Lobo azygos: cos’è, come si riconosce e perché non è una malattia
22 Agosto 2026 · Mario Lomele
Il lobo azygos è una variante anatomica del polmone destro, presente in circa una persona su duecento: una porzione del lobo superiore resta separata dal resto da una piega pleurica che contiene la vena azygos. Non ha conseguenze cliniche, ma in radiografia produce un’immagine che va riconosciuta per non essere scambiata per una lesione.
Lobo azygos: come si forma
Durante lo sviluppo embrionale la vena azygos di norma migra medialmente sopra l’apice del polmone destro fino a raggiungere il mediastino. In una minoranza di persone la vena resta invece intrappolata nel parenchima dell’apice, e nel suo spostamento trascina con sé una doppia piega di pleura, parietale e viscerale. Il risultato è una fessura, detta scissura azygos, che isola una porzione mediale del lobo superiore: il lobo azygos.
Non è un vero lobo, perché non ha un bronco proprio né una segmentazione autonoma: è una porzione del lobo superiore destro, ventilata dai suoi bronchi segmentari, separata solo da una piega pleurica. Il nome è consolidato ma anatomicamente improprio, e questo è uno dei dettagli che i quesiti possono chiedere.
Come si riconosce in radiografia
Nella radiografia del torace in proiezione antero-posteriore la scissura azygos appare come una sottile linea curva, convessa lateralmente, che parte dall’apice destro e scende verso l’ilo terminando in una piccola opacità a goccia, che è la vena azygos stessa vista di taglio. L’immagine ricorda un segno di virgola rovesciata o una lacrima sospesa nell’apice.
Alla TC la scissura si vede come una linea che attraversa il parenchima apicale destro, con la vena azygos al suo estremo inferiore in posizione più laterale del normale. Il riconoscimento è immediato per chi sa che esiste; per chi non lo sa, la linea può essere scambiata per una cisti, una bolla, una cicatrice o il margine di un pneumotorace.
Significato clinico: quasi nessuno
Il lobo azygos non dà sintomi e non predispone a malattie. La sua importanza è tutta nel riconoscerlo come variante, per evitare accertamenti inutili, e nel tenerne conto in due situazioni pratiche: in chirurgia toracica, perché la scissura e la vena in posizione anomala vanno identificate prima di manovre sull’apice, e nella lettura di un pneumotorace apicale, in cui la piega pleurica può confondere.
Processi patologici che colpiscono il lobo superiore destro possono interessare anche il lobo azygos, e la scissura può allora delimitarne l’estensione in modo inconsueto: una polmonite o un addensamento confinati dalla scissura azygos assumono una forma che, senza conoscere la variante, risulta difficile da interpretare.
Quello che chiede l’esame
Le domande sono di due tipi. La prima è anatomica: che cosa separa il lobo azygos dal resto del polmone, e la risposta è una doppia piega pleurica contenente la vena azygos, non una scissura vera. La seconda è radiologica: che cosa è la linea curva con opacità a goccia all’apice destro, e la risposta è la scissura azygos, una variante normale, non una lesione.
Il distrattore tipico propone il lobo azygos come malformazione o come fattore di rischio: entrambe le cose sono false. È una variante di frequenza intorno allo 0,5 per cento, più comune a destra ma descritta, rarissimamente, anche a sinistra con la vena emiazygos. Saperlo evita di perdere un punto su una domanda che vuole solo verificare che si conosca l’anatomia delle varianti.
Vale la pena chiudere con il rapporto fra la scissura azygos e le scissure vere. La scissura obliqua e quella orizzontale separano i lobi e sono formate da due foglietti di pleura viscerale; la scissura azygos ne ha quattro, due viscerali e due parietali, perché è un’invaginazione che trascina anche la pleura parietale. È il dettaglio che permette di rispondere alla domanda più tecnica: quanti strati di pleura contiene la scissura azygos. Quattro, non due, e la ragione è tutta nel modo in cui si forma.
Per esercitarti sull’anatomia toracica e sulla radiologia trovi i quiz di biologia, le simulazioni SSM e l’articolo sul broncogramma aereo. Una voce illustrata è su Radiopaedia.