Facies mitralica: che cos e, perche compare e come si riconosce
30 Agosto 2026 · Mario Lomele
La facies mitralica e’ l’aspetto caratteristico del volto che si osserva
in alcuni pazienti con stenosi mitralica di lunga durata: guance con un rossore
rosso violaceo a chiazze, ben delimitato sugli zigomi, su una cute per il resto pallida.
E’ uno dei segni classici della semeiotica cardiovascolare, e resta un argomento ricorrente
nelle prove di ammissione perche’ collega un dato visibile a un meccanismo emodinamico preciso.
Che cosa si vede nella facies mitralica
Il quadro tipico associa tre elementi.
- Un rossore zigomatico bilaterale, di colore rosso violaceo o rosso bluastro,
a margini netti, che interessa le guance risparmiando il resto del viso. - Un pallore della cute circostante, che rende il contrasto ancora piu’ evidente.
- Una sfumatura cianotica di labbra, punta del naso e talvolta padiglioni
auricolari, cioe’ delle zone piu’ periferiche.
In letteratura il segno compare anche con altri nomi: rossore malare, guance mitraliche,
o con il termine inglese mitral facies. Non e’ un segno costante: si osserva soprattutto
nelle forme avanzate e di lunga durata, quindi la sua assenza non esclude affatto la diagnosi.
Perche’ compare: il meccanismo
Per capire la facies mitralica bisogna partire dall’ostacolo. Nella stenosi mitralica
l’orifizio fra atrio sinistro e ventricolo sinistro si restringe: il sangue fatica a passare,
la pressione a monte sale e si trasmette a ritroso al circolo polmonare.
Ne derivano due conseguenze che insieme spiegano il colore delle guance.
La prima e’ la riduzione della gittata cardiaca: passando meno sangue in
ventricolo, ne viene espulso meno in aorta. L’organismo risponde con una vasocostrizione
periferica per mantenere la pressione, e questa vasocostrizione produce il pallore cutaneo
diffuso e rallenta il flusso nei distretti terminali.
La seconda e’ la desaturazione legata alla congestione polmonare: il sangue
attraversa polmoni congesti e si ossigena meno bene. Nei capillari dilatati delle guance,
dove il sangue ristagna, aumenta la quota di emoglobina ridotta, che ha il colore
bluastro caratteristico.
Il risultato e’ proprio quel misto: dilatazione dei capillari superficiali (che da’ il
rosso) piu’ emoglobina desaturata (che da’ il violaceo), su uno sfondo di cute
vasocostretta e pallida.
Perche’ proprio sugli zigomi
La localizzazione non e’ casuale. La cute malare e’ sottile, riccamente vascolarizzata e
particolarmente esposta al freddo e alle variazioni di temperatura: e’ quindi la sede in cui
un ristagno capillare cronico diventa visibile per primo. Per lo stesso motivo il segno tende
ad accentuarsi con il freddo e nei climi rigidi.
In quali malattie si osserva
L’associazione classica e’ con la stenosi mitralica, che nella grande
maggioranza dei casi ha origine reumatica: e’ la conseguenza tardiva di una malattia
reumatica dopo una faringite streptococcica non trattata, e compare a distanza di anni.
Il segno puo’ comparire, con lo stesso meccanismo, in altre condizioni che associano bassa
portata e congestione venosa cronica: alcune cardiopatie con ipertensione polmonare marcata,
o quadri di scompenso di lunga durata. Rimane pero’ un segno la cui evocazione principale e’
la valvulopatia mitralica.
Con che cosa non confonderla
Questo e’ il punto su cui si giocano i quesiti d’esame, perche’ diverse condizioni danno
un rossore del volto e vanno distinte.
- Eritema a farfalla del lupus: interessa zigomi e dorso del naso con la
tipica forma a farfalla, risparmia le pieghe naso labiali, ed e’ rosso vivo, non violaceo.
Manca la componente cianotica. - Rosacea: rossore persistente con teleangectasie e spesso papule e
pustole, che coinvolge anche naso, mento e fronte, non solo gli zigomi. - Facies pletorica della policitemia: il volto e’ rosso acceso e
congesto nel suo insieme, con congiuntive iniettate, non a chiazze zigomatiche. - Facies cushingoide: viso arrotondato a luna piena con pletora diffusa,
in un contesto clinico del tutto diverso. - Semplice arrossamento da freddo: transitorio, simmetrico, senza cianosi
e senza il pallore di sfondo.
La chiave di lettura e’ quasi sempre la stessa: nella facies mitralica il colore e’
violaceo e non rosso puro, il rossore e’ a chiazze zigomatiche e non diffuso, e si accompagna
a pallore della cute circostante e a cianosi delle estremita’.
Gli altri segni che la accompagnano
La facies mitralica non si valuta mai da sola. Nel paziente con stenosi mitralica si
cercano gli altri elementi dell’esame obiettivo cardiologico: il primo tono accentuato, lo
schiocco di apertura della mitrale, il rullio diastolico sul focolaio della punta con
rinforzo presistolico se il ritmo e’ sinusale.
Si aggiungono i segni di congestione e di bassa portata: dispnea da sforzo che progredisce
fino all’ortopnea, tosse, talvolta emottisi, astenia. La fibrillazione atriale e’ una
complicanza frequente, legata alla dilatazione dell’atrio sinistro, e porta con se’ il rischio
tromboembolico.
La conferma diagnostica e’ comunque strumentale: l’ecocardiogramma misura l’area valvolare
e il gradiente transvalvolare. Il segno clinico orienta, non sostituisce l’esame.
Come cade nei quesiti
Nelle prove d’esame la facies mitralica compare quasi sempre in uno di due modi. Nel primo,
la domanda descrive il volto e chiede la patologia sottostante: la risposta attesa e’ la
stenosi mitralica. Nel secondo, il quesito propone piu’ facies e chiede di abbinarle alla
malattia, e li’ serve avere chiare le differenze con l’eritema a farfalla e con la facies
pletorica.
Un terzo schema, meno frequente ma piu’ insidioso, chiede il meccanismo: la risposta
corretta mette insieme bassa portata con vasocostrizione periferica e desaturazione da
congestione polmonare, non uno solo dei due.
Dove esercitarsi
I segni semeiologici si fissano risolvendo quesiti, perche’ e’ li’ che si impara a
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In sintesi
La facies mitralica e’ il rossore violaceo a chiazze sugli zigomi, con pallore intorno e
cianosi delle estremita’, che compare nella stenosi mitralica di lunga durata. Nasce
dall’incontro fra bassa gittata, che vasocostringe la periferia, e sangue poco ossigenato
che ristagna nei capillari malari. E’ un segno suggestivo ma non costante: orienta il
sospetto, mentre la diagnosi la fa l’ecocardiogramma.