolvere il disturbo psicologico per non incorrere in più gravi complicazioni (risposta A errata).

9 di 25 Domande

Indicare quale tipo di disturbo si adatta meglio alla seguente descrizione clinica: sviluppo insidioso ma progressivo di comportamenti stravaganti, con incapacità di soddisfare le esigenze della vita sociale e una diminuzione delle prestazioni in generale. Non ci sono prove di allucinazioni o idee deliranti. I tratti "negativi" compaiono senza essere stati preceduti da sintomi psicotici palesemente manifesti.

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  • A) Schizofrenia residuale.


  • B) Schizofrenia paranoide.


  • C) Schizofrenia semplice.


  • D) Schizofrenia ebefrenica.


  • E) Schizofrenia catatonica.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La comparsa insidiosa ma progressiva di comportamenti stravaganti, con incapacità di soddisfare le esigenze della vita sociale, diminuzione delle prestazioni e presenza di tratti “negativi” non preceduti da sintomi psicotici manifesti delineano un quadro di schizofrenia semplice, con affievolimento delle attività affettive. Al contrario, la schizofrenia residuale ha un decorso cronico dominato da sintomi negativi con riacutizzazioni di scompenso acuto in cui compaiono sintomi positivi che man mano si fanno sempre più rare fino a che residuano (da qui il nome) soltanto sintomi negativi con un impoverimento affettivo ed intellettivo (risposta A errata). All’opposto, nella schizofrenia paranoide prevalgono sintomi positivi come idee deliranti di persecuzione o di onnipotenza, allucinazioni, con un andamento cronico e poussè, in cui i sintomi positivi s’intensificano, subito dopo le quali aumenta il rischio suicidario (risposta B errata). Invece, la schizofrenia ebefrenica inizia in maniera subdola in età giovanile con prevalenza della dimensione sintomatologica disorganizzata e decorre in maniera cronica con poussè che lasciano sequele che peggiorano il quadro clinico di base (risposta D errata). Infine, la schizofrenia catatonica è caratterizzata da catalessia o stupor, eccessiva attività motoria, estremo negativismo, mutacismo, ecolalia o ecoprassia (risposta E errata)

10 di 25 Domande

Un uomo di 41 anni, con disturbo bipolare, giunge al pronto soccorso per un’overdose di carbonato di litio. L’esame obiettivo evidenzia tremore intenso, atassia, disartria e un nistagmo verticale. La litiemia e' 4,1 mEq/L. Qual e' la migliore opzione terapeutica?

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  • A) Idratazione


  • B) Emodialisi.


  • C) Lavaggio gastrico.


  • D) Aminofillina.


  • E) Penicillammina.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
In un paziente con disturbo bipolare che giunge al pronto soccorso per un’overdose di carbonato di litio e presenta una litiemia di 4,1 mEq/L il trattamento migliore è l’emodialisi. In particolare, in caso di mania bisogna mantenersi in un range di litiemia compreso tra 0,6 e 1,2 mEq/L in quanto se essa supera 1,5 mEq/L diventa tossica. L’escrezione del litio avviene per la quasi totalità tramite le urine sottoforma di ione mentre solo una minima parte viene eliminato con altri liquidi biologici (saliva, sudore e feci). Il trattamento dell’overdose da litio viene dettato dalla concentrazione di litio nel sangue:
- se <2 mEq/L cercheremo di aumentare l’escrezione del litio con le urine;
- se >2 mEq/L, come nel paziente del caso clinico, dovremo ricorrere all’emodialisi.

11 di 25 Domande

Un uomo di 73 anni viene portato dalla sua famiglia nel suo centro di salute mentale, perché presenta da 6 settimane un quadro progressivo di apatia, isolamento sociale, astenia, anoressia con perdita di circa 5 kg di peso, irrequietezza e ansia al pomeriggio, difficoltà nell'addormentarsi e risvegli alle 4 del mattino, alterazioni cognitive con difficoltà di concentrazione, lentezza di pensiero e linguaggio, frequenti distrazioni e incapacità di svolgere compiti semplici nello svolgimento dei quali si blocca e disturbi somatici aspecifici come sensazione di dispepsia, nausea, mal di testa, che gli causano grande preoccupazione. Tutte le seguenti ipotesi sarebbero da tenere in considerazione per la diagnosi differenziale TRANNE:

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  • A) Disturbo depressivo secondario a farmaci che il paziente sta probabilmente assumendo.


  • B) Disturbo depressivo secondario a malattie organiche precedentemente diagnosticate o meno.


  • C) Pseudodemenza depressiva.


  • D) Delirium.


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Il paziente del caso clinico presenta un quadro suggestivo di una sindrome depressiva che si è sviluppata nel corso di sei settimane con un andamento progressivo compatibile con le ipotesi diagnostiche di disturbo depressivo secondario a farmaci, disturbo depressivo secondario a malattie organiche o pseudodemenza depressiva ma non con quello di delirium in quanto esso è un disturbo acuto, transeunte, solitamente reversibile e fluttuante, dell'attenzione, della funzione cognitiva e del livello di coscienza.

12 di 25 Domande

Quale delle seguenti affermazioni sui disturbi d'ansia è FALSA?

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  • A) Possono manifestarsi come stati persistenti di irrequietezza psicomotoria e nervosismo


  • B) L'attivazione ansiosa può alterare i livelli di cortisolo e di altri ormoni.


  • C) Possono manifestarsi come stati improvvisi e rapidi di irrequietezza psicomotoria e nervosismo.


  • D) La presenza di sintomi depressivi esclude la diagnosi di disturbo d'ansia.


  • E) La prevalenza annuale dei disturbi d’ansia è superiore al 10%.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Corrisponde al falso affermare che la presenza di sintomi depressivi permette di escludere la diagnosi di disturbo d'ansia, anzi è comune riscontrare la presenza di entrambi i disturbi associati nello stesso paziente. Al contrario, è vero che i disturbi d’ansia presentano una prevalenza annuale superiore al 10% (risposta E errata). All’opposto, nella forma di attacchi di panico possono manifestarsi come stati improvvisi e rapidi di irrequietezza psicomotoria e nervosismo mentre se si manifestano come stati persistenti di irrequietezza psicomotoria e nervosismo si tratta di disturbo d’ansia generalizzato (risposte C ed A errati). Infine, è vero che l'attivazione ansiosa può aumentare i livelli di cortisolo e alterare i livelli di altri ormoni (risposta B errata)

13 di 25 Domande

Uomo di 23 anni viene portato dalla sua famiglia al pronto soccorso perchè presenta da 3 settimane un quadro di agitazione con marcata irritabilità, aggressività verbale e fisica, logorrea, accelerazione del pensiero con fughe di idee, insonnia quasi globale senza sensazione di stanchezza il giorno dopo, il consumo di alcool e marijuana sono aumentati notevolmente ed è assente la consapevolezza della malattia con la sensazione di stare "meglio che mai" e che la sua famiglia "è contro di lui", e quindi per questo motivo è portato in ospedale. Lo psichiatra di turno sospetta che si tratti di una fase maniacale. Quale delle seguenti azioni è NON È CORRETTA?

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  • A) Procedere al ricovero ospedaliero ricorrendo a un internamento involontario se il paziente si rifiuta di farlo


  • B) Cercare di rassicurare il paziente verbalmente e con farmaci che riducano l'agitazione


  • C) Cercare di convincere il paziente che deve ricoverarsi e se rifiuta procedere a dimetterlo e consigliargli di andare nel suo centro di salute mentale.


  • D) Informare la famiglia della necessità di ricovero in ospedale per curare il paziente in quanto si rifiuta di assumere farmaci volontariamente perché non ha consapevolezza di malattia.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Il quadro del paziente del caso clinico che presenta da 3 settimane agitazione, irritabilità, aggressività, fuga di idee, insonnia, logorrea è suggestivo di fase maniacale del disturbo bipolare di tipo I per il quale, dato che il paziente non ha consapevolezza della propria malattia, non è un’opzione corretta cercare di convincerlo a ricoverarsi o consigliare di recarsi al CIM. Al contrario, poiché è un disturbo che inficia notevolmente la vita sociale e lavorativa del paziente, è necessario ospedalizzarlo, anche ricorrendo ad un internamento involontario, in maniera tale da potergli somministrare un’adeguata terapia farmacologica (risposte A, B e D errate).

14 di 25 Domande

Se un ragazzo di 17 anni con sintomi compulsivi si presenta nel tuo studio, insieme a molteplici tic motori e vocali, quale disturbo considereresti come prima opzione diagnostica?

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  • A) Disturbo ossessivo-compulsivo.


  • B) Corea di Huntington.


  • C) Sindrome di Gilles de la Tourette.


  • D) Schizofrenia ebefrenica.


  • E) Disturbo bipolare.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Il quadro clinico di un ragazzo di 17 anni con sintomi compulsivi, tic motori e vocali pone il sospetto di sindrome di Gilles de la Tourette, malattia neurologica con una’incidenza di 3-8/1000 bambini (rapporto maschi/femmine 3:1) che si caratterizza per la presenza, per un periodo di almeno un anno, di movimenti muscolari ripetuti, stereotipati, improvvisi, rapidi, non ritmici, che includono suoni o vocalizzazioni (tic motori e verbali)

15 di 25 Domande

Un uomo di 33 anni senza precedenti clinici di rilevanza è in studio per stato d’ansia e calo dell’umore presenti da un paio di mesi e che lui riferisce di avere a causa delle difficoltà che sta vivendo a lavoro e a casa. Dice che la sua vita è sempre stata molto caotica, con frequenti cambi di lavoro, con difficoltà nel portare a termine i compiti che inizia. Il suo lavoro è molto disordinato, commette errori costanti dovuti a sviste insensate e questo porta a problemi sul lavoro e nella sua famiglia. È smemorato, molto distratto ed è solo in grado di concentrarsi sulle cose che lo interessano davvero. Beve alcolici da anni ma negli ultimi mesi il consumo è aumentato provocando dei problemi a lavoro e a casa. Riconosce anche di aver perso il controllo del gioco alle slot machine; ogni volta lo fa di più, ha più difficoltà a smettere di giocare e trascura di fare cose importanti perché sta giocando. Per quanto riguarda il suo modo di essere, è estroverso, socievole, un po' testardo e con frequenti sbalzi d'umore per cui può passare dall'essere molto euforico a sentirsi molto triste in pochi minuti e più volte al giorno, solitamente condizionato dal livello di stimolazione o gratificazione che ha in quel momento determinato. Quale delle seguenti diagnosi è improbabile in questo paziente?

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  • A) Disturbo adattivo.


  • B) Disturbo da deficit di attenzione e iperattività.


  • C) Disturbo bipolare.


  • D) Abuso di alcol.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La diagnosi meno probabile per il paziente del caso clinico è il disturbo bipolare, in quanto, pur essendo presenti frequenti sbalzi d’umore e la ludopatia che spesso si associa ad esso, il fatto che il paziente sia consapevole della sua malattia e che di sua sponte si sia rivolto al medico ci permette di escludere questa ipotesi.
Al contrario, lo stato d’ansia e il calo dell’umore presenti da un paio di mesi, a causa di problemi insorti a casa e a lavoro che non è stato capace di affrontare, delineano un quadro di disturbo adattativo (risposta A errata). All’opposto, il fatto che abbia una vita caotica, non riesca a portare a compimento le attività che intraprende, si distragga facilmente e riferisca episodi di amnesia giustifica la diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività, che con l’introduzione del DSM-5 non è più solo ad appannaggio dei bambini (risposta B errata). Infine, l’abuso di alcol viene ammesso direttamente dal paziente che afferma di averne aumentato il consumo tanto da generare problemi a lavoro e a casa (risposta D errata)

16 di 25 Domande

Un paziente diabetico di 60 anni è stato ricoverato 2 settimane fa a causa di uno scompenso iperosmolare. Giunge al Servizio del Pronto Soccorso per dolore e gonfiore al ginocchio destro. Esame fisico: T 37.2 ºC, frequenza cardiaca 100 battiti/minuto, frequenza respiratoria 18 atti/minuto, segni di artrite nelle articolazioni coinvolte. Esami ematochimici: emocromo con 18.000 leucociti/mm3, acido urico 8,11 mg/dL, creatinina 1,4 mg/dL. Liquido sinoviale: 20.000 leucociti/mm3 con l'85% PMNs, non si osservano micro-cristalli e la colorazione di Gram non mostra batteri. Quale sarebbe il comportamento più corretto da seguire?

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  • A) Eseguire una infiltrazione intra-articolare con triamcinolone dell'articolazione interessata.


  • B) Iniziare il trattamento ambulatoriale con amoxicillina più acido clavulanico e valutare la risposta dopo una settimana.


  • C) Prescrivere ricovero e trattamento antibiotico parenterale immediato fino al risultato della coltura.


  • D) Trattamento con corticosteroidi a basse dosi e allopurinolo.


  • E) Trattamento con allopurinolo.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Nel paziente del caso clinico con comorbilità ed età avanzata che presenta segni di sospetta artrite infettiva del ginocchio destro, anche se la colorazione Gram è negativa, è indicato il ricovero e il trattamento antibiotico parenterale immediato (amoxicillina/acido clavulanico o cefalosposrine di IV generazione o aminoglicosidi) fino al risultato della coltura. In particolare, in caso di artrite infettiva la colorazione di Gram è positiva nel 75% se l’agente è Gram+ e soltanto nel 50% se il batterio responsabile è Gram-, quindi la sua negatività non permette di escludere l’ipotesi di artrite infettiva. Inoltre, mentre in assoluto il batterio più di frequente riscontrato è lo Staphylococcus aureus, nel caso specifico del paziente del caso clinico, che 2 settimane prima è stato ricoverato per scompenso iperosmolare ed è avanti negli anni, la probabilità che l’agente responsabile possa essere un Gram- aumenta.

17 di 25 Domande

Un uomo di 38 anni richiede un consulto per la comparsa, da due settimane, di noduli rossi e dolorosi in entrambi gli arti inferiori al livello pretibiale. Inoltre, il paziente riferisce che da alcuni mesi e in maniera ricorrente compaiono afte orali e ulcere a livello genitale. Qual e' la diagnosi più probabile?

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  • A) Sarcoidosi


  • B) Dermatomiosite.


  • C) Sindrome di Behcet.


  • D) Lupus eritematoso sistemico.


  • E) Sifilide.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
In un uomo di 38 anni con noduli rossi e dolenti in zona pretibiale con ricorrenti afte orali e ulcere genitali la diagnosi più probabile è quella di sindrome di Behçet, vasculite leucocitoclastica con andamento acuto-recidivante caratterizzata da:
- afte orali, dolorose ma che non cicatrizzano, e genitali, che invece non sono dolorose ma lasciano cicatrici;
- panuveite;
- papule, pustole ed eritema nodoso agli arti inferiori;
- possibile interessamento gastrointestinale e neurologico.
Nella sarcoidosi, dermatomiosite, LES e sifilide non compaiono ulcere nella cavità orale che provochino dolore (risposte A, B, D ed E)

18 di 25 Domande

Uomo di 32 anni, informatico, lamenta dolore lombare e al gluteo asimmetrico, prevalentemente notturno, infiammazione delle dita dei piedi. Presenta fattore reumatoide negativo e proteina C-reattiva superiore a 20 mg/dL. Qual e' il comportamento più corretto?

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  • A) Per eta' e sesso, e' probabile che si tratti di gotta e inizierei il trattamento con allopurinolo e colchicina.


  • B) Indagherei su precedenti familiari di psoriasi e richiederei il test per valutare la presenza di HLA-B27, poiché è probabile che soffra di un tipo di spondiloartrite.


  • C) Il tipo di dolore alla colonna vertebrale dirige la diagnosi verso l’ernia del disco. Rinvio il paziente alla neurochirurgia.


  • D) Inizierei il trattamento con methotrexate che e' efficace per il dolore alla colonna vertebrale e il gonfiore delle dita dei piedi.


  • E) Inizierei immediatamente una terapia antibiotica empirica in attesa di ulteriori indagini diagnostiche.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Il comportamento più corretto da adottare nel caso del paziente di 32 anni del caso clinico che presenta lombalgia e glutalgia asimmetriche prevalentemente notturne, flogosi delle dita dei piedi, fattore reumatoide negativo e proteina C-reattiva elevata è indagare su precedenti familiari di psoriasi e verificare la presenza di HLA-B27, poiché è probabile che soffra di un tipo di spondiloartrite sieronegativa.
In particolare, la classificazione ASAS le divide in:
- spondiloartriti assiali o ax-SpA con impegno prevalente della colonna e delle articolazioni sacro-iliache (tra cui la spondilite anchilosante);
- spondiloartriti periferiche o p-SpA (artrite psoriasica, artriti reattive e sindrome di Reiter, SpA associate a malattie infiammatorie intestinali, spondiloartriti indifferenziate, spondiloartrite giovanile).
Al contario, il quadro clinico non è compatibile con l’ipotesi di ernia del disco (risposta C errata) e il trattamento indicato non prevede né allopurinolo e colchicina (risposta A errata), né methotrexate (risposta D errata) o antibiotici (risposta E errata) ma antinfiammatori.

19 di 25 Domande

Uomo di 75 anni con ipertensione da 20 anni, con clearance della creatinina 30 ml/min x 1,73 m2 negli ultimi 2 anni, acido urico nel sangue 8,5 mg/dL e urina 350 mg/24 ore. Richiede un consulto per un episodio di gotta all'articolazione metatarso-falangea del primo dito del piede sinistro. Quale trattamento sembra più appropriato?

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  • A) Diclofenac.


  • B) Allopurinolo.


  • C) Probenecid.


  • D) Prednisone


  • E) Febuxostat.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la D
Il quadro clinico del paziente di 75 anni, iperteso, con ridotta funzionalità renale, iperuricemia è quello di un attacco acuto di gotta il cui trattamento più sicuro, data l’età del paziente e le comorbilità, è quello con un corticosteroide come il prednisone. Al contrario, anche i FANS sono indicati nell’attacco acuto di gotta ma sono controindicati nei casi in cui sussistano insufficienza renale, cardiaca ed epatica oltre ad essere associati allo sviluppo di gravi emorragie digestive in pazienti predisposti (risposta A errata). All’opposto, farmaci ipouricemizzanti come l’allopurinolo, inibitore purinico della xantina ossidasi o il febuxostat, potente inibitore non purinico della xantina ossidasi, o il probenecid, uricosurico che agisce sul trasportatore URAT 1, inibiscono il riassorbimento tubulare di acido urico e non sono indicati in caso di attacco acuto di gotta (risposte B, C ed E errate)

20 di 25 Domande

Per quanto riguarda l'osteoporosi, e' vero che:

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  • A) Secondo i dati ottenuti con la densitometria ossea, si parla di osteoporosi quando il T score (confronto con popolazione giovane sana della stessa razza e sesso) e' > 3,5.


  • B) La misurazione del T score e' utile per la diagnosi di osteoporosi nelle giovani donne. Nelle donne in post menopausa viene utilizzato lo Z score.


  • C) E' indicato somministrare farmaci specifici per il trattamento dell'osteoporosi nelle donne in menopausa con diagnosi di osteopenia (densitometria) e schiacciamento vertebrale, indipendentemente dal fatto che siano sintomatiche o meno.


  • D) L'azione dei bifosfonati utilizzati nel trattamento dell'osteoporosi consiste nell'attivare l'azione degli osteoblasti per la formazione dell'osso.


  • E) Secondo i dati ottenuti con la densitometria ossea, si parla di osteopenia quando il T score (confronto con popolazione giovane sana della stessa razza e sesso) e' > -1.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Riguardo l’osteoporosi è vero che è indicato somministrare farmaci specifici per il trattamento dell'osteoporosi nelle donne in menopausa con diagnosi di osteopenia (densitometria) e schiacciamento vertebrale, indipendentemente dal fatto che siano sintomatiche o meno, in quanto è presente l’elemento della frattura da fragilità, in questo caso del corpo vertebrale. Al contrario, si parla di osteoporosi quando il T score, ottenuto con l’esame densitometrico, è < -2.5, di osteopenia quando il T score è compreso tra -1 e -2,5 e di valore normale se il T score > -1 (risposta A ed E errate). All’opposto, mentre nelle donne in postmenopausa si utilizza il T score, nelle giovani donne l’indice utilizzato per la diagnosi di osteoporosi è lo Z score (risposta B errata). Infine, l'azione dei bifosfonati utilizzati nel trattamento dell'osteoporosi consiste nell'inibire l'azione degli osteoclasti in maniera tale da ridurre il riassorbimento dell’osso (risposta D errata).

21 di 25 Domande

Una donna di 55 anni viene visitata per dispnea progressiva per sforzi moderati presente da 3 mesi. Una visita all'oftalmologo 1 anno prima si era conclusa con la diagnosi di uveite anteriore. Viene effettuata una radiografia del torace, che il radiologo referta come possibile sarcoidosi in stadio III. Quali elementi ti aspetti di trovare alla radiografia?

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  • A) Alterazioni parenchimali diffuse senza adenopatie ilari.


  • B) Adenopatie ilari senza alterazioni parenchimali.


  • C) Adenopatie nella regione para tracheale.


  • D) Adenopatie ilari con alterazioni parenchimali.


  • E) Fibrosi diffusa con presenza di bronchiectasie e cisti da trazione


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la A
La stadiazione della sarcoidosi tramite RX torace distingue gli stadi in:
- 0, RX torace normale;
- I, linfoadenopatie ilari bilaterali, paratracheali e mediastiniche senza infiltrati parenchimali (risposte B e C errate);
- II, adenopatie mediastiniche/ilari bilaterali con infiltrati interstiziali solitamente nei campi superiori (risposta D errata);
- III, infiltrati interstiziali diffusi senza adenopatie ilari;
- IV, fibrosi diffusa, spesso associata a masse conglomerate di aspetto fibroso, bronchiectasie e cisti da trazione (risposta E errata).

22 di 25 Domande

In un paziente di 68 anni con cefalea di nuova insorgenza, dolore e rigidità prolungata al mattino alla cintura scapolare e pelvica da diverse settimane con lividi unilaterali comparsi all’improvviso, quale trattamento tra i seguenti sarebbe da intraprendere prima di confermare la diagnosi?

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  • A) Prednisone 10 mg al giorno p.o.


  • B) Metilprednisolone 1 g i.v. ogni giorno per tre giorni.


  • C) Ciclofosfamide i.v. 1 g/m2.


  • D) Infliximab i.v. 3 mg/Kg.


  • E) Methotrexate.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Nel paziente di 68 anni la comparsa di cefalea in associazione ad artralgia e rigidità alla cintura scapolare e pelvica con improvvisa comparsa di lividi è caratteristica dell’arterite di Horton o temporale o a cellule giganti, la cui terapia d’attacco, in caso di neurite ottica, è con metilprednisolone 1 g i.v. ogni giorno per tre giorni. Al contrario, il prednisone è indicato nelle fasi iniziali ma comunque con un dosaggio almeno di 40 mg/die (risposta A errata). All’opposto, il methotrexate viene utilizzato come risparmiatore di corticosteroidi nei pazienti con forme ricorrenti oppure per quei pazienti che non tollerano bene la terapia corticosteroidea (risposta E errata)

23 di 25 Domande

Un paziente di 28 anni, dopo esser stato coinvolto un incidente stradale, viene trasportato in ambulanza al pronto soccorso di un ospedale, giungendo all’unità operativa di traumatologia alle 12 di notte. Il paziente ha un forte dolore all'anca e all’esame obiettivo si evidenzia un accorciamento dell'estremità inferiore destra con rotazione interna e adduzione. Viene eseguita una radiografia e viene diagnosticata una lussazione posteriore dell'articolazione coxo-femorale destra. Quale sarà la strategia terapeutica da seguire?

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  • A) Lasciarlo a letto con una terapia per il dolore e ricoverarlo per un trattamento elettivo non urgente


  • B) Posizionare una trazione continua e una terapia medica per il dolore e l'infiammazione.


  • C) Contattare l’unita' di anestesia e ridurre la lussazione per trazione dell'estremità allo zenit, con l'anca e le ginocchia piegate mentre un assistente stabilizza il bacino premendo sulle creste iliache.


  • D) Operare il paziente di urgenza effettuando una riduzione aperta della lussazione.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La strategia terapeutica da seguire in caso di lussazione posteriore dell'articolazione coxo-femorale destra deve prevedere l’esecuzione in urgenza e sotto anestesia della cosiddetta manovra di Allis, cioè la trazione dell'estremità allo zenit, con l'anca e le ginocchia piegate mentre un assistente stabilizza il bacino premendo sulle creste iliache.
Al contrario, essendo necessario un intervento urgente non è corretto lasciare il paziente a letto con una terapia per il dolore e ricoverarlo per un trattamento in elezione (risposta A errata). All’opposto, anche posizionare una trazione continua e una terapia medica per il dolore e l'infiammazione non risolverebbe il problema nell’immediato (risposta B errata). Infine, la riduzione aperta della lussazione è da riservarsi a quei casi in cui la lussazione sia irriducibile con manovre non invasive (risposta D errata)

24 di 25 Domande

Nella valutazione iniziale di tutti i pazienti politraumatizzati in coma, quali delle seguenti radiografie sono essenziali anche se le stesse localizzazioni non sembrano essere sintomatiche?

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  • A) RX cranio antero-posteriore e RX bacino antero-posteriore.


  • B) RX antero-posteriore di entrambi i femori e RX assiale del bacino.


  • C) RX laterale del rachide cervicale e RX antero-posteriore del bacino.


  • D) RX laterale del rachide cervicale e RX laterale della colonna lombare.


  • E) RX antero-posteriore del bacino e RX delle estremità superiori ed inferiori.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Nella valutazione iniziale di tutti i pazienti politraumatizzati in coma, anche se non sembrano coinvolte queste sedi, è indicata l’esecuzione di una RX laterale del rachide cervicale e una RX antero-posteriore del bacino, oltre ad una RX antero-posteriore del torace. Inoltre, nel caso in cui il paziente non sia in coma e le sue condizioni siano stabili è possibile optare anche per la TC invece dell’RX. Al contrario, in un politraumatizzato non sono esami indicati, indipendentemente dalle sedi coinvolte, l’RX antero-posteriore del cranio (risposta A errata), l’RX antero-posteriore di entrambi i femori (risposta B errata), l’RX laterale della colonna lombare (risposta D errata) e l’RX delle estremità superiori ed inferiori (risposta E errata).

25 di 25 Domande

Quale delle seguenti NON è considerata un'indicazione per il trattamento chirurgico delle fratture del terzo medio della clavicola negli adulti?

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  • A) Precedenti di frattura del terzo medio della clavicola controlaterale.


  • B) Lesione neuro vascolare che persiste dopo la riduzione chiusa.


  • C) “Spalla fluttuante”, con frattura della clavicola associata a frattura della scapola (collo).


  • D) Fratture aperte che richiedono pulizia e debridement della ferita.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
Non è considerata un'indicazione per il trattamento chirurgico delle fratture del terzo medio della clavicola negli adulti il dato anamnestico di precedenti di frattura del terzo medio della clavicola controlaterale. Al contrario, il trattamento chirurgico che consiste in un’osteosintesi mediante placche e viti, solitamente in titanio, è indicato in caso frattura scomposta, di lesione neuro vascolare che persiste dopo la riduzione chiusa (risposta B errata), di “spalla fluttuante”, cioè l’associazione di frattura della clavicola e della scapola (risposta C errata), e infine, in caso di fratture aperte che necessitino di debridement della ferita (risposta D errata).

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