Iperinflazione polmonare: cause, segni radiologici e spirometria
25 Agosto 2026 · Mario Lomele

L’iperinflazione polmonare è l’aumento del volume d’aria contenuto nei polmoni a fine espirazione: l’aria entra ma non esce completamente, e il torace lavora sempre più vicino alla massima espansione. È il segno funzionale centrale della BPCO e dell’enfisema, e nei quiz compare in due vesti: i segni alla radiografia del torace e le alterazioni dei volumi alla spirometria.
Iperinflazione polmonare: il meccanismo
Il fenomeno alla base è l’intrappolamento aereo (air trapping): nelle vie aeree ostruite il flusso espiratorio è lento, l’espirazione non fa in tempo a completarsi prima dell’inspirazione successiva e una quota d’aria resta dentro. Ciclo dopo ciclo, il volume di fine espirazione sale.
Nell’enfisema si aggiunge la perdita di ritorno elastico: la distruzione dei setti alveolari toglie al polmone la molla che lo fa svuotare, e le piccole vie aeree, non più tenute aperte dalla trazione del parenchima, collassano in espirazione peggiorando l’ostruzione.
La conseguenza clinica è che il diaframma parte già appiattito e i muscoli inspiratori lavorano in svantaggio meccanico: è una delle ragioni della dispnea da sforzo, e il motivo per cui l’iperinflazione dinamica peggiora proprio quando la frequenza respiratoria sale.
Va distinta l’iperinflazione statica, presente già a riposo, da quella dinamica, che compare o peggiora sotto sforzo quando la frequenza respiratoria accorcia il tempo espiratorio: è la seconda a spiegare perché il paziente con BPCO si ferma a riprendere fiato anche con una saturazione accettabile, e perché i broncodilatatori migliorano la dispnea prima ancora di migliorare il FEV1.
I segni alla radiografia del torace
Alla radiografia l’iperinflazione si riconosce da un insieme di segni: emidiaframmi appiattiti e abbassati (il più affidabile, specie in laterale), aumento degli spazi intercostali con coste orizzontalizzate, iperdiafania (ipertrasparenza) dei campi polmonari, aumento del diametro antero-posteriore con torace a botte e ampliamento dello spazio retrosternale in proiezione laterale.
Si contano anche le coste: si parla di iperinflazione quando in inspirazione si vedono più di 9-10 archi costali posteriori sopra il diaframma. Il cuore appare spesso piccolo e verticalizzato (“a goccia”), compresso fra due polmoni espansi.
Nei quiz il distrattore classico è attribuire questi segni a una patologia restrittiva: è l’opposto. Nelle malattie restrittive i volumi sono ridotti e il diaframma risale; l’iperinflazione è la firma delle ostruttive.
Alla TC del torace il corrispettivo dell’iperinflazione è la quota di parenchima a bassa densità: nelle forme enfisematose si vedono le aree di distruzione senza parete, distinte dalle cisti e dalle bolle vere. La TC serve anche a dire quale enfisema è: centrolobulare del fumatore, ai lobi superiori; panlobulare del deficit di alfa-1 antitripsina, alle basi. È una distinzione che i quiz chiedono spesso insieme ai segni radiografici.
Cosa mostra la spirometria
Nelle prove di funzionalità respiratoria l’iperinflazione si legge nei volumi statici: aumentano il volume residuo (RV), la capacità funzionale residua (FRC) e, nelle forme avanzate, la capacità polmonare totale (TLC). Il rapporto RV/TLC sale: una quota crescente del polmone è aria che non partecipa più agli scambi.
La capacità vitale può ridursi anche se la TLC aumenta: il polmone è più pieno, ma la parte mobilizzabile è più piccola. È il paradosso che i quiz amano chiedere.
La spirometria semplice mostra intanto il quadro ostruttivo: FEV1 ridotto, rapporto FEV1/FVC sotto 0,7. Ma i volumi statici richiedono la pletismografia o le tecniche di diluizione: la sola curva flusso-volume non misura il volume residuo.
Le cause principali
La causa di gran lunga più frequente è la BPCO, con l’enfisema come substrato anatomico dell’iperinflazione più marcata. Seguono l’asma durante le riacutizzazioni (iperinflazione dinamica, reversibile) e le bronchioliti.
Esiste anche un’iperinflazione compensatoria localizzata: un lobo si espande per occupare lo spazio lasciato da un lobo atelettasico o asportato. In quel caso non è malattia del lobo espanso ma conseguenza meccanica, e alla radiografia va distinta dall’enfisema.
Nei bambini un’iperinflazione monolaterale acuta deve far pensare al corpo estraneo inalato con meccanismo a valvola: entra aria in inspirazione, non esce in espirazione. È un classico da esame.
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