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La cellula animale: struttura e organuli

14 Agosto 2026 · Mario Lomele

Cellula animale: schema degli organuli

La cellula animale è una cellula eucariote, cioè dotata di un nucleo delimitato da una membrana e di organuli specializzati. Capirne l’organizzazione conviene più che impararne l’elenco a memoria: quasi tutte le domande d’esame chiedono quale struttura svolga una certa funzione, non come si chiami.

La membrana plasmatica

La membrana è un doppio strato di fosfolipidi con le teste idrofile rivolte verso l’esterno e le code idrofobe verso l’interno. Non è una barriera rigida ma un mosaico fluido, secondo il modello proposto da Singer e Nicolson: le proteine vi sono immerse e possono spostarsi lateralmente.

La sua proprietà fondamentale è la permeabilità selettiva. Le molecole piccole e apolari la attraversano liberamente, quelle polari o cariche hanno bisogno di canali o trasportatori. Il colesterolo, presente solo nelle cellule animali, ne regola la fluidità in funzione della temperatura.

Le proteine di membrana svolgono compiti diversi: alcune fanno da recettori per i segnali esterni, altre da canali, altre ancora da marcatori che permettono al sistema immunitario di distinguere le cellule proprie da quelle estranee.

Il nucleo e il materiale genetico

Il nucleo è circoscritto da un involucro formato da due membrane, attraversato da pori che regolano il passaggio delle molecole. Al suo interno il DNA è associato a proteine dette istoni e forma la cromatina, che si condensa in cromosomi solo al momento della divisione.

Il nucleolo è la regione dove vengono assemblate le subunità dei ribosomi. Non è un organulo separato da una membrana: è semplicemente una zona in cui si concentra questa attività, e questa distinzione compare spesso nei quesiti.

Il nucleo custodisce l’informazione ma non la usa direttamente: la trascrive in RNA messaggero, che esce attraverso i pori e raggiunge i ribosomi nel citoplasma, dove viene tradotto in proteine.

Gli organuli della cellula animale

I mitocondri producono la maggior parte dell’ATP e hanno due membrane, di cui l’interna ripiegata in creste per aumentare la superficie. Contengono un proprio DNA circolare, indizio della loro origine da antichi batteri inglobati, e nella nostra specie vengono trasmessi per via materna.

Il reticolo endoplasmatico rugoso deve il nome ai ribosomi che ne rivestono la superficie ed è il luogo dove vengono sintetizzate le proteine destinate all’esportazione o alle membrane. Quello liscio, privo di ribosomi, si occupa della sintesi dei lipidi, della detossificazione e, nelle cellule muscolari, dell’accumulo di calcio.

L’apparato di Golgi riceve le proteine dal reticolo, le modifica, le smista e le impacchetta in vescicole. I lisosomi contengono enzimi idrolitici che demoliscono materiale di scarto e sono tipici delle cellule animali; i perossisomi neutralizzano il perossido di idrogeno grazie alla catalasi.

Citoscheletro, centrioli e differenze con la cellula vegetale

Il citoscheletro è la rete di filamenti che dà forma alla cellula e ne permette i movimenti interni. È formato da microfilamenti di actina, filamenti intermedi e microtubuli, e serve anche come binario su cui le vescicole vengono trasportate.

I centrioli, raccolti nel centrosoma, organizzano i microtubuli durante la divisione cellulare. Sono presenti nelle cellule animali e assenti nella maggior parte di quelle vegetali: è una delle differenze che le prove chiedono più spesso.

Le altre distinzioni sono altrettanto nette: la cellula animale non ha parete cellulare, non ha cloroplasti e quindi non compie fotosintesi, e possiede vacuoli piccoli e numerosi invece di un unico grande vacuolo centrale. In compenso ha lisosomi ben sviluppati e una forma variabile, non vincolata da una parete rigida.

Vale la pena ricordare anche cosa la cellula animale condivide con quella vegetale: entrambe sono eucarioti, entrambe hanno nucleo, mitocondri, reticolo endoplasmatico, apparato di Golgi e ribosomi. Le domande d’esame chiedono le differenze molto più spesso delle somiglianze, ma sapere che il fondo comune è ampio aiuta a non attribuire alla cellula animale mancanze che non ha.

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