Campo elettrico e potenziale elettrostatico

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Test Ammissione
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Definizione

(by Test Ammissione)

Campo elettrico

Si consideri una carica sorgente Q e una carica di prova q, positiva, puntiforme e di modulo trascurabile rispetto a |Q|. La presenza di Q modifica lo spazio circostante generando una distribuzione di forze che agiscono su q in qualunque punto essa venga collocata; si parla, dunque, di un campo di forze elettriche, ovvero di un campo vettoriale associato a Q, come suggerito in (Figura 06.03-01). Per definizione, l’intensità del campo elettrico è il vettore:

\[\mathbf{E}=\frac{\mathbf{F}}{q}\]

dove \(\mathbf{F}\) è la forza che agisce sulla carica esploratrice q. Le dimensioni fisiche sono \([M L T^{-2} Q^{-1}]\) e l’unità SI è il newton per coulomb (N·C⁻¹). In un punto P, la direzione di \(\mathbf{E}\) coincide con quella della forza esercitata su q; il verso è lo stesso della forza se q è positiva (Figura 06.03-01).

In virtù della legge di Coulomb (\mathbf{F} = K \frac{q_1 q_2}{r^2} \left( \frac{\mathbf{r}}{r} \right)), il campo elettrico generato da una carica puntiforme Q, immersa in un mezzo con permittività \(\varepsilon = \varepsilon_0 \varepsilon_r\), assume la forma:

\[
\mathbf{E}(\mathbf{r})=
\frac{1}{4\pi\,\varepsilon_0\,\varepsilon_r}\,
\frac{Q}{r^2}\,\hat{\mathbf{r}}
= \frac{1}{4\pi\,\varepsilon_0\,\varepsilon_r}\,
\frac{Q\,\mathbf{r}}{r^3}
\]

dove \(\mathbf{r}/r\) è il versore radiale che individua la direzione del campo. In presenza di più sorgenti, il campo totale è la somma vettoriale dei contributi delle singole cariche, come illustrato dalle linee di forza in (Figura 06.03-02). Se il campo non dipende dal tempo, si parla di campo elettrostatico.

Il campo elettrostatico è conservativo: il lavoro compiuto lungo una qualunque traiettoria dipende solo dagli estremi. L’energia potenziale di una carica q in un campo coulombiano prodotto da una carica puntiforme Q risulta:

\[ U(r) = \frac{Q q}{4 \pi \varepsilon_0 \varepsilon_r} \cdot \frac{1}{r} \]

ossia è inversamente proporzionale alla distanza r tra le due cariche. Il potenziale elettrico nel punto P è definito come il rapporto tra l’energia potenziale U della carica q posta in P e la carica stessa:

\[V=\frac{U}{q}\]

Per una singola carica puntiforme Q (potenziale di monopolo), dalle (U(r) = \frac{Q q}{4 \pi \varepsilon_0 \varepsilon_r} \frac{1}{r}) e (V = \frac{U}{q}) segue:

\[V(r)=\frac{Q}{4\pi\varepsilon_o\varepsilon_r}\cdot\frac{1}{r}\]

La differenza di potenziale elettrico (d.d.p.) tra due punti A e B è il lavoro, cambiato di segno, che il campo effettua per trasportare una carica positiva unitaria da A a B:

\[\Delta V=V_B-V_A=-\frac{L_{AB}}{q}\]

Assumendo come riferimento il punto all’infinito e ponendo \(V_B = 0\), si ottiene:

\[-V_A=-\frac{L_{A\infty}}{q},\text{ da cui }V_A=\frac{L_{A\infty}}{q},\]

cioè il potenziale nel punto A coincide con il lavoro compiuto dal campo per condurre una carica positiva unitaria da A all’infinito. L’unità SI della d.d.p. è il volt (V), pari a joule per coulomb (J·C⁻¹). Strumenti quali elettrometri e voltmetri misurano differenze di potenziale.

Per descrivere fenomeni su scala atomica si introduce l’elettron-volt (eV), definito come il lavoro compiuto su una carica pari a quella elementare e nel passaggio attraverso 1 V: con \(e = 1,6\cdot10^{-19}\) C si ha \(1\ \text{eV} = 1,6\cdot10^{-19}\) J.

Il legame tra campo elettrico e potenziale si ottiene ricordando che il lavoro elementare è \(\mathrm{d}L = \mathbf{F}\cdot \mathrm{d}\mathbf{r}\). Se lo spostamento \(\Delta r\) è collineare a \(\mathbf{E}\), usando (\mathbf{E} = \frac{\mathbf{F}}{q}) e (-V_A = - \frac{L_{A\infty}}{q}, \quad \text{da cui} \quad V_A = \frac{L_{A\infty}}{q}) si ricava:

\[L=qE\Delta r=-q\Delta V,\]

da cui:

\[E=-\frac{\Delta V}{\Delta r}\]

Conseguentemente, il campo può essere espresso anche in volt su metro (V·m⁻¹) oltre che in newton su coulomb. In generale, per percorsi arbitrari vale la relazione integrale \(\Delta V = - \int_A^B \mathbf{E}\cdot \mathrm{d}\mathbf{r}\), e nella forma locale \(\mathbf{E} = - \nabla V\). Le superfici equipotenziali sono ovunque ortogonali a \(\mathbf{E}\).

Il potenziale consente una trattazione scalare del problema, evitando la gestione esplicita dei vettori, ed è particolarmente utile per campi generati da più cariche: in tal caso, il potenziale in un punto è la somma algebrica dei potenziali dovuti alle singole sorgenti (principio di sovrapposizione). Per completezza, si ricorda che nel vuoto \(\varepsilon_r = 1\), mentre nei materiali dielettrici \(\varepsilon_r > 1\) e la presenza del mezzo riduce l’intensità del campo rispetto al vuoto a parità di carica sorgente:

  • Il campo elettrostatico è conservativo, quindi il lavoro su circuiti chiusi è nullo e \(\nabla \times \mathbf{E} = \mathbf{0}\);
  • Il potenziale è definito a meno di una costante additiva; fissare \(V(\infty)=0\) determina un riferimento naturale per distribuzioni di carica localizzate;
  • Le linee del campo escono dalle cariche positive ed entrano nelle negative; le superfici equipotenziali risultano perpendicolari a tali linee;
  • In presenza di distribuzioni continue di carica con densità \(\rho(\mathbf{r})\), si possono utilizzare le forme integrali: \(\mathbf{E}(\mathbf{r}) = \frac{1}{4\pi \varepsilon_0 \varepsilon_r}\int \rho(\mathbf{r}') \frac{\mathbf{r}-\mathbf{r}'}{|\mathbf{r}-\mathbf{r}'|^3}\,\mathrm{d}\tau'\) e \(V(\mathbf{r}) = \frac{1}{4\pi \varepsilon_0 \varepsilon_r}\int \frac{\rho(\mathbf{r}')}{|\mathbf{r}-\mathbf{r}'|}\,\mathrm{d}\tau'\);
  • Le grandezze misurabili includono: differenza di potenziale (voltmetri/elettrometri), campo elettrico (N·C⁻¹ o V·m⁻¹), energia e lavoro (joule, con la scala alternativa in eV).

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Linee di forza del campo elettrico

Le linee di forza del campo elettrico E generate da una carica puntiforme positiva (a) sono radiali, con verso che si allontana dalla carica. Nel caso di una carica negativa (b) le linee di forza del campo elettrico sono dirette verso la carica puntiforme.

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Linee di forza del campo elettrico

Le linee di forza del campo elettrico E generate da una carica puntiforme positiva (a) sono radiali, con verso che si allontana dalla carica. Nel caso di una carica negativa (b) le linee di forza del campo elettrico sono dirette verso la carica puntiforme.

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Linee di forza di quattro cariche positive

Linee di forza del campo elettrico determinato da quattro cariche puntiformi positive uguali. Il campo elettrico viene ricostruito vettorialmente sommando i contributi di ciascuna carica elettrica.

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