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Updated 1 month ago


No. In caso di anticipata risoluzione del contratto il medico ha comunque diritto a percepire la retribuzione maturata alla data della risoluzione stessa nonché a beneficiare del trattamento contributivo relativo al periodo lavorato.


In base all’articolo 37, comma 5, del Decreto Legislativo n. 368 del 17 agosto 1999 sono causa di risoluzione anticipata del contratto:

  1. la rinuncia al corso di studi da parte del medico in formazione specialistica;
  2. la violazione delle disposizioni in materia di incompatibilitĂ ;
  3. le prolungate assenze ingiustificate ai programmi di formazione o il superamento del periodo di comporto in caso di malattia;
  4. il mancato superamento delle prove stabilite per il corso di studi di ogni singola scuola di specializzazione.

No. La scuola di specializzazione fa parte dei “corsi” postlaurea di un ateneo e quindi come è incompatibile essere iscritti a più corsi universitari contemporaneamente lo è anche essere iscritti alla specializzazione e a un altro corso, qualunque esso sia.

L’unica eccezione riguarda la frequenza congiunta della specializzazione medica e del corso di dottorato di ricerca, consentita unicamente alle seguenti condizioni:

  1. lo specializzando deve risultare vincitore di un concorso di ammissione presso la stessa UniversitĂ  in cui frequenta la Scuola di Specializzazione;
  2. la frequenza congiunta può essere disposta durante l’ultimo anno della scuola di specializzazione e deve essere compatibile con l’attività e l’impegno previsto dalla scuola medesima a seguito di nulla osta rilasciato dal consiglio della Scuola di Specializzazione medesima;
  3. nel corso dell’anno di frequenza congiunta lo specializzando non può percepire la borsa di studio di dottorato.

Si. Non ci sono limitazioni al numero delle specializzazioni che si possono conseguire.


Sì. Il Decreto Legislativo n. 368 del 17 agosto 1999 prevede la possibilità di svolgere attività libero professionale intramoenia, ma le reali opportunità variano localmente.

L’attività dello specializzando all’interno di una struttura ospedaliera è infatti regolata dalla convenzione Università-Azienda Ospedaliera, che a sua volta si rifà al protocollo d’intesa Regione-Università.


Il Decreto Legislativo n. 368 del 17 agosto 1999 afferma che “per la durata della formazione a tempo pieno al medico è inibito l’esercizio di attività libero-professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione ed ogni rapporto convenzionale o precario con il servizio sanitario nazionale o enti e istituzioni pubbliche e private.”

Quindi non si possono svolgere attivitĂ  lavorative di alcun tipo (anche non mediche) al di fuori della specializzazione.

Le uniche eccezioni consentite, per via delle modifiche introdotte dalla Legge n. 448 del 28 dicembre 2001 e dal Decreto Legge n. 81 del 29 marzo 2004 convertito in Legge il 19 maggio 2004, sono:

  1. esercizio della libera professione intramuraria;
  2. guardia medica;
  3. sostituzione di medico di base;
  4. guardia turistica.

In nessun caso l’attività lavorativa esterna deve rivelarsi pregiudizievole rispetto agli obblighi formativi dello specializzando.

Il medico in formazione specialistica deve preventivamente comunicare al Direttore della Scuola lo svolgimento di tali eventuali attivitĂ .

Da luglio 2019 e fino al 31 dicembre 2021, a seguito della conversione in legge del DL Calabria, i medici specializzandi iscritti all’ultimo e penultimo anno del corso di specializzazione possono essere assunti dalle aziende sanitarie con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, con orario a tempo parziale in ragione delle esigenze formative. Il contratto non può avere durata superiore alla durata residua del corso di formazione specialistica.

A seguito dell’emergenza COVID-19 e per tutto il perdurare dello stato di emergenza, i medici specializzandi iscritti all’ultimo e il penultimo anno del corso di specializzazione possono essere assunti dalle aziende sanitarie con contratto di lavoro autonomo, anche di collaborazione continuativa e coordinata (Co.Co.Co). Inoltre per tutti i medici specializzandi, a prescindere dal loro anno di corso, è compatibile l’attività nelle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA).