Forza di Lorentz e moto di una particella carica in un campo magnetico uniforme

Editors:
Test Ammissione
All Editors & Disclosures

TOPICS

Definizione

(by Test Ammissione)

Forza di Lorentz

La forza esercitata da un campo magnetico su un conduttore percorso da corrente, descritta dalla legge di Laplace (\mathbf{F} = \Delta \boldsymbol{\ell} i_2 \wedge \mathbf{B}), trova un’analoga espressione per una singola carica elettrica in movimento. Una carica \(q\) che si muove con velocità \(\mathbf{v}\) può infatti essere interpretata come una corrente che scorre lungo la traiettoria della particella. La generalizzazione naturale della \mathbf{F} = \Delta \boldsymbol{\ell} i_2 \wedge \mathbf{B} è la cosiddetta forza di Lorentz, che esprime l’azione del campo magnetico \(\mathbf{B}\) sulla carica in moto.

\[\mathbf{F} = q \mathbf{v} \land \mathbf{B}.\]

Per le proprietà del prodotto vettoriale, \(\mathbf{F}\) è sempre ortogonale a \(\mathbf{v}\) (Figura 07.03-01), e si annulla quando \(\mathbf{v}\) è parallela o antiparallela a \(\mathbf{B}\). Il verso della forza è determinato dalla regola della mano destra e cambia con il segno di \(q\): una carica negativa sperimenta una forza opposta rispetto a una carica positiva con la stessa velocità.

Consideriamo ora il moto di una particella di massa \(m\) e carica \(q\) in un campo magnetico uniforme. Esaminiamo anzitutto il caso in cui la velocità iniziale sia perpendicolare a \(\mathbf{B}\). Dalla \mathbf{F} = q \mathbf{v} \wedge \mathbf{B}. e dalla rappresentazione in (Figura 07.03-01) si deduce che la componente tangenziale della forza è nulla, mentre la componente normale, responsabile della curvatura della traiettoria, ha modulo \(q\,v\,B\):

\[F_T = ma_T = 0,\]

\[F_N = ma_N = \frac{m v^2}{R} = qvB.\]

Le relazioni identificano un moto circolare uniforme, con raggio \(R\) e frequenza angolare \(\omega\) dati da:

\[R = \frac{m v}{q B}\]

\[\omega = \frac{2 \pi}{T} = \frac{v}{R} = \frac{q B}{m},\]

Nel caso perpendicolare, dunque, la particella percorre un’orbita circolare di raggio proporzionale alla quantità di moto \(m v\) e inversamente proporzionale al prodotto \(|q|B\). Il verso di rotazione dipende dal segno di \(q\). La frequenza ciclotronica \(\omega\) non dipende né dalla velocità né dal raggio, ma solo dal rapporto \(|q|/m\) e dall’intensità del campo:

  • Poiché \(\mathbf{F}\) è sempre perpendicolare a \(\mathbf{v}\), la potenza istantanea \(P = \mathbf{F}\cdot \mathbf{v}\) è nulla in ogni istante; il campo magnetico non compie lavoro e l’energia cinetica \(\tfrac{1}{2} m v^2\) resta costante;
  • La frequenza e il periodo del moto circolare uniforme sono indipendenti da \(v\) e da \(R\); di conseguenza, tutte le particelle con identico rapporto carica/massa \(|q|/m\) hanno lo stesso periodo (o la stessa frequenza) in un dato \(B\).

Se la velocità iniziale non è perfettamente perpendicolare al campo, la componente di \(\mathbf{v}\) parallela a \(\mathbf{B}\) rimane costante, mentre la componente perpendicolare produce il moto circolare già descritto. La traiettoria complessiva è quindi un’elica con passo fissato dalla velocità parallela e con raggio determinato dalla velocità perpendicolare: \(R = m v_\perp / (|q| B)\), \(\omega = |q| B / m\).

Esempio numerico. Elettrone in \(B = 0,50\ \text{T}\) con \(v = 3,0 \times 10^6\ \text{m s}^{-1}\). Con \(m_e = 9,11 \times 10^{-31}\ \text{kg}\) e \(|q_e| = 1,60 \times 10^{-19}\ \text{C}\) si ottiene: \[ R = \frac{m_e v}{|q_e| B} \approx 3,4 \times 10^{-5}\ \text{m}, \quad \omega = \frac{|q_e| B}{m_e} \approx 8,8 \times 10^{10}\ \text{rad s}^{-1}, \quad T = \frac{2\pi}{\omega} \approx 7,2 \times 10^{-11}\ \text{s}. \] Il raggio dell’orbita è quindi dell’ordine di decine di micrometri e il periodo è dell’ordine di decine di picosecondi.

L’evidenza sperimentale degli effetti della forza di Lorentz sulle particelle cariche, inclusa la curvatura delle traiettorie e la selezione in frequenza, è illustrata nella (Figura 07.03-02).

Image Gallery

Forza di Lorentz su una carica in un campo magnetico

(a) La carica q si muove con velocità v in un campo magnetico B: essa è sottoposta alla forza di Lorentz F, ortogonale al piano individuato dai vettori v e B. (b) Schema che mostra la forza che agisce su una carica q che si muove con velocità v perpendicolare alla direzione di B. Il campo magnetico è perpendicolare al piano della figura e ha verso uscente.

Immagine tratta liberamente da Internet. Se viola i tuoi diritti, contattaci.

Image Gallery

Forza di Lorentz su una carica in un campo magnetico

(a) La carica q si muove con velocità v in un campo magnetico B: essa è sottoposta alla forza di Lorentz F, ortogonale al piano individuato dai vettori v e B. (b) Schema che mostra la forza che agisce su una carica q che si muove con velocità v perpendicolare alla direzione di B. Il campo magnetico è perpendicolare al piano della figura e ha verso uscente.

Immagine tratta liberamente da Internet. Se viola i tuoi diritti, contattaci.

Image Gallery

Moto di particelle cariche in un campo magnetico

Fotografia del moto di particelle cariche in un campo magnetico ortogonale alla loro traiettoria: la perdita di energia per emissione di onde elettromagnetiche (invisibili nella fotografia) causa una continua diminuzione del raggio delle traiettorie. Un antiprotone (protone negativo) arriva da sinistra e colpisce un nucleo di neon sfasciandolo. Ne escono varie particelle cariche (quelle neutre come i neutroni non sono rivelabili con il particolare rivelatore – camera a streamer) che vengono deviate dal campo magnetico ortogonale all’immagine secondo la relazione (17.8). Poiché le tracce visibili sono costituite da ioni, formati nel materiale del rivelatore (gas) dal passaggio delle particelle cariche prodotte nelle collisioni con atomi di gas, quelle più grosse (e che deviano meno) sono nuclei leggeri (elio, litio). La traccia verso il basso a sinistra è dovuta a un protone che si ferma nel rivelatore: l’aumento di ionizzazione corrisponde al picco di Bragg mostrato in Figura 22.4. La traccia in basso di maggiore curvatura è di un mesone π⁺ che decade in un mesone μ⁺ e in neutrini (invisibili) nel vertice a V capovolta. Il mesone μ⁺ (di massa minore del mesone π⁺) esegue una traiettoria elicoidale perdendo energia elettromagnetica, diminuendo la sua energia cinetica e quindi il raggio della traiettoria fino al punto in cui, dopo una vita media caratteristica, a sua volta decade in un elettrone positivo e⁺ (molto più leggero) e in neutrini (non rivelati), dando luogo alla traccia che esce dal fotogramma a destra.

Immagine tratta liberamente da Internet. Se viola i tuoi diritti, contattaci.

Key Points