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1 di 25 Domande

Quale delle seguenti affermazioni è FALSA rispetto alla struttura anatomica indicata con la freccia blu nell’immagine?

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  • A) E' innervato dal nervo mediano.


  • B) La sua funzione e' la supinazione dell’avambraccio.


  • C) Partecipa alla stabilizzazione dell’articolazione radio-ulnare distale.


  • D) Ha origine nel quarto distale della faccia anteriore dell’ulna e la sua inserzione nel quarto distale della faccia anteriore del radio


  • E) Le sue fibre sono perpendicolari all’asse longitudinale dell’avambraccio


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
Il muscolo indicato è il pronatore quadrato, responsabile insieme al pronatore rotondo della pronoazione dell’avambraccio, quindi è falso che la sua funzione sia la supinazione dell’avambraccio. Al contrario, è innervato da un ramo del nervo mediano, il nervo interosseo (risposta A errata) e partecipa alla stabilizzazione dell’articolazione radio-ulnare distale (risposta C errata). Inoltre, origina dalla faccia anteriore del quarto distale dell’ulna e si inserisce sulla faccia anteriore del quarto distale del radio (risposta D errata) e le sue fibre sono perpendicolari all’asse longitudinale dell’avambraccio (risposta E errata).

2 di 25 Domande

Rispetto alla foto del caso clinico, dove si trova l’arteria basilare?

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  • A) 1


  • B) 2


  • C) 3


  • D) 4


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
La freccia che indica l’arteria basilare è la 2. In particolare, l’arteria basilare si forma dall’unione delle due arterie vertebrali e costituisce la porzione posteriore del Poligono di Willis, che si completa anteriormente con la confluenza delle due carotidi interne. Al contrario, le arterie appaiono scure alla RMN T2 per l’assenza di segnale, mentre il liquido cefalorachidiano appare iperintenso (bianco) come nel quarto ventricolo (risposta C errata).  All’opposto, la freccia 1 indica la carotide interna destra vicina alla parete laterale del seno sfenoidale (risposta A errata). Infine, la freccia 4 potrebbe indicare la cisterna cerebello-midollare (o cisterna magna) dove frequentemente hanno sede malformazioni e lesioni espansive ma potrebbe anche indicare le due arterie cerebellari posteroinferiori (PICA) che si uniscono sulla faccia mediale degli emisferi cerebellari (risposta D errata).

3 di 25 Domande

Quale delle seguenti corrisponde all'arteria mesenterica superiore?

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  • A) 1


  • B) 2


  • C) 3


  • D) 4


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la B
La freccia 2, indica l’arteria mesenterica superiore alla sinistra della vena mesenterica superiore. Al contrario, la freccia 1 indica l’aorta addominaleche decorre davanti al corpo vertebrale e alla sinistra della vena cava inferiore (risposta A errata). All’opposto, la freccia 3 indica la vena mesenterica superiore (risposta C errata). Infine, la freccia 4 indica la cistifellea (risposta D errata).

4 di 25 Domande

Uomo di 73 anni con emottisi. Lo studio radiologico mostra un’opacità polmonare che richiede una biopsia. La diagnosi istopatologica dell'immagine microscopica della biopsia è:

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  • A) Adenocarcinoma


  • B) Tumore carcinoide atipico.


  • C) Carcinoma squamoso.


  • D) Carcinoma neuroendocrino


  • E) Carcinoma a grandi cellule.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La diagnosi istopatologica dell’immagine microscopica della biopsia è di carcinoma squamoso. In particolare, l’immagine presenta un agglomerato cellulare in cui è possibile apprezzare un certo grado di atipia cellulare con colorazione rosa-rosso per l’eosinofilia che caratterizza la differenziazione squamosa. Al contrario, sono assenti i vacuoli intracitoplasmatici ripieni di muco caratteristici delle cellule dell’adenocarcinoma, che apparirebbero chiare e non rosa eosinofile (risposta A errata). Inoltre, assente anche il tipico quadro pleomorfo con cellule di grandi dimensioni tipico del carcinoma a grandi cellule (risposta E errata). Infine, non è presente neanche la disposizione compatta “a palizzata” delle cellule rotondeggianti, con scarso citoplasma e nucleo intensamente cromofilo, tipica del carcinoma neuroendocrino (risposta D errata).

5 di 25 Domande

Donna di 25 anni con adenopatia palpabile e indolore della regione sopraclavicolare. La paziente riferisce di avere avuto periodi febbrili. Viene eseguita una biopsia e colorazione con ematossilina-eosina. Il referto anatomopatologico riporta che la lesione mostra una componente di grandi cellule che esprimono CD15 e CD30, ma non CD45, con presenza di infiltrato infiammatorio. La sua diagnosi e'?

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  • A) Toxoplasmosi.


  • B) Malattia di Hodgkin.


  • C) Mononucleosi infettiva.


  • D) Malattia da graffio di gatto.


  • E) Adenite tubercolare.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
L’aspetto istopatologiaco e la clinica sono fortemente suggestive di linfoma di Hodgkin, una neoplasia maligna del sistema linforeticolare che può colpire non solo i linfonodi ma anche milza, fegato e midollo osseo. Si manifesta frequentemente con adenopatie cervicali, sopraclavicolari o ascellari indolori, a cui possono associarsi febbre, sudorazione, calo ponderale, prurito ed epatosplenomegalia. La diagnosi si basa sulla biopsia che rivela tipiche cellule di Reed-Sternberg (grosse cellule binucleate “a pop corn”) in un infiltrato cellulare pleomorfo con istiociti, plasmacellule, monociti, linfociti ed eosinofili. Questo quadro istopatologico insieme alle altre caratteristiche immunoistochimiche descritte nel quesito (CD15+, CD30+ e CD45-) delineano il quadro di linfoma di Hodgkin varietà classica sottotipo scleronodulare.

6 di 25 Domande

Davanti al seguente ECG e sapendo che corrisponde ad un paziente di 78 anni con storia di esteso infarto anteriore e moderata disfunzione ventricolare residua, quale sarebbe il tuo primo sospetto diagnostico?

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  • A) Tachicardia atriale.


  • B) Tachicardia sopraventricolare dovuta al rientro intranodale.


  • C) Tachicardia ventricolare.


  • D) Flutter atriale atipico.


  • E) Fibrillazione atriale


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
L’ECG mostra una tachicardia regolare con QRS largo che, in un paziente con precedente IMA, suggerisce, come prima opzione diagnostica, una tachicardia ventricolare. Al contrario, la tachicardia atriale, la tachicardia sopraventricolare dovuta al rientro intranodale, la tachicardia ventricolare, il flutter atriale atipico e la fibrillazione atriale si presentano usualmente come tachicardie con QRS stretto.

7 di 25 Domande

Una donna di 39 anni, alla 34° settimana di gestazione con parto in corso, dopo l’inserimento di un catetere epidurale per analgesia, riferisce vertigini. Si rileva una pressione arteriosa pari a 104/57 mmHg e una frequenza cardiaca di 45 bpm. Si somministrano 9 mg di efedrina i.v. dopo i quali riferisce palpitazioni e senso d’oppressione alla base del collo. Si effettua un ECG (vedi immagine). Quale dei seguenti processi patofisiologici è stato in grado di contribuire allo sviluppo del quadro clinico presentato da questa paziente?

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  • A) Rottura di placca con trombo non occlusivo sovrapposto


  • B) Spasmo di un'arteria coronarica epicardica


  • C) Ischemia miocardica correlata all'aumento della domanda di ossigeno del miocardio.


  • D) Disfunzione dell'endotelio coronarico


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Il processo patofisiologico in grado di contribuire allo sviluppo del quadro clinico è un’ischemia miocardica correlata all'aumento della domanda di ossigeno miocardico. In particolare, dopo l’inserimento del catetere epidurale compare un episodio vagale per il quale si somministra efedrina (agonista adrenergico). Quest’ultima stimola i recettori beta miocardici e alpha periferici aumentando la richiesta di ossigeno del miocardio e determinando, in questo caso, un evento ischemico con angina e sottoslivellamento diffuso di ST all’ECG. Al contrario, lo spasmo coronario di solito determina un sopraslivellamento transitorio di ST in un territorio specifico (risposta B errata). All’opposto, la rottura di placca con trombo non occlusivo sovrapposto è la causa principale di sindrome coronarica acuta senza elevazione di ST ma normalmente è circoscritta ad un territorio specifico (risposta A errata).

8 di 25 Domande

Una donna di 42 anni giunge al pronto soccorso riferendo mancanza di respiro durante la notte che la costringe ad alzarsi e che regredisce progressivamente. Inoltre, segnala progressivo peggioramento della sua capacità funzionale nelle ultime due settimane, con difficoltà a salire una rampa di scale a causa di "asfissia". Otto giorni fa è andata nel suo centro di cura per un episodio di palpitazioni che insorgevano e scomparivano improvvisamente. Avendo a disposizione un ecocardiogramma portatile si esegue un'esplorazione il cui esito è quello mostrato nell’immagine (immagini ecocardiografiche transtoraciche ottenute in telesistole, in proiezione apicale-3-camere. Pannello A: immagine in scala di grigi (modalità B). Pannello B: Immagine color-Doppler della stessa sede del Pannello A. VI: ventricolo sinistro; AI: atrio sinistro; Ao: Aorta.). L'opzione terapeutica che risolverebbe il problema di questa paziente è:

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  • A) L'impianto di una protesi transcatetere in posizione aortica


  • B) Valvuloplastica percutanea con catetere a palloncino della valvola aortica.


  • C) Un intervento chirurgico sulla valvola mitrale, se possibile la riparazione.


  • D) Un trattamento medico sarebbe sufficiente e non richiede alcun intervento in alcuna valvola.


  • E) Un intervento chirurgico sulla valvola tricuspide


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
L'opzione terapeutica che risolverebbe il problema della paziente del caso clinico è un intervento sulla valvola mitrale con l’intento, se possibile, di effettuare una riparazione. In particolare, è mostrato un ecocardiogramma, con proiezione apicale-3-camere, in cui si evidenzia un rigurgito sistolico dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro, perciò si tratta di una insufficienza mitrale, il cui trattamento d’elezione, una volta diventata sintomatica, è chirurgico

9 di 25 Domande

Uomo di 50 anni, diabetico e sovrappeso. Giunge al pronto soccorso per dolore retrosternale e alla mandibola insorto nel sonno e che perdura da 3 ore. Viene effettuato questo elettrocardiogramma. Qual è la diagnosi?

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  • A) Infarto acuto antero-settale.


  • B) Pericardite acuta.


  • C) Infarto inferiore.


  • D) Infarto infero-laterale acuto.


  • E) Infarto laterale.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la D
La diagnosi suggerita dall’elettrocardiogramma del caso clinico è di un infarto infero-laterale acuto, poiché si osserva un sovraslivellamento di ST nelle derivazioni II, III e aVF (sede inferiore) ma anche nelle derivazioni V5-V6 (sede laterale). Al contrario, in caso di infarto antero-settale avremmo un’elevazione di ST in V1-V4 (risposta A errata). All’opposto, in caso di pericardite acuta avremmo un sovraslivellamento diffuso di ST ed un sottoslivellamento di PR (risposta B errata). Invece, se fosse stato un infarto inferiore avremmo rilevato un’elevazione solo in II, III, aVF (risposta C errata). Infine, in caso di infarto laterale avremmo un’elevazione di ST in I, aVL, V5-V6 (risposta E errata).

10 di 25 Domande

Una donna di 80 anni con una storia di ipertensione, dislipidemia e artrosi cervicale in trattamento con enalapril/idroclorotiazide e simvastatina da anni e sporadicamente con paracetamolo. Riferisce lesioni cutanee pruriginose sul tronco e alle estremità da due settimane, per le quali non ha eseguito trattamenti medici (immagine). La paziente è emodinamicamente stabile e apiretica quando giunge al pronto soccorso. Indica l'opzione corretta:

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  • A) Nella biopsia cutanea eseguita su una lesione di recente comparsa, mi aspetto di trovare spongiosi epidermica, vescicole spongiotiche e infiltrato eosinofilo.


  • B) Le lesioni sono compatibili con un quadro di pustolosi esantematica acuta generalizzata, motivo per cui dovrebbe iniziare un trattamento orale con amoxicillina/acido clavulanico.


  • C) Con il sospetto di una malattia bollosa autoimmune, si esegue una biopsia delle lesioni per l'immunofluorescenza diretta. Si richiede ricovero ospedaliero e trattamento con prednisone alla dose di 1 mg kg/giorno.


  • D) Con il sospetto di eczema disseminato, si esegue una biopsia della lesione, colorata con ematossilina-eosina, e si inizia il trattamento con prednisone alla dose di 1 mg/kg/giorno.


  • E) Le lesioni sono compatibili con un’eziologia virale, per cui si preleva materiale per test colturale e si inizia terapia antivirale


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
Il quadro clinico presentato pone il sospetto di una malattia bollosa autoimmune come il pemfigoide bolloso, che suole affliggere gli anziani e che si manifesta con un’eruzione pruriginosa eczematoso-orticarioide. In particolare, a diffrenza del pemfigo compaiono vescicole e bolle tese che si sviluppano su cute di aspetto eritematoso con segno di Nikolsky negativo. Solo in un terzo dei pazienti possono comparire lesioni a livello delle mucose. La diagnosi si avvale della biopsia delle bolle subepidermiche, con IFD che mostrerà depositi lineari di IgG e C3 nella membrana basale, senza acantolisi. Nei casi molto estesi viene intrapresa una terapia corticosteroidea sistemica a dosi di 0,5-1 mg/kg/die, da sola o associata ad immunosoppressori.

11 di 25 Domande

Paziente di 78 anni con una storia di sigmoidectomia per diverticolite 12 anni anni prima. Il quadro clinico prevede distensione addominale, accompagnata da dolore addominale diffuso, nausea e vomito alimentare, con evacuazioni scarse e liquide. All'esame obiettivo, è apiretico, emodinamicamente stabile, con dolore diffuso alla palpazione dell'addome, che è disteso e con timpanismo senza peritonismo. I rumori idro-aerei sono aumentati. Le analisi di laboratorio, che includono emocromo, test biochimici, sull’emostasi e l'emogasanalisi, sono normali. Nell'immagine si mostrano Rx di addome e TC Qual è la diagnosi?

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  • A) Pseudo-ostruzione intestinale.


  • B) Occlusione intestinale da aderenze.


  • C) Ischemia intestinale.


  • D) Cancro al colon.


  • E) Morbo di Crohn.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la D
Il quadro clinico è suggestivo di ostruzione intestinale la cui causa più frequente è il cancro del colon. In particolare, il quadro ostruttivo è caratterizzato da dolore addominale, nausea, vomito e distensione addominale. L’RX diretta dell’addome ci indirizza verso una ostruzione dell’intestino crasso in quanto mostra una dilatazione del colon trasverso con assenza di gas a valle, com’è possibile notare osservando la mancanza di gas a livello dell’ala iliaca sinistra. La neoplasia appare alla TC con contrasto venoso come un ingrossamento focale della parete delineando il tipico aspetto “a torsolo di mela”. Le cause principali di occlusione dell’intestino tenue sono: aderenze (60%), ernie (25%), cancro (10%). Invece, le cause principali di occlusione dell’intestino crasso sono: cancro (60%), volvolo (20%), diverticolite (10%).

12 di 25 Domande

Paziente di 58 anni con una storia clinica di pirosi di lunga data. Viene eseguita un'endoscopia del tratto digestivo superiore, mostrata nell'immagine. Qual è la diagnosi più’probabile?

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  • A) Esofago di Barrett.


  • B) Esofagite peptica.


  • C) Esofagite eosinofila.


  • D) Malattia di Mallory-Weiss.


  • E) Candidosi esofagea.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A.
La diagnosi più probabile in un paziente con storia clinica di pirosi di lunga data è un esofago di Barret, metaplasia determinata dall’insulto cronico dei succhi acidi gastrici sulla mucosa esofagea in pazienti che soffrono della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). In particolare, l’endoscopia mostra un’area rosso salmone a livello della giunzione esofago-gastrica ma è solo con la biopsia e successivo esame istopatologico che sarà possibile ottenere una diagnosi di conferma. Invece, nonostante l’immagine endoscopica possa apparire simile anche nell’esofagite peptica, il dato della lunga storia di pirosi e quindi di MRGE ci orienta verso il Barret (risposta B errata). Al contrario, l’esofagite eosinofila è tipica di pazienti più giovani che presentano dispepsia, disfagia, malnutrizione e l’immagine endoscopica mostra una mucosa esofagea edematosa con presenza di solchi, stenosi ed anelli (risposta C errata). All’opposto, la malattia di Mallory-Weiss è una lacerazione della mucosa dell’esofago distale e dello stomaco prossimale causata da vomito violento (risposta D errata). Infine, la candidosi esofagea, solitamente associata negli immunodepressi ad un’infezione del cavo orofaringeo, presenta placche biancastre che possono ulcerarsi e determinare stenosi del lume (risposta E errata)

13 di 25 Domande

Donna di 65 anni senza antecedenti d’interesse giunge al pronto soccorso di un ospedale per nausea e per un dolore persistente nell'ipocondrio destro che è peggiorato nelle ultime 24 ore; è associato ad anoressia con un certo grado di astenia e distermia. Entrando nel pronto soccorso, è febbricitante (38.2º C), normoteso (125/75 mm Hg), e con dolore alla palpazione selettiva dell'ipocondrio destro; il resto dell’esame fisico è negativo. L'analisi effettuata rivela che gli unici parametri alterati sono una leucocitosi di 13.000/mm con associata neutrofilia. In questo contesto clinico, il chirurgo di turno richiede un'ecografia addominale. Indica la risposta corretta:

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  • A) L'ecografia mostra una colecisti distesa, pareti ispessite ed edematose, con litiasi infundibolare. Questi risultati suggeriscono la diagnosi di colelitiasi acuta.


  • B) . L'ecografia mostra una colecisti distesa, con pareti ispessite ed edematose, senza evidenza di colelitiasi. Questi risultati suggeriscono la diagnosi di colecistite acuta alitiasica


  • C) . L'ecografia mostra una colecisti poco distesa, pareti ispessite (a causa della bassa distensione) senza evidenza di litiasi. Questi risultati escludono la diagnosi di colelitiasi acuta.


  • D) In questo contesto clinico, il primo test da eseguire deve sempre essere la TC addominale perché mostra una maggiore sensibilità nella rilevazione della colelitiasi.


  • E) In questo contesto clinico, il primo test da effettuare è l’ERCP perché efficace sia per la diagnosi che per l’eventuale trattamento.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
L'ecografia addominale mostra una colecisti distesa, pareti ispessite, edematose e un’immagine iperecogena con ombra acustica posteriore, compatibile con una litiasi infundibolare. Questi risultati suggeriscono la diagnosi di colelitiasi acuta. In particolare, il quadro clinico della paziente caratterizzato da dolore all’epicondrio destro, segno di Murphy positivo e febbre è fortemente suggestivo di colecistite acuta che nel 90% dei casi è dovuta alla presenza di calcoli. Al contrario, la TC non è il primo test da eseguire nel sospetto di colelitiasi in quanto rileva esclusivamente i calcoli a base di calcio (risposta D errata). 

14 di 25 Domande

Vediamo in ambulatorio un uomo di 31 anni. Viene accompagnato da sua madre, con cui ancora vive e dalla quale dipende. Non trova lavoro da due anni e negli ultimi mesi si è rinchiuso in casa. Il paziente afferma di sentirsi stanco e debole e per questo preferisce non uscire di casa. La madre sospetta che il paziente sia depresso ed entrambi riconoscono che probabilmente è aumentato di peso, sebbene non si sia pesato. Nell'esame clinico, ciò che più attrae la nostra attenzione è una PA di 150/100 mmHg e un addome prominente mostrato nell’immagine. In questa situazione, quale sarebbe il comportamento immediato più appropriato?

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  • A) Tutti i dati del paziente sono compatibili con un eccesso di glucocorticoidi. Escluderei tramite un’indagine l'apporto esterno (orale, in creme) e, oltre a un’analisi standard che include studio del profilo lipidico e glicemico, richiederei diverse misurazioni del cortisolo libero nelle urine e una misurazione del cortisolo plasmatico al mattino presto, dopo somministrazione orale di desametasone la sera prima.


  • B) Le smagliature cutanee possono essere giustificate da un possibile precedente assottigliamento. Molto probabilmente, il paziente ha una sindrome metabolica (obesità, ipertensione, stile di vita sedentario…). Continuerei a studiare questo aspetto (glicemia, lipidi, conferma dell’ipertensione, ecc.). L'eventuale depressione potrebbe essere una risposta al fatto di non trovare lavoro e per il momento non mi concentrerei su questo aspetto.


  • C) Le smagliature cutanee sono relativamente non specifiche in un paziente obeso e una PA elevata in una singola determinazione non consente di trarre conclusioni. Oltre a richiedere un esame generale e continuare lo studio di un eventuale ipertensione arteriosa, darei la priorità agli aspetti depressivi del comportamento del paziente e lo sottoporrei ad una valutazione psichiatrica.


  • D) Penserei alla possibilità che il paziente abbia una malattia epatica cronica con ipertensione portale e ascite. Anche se non ci ha riferito un consumo elevato di alcol, ci sono altre cause (virali, ecc.) che dovrebbero essere studiate. Una PA elevata in una prima visita potrebbe non essere significativa e, per ora, il presunto quadro depressivo lo lascerei in secondo piano. Intraprendereii uno studio della malattia epatica cronica con esami, in questa prima fase, biochimici e d’imaging.


  • E) Nessuna delle precedenti.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
In questa situazione il comportamento immediato più appropriato sarebbe considerare che tutti i dati del paziente sono compatibili con un eccesso di glucocorticoidi. In particolare, dopo aver escluso tramite un’indagine l'apporto esterno (orale, in creme) e, aver richiesto un’analisi standard che include studio del profilo lipidico e glicemico, è necessario effettuare diverse misurazioni del cortisolo libero nelle urine e una misurazione del cortisolo plasmatico al mattino presto, dopo somministrazione orale di desametasone la sera prima.
Infatti, nell’immagine sono evidenti le striature rosso-vinose localizzate al basso ventre e alla radice degli arti che insieme alle alterazioni dell’umore, come la depressione, possono manifestarsi nella sindrome di Cushing (risposta B e C errata). I dati a disposizione non sono compatibili con una condizione di epatopatia cronica con ipertensione portale ed ascite ed anche l’aumento della circonferenza addominale è da riferirsi alla caratteristica redistribuzione del tessuto adiposo e non all’accumulo del liquido ascitico (risposta D errata) 

15 di 25 Domande

Paziente affetto da gozzo tiroideo. Nell'immagine si mostra la sua ecografia tiroidea in scala di grigi e color Doppler. Alla luce di questi risultati, indica la risposta corretta:

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  • A) L'immagine mostra una ghiandola ingrandita e leggermente ipoecogena, con noduli multipli, ecostruttura eterogenea e ipervascolarizzata. Suggestiva di gozzo multinodulare.


  • B) L'immagine mostra una ghiandola ingrandita, ecogenicità normale, ecostruttura omogenea, senza noduli. La vascolarizzazione è prominente, reperto normale nel parenchima


  • C) . L'immagine mostra una ghiandola ingrandita e leggermente ipoecogena, senza noduli, di ecostruttura eterogenea e ipervascolarizzata. I risultati suggeriscono la malattia di Graves, ma ci sono tiroiditi subacute che possono mostrare risultati simili.


  • D) L'immagine mostra una ghiandola leggermente aumentata di volume, normale ecogenicità ed ecostruttura eterogenea. L'aumento della vascolarizzazione diffusa richiede una puntura ecografica guidata (PAAF) per escludere la neoplasia tiroidea.


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
L’immagine dell’ecografia tiroidea del paziente con gozzo del caso clinico mostra una ghiandola ingrandita e leggermente ipoecogena, senza noduli, di ecostruttura eterogenea e ipervascolarizzata. I risultati suggeriscono la malattia di Graves, ma ci sono tiroiditi subacute che possono mostrare risultati simili. Per distinguere le diverse condizioni può essere utile la gammagrafia, in cui osserviamo la captazione del radionuclide dovuta all’iperfunzione della ghiandola presente nel morbo di Graves ed assente invece in caso di tiroidite. Al contrario, poiché nell’ecostruttura della tiroide non si rilevano lesioni focali l’aumento delle sue dimensioni non può essere attribuito ad un gozzo multinodulare e non risulta utile procedere alla PAAF data l’assenza di lesioni potenzialmente neoplastiche (risposta A e D errate).
 

16 di 25 Domande

Una donna nera di 54 anni presenta astenia, sonnolenza, parestesie, disturbo dell’andatura, perdita di forza e sensibilità in entrambi gli arti inferiori. Le analisi mostrano Hb 10,4 g/dL, MCV 107 fL, piastrine 110.000/mm3, leucociti 5.000/mm3, neutrofili 1900/mm3, linfociti 2500/mm3, monociti 300/mm3, eosinofili 300/mm3, reticolociti 1,0% (valore normale: 0,5-2), reticolociti totali 5,400/mm3, aptoglobina 0 g/L (valore normale: 0,3-2 g / L), LDH 1,114 U/L, AST (GOT) 50 U/L, ALT (GPT) 30 U/L, GGT 16 U/L, fosfatasi alcalina 90 U/L, bilirubina totale 1,03 mg/dL. Test di Coombs negativo. Lo striscio di sangue periferico è mostrato nell'immagine. Valutato il quadro clinico e analitico, qual è il trattamento che dovrebbe essere somministrato a questo paziente?

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  • A) Plasmaferesi.


  • B) Corticosteroidi orali.


  • C) Vitamina B12 parenterale.


  • D) Acido folico e splenectomia.


  • E) Flebotomia.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la C
Valutato il quadro clinico e analitico, il trattamento che dovrebbe essere somministrato a questo paziente è la vitamina B12 per via parenterale, in quanto l’ipotesi diagnostica che scaturisce dall’insieme dei dati laboratoristici e della clinica con deficit neurologici è di un’anemia megaloblastica da carenza di vitamina B12. In particolare, nell’immagine è possibile notare i PMNs polisegmentati tipici di questa condizione. L’MCV elevato indica che siamo davanti ad una anemia macrocitica che in questo caso, essendo megaloblastica, si accompagna a deficit della sintesi del DNA con emolisi associata ed infatti sono presenti un’aptoglobina pari a zero ed un aumento di LDH. Il valore non elevato dei reticolociti permette di escludere un’anemia emolitica primaria.  Al contrario, sebbene anche la carenza di acido folico sia associato ad una anemia megaloblastica le manifestazioni neurologiche come parestesie, disturbo dell’andatura, perdita di forza e sensibilità in entrambi gli arti inferiori sono esclusivamente attribuibili ad una carenza di B12, per questo motivo non trova indicazione un trattamento che preveda acido folico e splenectomia (risposta D errata). All’opposto, la plasmaferesi sarebbe stato un trattamento opportuno in caso di porpora trombotica trombocitopenica e in quel caso avremmo ritrovato schistociti nello striscio (risposta A errata). Invece, dato che il test di Coombs è negativo, è possibile escludere un’eziologia autoimmune e quindi la terapia corticosteroidea associata (risposta B errata). Infine, la flebotomia, cioè il prelievo di un certo quantitativo di sangue, è un trattamento raccomandato nei pazienti affetti da policitemia (risposta E errata).

17 di 25 Domande

Un giovane paziente di 22 anni ci viene inviato dal medico di assistenza primaria. Originario della Giamaica, vive in Spagna da cinque mesi. La ragione per la quale ha consultato il medico di medicina generale era una sensazione di stanchezza. Riferisce storia di dolori articolari da diversi anni, di intensità moderata, senza segni infiammatori, che non erano stati studiati nel suo paese. L'esame clinico mostra pallore delle mucose e una dolorosa lesione ulcerata alla gamba, presente da tre anni, per la quale non si era mai consultato con un medico. Non ricorda alcun trauma locale. I test di laboratorio mostrano un HB di 7,6 g/dL, reticolociti 417.000/uL, HCT 22,8%, 13.540 leucociti/uL, con il 51% dei neutrofili e il 36% dei linfociti, piastrine 286.000/uL, 2,12 bilirubina mg/dL, (diretta 0,4 mg/dl) e lattato deidrogenasi 318 U/L (v.n. 190 U/L). I test standard della coagulazione rientrano nei range normali. La radiografia del torace è normale, così come l’Eco-Doppler degli arti inferiori. Che tipo di anemia sospetteresti prima di iniziare i corrispondenti studi di conferma?

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  • A) Anemia a cellule falciformi.


  • B) Anemia emolitica autoimmune.


  • C) Anemia dovuta a malattia cronica.


  • D) Anemia da carenza di ferro.


  • E) Anemia megaloblastica.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta è la A
In base alla clinica riferita dal paziente e ai risultati dei test analitici effettuati il sospetto diagnostico è quello di un’anemia a cellule falciformi, emoglobinopatia causata dall’eredità omozogote di Hb S che fa assumere agli eritrociti la tipica forma a falce determinando occlusione vasale ed emolisi. In particolare, è tipica della razza nera (il paziente proviene dalla Giamaica) ed è caratterizzata da astenia, pallore, dolori articolari e lesioni ulcerative dovute alle occlusioni vascolari. Viene inquadrata tra le anemie emolitiche croniche con aumento dei reticolociti, bilirubina indiretta e LDH (risposte C, D, E errate) ma non è autommune in quanto non viene fatta menzione di positività al test di Coombs (risposta B errata).

18 di 25 Domande

Indicare a cosa corrisponde l'immagine:

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  • A) E' un grafico per valutare il bias di pubblicazione


  • B) E' un grafico per quantificare la curtosi di una distribuzione normale


  • C) E' un grafico per quantificare l'errore di tipo I.


  • D) E' un grafico per valutare la bioequivalenza.


  • E) E' un “forest plot” o “grafico a foresta”.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la A
L’immagine mostra un grafico per valutare il bias di pubblicazione, cioè la tendenza da parte dei ricercatori, revisori/editori ad inviare o accettare gli studi per la pubblicazione sulla base della direzione o forza dei risultati ottenuti nello studio e deriva dal fatto che studi con esito positivo vengono pubblicati più spesso degli studi che riportano risultati statisticamente non significativi o negativi. In particolare, si tratta di un “funnel plot”, cioè un grafico che ha in ascissa la dimensione dell’effetto (OR, “Odd Ratio”) e in ordinata la dimensione campionaria o qualche misura della precisione dello studio. Il nome, che significa “grafico a imbuto”, deriva dal fatto che la precisione delle stime aumenta al crescere della numerosità della casistica o al calo della variabilità delle stime, per cui la forma ideale del grafico è quella di un imbuto rovesciato. Ogni punto nel grafico corrisponde ad uno studio pubblicato e possiamo osservare la loro assenza nella parte inferiore sinistra del grafico che corrisponde a studi di minore dimensione d’effetto, maggiore errore standard, minor precisione e minore dimensione campionaria.

19 di 25 Domande

Si riceve in laboratorio un campione di urina di un paziente in studio per insufficienza renale. Un'analisi viene effettuata per mezzo di una striscia reattiva, che viene mostrata nell'immagine. Qual è la sua diagnosi?

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  • A) Sindrome nefrosica dovuta a lesioni minime.


  • B) Sindrome nefritica.


  • C) Nefropatia interstiziale cronica.


  • D) Insufficienza renale prerenale.


  • E) Necrosi tubulare acuta.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Il risultato dell’esame del campione d’urina del paziente con striscia reattiva, che mostra ematuria e proteinuria, delinea il quadro di sindrome nefritica. In particolare, si manifesta con oliguria, ipertensione, edemi ed aumento della creatinina sierica mentre all’esame microscopico del sedimento è possibile rilevare cilindri di eritrociti ed eritrociti dismorfici. Al contrario della nefropatia interstiziale cronica, della necrosi tubulare acuta e dell’insufficienza renale prerenale il danno è a livello del glomerulo (risposte C, D ed E errate). Infine, nella sindrome nefrosica dovuta a lesioni minime non si riscontra ematuria ma una proteinuria in un range nefrosico (risposta A errata)

20 di 25 Domande

Paziente di 65 anni, fumatore, riferisce ematuria con coaguli. Nell’indagine diagnostica è stata eseguita una uretrocistoscopia visualizzando nella vescica questa immagine. Quale sarebbe la diagnosi più probabile?

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  • A) Cistite acuta.


  • B) Tumore alla vescica.


  • C) Ulcera della vescica.


  • D) Schistosomiasi.


  • E) Ipertrofia prostatica benigna


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
L’immagine della mucosa vescicale visualizzata con l’uretrocistoscopia mostra una lesione ipervascolarizzata compatibile con un tumore della vescica. In particolare, il fumo rappresenta il fattore di rischio più importante delle neoplasie vescicali che rappresentano la causa piu comune di ematuria isolata (risposte A, C, D e E errate).

21 di 25 Domande

Un uomo di 65 anni con insufficienza renale cronica e ipertensione è in trattamento con enalapril. Giunge al pronto soccorso per malessere generale e nausea senza dolore al petto. All'arrivo in ospedale viene sottoposto a un ECG mostrato di seguito. Quale test vorresti richiedere per confermare la diagnosi sospettata?

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  • A) Angiografia coronarica urgente.


  • B) Esame del sangue con ionogramma


  • C) TC coronaria.


  • D) Ecocardiogramma transtoracico.


  • E) RMN cardiaca.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
Il quadro di un paziente con insufficienza renale, in terapia con ACE inibitori che presenta le tipiche alterazioni elettrocardiografiche mostrate nell’immagine (assenza di onde P, QRS larghi e onde T appuntite) è fortemente suggestivo di iperkaliemia (K>5,5 mEq/l), il cui test di conferma è un esame del sangue con ionogramma.
In particolare, è frequente il riscontro di iperkaliemia in caso di insufficienza renale acuta con oliguria, nella rabdomiolisi, nelle ustioni, nelle emorragie dei tessuti molli o del tubo digerente e nell'insufficienza surrenalica. Nell'’nsufficienza renale cronica, l'iperkaliemia compare raramente fino a che la velocità di filtrazione glomerulare diventa minore di 15 mL/min tranne nei casi in cui sia aumentata l'assunzione di K nella dieta o per terapie con ACE inibitori o diuretici risparmiatori di K.

22 di 25 Domande

Il paziente di cui vengono mostrati i reperti radiodiagnostici richiede un consulto pneumologico per una broncopolmonite ostruttiva cronica. Nella sua storia clinica è presente una tubercolosi trattata, senza segni di riattivazione. Lamenta un aumento, nell'ultimo anno, della tosse e più espettorazione del solito, con espettorato emoftoico occasionale. La radiografia toracica diretta mostrata è simile a quella eseguita nei controlli annuali ad eccezione di un leggero aumento della radiopacità a livello della lesione del lobo superiore destro. Si è deciso di eseguire la TC toracica in posizione supina e prona le cui immagini sono mostrate in una sezione dei campi polmonari superiori. La diagnosi più probabile è?

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  • A) Cancro polmonare cavitato.


  • B) Micetoma in una cavità esistente.


  • C) Ascesso polmonare.


  • D) Polmonite necrotizzante.


  • E) Riattivazione di TBC.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
I risultati delle indagini di imaging del paziente affetto da broncopolmonite cronica ostruttiva, con anamnesi patologica remota positiva per tubercolosi, sono suggestivi di micetoma polmonare formatosi in una cavità preesistente.
In particolare, la radiografia toracica diretta mostra una lesione iperdensa a livello del lobo superiore destro unita, tramite tratti di parenchima infiammato all’ilo che risulta risalito. Questo quadro è tipico di un’atelettasia cicatriziale determinata da un processo infiammatorio di origine infettiva come la TBC. Nella TC si osserva la distruzione del parenchima polmonare con formazione di cavità che contengono all’interno i micetomi o “fungus ball” che si distinguono per il “segno dell’alone” o “della luna crescente” dovuti al fatto che si spostano in base alla posizione assunta dal corpo durante la TC (risposta A, D ed E errate). Al contrario, l’ascesso polmonare si visualizza come una cavitazione polmonare che presenta un livello idroaereo al suo interno con il liquido in basso separato, tramite una linea retta, dalla componente aerea al di sopra (risposta C errata).

23 di 25 Domande

Un uomo di 58 anni, senza antecedenti clinici o chirurgici d’interesse, è un fumatore che lamenta una dispnea ad insorgenza progressiva. Giunge al pronto soccorso a causa di un peggioramento della dispnea. La radiografia del torace eseguita è mostrata nell'immagine. Indicare in quale gruppo semiologico deve essere inquadrato:

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  • A) Tumore dei tessuti molli della parete toracica.


  • B) Consolidamento parenchimale polmonare


  • C) Atelettasia.


  • D) Versamento pleurico.


  • E) Fibrosi polmonare idiopatica.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la C
La dispnea ad insorgenza progressiva del paziente associata al risultato della radiografia del torace, che mostra un aumento di densità dell’emitorace destro con sbandieramento del mediastino verso destra, delineano il quadro dell’atelettasia con collasso completo del polmone destro, suggestiva di carcinoma polmonare.
Al contrario, i tumori dei tessuti molli della parete toracica non determinano alterazioni radiografiche del parenchima polmonare o del mediastino (risposta A errata). All’opposto, in caso di consolidamento del parenchima polmonare non abbiamo spostamento delle strutture mediastiniche (risposta B errata). Invece, il versamento pleurico determina uno sbandieramento mediastinico verso il lato opposto a quello malato (risposta D errata). Infine, in caso di fibrosi polmonare idiopatica alla radiografia diretta del torace si rilevano: ispessimento della trama broncovascolare e pattern reticolare simmetrico, più evidente alle basi (risposta E errata).

24 di 25 Domande

Donna di 35 anni, casalinga, senza cattive abitudini. Riferisce una dispnea sibilante da tre anni. Lo studio con radiografia del torace e spirometria dal medico curante conduce alla diagnosi di asma bronchiale estrinseco. Durante l'ultimo anno la clinica è peggiorata nonostante abbia iniziato il trattamento con un inalatore (formoterolo ogni 12 ore) ed è stata inviata alla clinica pneumologica della zona. Si esegue una spirometria con il risultato di: FVC 2.900 ml (103% del valore teorico); FEV1 1800 ml (77% del valore teorico); FEV1/FVC 65% (78% del valore teorico). Test con broncodilatatore negativo. Nell'immagine viene mostrata la curva flusso-volume della spirometria. Quale test diagnostico dei seguenti richiederesti in primo luogo?

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  • A) Pletismografia.


  • B) Fibrobroncoscopia.


  • C) Test di iperreattività bronchiale con metacolina o istamina.


  • D) Prova di provocazione con l'esercizio.


  • E) La C e la D sono vere.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


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La risposta corretta è la B
In base al grafico flusso-volume, risultato della spirometria eseguita sul paziente, l’ipotesi diagnostica che ne deriva è di una ostruzione costante del flusso aereo (per esempio da carcinoma tracheale o da corpo estraneo), perciò il test diagnostico da richiedere in primo luogo è la fibrobroncoscopia.
In particolare, è presente una compromissione di entrambe le fasi, sia inspiratoria (con l’appiattimento del flusso negativo nella parte inferiore del grafico) che espiratoria (con l’appiattimento del flusso positivo nella parte superiore del grafico). Nel caso di una patologia ostruttiva intratoracica, come asma e BPCO, si avrebbe solo una compromissione della fase espiratoria, mentre nel caso di una patologia ostruttiva extratoracica, come tracheomalacia e croup laringeo, si avrebbe solo una compromissione della fase inspiratoria. Si osserva anche la diminuizione del flusso espiratorio massimo (FEM) a circa 2 l/sec, rispetto a 6-8 l/sec normali, allo stesso modo del flusso inspiratorio massimo (FIM), che da essere uguale o di poco superiore al FEM risulta ridotto anch’esso a 2 l/sec. La morfologia normale aspettata viene indicata invece con una linea tratteggiata. Al contrario, la pletismografia sarebbe indicata in caso di sospetta sindrome restrittiva quando sono ridotti FEV1 e FVC (in questo caso è normale) e c’è bisogno della conferma misurando la riduzione di TLC al di sotto dell’80% (risposta A errata). All’opposto, il test di iperreattività bronchiale con metacolina o istamina e la prova di provocazione con l'esercizio non sarebbero utili in quanto siamo di fronte ad una diagnosi già fatta di asma bronchiale estrinseco e non aggiungerebbero nessuna informazione ulteriore (risposte C e D errate)

25 di 25 Domande

Un uomo di 45 anni senza antecedenti di interesse, giunge al pronto soccorso per dispnea insorta nelle ultime 24 ore, da quando cioè è tornato da un viaggio in Messico. Nel reparto di emergenza, vengono eseguiti i test d’imaging mostrati. Qual è la diagnosi più probabile?

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  • A) Polmonite batterica.


  • B) Empiema.


  • C) Infarto polmonare.


  • D) Tubercolosi polmonare.


  • E) Pneumotorace.


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La diagnosi più probabile in questo paziente dispnoico che ha affrontato un viaggio aereo di molte ore e presenta tali reperti radiografici è fortemente suggestivo di infarto polmonare secondario a tromboembolia polmonare di cui ne rappresenta l’evoluzione nel 10% dei casi.
La radiografia toracica diretta evidenzia un aumento di densità a livello della base del polmone destro con morfologia triangolare a base periferica, contenente un broncogramma aereo al suo interno. La TC toracica con contrasto intravenoso mostra l’addensamento polmonare, definito come processo di “epatizzazione” del polmone, che appare associato alla presenza di versamento pleurico. Al contrario, anche nella polmonite batterica può esser presente un versamento pleurico ma dovrebbe essere accompagnato anche dalle altre manifestazioni cliniche dei processi flogistico-infettivi come febbre e tosse (risposta A errata). Inoltre, anche nel caso di empiema, evoluzione di polmoniti batteriche refrattarie a terapia antibiotica, dovremmo riscontrare gli altri sintomi di accompagnamento e per la diagnosi occorrerebbe una toracentesi del liquido pleurico torbido, caratterizzato da ph e glucosio basso con alto contenuto di PMNs (risposta B errata). All’opposto, in caso di tubercolosi polmonare la radiografia avrebbe mostrato cavitazioni e il quadro clinico avrebbe previsto febbre, calo ponderale, malessere generale ed emottisi (risposta D errata). Infine, in caso di pneumotorace avremmo riscontrato alla radiografia zone di radiotrasparenza con presenza di dolore toracico associato alla dispnea (risposta E errata).

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