Determinazione sperimentale delle variazioni di energia nelle reazioni chimiche

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Test Ammissione
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(by Test Ammissione)

Misurazione sperimentale delle variazioni energetiche nelle reazioni chimiche

La determinazione del calore scambiato durante una trasformazione chimica è oggetto della calorimetria. Il principio operativo consiste nel rilevare la variazione di temperatura di una massa nota di acqua o di soluzione a contatto con il sistema reagente, posta in condizioni di isolamento termico. L’apparato impiegato è il calorimetro: esso non misura il calore direttamente, ma consente di ricavarlo dalla variazione di temperatura del mezzo circostante, nota la sua capacità termica. In prima approssimazione il calorimetro è trattato come un ambiente adiabatico: il sistema e il suo intorno scambiano calore tra loro, mentre gli scambi con l’esterno sono trascurabili.

Un semplice ma efficace calorimetro da banco è una tazza in polistirolo espanso con coperchio e termometro (Figura 04.07-01). Il polistirolo riduce le perdite per conduzione e convezione; la misura del salto di temperatura della soluzione consente di stimare il calore liberato o assorbito dalla reazione. In condizioni di pressione atmosferica approssimativamente costante, il calore scambiato con la soluzione coincide con la variazione di entalpia del processo, \(q_p \approx \Delta H\), per reazioni in soluzione diluita.

Il calore specifico di una sostanza è la quantità di calore necessaria ad aumentare di 1 °C la temperatura di 1 g della sostanza. Per l’acqua, per definizione storica, \(c_{\text{H}_2\text{O}} \approx 1{,}00\ \text{cal}\ \text{g}^{-1}\ \text{°C}^{-1}\) (equivalente a \(4{,}184\ \text{J}\ \text{g}^{-1}\ \text{K}^{-1}\)). Se una massa \(m\) di soluzione con calore specifico medio \(c\) subisce una variazione di temperatura \(\Delta T = T_f - T_i\), il calore scambiato dall’ambiente (soluzione + recipiente) vale:

\[ q_{\text{sol}} = m\,c\,\Delta T. \]

Il segno del calore del sistema segue la convenzione termodinamica: per una reazione esotermica il sistema cede calore e \(q_{\text{reaz}} < 0\), mentre la soluzione si riscalda (\(\Delta T > 0\)); per una reazione endotermica il sistema assorbe calore e \(q_{\text{reaz}} > 0\), con corrispondente diminuzione della temperatura della soluzione.

In pratica, anche il contenitore e il termometro assorbono calore. Si introduce quindi la costante del calorimetro, \(C_{\text{cal}}\), tale che il calore assorbito dal dispositivo sia \(q_{\text{cal}} = C_{\text{cal}}\,\Delta T\). Il bilancio energetico diventa:

\[ \begin{aligned} q_{\text{reaz}} + q_{\text{sol}} + q_{\text{cal}} &= 0,\\ q_{\text{reaz}} &= -\big(m\,c\,\Delta T + C_{\text{cal}}\,\Delta T\big). \end{aligned} \]

La costante \(C_{\text{cal}}\) si determina per calibrazione, ad esempio mediante un riscaldatore elettrico di potenza nota o con una reazione a entalpia nota. Per soluzioni acquose diluite si assume spesso \(c \approx c_{\text{H}_2\text{O}}\) e densità \(1{,}00\ \text{g mL}^{-1}\), così da ricavare la massa dal volume:

  • Isolamento termico: minimizzare scambi di calore con l’ambiente esterno e correggere, se necessario, con \(C_{\text{cal}}\);
  • Miscele diluite: approssimare il calore specifico a quello dell’acqua e considerare trascurabile l’effetto di espansione;
  • Agitazione omogenea: garantire uniformità di temperatura nella soluzione;
  • Rilevazione accurata: registrare la temperatura iniziale e quella finale correggendo per eventuali derive strumentali.

Esempio numerico. In una tazza calorimetrica si mescolano 100,0 g di soluzione acquosa; la temperatura passa da 20,5 °C a 22,85 °C. Assumendo \(c = 4{,}184\ \text{J}\ \text{g}^{-1}\ \text{K}^{-1}\) e \(C_{\text{cal}} = 35,0\ \text{J}\ \text{K}^{-1}\), si ha \(\Delta T = 2,35\ \text{K}\). Allora: \[ q_{\text{sol}} = 100{,}0 \times 4{,}184 \times 2,35 = 983\ \text{J},\quad q_{\text{cal}} = 35,0 \times 2,35 = 82{,}3\ \text{J}. \] Il calore della reazione è \(q_{\text{reaz}} = -(983 + 82{,}3) = -1{,}07 \times 10^{3}\ \text{J} \approx -0{,}256\ \text{cal}\) per grammo di soluzione, se normalizzato alla massa impiegata; il segno negativo conferma l’esotermicità.

Molte reazioni fortemente esotermiche sono combustioni. Per processi di combustione a volume costante si usa il calorimetro a bomba, che fornisce il calore a volume costante \(q_v \approx \Delta U\); la correzione a \(\Delta H\) si ottiene aggiungendo \( \Delta n_g RT\) quando varia il numero di moli gassose. Lo stesso principio è impiegato per stimare il valore energetico degli alimenti.

In nutrizione, il potere calorico esprime l’energia rilasciata per grammo di alimento; l’unità comune è la caloria alimentare, 1 Cal = 1 kcal = 4,184 kJ. In media, carboidrati e proteine apportano circa 4 Cal g\(^{-1}\), i lipidi circa 9 Cal g\(^{-1}\), l’etanolo circa 7 Cal g\(^{-1}\). Nell’organismo l’energia chimica non utilizzata per lavoro meccanico o per mantenere la temperatura corporea viene immagazzinata prevalentemente nei legami dei lipidi, in particolare sotto forma di triacilgliceroli; un bilancio energetico positivo protratto nel tempo è associato all’aumento della massa adiposa.

La tazza in polistirolo espanso da caffè americano illustrata in (Figura 04.07-01), opportunamente coperta e dotata di termometro e agitatore, rappresenta dunque un calorimetro didattico semplice, ma capace di fornire stime affidabili del calore di reazione quando si controllano le condizioni sperimentali e si eseguono le opportune correzioni strumentali.

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Calorimetro a tazza di caffè

Un calorimetro ottenuto utilizzando una tazza di caffè americano. Il rivestimento concentrico di polistirolo espanso isola la soluzione dall'ambienteesterno. Il calore ceduto dalla reazione chimica (il sistema) passa alla soluzione (l'ambiente) facendo aumentare la sua temperatura, misurata per mezzo di un termometro.

Immagine tratta liberamente da Internet. Se viola i tuoi diritti, contattaci.

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Calorimetro a tazza di caffè

Un calorimetro ottenuto utilizzando una tazza di caffè americano. Il rivestimento concentrico di polistirolo espanso isola la soluzione dall'ambienteesterno. Il calore ceduto dalla reazione chimica (il sistema) passa alla soluzione (l'ambiente) facendo aumentare la sua temperatura, misurata per mezzo di un termometro.

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