Radiazione elettromagnetica ed emissione termica

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(by Test Ammissione)

Spettro elettromagnetico ed emissione termica

Lo spettro delle onde elettromagnetiche prende denominazioni differenti al variare della frequenza \( \nu \) (o, in modo equivalente, della lunghezza d’onda \( \lambda = c/\nu \)), come sintetizzato in (Figura 07.20-01), dove compare anche la scala energetica dei fotoni definita da \( E = h\nu \). A causa dell’enorme estensione in frequenza, la rappresentazione utilizza una scala logaritmica; il visibile ne occupa soltanto una porzione assai ridotta. La regione centrale dello spettro di (Figura 07.20-01), dall’infrarosso (IR) all’ultravioletto (UV), è spesso designata come radiazione ottica (RO) ed è quella tipicamente associata all’emissione termica, ossia all’irraggiamento dovuto alla temperatura del corpo.

Per un solido o un liquido a temperatura elevata, l’agitazione termica induce transizioni tra numerosi livelli energetici di rotazione e vibrazione degli atomi o delle molecole costituenti. Poiché questi livelli sono fittamente distribuiti, lo spettro emesso risulta praticamente continuo: si parla allora di radiazione termica. Le proprietà globali di tale emissione sono descritte da due leggi fondamentali.

La prima è la legge di Stefan–Boltzmann, secondo cui l’intensità totale \( I \) della radiazione (potenza emessa nell’unità di tempo per unità di superficie) è proporzionale alla quarta potenza della temperatura assoluta \( T \):

\[ I = k\,\sigma\,T^4 \]

Qui \( \sigma \) è la costante di Stefan–Boltzmann; esprimendo \( I \) in cal cm⁻² s⁻¹, vale \( \sigma = 1,36 \times 10^{-12}\ \text{cal cm}^{-2}\ \text{s}^{-1}\ \text{K}^{-4} \). Il fattore adimensionale \( k \) (spesso indicato come emissività \( \varepsilon \)) soddisfa \( 0 < k \leq 1 \) e dipende dalle proprietà del materiale e dalla sua superficie. Il limite \( k = 1 \) identifica il corpo nero ideale, assorbitore perfetto per ogni lunghezza d’onda e direzione; per esso lo spettro di emissione è universale, indipendente dalla composizione e dalla geometria. Per corpi reali, per il principio di Kirchhoff, l’emissività media e l’assorbività coincidono alle stesse condizioni spettrali e angolari.

La seconda è la legge di spostamento di Wien, che fissa come varia con la temperatura la distribuzione spettrale dell’emissione: la lunghezza d’onda alla quale l’intensità risulta massima, \( \lambda_{I,\max} \), è inversamente proporzionale a \( T \):

\[\lambda_{\text{lmax}} = \frac{0.2897 \, (\text{cm K})}{T}.\]

In (Figura 07.20-02) sono riportati esempi di distribuzioni spettrali per diversi valori di \( T \). L’evidenza sperimentale è familiare: al crescere della temperatura di un oggetto incandescente, il colore percepito evolve dal rosso scuro verso l’arancio e il giallo, indicando che il picco di emissione si sposta verso lunghezze d’onda più corte. Lo spettro solare è ben approssimato da quello di un corpo nero con temperatura efficace prossima a 5800 K. A temperatura ambiente (circa 300 K), dalla (21,2) si ottiene \( \lambda_{I,\max} \approx 0,2897/300 \simeq 9,7\ \mu\text{m} \): l’emissione è dunque prevalentemente nell’infrarosso.

La produzione di raggi X per solo effetto termico richiede temperature estremamente alte. Per una stima d’ordine di grandezza, consideriamo fotoni di 20 keV: dalla relazione \( \nu = E/h \) si ricava \( \nu \approx 4,8 \times 10^{18}\ \text{Hz} \). Usando \( \lambda_{I,\max}\,T \approx 0,2897\ \text{cm K} \) e \( \lambda \approx c/\nu \), si ottiene \( T \approx 0,2897\,\nu/c \sim 5 \times 10^{7}\ \text{K} \). Tali temperature caratterizzano plasmi astrofisici o condizioni artificiali estreme; in laboratorio, i raggi X sono generati tipicamente per bremsstrahlung in tubi a raggi X, non per emissione termica in equilibrio.

Dal punto di vista microscopico, la forma completa dello spettro termico è descritta dalla legge di Planck, dalla quale discendono sia la (I = k \sigma T^4) sia la (\lambda_{\text{lmax}} = \frac{0.2897\,(\text{cm}\,\text{K})}{T}). Per corpi reali si usa spesso il modello di “corpo grigio”, in cui \( k = \varepsilon \) è circa costante su un intervallo di lunghezze d’onda. In sintesi:

  • l’emissione termica è continua e dipende unicamente da \( T \) per il corpo nero;
  • l’energia irradiata cresce come \( T^4 \) e il massimo spettrale si sposta a \( \lambda \) minori con l’aumento di \( T \);
  • le radiazioni comprese tra infrarosso e ultravioletto costituiscono le radiazioni ottiche (RO);
  • a temperature ordinarie l’emissione ricade nell’infrarosso, mentre l’UV intenso e i raggi X thermici richiedono temperature stellari o condizioni di plasma estremo.

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Spettro delle onde elettromagnetiche

Spettro delle onde elettromagnetiche rappresentato nelle tre scale di frequenza, lunghezza d'onda ed energia associata ai fotoni.

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Spettro delle onde elettromagnetiche

Spettro delle onde elettromagnetiche rappresentato nelle tre scale di frequenza, lunghezza d'onda ed energia associata ai fotoni.

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Intensità delle onde elettromagnetiche

Intensità delle onde elettromagnetiche emesse da un corpo caldo in funzione della lunghezza d’onda a diverse temperature assolute. Le curve mostrate in figura, che soddisfano le leggi di Stefan e Wien, sono note come curve di distribuzione di Planck e possono essere ottenute teoricamente, per un corpo nero, assumendo che le onde elettromagnetiche siano costituite da un “gas” di fotoni. L’area sotto le curve corrisponde all’intensità totale I della.

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