Alcoli: struttura e proprietà fisiche
Definizione
La preferenza innata per il gusto dolce è legata alla presenza, in molti carboidrati della dieta, di numerosi gruppi ossidrilici, cioè la funzione –OH che conferisce a queste molecole spiccata idrofilia. Il gruppo ossidrilico è il fulcro strutturale che accomuna composti tanto diversi quanto gli zuccheri e gli alcoli di basso peso molecolare.
| Formula tridimensionale completa dell'etanolo (\( \mathrm{CH_3{-}CH_2{-}OH} \)), l'alcol per antonomasia. |
Glucosio e fruttosio, rispettivamente lo zucchero ematico e quello più abbondante nella frutta, si condensano dando saccarosio, il comune zucchero da tavola. Nei Paesi industrializzati l’assunzione di zuccheri semplici è elevata, con ricadute su salute orale e bilancio energetico. Per contenere tali effetti, l’industria alimentare ha sviluppato dolcificanti ad alto potere edulcorante privi o quasi di valore nutritivo (ad esempio l’aspartame) e, parallelamente, ha introdotto sostituti “senza zuccheri aggiunti” che impiegano polialcoli come sorbitolo e mannitolo. Questi ultimi derivano per riduzione degli zuccheri corrispondenti: il gruppo carbonilico (\( \mathrm{C{=}O} \)) viene convertito in ossidrile (\( \mathrm{-OH} \)), generando specie poliidrossilate.
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| Glucosio | Fruttosio | Sorbitolo | Mannitolo |
Rispetto al saccarosio, i polioli presentano potere dolcificante compreso, a seconda del composto, tra circa 0,5 e 1,0 in scala relativa; inoltre, la loro dissoluzione è spesso endotermica, generando una caratteristica sensazione di freschezza in bocca. Nei sistemi biologici, i gruppi ossidrilici sono pervasivi: sono essenziali negli zuccheri, partecipano alla struttura di lipidi complessi e proteine, e contribuiscono a reti di legami a idrogeno che modulano processi come idratazione, ossidoriduzione, addizione ed eliminazione.
In questa trattazione si distinguono due famiglie accomunate dall’ossidrile: gli alcoli, nei quali \(\mathrm{-OH}\) è legato a un gruppo alchilico, e i fenoli, dove \(\mathrm{-OH}\) è direttamente vincolato a un nucleo aromatico (gruppo arilico, tipicamente benzenico). Tale differenza di contesto elettronico condiziona proprietà fisiche e reattività.
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| Alcol | Fenolo | Metanolo (alcol metilico) |
Si definisce alcol un composto organico che presenta un gruppo ossidrilico (\(\mathrm{-OH}\)) legato a un carbonio alchilico (Figura 07.01-01). L’atomo di ossigeno è ibridato \(\mathrm{sp^3}\) e possiede due coppie di elettroni non condivise; la geometria locale è approssimativamente tetraedrica, con compressione dell’angolo \(\angle \mathrm{R{-}O{-}H}\) a circa 104,5° per effetto repulsivo delle coppie solitarie, valore prossimo all’angolo \(\angle \mathrm{H{-}O{-}H}\) dell’acqua. L’elevata differenza di elettronegatività tra O e H rende il legame \(\mathrm{O{-}H}\) fortemente polare, conferendo un momento di dipolo apprezzabile alla molecola.
La polarità del gruppo \(\mathrm{O{-}H}\) consente la formazione di legami a idrogeno intermolecolari (Figura 07.01-02). Queste interazioni direzionali, di energia tipica nell’intervallo 5–25 kJ·mol\(^{-1}\), spiegano l’anomalo innalzamento dei punti di ebollizione degli alcoli rispetto ad idrocarburi di simile massa molare. Un confronto didattico mette in evidenza il fenomeno:
\(\mathrm{CH_3CH_2CH_2CH_2CH_3}\)
n-pentano
Massa molare ≈ 72 g·mol\(^{-1}\)
Punto di ebollizione = 36,1 °C
\(\mathrm{CH_3CH_2CH_2CH_2OH}\)
1-butanolo
Massa molare ≈ 74 g·mol\(^{-1}\)
Punto di ebollizione = 117,7 °C
Il salto di temperatura all’ebollizione deriva dal calore addizionale necessario a rompere le reti di legami a idrogeno che aggregano le molecole di alcol nel liquido.
Le stesse interazioni spiegano la miscibilità degli alcoli in acqua. Gli alcoli con catena corta (uno fino a quattro atomi di carbonio) sono in genere totalmente miscibili; composti con cinque o sei atomi di carbonio mostrano solubilità intermedie; oltre i sette atomi di carbonio prevale la porzione idrofoba e la solubilità acquosa crolla (Figura 07.01-02). In termini qualitativi:
- la regione polare idrofila (\(\mathrm{-OH}\)) stabilizza l’idratazione mediante legami a idrogeno con le molecole d’acqua;
- la catena alchilica apolare è idrofoba, favorisce interazioni di dispersione e ostacola l’ingresso nel reticolo di legami a idrogeno dell’acqua;
- il bilancio tra questi contributi determina la solubilità, che diminuisce all’aumentare della lunghezza della catena;
- la ramificazione della catena, a parità di atomi di carbonio, tende ad aumentare la solubilità in acqua e a diminuire il punto di ebollizione, riducendo la superficie di contatto e le forze di dispersione;
- la molteplicità dei gruppi ossidrilici incrementa fortemente l’idrofilia: dioli e trioli sono più solubili in acqua rispetto ad alcoli monoidrossilati di massa molare analoga.
La tendenza all’associazione per legami a idrogeno si manifesta anche nelle proprietà colligative e ottiche: gli alcoli mostrano pressioni di vapore relativamente basse rispetto agli idrocarburi isomassici e possiedono indici di rifrazione che crescono con la lunghezza della catena e con la presenza di più gruppi \(\mathrm{-OH}\). La densità dei primi alcoli lineari è tipicamente inferiore a quella dell’acqua a 20 °C; valori prossimi o superiori a 1,00 g·mL\(^{-1}\) si osservano più facilmente per polioli e composti ossigenati ad alta funzionalizzazione.
La distinzione tra alcoli e fenoli merita un richiamo strutturale: nei fenoli l’ossidrile è direttamente attaccato a un anello aromatico. L’interazione con il sistema \(\pi\) dell’anello modifica la distribuzione elettronica e, di riflesso, le proprietà fisiche e acido–base rispetto agli alcoli alifatici. Rimane comune, tuttavia, la capacità del gruppo \(\mathrm{O{-}H}\) di instaurare estese reti di legami a idrogeno, che governano solubilità, temperatura di ebollizione e, nelle macromolecole biologiche, l’architettura tridimensionale.
La presenza di molteplici gruppi ossidrilici in biomolecole di grandi dimensioni (proteine, acidi nucleici, polisaccaridi) consente la formazione di legami a idrogeno intra- e intermolecolari, stabilizzando domini strutturali e superfici di interazione. La combinazione di segmenti idrofili e tratti idrofobici regola l’auto-assemblaggio, l’affinità per solventi polari o apolari e la funzionalità biologica.








