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1 di 25 Domande

Un uomo di 72 anni riferisce dolore lombare e astenia nelle ultime settimane. In laboratorio, Hb 10 g/dL, MCV 82 fL, VES 110 mm/h, creatinina 2,5 mg/dl e proteinuria della catena leggera Kappa di 4,5 g nelle urine delle 24 h. Nell'aspirato midollare è stata osservata un'infiltrazione del 45% delle plasmacellule indifferenziate. Quale delle seguenti affermazioni è vera in relazione al trattamento raccomandato in questo paziente?

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  • A) Il trattamento dipenderà dal risultato dello studio citogenetico.


  • B) Dopo la terapia di induzione iniziale, l'età del paziente è adeguata per eseguire successivamente un trapianto autologo di cellule progenitrici ematopoietiche da sangue periferico come terapia di intensificazione.


  • C) Il trattamento di induzione più appropriato dovrebbe includere un regime di tre farmaci per esempio bortezomib insieme a melfalan e prednisone.


  • D) Il trattamento di prima linea in questo paziente deve essere necessariamente lenalidomide orale a causa dell'età e dell'insufficienza renale.


  • E) I corticosteroidi sono indicati soltanto nelle fasi iniziali della terapia.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La presenza nel paziente del caso clinico di:
- infiltrazione di plasmacellule del 45% nell’aspirato midollare;
- proteinuria di catene leggere K;
- anemia ed astenia;
- VES aumentata;
- dolore lombare,
delineano il quadro di mieloma multiplo, per cui il trattamento di induzione più appropriato dovrebbe includere un regime di tre farmaci per esempio bortezomib insieme a melfalan e prednisone.
Al contrario, non c’è necessità di scegliere il lenalidomide in base alla età avanzata del paziente (risposta D errata). All’opposto, l’età avanzata del paziente (>65 anni) non lo rende candidabile, dopo la terapia di induzione, al trapianto autologo di cellule progenitrici ematopoietiche da sangue periferico (risposta B errata). Infine, numerosi studi hanno dimostrato che l’impiego dei corticosteroidi è fondamentale sia nella terapia d’induzione che in quella di mantenimento.

2 di 25 Domande

Un paziente va dal suo medico riferendo che al mattino presenta secrezione uretrale dall'aspetto purulento da circa 2 settimane. Al momento della visita non è visibile la secrezione e il paziente nega che si sia prelevato alcun campione intrauretrale. Quale dei seguenti trattamenti ritieni più appropriato?

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  • A) Penicillina benzatina più doxiciclina.


  • B) Cefixime piu' doxiciclina.


  • C) Spectinomicina piu' clindamicina.


  • D) Ceftriaxone piu' metronidazolo.


  • E) Spectinomicina piu' metronidazolo.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Poiché non è stato possibile individuare il microrganismo reponsabile dell’uretrite del paziente del caso clinico, è opportuno impostare una terapia empirica con cefixime e doxiciclina che colpisca i due più comuni batteri che la causano e che spesso possono dare origine ad una coinfezione, cioè Neisseria gonorrhoeae y Chlamydia trachomatis.
In particolare, le opzioni terapeutiche più comuni sono rappresentate da ceftriaxone+doxiciclina 100 mg per os bid per 7 giorni o ceftriaxone+azitromicina 1 g per os 1 volta/die sempre per una settimana. Al contrario, nelle altre combinazioni non viene garantita l’efficacia per entrambi i batteri (risposte A, C, D ed E errate).

3 di 25 Domande

Davanti ad un paziente con neutropenia febbrile successiva a chemioterapia per leucemia, con sospetto di aspergillosi invasiva, quale dei seguenti test è considerato il più opportuno?

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  • A) Coltura dell'espettorato spontaneo.


  • B) Esame del fondo oculare.


  • C) Risonanza magnetica dell'addome e urinocoltura.


  • D) Rilevazione dell'antigene circolante e TC del torace.


  • E) Esame ecografico.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Davanti ad un paziente con neutropenia febbrile successiva a chemioterapia per leucemia, con sospetto di aspergillosi invasiva, i test considerati più opportuni sono la rilevazione dell'antigene circolante e la TC del torace, per dimostrare la presenza di immagini compatibili come il segno dell’alone (opacità a vetro smerigliato che circonda un nodulo o una massa), oppure il segno del menisco aereo (comparsa di un sottile strato di aria nella porzione superiore della cisti) o del segno della mezzaluna (tasca gassosa a forma di mezza luna che occupa l’interfaccia di separazione tra un sequestro polmonare attribuibile a necrosi e un perimetro di polmone ancora funzionante).
Al contrario, il test della coltura dell’espettorato emesso spontaneamente è inficiato da scarsa sensibilità e specificità (risposta A errata). All’opposto, l’esame del fondo oculare, la risonanza magnetica dell'addome, l’urinocoltura e l’ecografia non sono esami utili in caso di aspergillosi invasiva (risposte B, C ed E errate).

4 di 25 Domande

  • A) L'infezione causata dal virus Zika può essere associata alla sindrome di Guillain Barre'.


  • B) Il virus Ebola puo' essere trasmesso sessualmente


  • C) L'infezione da virus Chikungunya può produrre un quadro di artrite e artralgia che può durare diversi mesi.


  • D) Anopheles e' un vettore che puo' trasmettere Zika, Chikungunya o Dengue.


  • E) La febbre gialla e' una malattia trasmessa tramite puntura delle zanzare Aedes aegypti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
È falso affermare che la zanzara Anopheles è un vettore che può trasmettere Zika, Chikunguña o Dengue poiché in realtà è il vettore del protozoo Plasmodium responsabile della malaria.
Al contrario, è vero che l'infezione causata dal virus Zika, Flavivirus che può trasmettersi sia tramite la puntura della zanzara Aedes che sessualmente, può essere associata alla sindrome di Guillain Barré (risposta A errata). All’opposto, è vero che il virus Ebola è un Filovirus che può essere trasmesso tramite i pipistrelli o altri animali oggetto di caccia o rituali sacrificali, ma anche tramite contatto interumano diretto o tramite l’esposizione a fluidi biologici e quindi sessualmente (risposta B errata). Inoltre, è vero che l'infezione da virus Chikungunya, Arbovirus trasmesso tramite la zanzara Aedes aegypti e Aedes albopictu, può produrre un quadro di artrite e artralgia che può durare diversi mesi (risposta C errata). Infine, è vero che la febbre gialla è causata da un Flavivirus che viene trasmesso tramite puntura delle zanzare Aedes aegypti (risposta E errata).

5 di 25 Domande

Paziente di 75 anni con diabete mellito di tipo 2 con scarso controllo glicemico negli ultimi anni. Presenta retinopatia proliferativa e microalbuminuria come segni di coinvolgimento degli organi bersaglio. E' stato 3 settimane fa al pronto soccorso per otalgia e otorrea. Gli e' stata prescritta ciprofloxacina per via topica. Oggi torna di nuovo per l'aumento del dolore locale e paralisi del settimo nervo cranico ipsilaterale. Nell'esplorazione del canale uditivo esterno si osserva tessuto di granulazione. Viene eseguita una TC cranica e si osserva la distruzione ossea nell'area dell’osso temporale suggestiva di osteomielite. Quale delle seguenti affermazioni e' FALSA?

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  • A) Il paziente richiedera' un trattamento antibiotico endovenoso nella fase iniziale e la durata stimata del trattamento antibiotico totale sarà di circa 8 settimane.


  • B) Il microrganismo che piu' spesso causa questo quadro clinico è l'Haemophilus influenzae.


  • C) La ceftazidima endovenosa ad alte dosi è un trattamento empirico ragionevole in attesa dell'esito delle colture.


  • D) E' importante prelevare campioni dal canale uditivo esterno per la coltura microbiologica e se sono positivi e' necessario eseguire un antibiogramma


  • E) Una delle complicanze più temute e' la meningite.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Il paziente del caso clinico che presenta otalgia, otorrea, tessuto di granulazione nel condotto uditivo esterno e distruzione di un’area del temporale è affetto da otite esterna maligna, causata più di frequente dallo Pseudomona aeruginosa. In particolare, è una grave condizione che spesso compare in anziani con diabete scompensato ma anche in immunodepressi affetti da AIDS e determina la distruzione di cartilagine e osso dell’orecchio medio, mastoide e anche dell’osso temporale. Inoltre, può portare alla paralisi del nervo faciale, glossofaringeo, vago e accessorio e il processo invasivo può raggiungere i seni venosi cerebrali con trombosi e meningite (risposta E errata). Al contrario, è importante prelevare campioni del canale uditivo esterno per la coltura microbiologica e se sono positivi è necessario eseguire un antibiogramma (risposta D errata). All’opposto, la ceftazidima endovenosa ad alte dosi è un trattamento empirico ragionevole in attesa dell'esito delle colture (risposta C errata). Infine, è opportuno intraprendere un trattamento antibiotico endovenoso nella fase iniziale e la durata stimata del trattamento antibiotico totale sarà di circa 8 settimane (risposta A errata).

6 di 25 Domande

Qual e' l’antibiotico più attivo nell'endocardite e nella batteriemia da Stafilococco aureo resistente all'oxacillina?

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  • A) Imipenem.


  • B) Cefazolin.


  • C) Vancomicina.


  • D) Daptomicina.


  • E) Linezolid.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
L’antibiotico più attivo nell'endocardite e nella batteriemia da Stafilococco aureo resistente all'oxacillina è la daptomicina, lipopeptide ciclico con via di somministrazione parenterale che è indicato in caso di processi infettivi della pelle e dei tessuti molli andati incontro a complicazioni, ma anche endocardite con batteriemia. Al contrario, la vancomicina è un’opzione valida soprattutto in caso di endocardite sinistra ma meno efficace in generale rispetto alla daptomicina (risposta C errata). All’opposto, il linezolid è indicato in caso di polmonite da stafilococco aureo perché ha una buona diffusione polmonare (risposta E errata). Infine, altri farmaci attivi contro lo stafilococco aureo resistente ad oxacillina sono le cefalosporine di 5°generazione, come ceftarolina e ceftobiprol, unici beta-lattamici attivi contro questo batterio (risposta B errata) e i nuovi lipoglicopeptidi come ad esempio la oritavancina e la dalbavancina.

7 di 25 Domande

Uno dei seguenti patogeni trasmessi dalle zecche può essere confuso con la malaria, date le caratteristiche cliniche cun cui è solito manifestarsi, che comprendono febbre ed emolisi, così come il suo aspetto nello studio microscopico di strisci di sangue colorati con Giemsa. A quale dei seguenti corrisponde il patogeno descritto?

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  • A) Borrelia burgdorferi.


  • B) Francisella tularensis.


  • C) Rickettsia conorii.


  • D) Babesia spp.


  • E) Brucella melitensis


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Il patogeno che può essere confuso con la malaria, date le caratteristiche cliniche cun cui è solito manifestarsi ma anche per l’aspetto microspico molto simile, è la Babesia spp. In particolare, la babesiosi è una zoonosi, soprattutto dei topi, che viene trasmessa tramite la zecca Ixodes ricinus o scapularis rispettivamente in Europa e in America. É possibile distinguere la Babesia microti dalla malaria grazie alla presenza, non frequente, di formazioni patognomoniche a “Croce di Malta”, mentre il riscontro di parassiti piriformi, accoppiati e disposti in modo da disegnare una V sono invece suggestivi di infezione da Babesia divergens. Al contario, la Borrelia burgdorferi viene trasmesso sempre dallo stesso tipo di zecca ma causa una diversa patologia, la malattia di Lyme (risposta A errata). All’opposto, la rickettsia conorii, trasmessa tramite la zecca riphicephallus sanguineus, causa la febbre bottonosa del mediterraneo con bruschi episodi di febbre elevata ed esantema eritemato-maculare diffuso (risposta C errata). Ancora, la francisella tularensis causa la tularemia e viene trasmessa tramite ingestione di cibo o acqua contaminati, morso di un vettore artropode infetto (zecche, tafani, pulci), inalazione o contatto diretto con tessuti o materiale infetti (risposta B errata). Infine, la brucella è associata alla febbre ondulante o maltese, e può essere trasmessa tramite contatto diretto con secrezioni ed escrezioni di animali infetti, ingestione di carne poco cotta, latte non pastorizzato, o prodotti lattiero-caseari contenenti microrganismi vitali, con inalazione di aerosol di materiale infetto e raramente, trasmissione da persona a persona (risposta E errata).

8 di 25 Domande

Quale dei seguenti costituisce un vantaggio del test di rilascio dell’interferon-gamma (IGRA) rispetto al test cutaneo alla tubercolina nella diagnosi di infezione tubercolare latente?

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  • A) Evita i falsi positivi in caso di precedente vaccinazione con BCG.


  • B) Ha una maggiore capacità di prevedere la riattivazione della tubercolosi


  • C) Ha una maggiore capacità di predire l'efficacia della profilassi con isoniazide.


  • D) Evita i falsi negativi dovuti all'anergia nei pazienti altamente immunodepressi.


  • E) Rappresenta un’opzione di screening più economica.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
Un vantaggio del test di rilascio dell’interferon-gamma (IGRA o Quantiferon) rispetto al test cutaneo alla tubercolina nella diagnosi di infezione tubercolare latente è che evita i falsi positivi in caso di precedente vaccinazione con BCG. In particolare, questo test si basa sul rilevamento di interferone gamma specifico per il micobacterium tuberculosis e, come la Mantoux, indica solo che il paziente è venuto in contatto col batterio, avendo quindi una funzione di screening. Al contrario, il test IGRA è indicato negli immunodepressi con Mantoux negativo ma non nei pazienti con una immunodepressione molto grave dove non riesce ad evitare i falsi negativi per anergia (risposta D errata). All’opposto, il test IGRA non può predire l’efficacia della profilassi con isoniazide nè prevedere la riattivazione della tubercolosi (risposta C e B errata). Infine, il Quantiferon ha un costo di circa 90-100 euro a dose, mentre la tubercolina costa solo 2,10 euro a dose (risposta  E errata).

9 di 25 Domande

Un paziente HIV positivo ritorna dal Guatemala con diarrea acquosa senza residui patologici e senza altri sintomi. Nella colorazione Kinyoun delle feci si osservano strutture ovali rosse di circa 9 micron di diametro. Molto probabilmente, si tratta di

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  • A) Cyclospora spp.


  • B) Giardia lamblia.


  • C) Acanthamoeba spp.


  • D) Ascaris lumbricoides.


  • E) Necator americanus.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
Un paziente HIV positivo che ritorna dal Guatemala con diarrea acquosa e che presenta strutture ovali rosse ottenute con colorazione Kinyoun delle feci è probabilmente affetto da cyclospora spp. che, come il cryptosporidium, è un coccidio con modalità di trasmissione oro-fecale che provoca infezioni gastrointestinali opportunistiche in pazienti con AIDS. Al contrario, la giardia lamblia o intestinalis è un protozoo flagellato che si rileva tramite un semplice esame microscopico individuando le cisti o i trofozoiti, oppure è possibile rilevare i suoi antigeni o genoma tramite PCR (risposta B errata). All’opposto, l’acanthamoeba spp. è associata encefalite granulomatosa amebica e ad una grave cheratite (risposta C errata). Ancora, l’ascaris lumbricoides è un nematode intestinale che è più frequente riscontrare in rifugiati, immigrati o viaggiatori verso aree tropicali endemiche ed è associato a manifestazioni polmonari e gastrointestinali (risposta D errata). Infine, il necator americanus è un nematode associato all’anchilostomiasi diffusa nelle aree in via di sviluppo. Le larve penetrano attraverso la pelle del piede quando il soggetto cammina su un terreno infestato, raggiungono i polmoni per via ematica, risalgono l'albero bronchiale e vengono deglutite. Nell'intestino tenue aderiscono alla parete e si nutrono di sangue, determinando in acuto coliche a livello dell’epigastrio, anoressia, flatulenza, diarrea e calo ponderale, mentre cronicamente può insorgere anemia sideropenica (risposta E errata)

10 di 25 Domande

A quale famiglia appartiene l'agente causale del mollusco contagioso?

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  • A) Arboviridae.


  • B) Virus del papilloma umano.


  • C) Poxvirus.


  • D) Coxsackie.


  • E) Herpesvirus.


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La risposta corretta è la C
L’agente causale del mollusco contagioso appartiene alla famiglia dei poxvirus, che presentano un DNA di grandi dimensioni e che possono causare vaiolo e mollusco contagioso, malattie esclusivamente umane, mentre gli altri poxvirus causano rare zoonosi. In particolare, alcuni di questi virus, come quello del vaiolo, non esistono più in natura; mentre altri costituiscono ancora un pericolo per la salute umana come il virus dell’ectima contagioso, quello del mollusco contagioso e quello del vaiolo delle scimmie. Al contrario, l’HPV è un virus a DNA e appartiene alla famiglia papillomaviridae (risposta B errata). All’opposto, i coxsackie virus sono costituiti da RNA e fanno parte dei picornaviridae (risposta D errata). Invece, gli arbovirus sono un vasto gruppo di virus  a RNA, che appartengono a famiglie diverse, responsabili di zoonosi, trasmesse occasionalmente agli uomini da artropodi vettori tramite una puntura. Infine, gli herpesvirus sono virus a DNA appartenenti alla famiglia herpesviridae (risposta E errata).

11 di 25 Domande

  • A) Un’infezione del pavimento orale e degli spazi sottomandibolari potenzialmente grave a causa della possibile compromissione delle vie aeree.


  • B) Un’infezione del pavimento orale e degli spazi sottomandibolari potenzialmente grave a causa della sua estensione al seno cavernoso.


  • C) Una forma di tonsillite anaerobica.


  • D) La sua solita origine e' un ascesso retrofaringeo.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
L’angina di Ludwig è un’infezione del pavimento orale e degli spazi sottomandibolari potenzialmente grave a causa della possibile compromissione delle vie aeree. In particolare, può anche diffondersi allo spazio cervicale fino a causare una mediastinite.
Al contrario, le infezioni che possono coinvolgere il seno cavernoso sono quelle della zona del “triangolo della morte”, zona del vestibolo nasale e del labbro superiore, o anche sinusiti associate a trombosi del seno cavernoso (risposta B errata). All’opposto, una forma di tonsillite ulcerosa anaeroba, causata da Bacteroides e Fusobacterium, è l’angina di Plaut-Vincent, con tumefazione monolaterale dei linfonodi cervicali e fetore ex ore (risposta C errata). Invece, gli ascessi retrofaringei sono causati dall’infezione dei linfonodi retrofaringei da parte dello streptococco beta-emolitico, streptococchi anaerobi e stafilococco aureo che possono estendersi fino al mediastino. Sono più frequenti nei bambini prima dei 5 anni e tendono ad essere preceduti da faringiti, torcicollo, febbre e dolore alla deglutizione (risposta D errata).

12 di 25 Domande

In una persona che ha subito un trauma facciale, è FALSO che possa comparire:

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  • A) Sindrome di Horner.


  • B) Ptosi palpebrale a causa della lesione del VII nervo cranico.


  • C) Anisocoria a causa della lesione al III nervo cranico.


  • D) Ipoestesia della guancia a causa della lesione del nervo infraorbitale.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
In una persona che ha subito un trauma facciale è falso che possa comparire ptosi palpebrale per lesione del nervo facciale, in quanto essa è dovuta ad una disfunzione del muscolo elevatore della palpebra superiore innervato dal III nervo cranico, cioè il nervo oculomotore comune.
In particolare, il nervo facciale, tramite il ramo zigomatico, innerva il muscolo orbicolare dell’occhio che ha la funzione di chiudere l’occhio mentre il muscolo elevatore della palpebra superiore ha invece la funzione di aprirlo. Al contrario, si può avere una lesione delle vie simpatiche che vanno dall’ipotalamo all’occhio con comparsa della sindrome di Bernard-Horner che comprende miosi, enoftalmo, anidrosi e ptosi per interessamento del muscolo di Müller che collabora con il muscolo elevatore della palpebra superiore all’apertura dell’occhio (risposta A errata). All’opposto, si può avere anisocoria a causa della lesione delle fibre parasimpatiche del III nervo cranico che contraggono la pupilla (risposta C errata). Inoltre, esso innerva tutti i muscoli oculomotori tranne il retto laterale che viene innervato dal VI e l’obliquo superiore innervato dal IV. Infine, si può avere ipoestesia della guancia a causa della lesione del nervo infraorbitale, secondo ramo del nervo trigemino (risposta D errata).

13 di 25 Domande

Le manovre di riposizionamento degli otoliti sono il trattamento appropriato per i pazienti che soffrono di:

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  • A) Vertigine posizionale parossistica benigna.


  • B) Malattia di Meniere.


  • C) Emicrania vestibolare.


  • D) Deiscenza del canale semicircolare superiore.


  • E) Nessuna delle precedenti.


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La risposta corretta è la A
Le manovre di riposizionamento degli otoliti (la manovra di Epley, la manovra di Semont o gli esercizi di Brandt-Daroff) sono il trattamento appropriato per i pazienti che soffrono di vertigine posizionale parossistica benigna (VPPB), causata dallo spostamento dei cristalli otoconiali, normalmente situati nella macula del sacculo e dell’utricolo. In particolare, questi detriti vaganti stimolano le cellule capellute dei canali semicircolari, soprattutto nel canale posteriore, creando l’illusione di movimento. Le cause possono essere:
- degenerazione delle membrane otolitiche utricolari;
- commozione labirintica;
- otite media;
- intervento chirurgico a carico dell’orecchio;
- infezione virale;
- trauma cranico;
- lungo periodo di allettamento;
- malattia di Menier;
- occlusione dell’arteria vestibolare anteriore.
La più comunemente impiegata è la manovra di Epley, efficace nell’80% dei casi, controindicata in caso di patologie cardiache o carotidee non stabilizzate o grave rigidità del collo. Al contrario, la malattia di Meniere è caratterizzata da improvvisi attacchi di vertigine, che perdurano solitamente 1-6 h (mentre nella VPPB durano solo qualche secondo), acufeni e ipoacusia neurosensoriale. Il trattamento si basa sulla somministrazione di antiemetici, antistaminici o benzodiazepine, diuretici e dieta povera di sale, mentre solo raramente c’è necessità di intervenire con una ablazione vestibolare chimica con gentamicina oppure con la chirurgia (risposta B errata). All’opposto, l’emicrania vestibolare, associazione di attacchi di cefalea e di vertigine viene trattata con betaistina, la levosulpiride, la diidroergotamina, la cinnarizina, il dimenindrinato e i cortisonici. Infine, la deiscenza del canale semicircolare superiore o sindrome di Minor è un assottigliamento del canale determinato da una mancanza di sostanza ossea nella parte superiore rendendo l’orecchio più sensibile alla pressione con ovattamento, al rumore e/o in generale alle stimolazioni meccaniche, con ipoacusia trasmissiva associata a acufeni e vertigini. Il trattamento si basa sull’applicazione di un drenaggio di ventilazione trans- timpanico oppure sulla chirurgia che prevede due opzioni: la ricostruzione della parete deiscente del canale con la finalità di mantenerlo pervio e funzionalmente attivo, e l’occlusione del canale stesso (risposta D errata).

14 di 25 Domande

Un uomo di 45 anni richiede un consulto per otorrea fetida intermittente dell’orecchio destro presente da quattro anni. L’esame otomicroscopico mostra una perforazione attica di piccola misura senza altre lesioni di accompagnamento. L’audiometria rivela una ipoacusia trasmissiva moderata. In una precedente TC, si osserva un’occupazione dell’orecchio medio di materiale di densità di tessuto molle, così come una soluzione di continuità ossea del tetto del timpano, a livello della fossa cranica media. Data questa situazione, quale considera l’opzione più appropriata?

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  • A) Richiederei una risonanza magnetica nucleare con tecniche di diffusione.


  • B) Eseguirei una timpanotomia esplorativa.


  • C) Eseguirei una coltura dell’essudato otico.


  • D) Richiederei una scintigrafia ossea con tecnezio.


  • E) Eseguirei una radiografia.


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La risposta corretta è la A
Il paziente con otorrea fetida recidivante, perforazione timpanica, ipoacusia trasmissiva ha un quadro suggestivo di colesteatoma, cisti a carattere espansivo seguente ad una otite media cronica, per cui è opportuno richiedere una RMN con tecniche di diffusione, utile:
1) nei casi in cui è necessario distinguerlo da una semplice otite media:
- otite media capta il contrasto ma non restringe la diffusione;
- il colesteatoma non capta il contrasto ma restringe la diffusione (ipointensa in ADC o coefficiente di diffusione apparente e iperintensa in diffusione o DWI);
2) per valutare la presenza di complicanze associate all’erosione del tegmen timpani causata sia dalla pressione meccanica esercitata dalla lesione e sia alla presenza del tessuto di granulazione che attiva gli osteoclasti, i quali determinano:
- distruzione gli ossicini con ipoacusia trasmissiva;
- fistole labirintiche per erosione dei canali semicircolari;
- distruzione del canale del VII nervo cranico;
- complicazioni intracaraniali come meningite, cerebrite, ascesso, empiema subdurale ed epidurale, trombosi dei seni venosi ed encefalocele.

15 di 25 Domande

Uomo di 55 anni, fumatore da 1 pacco al giorno fin dalla giovane età. Presenta disfonia da 3 mesi e una massa dura laterocervicale e difficoltà respiratorie con sforzi moderati da un mese. Indica la diagnosi più probabile:

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  • A) Carcinoma indifferenziato del rinofaringe.


  • B) Adenocarcinoma della base della lingua.


  • C) Carcinoma mucoepidermoide dell’ipofaringe.


  • D) Carcinoma a cellule squamose della laringe.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
In un fumatore incallito che presenta disfonia da 3 mesi e massa laterocervicale compatibile con una adenopatia metastatica cervicale con dispnea la diagnosi più probabile è quella di carcinoma a cellule squamose della laringe, che è la più frequente causa di massa cervicale neoplastica nell’età adulta al contrario dell’età pediatrica dove prevale il linfoma. In particolare, è importante tenere conto del contesto e delle condizioni di comparsa. L’esame clinico, e soprattutto l’esame otorinolaringoiatrico, è fondamentale, e permette di orientare nel miglior modo gli esami diagnostici: ecografia, tomodensitometria, TC, RMN possono essere molto utili per la diagnosi delle adenopatie maligne. Anche la PET può fornire elementi interessanti, mentre l’agoaspirato permette, nella maggior parte dei casi, una diagnosi precisa rendendo oggi relativamente raro il ricorso a una cervicotomia esplorativa. Al contrario, il carcinoma indifferenziato del rinofaringe spesso si presenta con adenopatie cervicali metastatiche ma non presenta il tabacco tra i fattori di rischio e non si associa a disfonia (risposta A errata). All’opposto, sia l’adenocarcinoma della base della lingua che il carcinoma mucoepidermoide dell’ipofaringe possono dare adenopatie metastatiche cervicali ma sono più rari rispetto al carcinoma a cellule squamose della stessa zona e non determinano disfonia (risposte B e C errate).

16 di 25 Domande

Quale delle seguenti affermazioni è vera in relazione alle diverse fasi delle sperimentazioni cliniche?

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  • A) Gli studi clinici di fase I vengono eseguiti su un numero molto ampio di pazienti.


  • B) Gli studi clinici di fase IV valutano l’efficacia del farmaco.


  • C) Gli studi di bioequivalenza sono un tipo speciale di studio di fase III.


  • D) La ricerca delle dosi è uno degli obiettivi principali delle sperimentazioni cliniche di fase II.


  • E) Gli studi clinici di fase III prevedono il monitoraggio degli effetti del farmaco per un periodo massimo di sei mesi.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
In relazione alle diverse fasi delle sperimentazioni cliniche è vero che la ricerca delle dosi è uno degli obiettivi principali delle sperimentazioni cliniche di fase II, basata su studi in cieco e doppio cieco su soggetti volontari affetti dalla malattia target del farmaco e serve a
- ottenere informazioni preliminari circa l’efficacia del farmaco;
- definire le dosi terapeuticamente attive;
- fornire una stima più precisa circa la tollerabilità e la sicurezza del farmaco.
Al contrario, gli studi di fase I sono condotti su un piccolo numero di volontari sani (risposta A errata) per fornire informazioni preliminari su sicurezza e tollerabilità ma anche sulla bioequivalenza analizzando la farmacocinetica e farmacodinamica del farmaco (risposta C errata). Invece, gli studi di fase III sono controllati e randomizzati e servono a valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco in studio rispetto ai farmaci simili già in commercio con monitoraggio degli effetti del farmaco fino ai 3-5 anni successivi (risposta E errata). Infine, gli studi di fase IV sono studi di sorveglianza post-marketing o farmacovigilanza per valutare le reazioni avverse più rare evidenziabili solo con l’uso in massa del farmaco dopo la sua immissione in commercio (risposta B errata).

17 di 25 Domande

In uno studio di fase III volto a confermare l’efficacia batteriologica di un nuovo antibiotico per il trattamento di pazienti con pielonefrite acuta grave, Quale tra i seguenti disegni dello studio clinico ritieni sia più appropriato?

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  • A) Parallelo, aperto, controllato con placebo.


  • B) Parallelo, randomizzato, in doppio cieco, controllato con un altro antibiotico.


  • C) Cross-over, aperto, controllato con un altro antibiotico.


  • D) Cross-over, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo.


  • E) Parallelo, aperto, controllato con un altro antibiotico.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Gli studi clinici di fase III, che servono a valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco in studio rispetto ai farmaci simili già in commercio, devono essere paralleli, randomizzati, in doppio cieco e controllati con un antibiotico. In particolare, è possibile classificare i tipi di disegno dello studio clinico:
- in base al metodo usato per assegnare i partecipanti al gruppo di trattamento o di controllo (studi clinici non randomizzati o randomizzati controllati);
- in base alla consapevolezza dei partecipanti o dei ricercatori o di entrambi relativamente al gruppo a cui i partecipanti sono assegnati (studio cieco semplice o in doppio cieco);
- in base all’entità della differenza tra gruppi di trattamento e di controllo attesa (studi clinici di superiorità o di non inferiorità).
Inoltre, è possibile individuare diversi tipi di disegno di studio clinico randomizzato:
- disegno di studio a gruppi paralleli, in cui dopo la randomizzazione ogni partecipante rimarrà nel braccio di trattamento a cui è stato assegnato per tutto il tempo dello studio;

- disegno di studio cross-over, in cui i partecipanti vengono sottoposti a una sequenza di trattamenti diversi.
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18 di 25 Domande

L’NNT (number needed to treat), cioè il numero di pazienti che devono ricevere un trattamento per ottenere che uno di loro presenti l’evento d’interesse si ottiene:

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  • A) Dividendo per due la riduzione del rischio relativo.


  • B) Dividendo per due la riduzione assoluta del rischio.


  • C) Calcolando l'inverso della riduzione del rischio relativo.


  • D) Calcolando l'inverso della riduzione assoluta del rischio.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
L'NNT (number needed to treat), cioè il numero di pazienti che devono ricevere un trattamento per ottenere che uno di loro presenti l'evento d'interesse si ottiene calcolando l'inverso della riduzione assoluta del rischio o differenza del rischio, cioè la differenza aritmetica tra le frequenze con cui si verifica un evento in seguito a due diversi trattamenti. In particolare, se la differenza del rischio risulta zero (i trattamenti sono perciò equivalenti), NNT ha valore infinito. L’NNT è calcolabile in ogni trial i cui esiti siano espressi da risultati binari (guarigione/malattia, sopravvivenza/morte, ecc.). Un trattamento è tanto più efficace quanto più basso è NNT: un trattamento con il quale si risparmia un decesso ogni 10 pazienti è ovviamente migliore di uno che ottiene lo stesso risultato ogni 50 pazienti trattati.

19 di 25 Domande

Nel Centro internazionale di vaccinazione di Roma si intende condurre uno studio per determinare se l'incidenza e le caratteristiche degli effetti collaterali che appaiono nei suoi viaggiatori dopo la somministrazione del vaccino contro la febbre gialla corrispondano alle evidenze disponibili nella letteratura. Di che tipo di studio si tratta?

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  • A) Sperimentazione clinica di fase III di sicurezza.


  • B) Studio caso-controllo.


  • C) Studio di pre-autorizzazione.


  • D) Studio post-autorizzazione osservazionale prospettico.


  • E) Studio post-autorizzazione osservazionale retrospettivo.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Uno studio per determinare se l'incidenza e le caratteristiche degli effetti collaterali che appaiono nei suoi viaggiatori dopo la somministrazione del vaccino contro la febbre gialla corrispondano alle evidenze disponibili nella letteratura sarebbe uno studio di fase IV di vigilanza post-autorizzazione osservazionale prospettico. In particolare, gli studi di questa fase devono essere controllati e randomizzati e valutano la sicurezza del farmaco verificando la comparsa di reazioni avverse più rare evidenziabili solo con l’uso in massa del farmaco. Inoltre, valutano anche la presenza di effetti secondari e la sua efficacia analizzando la possibilità di nuove indicazioni.

20 di 25 Domande

Il disegno dello studio epidemiologico che meglio si adatta alla valutazione dell'associazione tra una reazione avversa rara e un trattamento farmacologico frequentemente utilizzato è:

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  • A) Uno studio di coorte.


  • B) Uno studio caso-controllo.


  • C) Uno studio ecologico.


  • D) Uno studio sequenziale.


  • E) Uno studio pilota.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Il disegno dello studio epidemiologico che meglio si adatta alla valutazione dell'associazione tra una reazione avversa rara e un trattamento farmacologico frequentemente utilizzato è uno studio caso-controllo, perché, rispetto agli studi di coorte prospettici, richiede meno tempo ed è più economico ed inoltre, rende possibile studiare più fattori di rischio insieme per una singola malattia. In particolare, è uno studio analitico osservazionale in cui si analizzano i soggetti affetti (casi) e non affetti (controlli) dalla malattia, di cui si sta studiando l’eziologia, per verificare se l’esposizione nel passato ad un potenziale fattore di rischio abbia una maggiore prevalenza nella popolazione affetta rispetto a quella sana.

21 di 25 Domande

In uno studio caso-controllo, qual è l'impatto che avrebbe un errore di classificazione dell'esposizione di tipo "non differenziale" (cioè che si verifica con la stessa probabilità nel gruppo dei casi e nel gruppo dei controlli) sulla misura dell'associazione?

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  • A) Avvicinerebbe la misura dell'associazione al valore nullo


  • B) Sposterebbe il risultato verso l'ipotesi’alternativa.


  • C) Sposterebbe il risultato in una direzione imprevedibile.


  • D) Non modificherebbe la misura dell'associazione.


  • E) Avvicinerebbe la misura dell’associazione verso un valore uguale a 1.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
In uno studio caso-controllo, l'impatto che avrebbe un errore di classificazione dell'esposizione di tipo "non differenziale" (cioè un errore che si verifica con la stessa probabilità nel gruppo dei casi e nel gruppo dei controlli) sulla misura dell'associazione la porterebbe al valore nullo portando ad una sottostima dell’effetto di essa. In particolare, questo è vero solo nel caso di variabile di esposizione dicotomica mentre in caso di variabile di esposizione politomica un errore di classificazione dell’esposizione “non differenziale” tenderebbe ad allontanare il risultato dal valore nullo determinando al contrario, una sovrastima dell’effetto dell’associazione.

22 di 25 Domande

Il test "chi quadrato" può essere utilizzato per determinare:

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  • A) Il grado di associazione per variabili quantitative.


  • B) Confronto delle medie in due campioni.


  • C) L'uguaglianza delle varianze in due gruppi.


  • D) Il grado di associazione per variabili qualitative.


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la D
Il test "chi quadrato" di Pearson è uno dei test di verifica delle ipotesi che utilizza la distribuzione chi quadrato per decidere se rifiutare o meno l’ipotesi nulla e determinare il grado di associazione per variabili qualitative o categoriche. In particolare, viene utilizzato per verificare che le frequenze dei valori osservati si adattino alle frequenze teoriche di una distribuzione di probabilità prestabilita. Al contrario, per misurare il grado di associazione per variabili quantitative è necessario considerare il numero di campioni da confrontare:
- il test t di Student, nel caso di 2 campioni;
- l’analisi della varianza (ANOVA) in caso di 3 o più gruppi (risposta A errata)
All’opposto, tra gli studi per determinare l'uguaglianza delle varianze in due gruppi ci sono il test F, test di Bartlett o quello di Levene (risposta C errata)

23 di 25 Domande

Lo spessore della piega del grasso sottocutaneo a livello del tricipite viene talvolta usato per valutare la quantità di grasso corporeo. Questa variabile non è normalmente distribuita nelle popolazioni. Vogliamo confrontare il valore medio di questa variabile in due popolazioni che assumiamo presentino diverse condizioni nutrizionali. Il test statistico più adeguato per la verifica delle ipotesi è:

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  • A) Il test di Mann-Whitney.


  • B) Test t di Student.


  • C) Il calcolo del coefficiente di correlazione di Pearson.


  • D) Il test Snedecor F.


  • E) Test di Bartlett.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
Il test statistico più adeguato per la verifica delle ipotesi in questo studio che prende in considerazione una variabile quantitativa (lo spessore della piega del grasso cutaneo) confrontando due popolazioni indipendenti che non seguono una distribuzione normale è il test U di Mann-Whitney, facente parte dei test non parametrici. Al contrario, nel caso in cui le popolazioni avessero seguito una distribuzione normale avremmo utilizzato il corrispettivo test parametrico t di Student (risposta B errata). All’opposto, sia il test Snedecor F che il test di Bartlett vengono impiegati per determinare l'uguaglianza delle varianze in due gruppi (risposte D ed E errate). Infine, il calcolo del coefficiente di correlazione di Pearson tra due variabili valuta un’eventuale relazione di linearità tra esse e può assumere valore compreso tra -1 e +1, dove:
+1 corrisponde alla perfetta correlazione lineare positiva;
0 corrisponde ad un’assenza di correlazione lineare;
+1 corrisponde alla perfetta correlazione lineare negativa (risposta C errata).

24 di 25 Domande

L'efficacia di tre trattamenti per la riduzione dell'acne è misurata dal numero di lesioni che scompaiono. Ogni trattamento viene applicato a un gruppo di volontari e i risultati vengono confrontati. Il test statistico più appropriato per valutare le differenze tra i gruppi è:

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  • A) Analisi della varianza ad una via.


  • B) Analisi fattoriale (multivariata).


  • C) Test esatto di Fisher.


  • D) Analisi della regressione.


  • E) Test t di Student.


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La risposta corretta è la A
Il test statistico più appropriato per valutare le differenze tra tre gruppi a cui sono stati somministrati tre trattamenti diversi per l’acne confrontati in base al numero di lesioni che scompaiono è l’analisi della varianza ad una via, in quanto si tratta di una variabile quantitativa per il confronto tra tre gruppi indipendenti che si assume seguano una distribuzione normale (visto che non viene specifato altrimenti).
Al contrario, il corrispettivo test non parametrico nel caso in cui i gruppi non seguissero una distribuzione normale sarebbe il test di
Kruskall-Wallis.

25 di 25 Domande

In uno studio si e' confrontato il trattamento di pazienti con diagnosi di artrite reumatoide con un nuovo farmaco antireumatico rispetto al trattamento standard con methotrexate. Il costo incrementale del nuovo farmaco antireumatico era di 28.000 euro per ogni anno di vita aggiustato per la qualità (QALY) aggiuntivo guadagnato rispetto al methotrexate. Indicare quale tipo di analisi farmacoeconomica e' stata eseguita:

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  • A) Analisi di minimizzazione dei costi.


  • B) Analisi costi-efficacia.


  • C) Analisi costi-benefici.


  • D) Analisi costi-utilita'.


  • E) Nessuna delle precedenti.


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La risposta corretta è la D
È stata eseguita un’analisi costi-utilità, un tipo di studio di farmacoeconomia che prende in considerazione le preferenze dei pazienti ai fini del risultato, come ad esempio dare priorità alla qualità della vita rispetto al numero di anni che restano da vivere. Le analisi costi-utilità presentano come unità di misura l’anno di vita aggiustato per la qualità (QALY). Al contrario, le analisi di minimizzazione dei costi richiedono che i risultati siano gli stessi mentre in questo caso il costo incrementale del nuovo farmaco antireumatico è stato di 28.000 euro per ogni QALY aggiuntivo guadagnato rispetto al methotrexate (risposta A errata). All’opposto, poichè i risultati sono diversi anche nella analisi costi-efficacia c’è un costo incrementale ma l’unità di riferimento di queste analisi non è il QALY (risposta B errata). Infine, l’analisi costi-benefici utilizza come unità di misura le unità monetarie e non i QALY (risposta C errata)

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